Essere Roberto Saviano.

1.1

Napoli, Aprile 2019. 

Via Terracina è silenziosa e poco illuminata; l’alba non è ancora sorta ed i colori del giorno si affacciano timidi, nascosti dal profilo dello Stadio San Paolo. 

In lontananza, sentiamo il rumore dei dischi di ghisa che battono sul metallo quando sollevati ed abbassati. Per strada non c’è un’anima, sono le 4.30. 

Un condominio come tanti riceve i primi raggi dalle larghe finestre. Seguiamo il rumore: è un appartamento abitato da un giovane di quasi due metri, sta usando dei grossi manubri mentre si osserva allo specchio. Il profilo ebano è imperlato e risplende alla luce che lo taglia netto in due metà. Il rumore che ci ha condotto a lui si alterna a grugniti e grossi respiri; sembra voler andare avanti all’infinito.

Lentamente abbassa i manubri e si siede sul letto disfatto, sistemato in un angolo. Si distende ed inizia a guardare a raffica storie di Instagram, mentre riprende fiato. Trova una sua foto di qualche estate fa, mentre era ad Ibiza; rivede quella sua silhouette scolpita ma ancora troppo magra; il suo braccio adesso è forse dello stesso diametro di quel bacino. Fa un ingrandimento con le due dita, come a misurare, poi si alza in piedi e si toglie la maglietta: posa per qualche minuto, contraendo i bicipiti e spremendo i pettorali. Sbircia, sospettoso, fuori dalla finestra per vedere se qualcuno lo sta osservando (e se anche ci fosse, cosa importa?), dopodichè getta il cellulare sul letto, scuote la testa e riprende i manubri. 

Sottovoce conta la ripetizioni, ma con la mente sembra vagare da tutt’altra parte. I suoi occhi sono lucidi, forse per il sudore, forse per le lacrime.

ESSERE ROBERTO SAVIANO.

La Gymmis è la palestra che tutti sognano. Ispirata alla Gold’s di Venice Beach, accoglie ogni giorno professionisti del bodybuilding, modelle ed influencer in una vera e propria oasi di sudore, grida di dolore, gesso e metallo. Non c’è attrezzo o piatto di ghisa che non sia in movimento, 24 ore su 24; è la vera e propria “fabbrica” dei fisici che vediamo sulle riviste, nelle televisioni e sui profili Instagram più disparati. Troviamo gruppi di atleti che occupano le panche per ore pur di sollevare quintali sopra la loro testa; ginnaste cosparse di magnesio che ondeggiano fra anelli fluttuanti; anziani che si organizzano in circuiti, prendendo tutto lo spazio disponibile; biondine che controllano i feeds mentre corrono sui tapis roulant; infine ragazzini, che in palestra ci vanno per parlare. E rimorchiare.

  • Uà bro, guarda a quella!

  • Quale?

  • Il cotechino col leggins.

  • Non stanno a scuola nostra?

  • L’altra è carina, sta in 4^D.

  • Finito?

  • Si, tocca a te. Forse la tengo aggiunta.

  • No vabbè, come si chiama?

  • Fatti i cazzi tuoi.

  • Ja, latrina!

  • Devi continuare?

  • Sto recuperando.

  • Allora cammina, te le faccio conoscere.

Vediamo le teste dei due sedicenni, una ricoperta da folti boccoli biondi, l’altra nascosta da un berretto dei Bulls, avvicinarsi baldanzosi a due ragazzine dai capelli sciolti che, chiacchierando indistintamente, stanno montando dei pesanti dischi su una sbarra; i movimenti dei quattro sembrano quasi troppo rilassati, rispetto alla frenesia circostante.

  • Ciao ragazze!

  • Mh, ‘ao.

  • Ciao Camila! Vuoi una mano?

  • Veramente siamo apposto, caro.

  • Io però l’avevo chiesto a lei.

  • Comunque Alessandro, piacere.

  • uà frà, ci avessero cacato?!

  • ma che è, “pia-ce-re-alessandro”?!

  • Oh, ma che vuoi…

  • Ragazzi scusate, state usando i cavi?

Qualcuno, da dietro, interrompe il loro confronto; si girano di scatto, prima stizziti, poi sorpresi alla vista di due grossi pettorali marroni che spuntano fuori da una minuscola canottiera.

  • I cavi, uagliù.

Fanno diversi passi indietro, facendo di no con la testa a quella montagna umana – non riescono nemmeno a guardarlo negli occhi. Corrono verso l’attrezzo più vicino, perdendo di vista le due ragazze.

  • Ma chi è quello?

  • Zitto, vieni qui: quello è Michele Marechiaro, campione di bodybuilding!

  • Ma è una bestia!

  • 2 metri per 110kg.

  • Scommetto che alza a me e a te assieme.

  • Uà, quello alza a me, a te e a nonn’t!

  • Guarda il suo profilo: 158m follower, è stato in America, a Dubai, in Thailandia…

I due ragazzi, in un angolo, fissano il cellulare per alcuni minuti, spiando Michele. 

Lo osservano stupiti mentre aiuta le due ragazze di prima a montare dei dischi, invidiosi e fieri allo stesso tempo della facilità con la quale quel gigante va in giro. Il suo sorriso d’avorio e la sua stazza maestosa sembrano capaci di aprire ogni porta. Con un po’ di spavalderia, iniziano a farsi gioco della sua camminatura plastica: la trovano comica. Molte altre persone, lì intorno, notano Michele ed alcuni, senza volerlo, iniziano a gonfiare il petto e ad allargare le braccia, imitando la sua andatura.

Michele sta lavorando i tricipiti ai cavi; ad ogni ripetizione, invece di espirare, urla; l’ambiente si satura interamente della sua voce, sono tutti all’erta. Poi un tonfo metallico: Michele lascia la presa, si zittisce. Tutti riprendono con i loro esercizi. 

  • 60 secondi di pausa. Chissà se Paola mi ha commentato le storie… 

Cosa vi piace del personaggio di Michele?

  • Niente di tutto questo, non mi piace affatto! (22%)
    22
  • Si intravede il suo disagio. (56%)
    56
  • E' ben descritto fisicamente. (22%)
    22
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56 Commenti

  1. ho letto tutti i 4 capitoli insieme e devo dire che anch’io sono rimasta un po’ sconcertata dalla differenza tra il realismo dell’inizio e l’assurdo/comico del seguito. comunque questo capitolo a Ibiza mi ha fatto ridere!
    io ti direi solo di ricontrollare l’ortografia prima di pubblicare, tipo “sì” con l’accento quando è avverbio di affermazione e “po’ ” con l’apostrofo e non con l’accento.

  2. Sono riuscito a recuperare la tua storia, dovendo però superare un po’ di scogli come la formattazione dei dialoghi molto peculiare, l’ambientazione italica e il genere “comico” (ok, l’hai inserita in quello fantascientifico, ma per il momento sembra più una commedia un po’ surreale), ma continuerò a seguirla perchè sono curioso di sapere dove si va a parare. Ammetto però che sono rimasto un po’ perplesso da quest’ultimo capitolo, che mi sembra un po’ andar contro la premessa iniziale. Ovviamente sei tu al timone e non discuto le tue scelte, ma da lettore avrei preferito vedere il nostro protagonista (che mi piace molto, a proposito) alle prese con una versione di Saviano più “verosimile” che avrebbe fatto contrasto con la sua personalità. Trasformarlo nell’amante di Salvini in combutta con lui in qualche misterioso piano può essere divertente per una parodia, ma la trovo un’idea meno interessante per questo tipo di storia, perchè il personaggio che mi stai presentando non è più, appunto, Roberto Saviano.
    Comunque basta romperti le scatole, siccome abbiamo intrapreso la via del trash voto per l’udienza, ma Paco sarà ascoltato solo dopo aver… registrato un video su Tik Tok 😛

    • Ciao :)) ho riletto tutto, ispirato dal tuo commento e… Devo dire che hai ragione, ha proprio un tono comico! Non volevo onestamente xD
      Mi dispiace che tu abbia fatica a leggere i dialoghi : sono scritti molto velocemente e credo di dover migliorare su questo punto. Non ho capito in che modo ti confonda l’ambientazione, però.
      Riguardo a Saviano – e Salvini – ho voluto sperimentare. Mi dispiace non ti sia piaciuto l’abbinamento. In qualche modo ho tradito la premessa iniziale (quella del realismo, del contrasto Michele/Saviano) e mi hai fatto riflettere. Grazie. Non perdere il prossimo capitolo! A presto!

  3. Secondo me questo era un capitolo difficile da gestire, sia per la presenza di due personaggi realmente esistenti, sia per il contesto, che rischiava di andare a creare una scena troppo sopra le righe, e secondo me hai ottenuto un ottimo risultato! Il dialogo tra Salvini e Saviano, pur essendo chiaramente fantasioso, è allo stesso tempo credibile e ben gestito, così come la loro descrizione; poi mi ha divertito l’idea che due acerrimi nemici, almeno in pubblico, siano in privato pappa e ciccia e si insultano per fini politici ben precisi, anche perché sono sempre stato convinto che siparietti del genere accadono più spesso di quanto si pensi. Voto per l’arma che cade!

  4. Ciao, Gianluca.
    Presi per spie e torturati, vediamo che t’inventi… so che troverai un modo per rendere la cosa indimenticabile.
    E ed notare nel corpo di un’altra persona e farlo in maniera credibile non è cosa facile, tu lo hai descritto molto bene.
    Il cocktail che suda è un’immagine fantastica e mi è parso di stare a bordo piscina con i due.
    Non saprei che altro aggiungere… ah sì: ma Saviano bacia Salvini?
    Bene, ora aspetto il nuovo episodio e ti auguro una buona domenica.
    Alla prossima!

  5. Oddio, ma questa storia è uno spettacolo! Sono contenta di averla trovata adesso, che è iniziata da poco! Io ho spedito il buon Michele a Ibiza con Salvini – ti confesso che ho un po’ paura del livello di trash che potremmo raggiungere (non che la storia sia trash: è stranamente dolce).
    Due domande: 1) Perché hai scelto di rendere i dialoghi in stile copione, con i pallini? 2) Come diavolo hai fatto a mettere i colori?

    Ti seguo più che volentieri!

    • Ciao tesoro, grazie per essere passata. Sono lieto ti stia piacendo.
      In realtà sto provando un nuovo stile. Al momento non ne sono troppo soddisfatto; spero comunque il racconto sia godibile.
      C’è una finestra per modificare la formattazione ulteriormente, quando pubblichi il capitolo. Nei miei racconti precedenti ho usato questo strumento e gli ipertesti per arricchire l’esperienza di lettura, puoi controllare.
      A presto 🙂

  6. Mi ha fatto molta tenerezza Michele che, a suo agio nella palestra, un po’ il suo habitat naturale, si dimostra in realtà abbastanza goffo nelle interazioni sociali, con abitudini alquanto bizzarre 😀
    Molto divertente e vivace il capitolo comunque, bella l’idea di far sparire Michele, grande e grosso, in un armadietto. Non posso non votare Salvini a Ibiza!

  7. Ciao, Gianluca.
    Eccomi da te. Subito sono rimasta spiazzata dai dialoghi colorati e praticamente privi di punteggiatura, ma poi li ho trovati scorrevoli e, anzi, i colori differenti gli danno pure un certo ritmo, quasi che la percezione sia uditiva per il tramite degli occhi… mi sono capita solo io 🙂
    vabbè, la storia è intrigante, ben scritta di sicuro e molto coinvolgente… al primo bivio ho temuto che le opzioni, come è accaduto con altri racconti (di altri autori), volgessero a favore di una storia già scritta, ma mi sono subito ricreduta.
    Ho votato Salvini a Ibiza, in realtà anche il magnate mi intrigava, ma quest’accoppiata non me la voglio perdere.

    Alla prossima!

    • Ciao keziarica, grazie per essere passata 🙂 si, se non giochi con i tuoi lettori si perde tutto il gusto del racconto, hai ragione!
      Grazie per il tuo commento. Ho capito che ti sono piaciuti i dialoghi. C’è qualcosa che avrei potuto migliorare in questi due capitoli secondo te? Si sono capite le motivazioni, ti sei fatta un’idea dei tre personaggi?

      • Da quel che ho capito finora: Michele aveva probabilmente problemi di sovrappeso da ragazzino, per questo ha un animo gentile e non è un arrogante (come alcuni, non tutti, giovani avvenenti). Delle due ragazze ho capito poco, un po’ superficiali, vadano all’immagine e non alla sostanza (a volte nelle palestre se ne trovano di simili); i due ragazzi sono alle prese con il bivio che arriva al principio dell’età adulta; vorrebbero fare qualcosa di importante, ma non sanno come farlo.
        Detto questo, se quel che ho recepito è vicino al tuo intento non saprei, di sicuro i personaggi sono tondi e riflettono quel che non si vede. Perciò hai fatto un buon lavoro l’unica cosa che posso dirti, e che spesso hanno detto a me, è di non mettere troppi personaggi in scena. Perché poi risulta difficile ricordare chi è chi è cosa fa all’interno della storia. 🙂

  8. Molto belli i dialoghi e le descrizioni, contribuiscono a creare delle immagini ben precise! Un unico appunto, non ho capito a cosa si riferisce la “flatulenza stopposa e grigia” all’inizio del capitolo. Voto per l’aspetto fisico, visto che ho notato che in entrambi i capitoli questo elemento ha una certa importanza.

  9. Bellissimo questo episodio. Mi ha fatto sorridere molto la scena di Paco e la madre: arriva tutta quando hai un cuore napoletano!
    Paco fin da subito l’ho immaginato come Genny. Ora sono curiosa di leggere il prossimo capitolo.
    Bravo guaglió. Continua così 👍

  10. Al di là del riferimento al film l’incipit mi è piaciuto, in particolare ho apprezzato in alcuni passaggi l’uso della prima persona plurale che, unita al tempo presente, danno quasi un tocco teatrale al racconto. Abbastanza teatrali sono anche i dialoghi, anche se non ho capito perché li hai impaginati quasi come se fossero un elenco, e volevo sapere se c’era un motivo specifico. Per il resto di Gabriele ho apprezzato il disagio dietro l’apparenza di popolarità, per cui voto quello. A presto!

  11. Sto già fantasticando e le descrizioni, soprattutto quella iniziale delle piccole descrizioni, lasciano ben sperare.
    Non lasciare nulla al caso e nulla di non detto.
    Farai un ottimo lavoro.
    Non vedo l’ora di leggere il seguito. xoxo

  12. Ciao, a me è arrivato il disagio di Michele. Il disagio ormai è una malattia dei nostri tempi. Sono curiosa di sapere come arriverai a Roberto Savino. Leggendo la trama mi viene da associare la tua storia a “ Essere John Malcovich” , uno dei film più bello che abbia mai visto. Ciao

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