Acel Hotel

Dove eravamo rimasti?

chi e cosa si sta muovendo all'Acel Hotel? Tutto sembra contro Alessio, che tenta la fuga (50%)

Dal fuoco e dal limbo, nel ticchettio di un orologio senza tempo

Emma era nuda innanzi a lui, nel suo corpo incantevole; i suoi seni turgidi gli sfioravano le braccia e il petto, mentre lei stessa gli sfilava la maglietta, raggiuntolo alle spalle, accennando un bacio sul collo, girandogli poi attorno. La pelle eburnea di lei profumava di muschio e sonorità sconosciute sembravano arpeggiare lontane; Alessio rimaneva immobile, senza parole, mentre quelle piccole mani dalle dita sottili e curiose, gli sfiorarono il volto, seguendo piano il suo profilo. E lei sembrava vibrare nei sussulti di lui che, incredulo, le cingeva i fianchi aspirando il suo profumo, mentre i lunghi capelli rossi di lei ondeggiavano sul suo corpo tremante.

Pochi passi, avvertiti appena, e la porta si aprì di colpo.

La giovane donna, raggiunta la loro stanza, si lanciò su Emma, gridando parole senza senso, librando il suo coltello nell’aria, colpendola alla schiena più volte, senza indecisione, fino a farla cadere tramortita in terra.

Cos’hai fatto!” gridò Alessio, andato solo dopo qualche istante a dividerle; si chinò su Emma, ma i suoi occhi si perdevano già nel vuoto. Si rialzò sgomento, mentre l’ultima venuta cercava qualcosa nel suo zaino, lasciando cadere in terra il coltello.

Chi sei tu, ora, per arrivare qui,e uccidere!” esclamò lui, fissandola.

Mi chiamo Sabrina, ma il mio nome non ha importanza – e si accasciò in terra, distrutta. Poi, con un fil di voce, alzato lo sguardo verso di lui, aggiunse – ti ho appena salvato la vita, mio malgrado. Ora puoi ricomporti. Quest’essere non era una donna…” ma non finì la frase, perchè il suo stesso coltello le trafisse il cuore, smorzando la sua voce per sempre, in quel silenzio macabro. Fu Emma infatti a rialzarsi, scrollandosi la schiena e, di nuovo in piedi, sussurrò:

Ha ragione: io non sono una semplice donna… e tu non sei un uomo qualsiasi. Sei lui…” e fra le sue dita sottili comparve un orologio dal coperchio intarsiato; la donna lo aprì e glielo mostrò, facendolo oscillare lentamente davanti ai suoi occhi; quindi, accarezzandogli il volto in quel suo sguardo smarrito, gli sfiorò le labbra con un dito, facendolo vibrare di energie febbrili e sconosciute.

Un misterioso ticchettio risuonò nella stanza, mentre quelle strane lancette si muovevano secondo ritmi sconosciuti, rigorosamente al contrario.

Vuoi giocare con me, finalmente? Sarà bellissimo…” riprese lei, fissandolo.

E uscì dalla stanza, mentre gli occhi di lui la seguivano, avidi.

“Ti piace muoverti nel buio? – continuò Emma – o preferisci giocare col fuoco? – e alcune fiamme divamparono improvvise alla sua destra, circondando poi entrambi in pochi istanti – sei finalmente giunto a me, mio cavaliere della notte eterna… ”

Alessio crollò sulle ginocchia, impietrito e affascinato, fissando quelle curve sinuose in un corpo statuario e possente, mentre quell’orologio ondeggiava tra i suoi seni, sospeso nel vuoto.

“Cosa vuoi da me…? Chi sei, veramente?” osò appena dire, costernato, abbandonandosi a lei che, stringendo la sua mano a pugno, lo costringeva a ripiegarsi in se stesso, trafitto da un dolore sconosciuto, misto a un vago piacere.

“Sono la fine, sono l’inizio… Il tuo inizio…” e le fiamme si spensero, mentre lui, ripreso vigore, le prendeva la mano, sussultando al solo tocco.

Al piano terra, nel frattempo, un sibilo improvviso rimbalzava di specchio in specchio.

Fu il ramo di un albero, dalla strada, a infrangere quel silenzio muto, urtando i vetri, con violenza, mentre un vento impetuoso fischiava fra gli infissi, ululando mentre gli specchi mostravano nuovamente il mare; il vento superò poi le cornici, invadendo gli ambienti, scuotendo i lampadari tintinnanti. Poi un’onda, un’altra, fluire dall’interno all’esterno, in uno scroscio d’acqua e salsedine. Ma non c’era solo acqua, non c’era solo vento, non c’era solo quel sibilo, continuo e persistente… D’un tratto, un volo radente di pipistrelli si mescolò a corvi che andarono moltiplicandosi, in un battee d’ali continuo. Il mare si quietò di colpo e una luna rossa saettò negli specchi, mostrandosi in riflessi continui, mentre al centro della sala una sagoma prendeva forma. Era una donna: la sua pelle profumava di mare e il suo volto, dai lineamenti delicati, sembrava mutare fra serpi aggrovigliate nei lunghi capelli. Era manifesta, finalmente, non aveva più bisogno di nascondersi. I tempi erano maturi e fra le mani teneva una piccola luce, stringendo le mani al petto. Al collo, un ciondolo a forma di infinito.

Sono pronti – sussurrò una voce femminile, mentre una sagoma restava nell’ombra – e per le tue cene sontuose, stanno arrivando da ogni parte…”

Nessuno turberà più le cene di Ecate! Non avere timore, mia devota: avrai, con le altre, di che nutrirti anche oggi; la prescelta ha già mietuto. Ora va’, vigila su di lui. Lei mi cercherà, quando il rito sarà compiuto. Alessio è mio, ma lei questo non lo sa.”

Fluì nel corridoio come nuvola densa per poi sfilacciarsi fino a farsi nebbia e scomparire.

Cosa vuole Emma da Alessio?

  • Emma ottiene i servigi di Alessio e procedono insieme (33%)
    33
  • Ecate giunge e si manifesta (17%)
    17
  • Alessio cerca di opporsi a Emma per dominarla (50%)
    50
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38 Commenti

  • Difficile commentare senza essere ripetitivo. Il mio pensiero è comune alla maggior parte dei commenti precedenti. Grande coinvolgimento, soprattutto, mai scontato. La maestria innata in Katia, nella scelta delle parole più appropriate, instilla in me, una sana invidia.

  • Riuscire a mantenere la narrazione fluida e priva di intoppi con questo format non dev’essere stato un lavoro per nulla facile.
    Bello! Sempre molto variegato nei dettagli di personaggi, luoghi e dialoghi, si riesce a immaginare tutto nella propria mente in maniera spontanea e senza difficoltà.

    • Grazie Curtain! È stato molto interessante lavorare per capitoli, ma sicuramente conoscere bene i propri personaggi li sa collocare all’interno di qualsiasi eventualità, perché sono loro che dirigono gli eventi. Fare derivare una trama dai personaggi permette di potersi muovere liberamente ma nella loro coerenza. A presto!

  • L’autrice gestisce bene i personaggi di questa storia seducente, che si alternano i ruoli di prigionieri e aguzzini: nella lore amadiaca neppure le entità superumane possono scappare al senso di prigionia intrinseco nella condizione umana. Il lato umano di Aceldama, alleati e avversari porta a empatizzare con loro e a sentirli non cosí distanti nonostante la loro natura ultramondana, operazione non semplice. Il lettore si inoltra tra i meandri di un luogo che pur intrattenendo lo porta a riflettere sull’attaccamento verso il passato e sulla difficoltà/necessità di imparare a lasciarlo andare. Alla prossima!

    • Grazie Sabrina! Ecate, Aceldama, l’hotel, Alessio viaggiano con me da anni, a partire da “Il libro di Aceldama”. Sono dentro di me. Lavoreremo ancora comunque sulla costruzione dei personaggi anche al secondo livello del corso sul romanzo da ottobre prossimo, e già non vedo l’ora di lavorare insieme!

  • Ciao Katia, niente da eccepire. I personaggi dei tuoi racconti che tornano interperriti portando mistero e passione. Mi è sempre piaciuto il modo in cui metti insieme le frasi scegliendo le parole appropriate, quasi una prosa. Complimenti ciao

    • Grazie Luigi! È stato molto stimolante lavorare coi miei personaggi realizzandone un prequel che ne lasciasse intatte le caratteristiche senza svelare troppo i possibili sviluppi. Il seguito in ‘Gira le lancette. Esprimi un desiderio” ma è già in cantiere molto altro….

  • Impossibile non farsi coinvolgere dal ritmo del racconto. Brava Katia, hai fatto la cosa più saggia: fondere diverse opzioni tra loro. Ma ora, il vero arcano! Come farai che tutti votano per l’accordo? Come sempre c’è una scappatoia: gli accordi possono essere traditi… e i tradimenti meritano vendetta! Al prossimo capitolo, ciao!

  • Bell’inizio, ottima la descrizione della location, un po’ meno quella dei personaggi, che sicuramente saranno sviluppati in futuro. Stile molto bello e accattivante, ideale per questo genere, trascina il lettore e lo coinvolge “da dentro”. Concordo con Keziarica: un uso più sobrio degli aggettivi forse aumenterebbe la scorrevolezza del testo, che comunque non risulta dispersivo. Ma qui dipende dai gusti. In fondo, nell’horror, spesso sono proprio gli aggettivi a fare la differenza. Ho votato per la donna misteriosa ed Emma che si incontrano, ma non mi dispiacerebbe nemmeno che Emma seducesse Alessio (opzione del primo episodio), un po’ di sano e raffinato eros non guasta mai. Aspetto il prossimo!

  • Eccoci qui col secondo capitolo e diamine, come sempre riesci ad affascinarmi con queste atmosfere decadenti.
    Mannaggia lo voglio vedere dal vivo questo hotel!

    Come sempre complimenti, e sono curioso di capire perché ad il nostro Alessio non gliene va bene una !

  • Ciao, Katia.
    quindi Alessio ha trovato un’ospite dell’albergo… una nuova a quanto pare. Vediamo che succede in seguito, ho votato la prima opzione.
    Se posso permettermi, usi molti aggettivi, forse un minore utilizzo renderebbe la lettura più scorrevole. È solo la mia opinione, fanne quello che credi. 🙂
    Alla prossima!

    • Ci sono diverse novità da scoprire all’interno dell’hotel, un luogo che davvero ha saputo stupirmi. Si chiamava Hotel Touring, così l’ho chiamato negli altri miei romanzi, e il suo fascino si sviluppava su cinque piani esattamente da vivere, fuori e dentro. A presto! katia

  • Ciaom, Katia.
    Bello questo incipit, ci manca un punto qua e una parolina là, ma credo si tratti di errori di battitura.
    Mi piacciono gli horror, mi piacciono gli hotel abbandonati e mi piace il mare d’inverno. Direi che gli ingredienti per una storia da seguire ci sono tutti. Voto per gli altri ospiti dell’albergo e seguo.
    Alla prossima!

    • L’albergo è esistito davvero, vecchio ospite di fantastiche avventure fin dal mio primo romanzo edito “I cieli della luna”, ma qui ho voluto dare spazio a personaggi nuovi, con sviluppi inaspettati anche per me, forse. La progettazione è fatta; sarà un piacere proseguire insieme. katia

  • Ciao, non male questo incipit!
    Ho sempre apprezzato i racconti incentrati nei vecchi hotel con gli spiriti, per qui seguo più che volentieri!
    Ho notato un paio di errori di punteggiatura, causati probabilmente da un istante di distrazione, ma per il resto seguo molto interessato!

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