Essere Roberto Saviano.

1.1

Napoli, Aprile 2019. 

Via Terracina è silenziosa e poco illuminata; l’alba non è ancora sorta ed i colori del giorno si affacciano timidi, nascosti dal profilo dello Stadio San Paolo. 

In lontananza, sentiamo il rumore dei dischi di ghisa che battono sul metallo quando sollevati ed abbassati. Per strada non c’è un’anima, sono le 4.30. 

Un condominio come tanti riceve i primi raggi dalle larghe finestre. Seguiamo il rumore: è un appartamento abitato da un giovane di quasi due metri, sta usando dei grossi manubri mentre si osserva allo specchio. Il profilo ebano è imperlato e risplende alla luce che lo taglia netto in due metà. Il rumore che ci ha condotto a lui si alterna a grugniti e grossi respiri; sembra voler andare avanti all’infinito.

Lentamente abbassa i manubri e si siede sul letto disfatto, sistemato in un angolo. Si distende ed inizia a guardare a raffica storie di Instagram, mentre riprende fiato. Trova una sua foto di qualche estate fa, mentre era ad Ibiza; rivede quella sua silhouette scolpita ma ancora troppo magra; il suo braccio adesso è forse dello stesso diametro di quel bacino. Fa un ingrandimento con le due dita, come a misurare, poi si alza in piedi e si toglie la maglietta: posa per qualche minuto, contraendo i bicipiti e spremendo i pettorali. Sbircia, sospettoso, fuori dalla finestra per vedere se qualcuno lo sta osservando (e se anche ci fosse, cosa importa?), dopodichè getta il cellulare sul letto, scuote la testa e riprende i manubri. 

Sottovoce conta la ripetizioni, ma con la mente sembra vagare da tutt’altra parte. I suoi occhi sono lucidi, forse per il sudore, forse per le lacrime.

ESSERE ROBERTO SAVIANO.

La Gymmis è la palestra che tutti sognano. Ispirata alla Gold’s di Venice Beach, accoglie ogni giorno professionisti del bodybuilding, modelle ed influencer in una vera e propria oasi di sudore, grida di dolore, gesso e metallo. Non c’è attrezzo o piatto di ghisa che non sia in movimento, 24 ore su 24; è la vera e propria “fabbrica” dei fisici che vediamo sulle riviste, nelle televisioni e sui profili Instagram più disparati. Troviamo gruppi di atleti che occupano le panche per ore pur di sollevare quintali sopra la loro testa; ginnaste cosparse di magnesio che ondeggiano fra anelli fluttuanti; anziani che si organizzano in circuiti, prendendo tutto lo spazio disponibile; biondine che controllano i feeds mentre corrono sui tapis roulant; infine ragazzini, che in palestra ci vanno per parlare. E rimorchiare.

  • Uà bro, guarda a quella!

  • Quale?

  • Il cotechino col leggins.

  • Non stanno a scuola nostra?

  • L’altra è carina, sta in 4^D.

  • Finito?

  • Si, tocca a te. Forse la tengo aggiunta.

  • No vabbè, come si chiama?

  • Fatti i cazzi tuoi.

  • Ja, latrina!

  • Devi continuare?

  • Sto recuperando.

  • Allora cammina, te le faccio conoscere.

Vediamo le teste dei due sedicenni, una ricoperta da folti boccoli biondi, l’altra nascosta da un berretto dei Bulls, avvicinarsi baldanzosi a due ragazzine dai capelli sciolti che, chiacchierando indistintamente, stanno montando dei pesanti dischi su una sbarra; i movimenti dei quattro sembrano quasi troppo rilassati, rispetto alla frenesia circostante.

  • Ciao ragazze!

  • Mh, ‘ao.

  • Ciao Camila! Vuoi una mano?

  • Veramente siamo apposto, caro.

  • Io però l’avevo chiesto a lei.

  • Comunque Alessandro, piacere.

  • uà frà, ci avessero cacato?!

  • ma che è, “pia-ce-re-alessandro”?!

  • Oh, ma che vuoi…

  • Ragazzi scusate, state usando i cavi?

Qualcuno, da dietro, interrompe il loro confronto; si girano di scatto, prima stizziti, poi sorpresi alla vista di due grossi pettorali marroni che spuntano fuori da una minuscola canottiera.

  • I cavi, uagliù.

Fanno diversi passi indietro, facendo di no con la testa a quella montagna umana – non riescono nemmeno a guardarlo negli occhi. Corrono verso l’attrezzo più vicino, perdendo di vista le due ragazze.

  • Ma chi è quello?

  • Zitto, vieni qui: quello è Michele Marechiaro, campione di bodybuilding!

  • Ma è una bestia!

  • 2 metri per 110kg.

  • Scommetto che alza a me e a te assieme.

  • Uà, quello alza a me, a te e a nonn’t!

  • Guarda il suo profilo: 158m follower, è stato in America, a Dubai, in Thailandia…

I due ragazzi, in un angolo, fissano il cellulare per alcuni minuti, spiando Michele. 

Lo osservano stupiti mentre aiuta le due ragazze di prima a montare dei dischi, invidiosi e fieri allo stesso tempo della facilità con la quale quel gigante va in giro. Il suo sorriso d’avorio e la sua stazza maestosa sembrano capaci di aprire ogni porta. Con un po’ di spavalderia, iniziano a farsi gioco della sua camminatura plastica: la trovano comica. Molte altre persone, lì intorno, notano Michele ed alcuni, senza volerlo, iniziano a gonfiare il petto e ad allargare le braccia, imitando la sua andatura.

Michele sta lavorando i tricipiti ai cavi; ad ogni ripetizione, invece di espirare, urla; l’ambiente si satura interamente della sua voce, sono tutti all’erta. Poi un tonfo metallico: Michele lascia la presa, si zittisce. Tutti riprendono con i loro esercizi. 

  • 60 secondi di pausa. Chissà se Paola mi ha commentato le storie… 

Cosa vi piace del personaggio di Michele?

  • Niente di tutto questo, non mi piace affatto! (22%)
    22
  • Si intravede il suo disagio. (56%)
    56
  • E' ben descritto fisicamente. (22%)
    22
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107 Commenti

  1. Ciao, ho recuperato adesso i sei capitolo che non avevo letto.
    Ho molto apprezzato la tua scelta di scrivere i dialoghi tra i vari personaggi come se mi trovassi davanti un copione cinematografico, così come tutto il resto è degno di una scena di film.
    Mi dispiace averti scoperto solo adesso, ma continuerò sicuramente a seguirti.
    Per quanto riguardo la scelta dell’opzione, ho optato affinché Michele riesca a tornare in possesso del suo corpo originale.
    A presto.

  2. Ciao Gianluca! Allora, la prosa è molto chiara e la trama è simpatica. Secondo me avresti dovuto mostrare un attimo meglio la timidezza di Michele. Qui, occhio al realismo: essere alti quasi due metri per un uomo è un tratto somatico estremamente, estremamente gradevole e a cui le persone sono molto reattive; se poi dici che ha i muscoli e un profilo social di successo, rimane sì credibile il fatto che sia timido con le donne, ma quantomeno dovresti mostrare che interiormente è abituato a fare leva sull’esteriorità, perché quella leva dovrebbe essere efficientissima (o comunque mostrare perché, nonostante tutto, rimanga timido).

    Ho votato come tutti per la soluzione che mostri di più la psicologia di Michele.
    Seguo! 🙂 al prossimo episodio!

      • Scusa per il ritardo Gianlù.

        Allora, dato che il narratore è onnisciente, probabilmente mi sarebbe venuta in mente la cosa più immediata: prima di tutto descrivere come Michele sia quantomeno abituato a fare leva sull’aspetto fisico, e poi per far proseguire la storia come l’avevi ideata, inserire una sua brutta figura.

        Ti spiego perché avrei fatto così. Penso che la cosa più realistica per un uomo alto due metri e muscoloso con ansia da approccio sia di “incarnire” la sua timidezza dietro l’aspetto fisico, bluffando un po’ pericolosità criminale, quel tipico atteggiamento passive aggressive di molti uomini palestra. Magari Michele si mette a fare un esercizio vicino a Paola, lei lo guarda e lui fa la pantomima di quello pericoloso o aggressivo, però non ha ancora il coraggio di parlarci. Si sta solo pavoneggiando perché sa che funziona.

        Magari tu volevi dipingere un gigante timido e buono, ma ripeto, avresti dovuto mostrare perché. Forse qui su TheIncipit non c’è molto spazio per farlo: mostrare come, che ne so, Michele è un orfano che lavora nel volontariato. Ma anche qui la reazione chimica psicologica secondo me sarebbe stata diversa: mescendo quell’aspetto fisico e la sensibilità umana probabilmente avrebbe prodotto una cosa: un tipo simpatico. Prendi Jason Momoa: io penso che lui sia fondamentalmente un timido, però l’aspetto fisico è quello che è. Risultato: è simpatico, alla mano (che è un po’ quello che fanno finta di essere le star di Hollywood, ma io penso che lui sia così veramente). La “liquidità” emotiva per togliersi via dalla timidezza gliela dà la sicurezza estetica.

        Per come avrei fatto io, Michele avrebbe prima fatto sfoggio della sue esteticità, e poi prima di poter tentare l’approccio avrebbe fatto una brutta figura. Qui, ancora, è un po’ difficile, anche se non impossibile, che uno di quegli uomini che fanno finta di essere pericolosi per fare leva sull’aspetto fisico faccia una brutta figura del tipo impappinarsi a parlare. Qui ci devo pensare, ti direi che avrei messo una brutta figura “esterna” sufficientemente forte ma che non implichi sfigataggine: che ne so, lo accusano di stare cercando di rubare un’auto fuori dalla palestra.

        Ti spiego un attimo perché avrei scelto la brutta figura. Quando una donna dà ad un uomo tanti punti e una possibilità, e attende che questo faccia il minimo indispensabile per razionalizzare che è stato sufficientemente competente nell’approccio, ma poi l’uomo non fa neanche il minimo indispensabile ma addirittura perde punti, insomma quando una donna viene delusa, se prima aveva dato molti punti, questa immagine negativa vale molto di più nell’anima di una donna. Se un uomo fa una brutta figura con una donna rimane una brutta figura, se un uomo fa una brutta figura con una donna che stava solamente aspettando un livello minimo di sufficienza perché era già ben disposta, questa brutta sensazione sull’uomo viene moltiplicata, rimane molto più impressa (simmetricamente, se un ragazzo partiva da punti negativi e poi le sorprendi positivamente, questa sensazione viene moltiplicata; ad esempio se Michele fosse stato fisicamente spiacevole, però il giorno dopo parlando si rivelava assolutamente brillate). Questi sentimenti, questo imprinting rimane tantissimo tempo ed è difficile da rimuovere.

        Proprio perché questo imprinting è molto forte e richiede una soluzione molto forte, la soluzione “magica” per rimuovere questo brutto imprinting sarebbe stata carina.

        Scusa per la verbosità, Gianlù. Sono solo pensieri sparsi. Il racconto è anche bello così com’è. Attendo il prossimo episodio. 🙂

  3. Azz ti ho mandato in pari tutte le opzioni, sorry XD Però ho votato perchè Michele torni in possesso del suo corpo originale, il che come dici anche tu non esclude comunque che Paco o Tiktok abbiano i loro piani… forse quello che mi attira di più è Paco che vuole diventare un personaggio di Gomorra 5, ma anche una svolta più drammatica non mi dispiacerebbe.

  4. Non avevo capito che Michele potesse, per così dire, sostituirsi a Saviano, pensavo che fosse semplicemente una sorta di spettatore o che avesse un’influenza più limitata, però questo aspetto mi ha sorpreso e mi è piaciuto molto! Anche il resto l’ho apprezzato molto, mi è parso di vedere anche aspetti un po’ teatrali (nei numerosi dialoghi e nel blackout scritto quasi come un’indicazione di regia) e cinematografici (nello stacco da Saviano a Paola e nelle azioni concitate).
    Voto per far diventare Paco un personaggio di Gomorra, mi sembra l’ipotesi più originale. Non so quanto effettivamente Saviano abbia un’influenza sulla serie tv, però il doppio gioco di Tiktok mi sembra un po’ scontato, per quanto credibile, mentre l’altra opzione mi sembra un po’ un deus ex machina. A presto!

  5. Eccomi, Gianluca.
    Io dico che Tiktok fa il doppio gioco. Vedo dal pareggio che il parere di noi lettori è completamente diviso tra le tre opzioni. Questo, secondo me, accade perlopiù quando i lettori sanno che qualunque opzione sceglieranno, chi scrive farà un ottimo lavoro.
    Ancora una volta molto bravo. Però una volta o l’altra mi dovrai spiegare cosa ti ha fatto Roberto Saviano per meritarsi tutto ciò 😛

  6. Io voglio vedere Michele in azione, perché conquisti l’ammirazione di Paola e magari il suo cuore e perché possa riscattarsi dall’immagine del bonaccione che gli altri hanno di lui.
    Ciao, Gianluca.
    Sai, ti invidio la capacità di maneggiare con maestria le vite dei tuoi protagonisti: Michele nel corpo di Saviano, gli accadimenti che gli girano intorno e gli interessi di tutti, tutti diversi, eppure tutti studiati per convergere in accadimenti comuni. Io non sono capace di farlo con tanta scioltezza infatti, il mio tentativo con il doppio dialogo non è stato capito da tutti e la colpa non è mai dei lettori, ma nostra.
    Bene, ora vediamo che ci combini, aspetto il prossimo episodio.

    Alla prossima!

  7. Fantastico. Anzi, fantascientifico!
    Ho adorato l’incipit, letto perché incuriosita dal titoli e mi sono mangiata le mani per non essere arrivata in tempo per votare “A Ibiza con Salvini” in maniera estemporanea.
    Quel capitolo è stato il mio preferito, il bacio di Michele e Salvini mi ha stesa.
    A quando il prossimo? Attendo con ansia, scrivi divinamente!

  8. Finalmente si cominciano a tirare i fili del racconto, molto bene! Forse è mancato un momento di passaggio tra il Michele che scopre di poter visitare la mente di Saviano e quello già in grado di controllarlo, ma andando verso la fine del racconto può andar bene anche così.

    Ho votato per Michele che non riesce a dichiararsi a causa del suo rapimento. Alla prossima!

  9. È difficile scegliere sta volta le tre opzioni porterebbero ad un risvolto interessante, ma la più plausibile forse è Michele che chiama à sé Paola, perchè Paco ha già un piano e non penso che Paola rientri in questo piano e Paola che manda all’aria i progetti troppo presto.

  10. Ciao, Gianluca,
    un episodio carico di avvenimenti che, nonostante il gran numero di informazioni, non risulta pesante o troppo carico. Non ho capito il passaggio del padre che chiama Michele, stava sognando? Oppure riesce a percepire quel che accade intorno a lui anche quando si trova in Saviano?
    Hai lavorato molto bene sul passaggio da una scena all’altra e trovo l’ultima parte molto riuscita: Paco “cade” proprio a fagiolo.
    Tutte le opzioni sono interessanti, ma scelgo la seconda, anche perché mancano quattro capitoli e per mandare tutto all’aria avremmo dovuto essere un po’ più avanti. 😉

    Alla prossima!

    • Ciao 🙂 grazie: ci ho messo un po’ ma sono abbastanza fiero di questo capitolo!
      Michele già in precedenza aveva sentito la voce di suo padre, nella scena della doccia. Volevo rimandare a quel momento e creare contrasto, non so bene se ci sono riuscito.
      Grazie ancora per essere passato e… Si, mancano quattro capitoli e voglio giocare con tutti voi per portarlo a temine nel migliore dei modi :)) a presto!

  11. Ciao Gianluca, come da tua richiesta, ho trovato il tempo di leggere tutto il tuo racconto.
    Lo trovo scritto con grande maestria, con un metodo innovativo, che privilegia molto il ritmo nello svolgimento della storia.
    Il tuo racconto non rientra certo fra quelli definiti nella tipologia “Fantascienza”, andrebbe inserito tra le “avventure” o altro, ma questo non rappresenta un problema .
    Un racconto si legge per le emozioni, la fantasia, le idee, le problematiche che riesce a risvegliare, illustrare e ricreare.
    Tu in questo sei molto bravo.
    A presto.

  12. Ho appena letto tutti e cinque i capitoli.
    Mi piace molto come descrivi le scene, sono molto vivide.
    Il capitolo Saviano/Salvini è molto azzardato, surreale. (è questo l’elemento sci-fi?)
    Direi che dobbiamo scoprire quel è il piano di Paco.

  13. Ciao, Gianluca.
    Mi piacerebbe vedere la messa in atto del piano di Paco. Molto realistico il capitolo, mi è piaciuto molto. Non seguo Gomorra, ma per quel che ne so e che ne dicono, direi che hai preso spunto e lo hai fatto anche bene.
    Ti saluto e ti auguro un’ottima settimana.
    Alla prossima!
    “A’ cravatta!” alla fine è un colpo di genio.

  14. Capitolo che ho apprezzato molto più del precedente, per quanto le situazioni da Gomorra non siano proprio il mio pane trovo che ti siano riuscite meglio rispetto alla vicenda più goliardica e surreale di Saviano/Salvini. Però il titolo della storia parla chiaro, quindi per il prossimo capitolo voto per tornare proprio dai nostri protagonisti. A presto!

  15. Hai ragione, non mi aspettavo questo colpo di scena! Mi piace questa commistione di scene realistiche e scene surreali, secondo me è un bel mix e ho notato sempre un umorismo di fondo, anche in scene di violenza come questa. Voto per rimanere su Paco!

    p.s. Non so se l’hai visto, ma sotto il mio racconto ho lasciato un commento in cui chiedevo se continuare con un seguito o finire la storia col prossimo capitolo, tu che sceglieresti? (Puoi anche rispondere direttamente qui) 😀

    • Ciao Lorenzo 🙂 ho appena letto! Scusami, non mi arrivano le notifiche e spesso alcuni commenti vanno persi!
      In merito alla tua storia, si, sembra che tu abbia in qualche modo molto da dare al tuo personaggio. È una vicenda umana che personalmente mi stava appassionando e che dovrebbe prenderti tutto il tempo e lo spazio che necessiti. Potresti chiudere il decimo capitolo in maniera aperta, così da lasciarci col dubbio, e riflettere sul da farsi. Io ti spingo a continuare, comunque sia!
      Per quanto riguarda questo capitolo, sono contento ti sia piaciuto. Ho dovuto tagliare pesantemente qui anche io, credo si veda, mi sembra scorra poco… È dura comprimere tutto, la fantasia spazia e…
      Ad ogni modo grazie per essere passato e a presto!

  16. ho letto tutti i 4 capitoli insieme e devo dire che anch’io sono rimasta un po’ sconcertata dalla differenza tra il realismo dell’inizio e l’assurdo/comico del seguito. comunque questo capitolo a Ibiza mi ha fatto ridere!
    io ti direi solo di ricontrollare l’ortografia prima di pubblicare, tipo “sì” con l’accento quando è avverbio di affermazione e “po’ ” con l’apostrofo e non con l’accento.

  17. Sono riuscito a recuperare la tua storia, dovendo però superare un po’ di scogli come la formattazione dei dialoghi molto peculiare, l’ambientazione italica e il genere “comico” (ok, l’hai inserita in quello fantascientifico, ma per il momento sembra più una commedia un po’ surreale), ma continuerò a seguirla perchè sono curioso di sapere dove si va a parare. Ammetto però che sono rimasto un po’ perplesso da quest’ultimo capitolo, che mi sembra un po’ andar contro la premessa iniziale. Ovviamente sei tu al timone e non discuto le tue scelte, ma da lettore avrei preferito vedere il nostro protagonista (che mi piace molto, a proposito) alle prese con una versione di Saviano più “verosimile” che avrebbe fatto contrasto con la sua personalità. Trasformarlo nell’amante di Salvini in combutta con lui in qualche misterioso piano può essere divertente per una parodia, ma la trovo un’idea meno interessante per questo tipo di storia, perchè il personaggio che mi stai presentando non è più, appunto, Roberto Saviano.
    Comunque basta romperti le scatole, siccome abbiamo intrapreso la via del trash voto per l’udienza, ma Paco sarà ascoltato solo dopo aver… registrato un video su Tik Tok 😛

    • Ciao :)) ho riletto tutto, ispirato dal tuo commento e… Devo dire che hai ragione, ha proprio un tono comico! Non volevo onestamente xD
      Mi dispiace che tu abbia fatica a leggere i dialoghi : sono scritti molto velocemente e credo di dover migliorare su questo punto. Non ho capito in che modo ti confonda l’ambientazione, però.
      Riguardo a Saviano – e Salvini – ho voluto sperimentare. Mi dispiace non ti sia piaciuto l’abbinamento. In qualche modo ho tradito la premessa iniziale (quella del realismo, del contrasto Michele/Saviano) e mi hai fatto riflettere. Grazie. Non perdere il prossimo capitolo! A presto!

  18. Secondo me questo era un capitolo difficile da gestire, sia per la presenza di due personaggi realmente esistenti, sia per il contesto, che rischiava di andare a creare una scena troppo sopra le righe, e secondo me hai ottenuto un ottimo risultato! Il dialogo tra Salvini e Saviano, pur essendo chiaramente fantasioso, è allo stesso tempo credibile e ben gestito, così come la loro descrizione; poi mi ha divertito l’idea che due acerrimi nemici, almeno in pubblico, siano in privato pappa e ciccia e si insultano per fini politici ben precisi, anche perché sono sempre stato convinto che siparietti del genere accadono più spesso di quanto si pensi. Voto per l’arma che cade!

  19. Ciao, Gianluca.
    Presi per spie e torturati, vediamo che t’inventi… so che troverai un modo per rendere la cosa indimenticabile.
    E ed notare nel corpo di un’altra persona e farlo in maniera credibile non è cosa facile, tu lo hai descritto molto bene.
    Il cocktail che suda è un’immagine fantastica e mi è parso di stare a bordo piscina con i due.
    Non saprei che altro aggiungere… ah sì: ma Saviano bacia Salvini?
    Bene, ora aspetto il nuovo episodio e ti auguro una buona domenica.
    Alla prossima!

  20. Oddio, ma questa storia è uno spettacolo! Sono contenta di averla trovata adesso, che è iniziata da poco! Io ho spedito il buon Michele a Ibiza con Salvini – ti confesso che ho un po’ paura del livello di trash che potremmo raggiungere (non che la storia sia trash: è stranamente dolce).
    Due domande: 1) Perché hai scelto di rendere i dialoghi in stile copione, con i pallini? 2) Come diavolo hai fatto a mettere i colori?

    Ti seguo più che volentieri!

    • Ciao tesoro, grazie per essere passata. Sono lieto ti stia piacendo.
      In realtà sto provando un nuovo stile. Al momento non ne sono troppo soddisfatto; spero comunque il racconto sia godibile.
      C’è una finestra per modificare la formattazione ulteriormente, quando pubblichi il capitolo. Nei miei racconti precedenti ho usato questo strumento e gli ipertesti per arricchire l’esperienza di lettura, puoi controllare.
      A presto 🙂

  21. Mi ha fatto molta tenerezza Michele che, a suo agio nella palestra, un po’ il suo habitat naturale, si dimostra in realtà abbastanza goffo nelle interazioni sociali, con abitudini alquanto bizzarre 😀
    Molto divertente e vivace il capitolo comunque, bella l’idea di far sparire Michele, grande e grosso, in un armadietto. Non posso non votare Salvini a Ibiza!

  22. Ciao, Gianluca.
    Eccomi da te. Subito sono rimasta spiazzata dai dialoghi colorati e praticamente privi di punteggiatura, ma poi li ho trovati scorrevoli e, anzi, i colori differenti gli danno pure un certo ritmo, quasi che la percezione sia uditiva per il tramite degli occhi… mi sono capita solo io 🙂
    vabbè, la storia è intrigante, ben scritta di sicuro e molto coinvolgente… al primo bivio ho temuto che le opzioni, come è accaduto con altri racconti (di altri autori), volgessero a favore di una storia già scritta, ma mi sono subito ricreduta.
    Ho votato Salvini a Ibiza, in realtà anche il magnate mi intrigava, ma quest’accoppiata non me la voglio perdere.

    Alla prossima!

    • Ciao keziarica, grazie per essere passata 🙂 si, se non giochi con i tuoi lettori si perde tutto il gusto del racconto, hai ragione!
      Grazie per il tuo commento. Ho capito che ti sono piaciuti i dialoghi. C’è qualcosa che avrei potuto migliorare in questi due capitoli secondo te? Si sono capite le motivazioni, ti sei fatta un’idea dei tre personaggi?

      • Da quel che ho capito finora: Michele aveva probabilmente problemi di sovrappeso da ragazzino, per questo ha un animo gentile e non è un arrogante (come alcuni, non tutti, giovani avvenenti). Delle due ragazze ho capito poco, un po’ superficiali, vadano all’immagine e non alla sostanza (a volte nelle palestre se ne trovano di simili); i due ragazzi sono alle prese con il bivio che arriva al principio dell’età adulta; vorrebbero fare qualcosa di importante, ma non sanno come farlo.
        Detto questo, se quel che ho recepito è vicino al tuo intento non saprei, di sicuro i personaggi sono tondi e riflettono quel che non si vede. Perciò hai fatto un buon lavoro l’unica cosa che posso dirti, e che spesso hanno detto a me, è di non mettere troppi personaggi in scena. Perché poi risulta difficile ricordare chi è chi è cosa fa all’interno della storia. 🙂

  23. Molto belli i dialoghi e le descrizioni, contribuiscono a creare delle immagini ben precise! Un unico appunto, non ho capito a cosa si riferisce la “flatulenza stopposa e grigia” all’inizio del capitolo. Voto per l’aspetto fisico, visto che ho notato che in entrambi i capitoli questo elemento ha una certa importanza.

  24. Bellissimo questo episodio. Mi ha fatto sorridere molto la scena di Paco e la madre: arriva tutta quando hai un cuore napoletano!
    Paco fin da subito l’ho immaginato come Genny. Ora sono curiosa di leggere il prossimo capitolo.
    Bravo guaglió. Continua così 👍

  25. Al di là del riferimento al film l’incipit mi è piaciuto, in particolare ho apprezzato in alcuni passaggi l’uso della prima persona plurale che, unita al tempo presente, danno quasi un tocco teatrale al racconto. Abbastanza teatrali sono anche i dialoghi, anche se non ho capito perché li hai impaginati quasi come se fossero un elenco, e volevo sapere se c’era un motivo specifico. Per il resto di Gabriele ho apprezzato il disagio dietro l’apparenza di popolarità, per cui voto quello. A presto!

  26. Sto già fantasticando e le descrizioni, soprattutto quella iniziale delle piccole descrizioni, lasciano ben sperare.
    Non lasciare nulla al caso e nulla di non detto.
    Farai un ottimo lavoro.
    Non vedo l’ora di leggere il seguito. xoxo

  27. Ciao, a me è arrivato il disagio di Michele. Il disagio ormai è una malattia dei nostri tempi. Sono curiosa di sapere come arriverai a Roberto Savino. Leggendo la trama mi viene da associare la tua storia a “ Essere John Malcovich” , uno dei film più bello che abbia mai visto. Ciao

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