Cocaine

Soliloquio

La nostra storia inizia in America, la terra delle mille opportunità, il nostro protagonista si chiama Mark ed è un ragazzo di origini italiane ma nato, come tanti compaesani, in un’altra nazione: gli Usa.

Paure e fobie

Mark ha sempre avuto voglia di successo, fama e soldi ma la storia della sua famiglia l’ha sempre preceduto, certo lui non è mai stato un bonaccione, si dice che tra gli amici veniva chiamato “Il rissa” proprio per i suoi modi violenti e spesso gratuiti. Era un pomeriggio di primavera quando Mark un fresco 20enne incontra per la prima volta Paul, uno spietato e sanguinario criminale della mala italo americana di Little Italy. Quel giorno Paul e Mark si trovavano nella stessa pasticceria, per due motivi diversi: il primo per estorcere soldi al proprietario del negozio che aveva – secondo Paul: “Il brutto vizio di avere fin troppo coraggio ma poche palle”; Il secondo, invece, si trovava lì per comprare dei dolciumi da portare in dote alla sua fidanzata, una delle poche donne con cui Mark è sempre gentile e cordiale. Tornando ai fatti, Paul non si presenta in abiti formali, entra nella pasticceria con uno strano cappello militare, una canottiera bianca sporca di sugo, o forse sangue questo non c’è dato saperlo, e un pantolone che tocca terra, cominciando ad attaccare brighe con il negoziante urla: “Ma tutta questa bella pasticceria lo sai che è roba nostra? Servi i clienti va, che dopo parliamo” – indicando Mark. Il pasticciere in un impeto di rabbia risponde indispettito: ” Vaffanculo Paul, vieni sempre qui a scassare i cugghiuni”, Paul non la prende bene, ma con serenità e tranquillità atavica stacca un pezzo di bancone e si lancia dietro alla cassa pronto a prendere a sprangate il negoziante, Mark ne rimane stupito ma anche assuefatto e tra sè e sè si domanda: “Perchè nessuno fa niente? Come può un solo uomo trasmettere tanta paura? ” Paul spacca il naso al pasticciere e mentre il sangue scorre sulla sua faccia indica con il dito tremolante la cassa e ripete più volte: “Prenditi quello che c’è, ma per favore lasciami stare” – Paul risponde sorridendo e guardando i clienti terrorizzati: “Avete visto? Le buone maniere risolvono sempre tutto” e poi con tutta calma va via dopo aver preso il malloppo. Mark è sempre più stupefatto, così decide di fermarlo: “Scusa, ti chiami Paul giusto?” domandò il giovane – ” E tu chi cazzo saresti” – rispose Paul – “Mi chiamo Mark, ho bisogno di qualche soldo, ho visto che si possono fare bei soldi in modo facile facile oggi. Potresti insegnarmi qualche trucco o farmi lavorare con te?” – La domanda di Mark insospettì Paul che in un primo momento guardò male Mark e poi si voltò pronto per andare via, ma alla fine si girò e disse: ” Vuoi imparare qualcosa? Passa domani alle 15:00 al Bar da Norris, ho qualcosa per te”.

Mark deve incontrare Paul?

  • Sì, ma deve portare con sè un'arma per sicurezza (50%)
    50
  • No, Mark può farcela da solo, non ha bisogno di fare il galoppino (0%)
    0
  • Sì, Paul è perfetto per fargli scalare il mondo criminale (50%)
    50
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5 Commenti

  1. Allora allora allora…. Il racconto mi piace parecchio, lo seguo interessato!!

    Ho notato qualche piccola svista qui è lì, dovuta probabilmente ad un attimo di distrazione, eppure il concept generale mi piace un casino!
    Se hai piacere posso indicarti un paio di punti da rivedere ma per il resto vai alla grande!!

      • Eccomi qui bello!

        Allora inizio a darti giusto qualche consiglio, prendili comunque con le pinze che non sono proprio una grande cima xD

        Allora, la scritta”Paura e fobie” ti consiglierei di metterla centrale, usando la formattazione, messo così di lato è un po’sprecato.

        il primo per estorcere soldi al proprietario del negozio che aveva – secondo Paul: “Il brutto vizio di avere fin troppo coraggio ma poche palle”; Il secondo….
        In questo caso hai aperto un inciso con la – però non lo chiudi, inoltre in questo caso il ; per me non andrebbe, o meglio, io non sono un grande amante del punto e virgola xD

        ma con serenità e tranquillità atavica stacca un pezzo di bancone e si lancia… Il termine stacca non lo trovo proprio adeguato, nel senso che se stacca il bancone (minchia che forza xD) non si capisce perché dopo va dietro allo stesso per picchiare il pasticcere. Più che stacca penso che tu volessi intendere salta, oppure aggira.

        In generale direi che tutto il resto va bene, torno a dire, l’ambientazione è una bomba, mi piace un botto!

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