Essere Roberto Saviano.

Dove eravamo rimasti?

E mò? Cut to: che fine ha fatto il vero Roberto Saviano, a quattro mesi di distanza. (70%)

3.2

Quattro mesi dopo.

“Ostriche e champagne, viene giù una valanga

striscio lo ski pass, settimana bianca”

Un movimento spasmodico di braccia si agita a ritmo di musica tutta intorno alla consolle del Papeete Beach. 

Matteo Salvini sorseggia il suo mojito e chiacchiera con alcuni amici. Le sue parole sono coperte dal na na na delle casse; la sua presenza, separata dai bagnanti da un anello di cubiste in costume, è evanescente, al punto che se ne distingue solo il volto. 

Un suo collaboratore richiama la sua attenzione e gli mostra uno smartphone: una ripresa da una qualche telecamera di sorveglianza. 

Un ragazzino che sbuca fuori da un armadietto, gattonando. Lo richiude, intascando le chiavi. Si allontana furtivamente.

  • Abbiamo incrementato la sorveglianza, ma non riusciamo a risalire al proprietario. Abbiamo solo queste poche riprese.

Salvini, furibondo, spintona via l’individuo, come ad interromperlo.

  •  (labiale) Trovatelo!

Un’espressione commossa trova la sua via in superficie. Torna ad affrontare la folla, sorseggia il suo drink, sorride.

[settimana bianca fading]

Il suono del ferro preceduto a grugniti possenti si alterna ritmico nell’atmosfera artificiale della Gymmis. Michele sta sollevando sopra la testa da seduto due manubri da 50kg l’uno; alle sue spalle, l’istruttore conta le ripetizioni e lo incita all’orecchio: un’altra!

All’ultima, fa rimbalzare i pesi per terra e lui stesso schizza via dalla panca come una molla, trovando il cinque dei compagni e flettendo scenico i muscoli alla Balotelli. 

Dietro la piccola folla che lo incita, due ragazze hanno difficoltà a caricare la loro sbarra con dei piatti da 20kg. Michele si fa strada e si offre gentilmente di aiutarle. Mentre sposta i pesi sorridente, scorge una coda di cavallo allontanarsi dalla porta d’ingresso. Resta qualche secondo intontito, mormorando il nome di Paola con incertezza. 

L’istruttore lo richiama a sé:

  • Ancora una!

Ma Michele ha già finito di caricare la sbarra ed è corso verso l’uscita:

  • Torno subito!

La sagoma sembra proprio quella, ma esita per qualche secondo nel chiamarla: non riesce a pronunciare quel nome. 

Un bip dal suo smartwatch richiama la sua attenzione. Un numero sconosciuto ed una faccina =) 

È in quel momento che Paola, sentendo il suono, si gira. Lo fissa sorpresa e poi sorride imbarazzata. 

  • Sei tornato?

  • Si, ecco, fra poco ci sono le gare. Tu come stai?

  • Bene. Bene. (indica lo smartwatch) Chi ti cerca?

  • È da un numero che non conosco.

  • Rispondi, no?

  • Magari dopo.

Paola gli sorride in silenzio. Michele si lascia prendere dall’imbarazzo ed estrae il cellulare: =) ki 6?. Un telefono cinguetta e Paola gli mostra la notifica. 

  • “Ki 6?” Una domanda importante! 

  • (sorpreso) Perché mi hai contattato?  

  • Così adesso non hai più scuse per non chiedermi di uscire: hai il mio numero! 

Michele trattiene a sé tutte le obiezioni che la logica gli impone e si limita a ricambiare il sorriso, guardarsi alle spalle e salutare il suo personal con un cenno della mano. Si incammina con Paola: 

  • Fanno degli ottimi milkshake qui sopra. Allora, come va l’allenamento?

Mentre vediamo i due allontanarsi, Paola ricambia il saluto di uno zelloso diretto verso gli spogliatoi. Michele lo fissa per qualche secondo, imbruttito. 

FINE

La porta di casa Esposito si apre con un click impercettibile. Dalla feritoia fa capolino Paco, il quale si guarda attorno come alla ricerca di qualcosa. A piedi scalzi ed in onesie di Babar, Gianni sta portando a letto un bicchiere di latte, quando vede suo fratello chiudere furtivo la porta.

  • “(squillante) Mamma! C’è Paco!”

Il suono dei talloni che incombono minacciosi crea delle increspature concentriche nel bicchiere di latte a mano a mano che la madre si avvicina. Paco è schiacciato contro la porta; in vestaglia fluttuante e capelli sparati, l’ombra materna sbuca dalla camera da letto, lo sovrasta e gli molla un ceffone. 

  • (urla) Addò cazzo stavi? Ma tu mi vuoi far venire un infarto?! Hanno trovato Antonio sgozzato e di te nessuno sapeva niente! (iperventilando) Io mi devo calmare!”

  • Mamma…

  • Eh!

  • Mi sei mancata (poggia la testa sul ventre e la abbraccia, in lacrime).

  • (sorpresa, accarezza la testa del figlio) Anche tu, amore.

*

“Caro Matteo,

in televisione non si fa altro che parlare di me e di te. Solo che non è proprio come ce l’aspettavamo. 

Ti starai chiedendo dove sono finito e se è vero quello che dice l’intelligence, che sono ostaggio dei Casalesi e che sono stato tritato in mille pezzi e dato in pasto a dei cani la cui merda viene bruciata.

Niente di più vero. 

Se non fosse che, nella sfortuna, sia riuscito a rinascere. 

Scrivere Gomorra è sempre stata la mia più grande fortuna e la più incredibile delle maledizioni. È uno sbaglio che commetterei altre mille volte e che mi ha portato a conoscere te. 

Ma il dolore per quello che non è stato è troppo forte, amore mio. 

Ti scrivo questa lettera per chiederti di smettere di cercarmi. Sto bene, fra persone che amo. E continuo ad amarti con tutto me stesso…”

  • Paco, a tavola!
  • Mà, arrivo, un secondo!

“..A presto. Tuo,

Roberto Saviano“. 

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189 Commenti

  • Anche se non avevo gradito quel famoso capitolo hai fatto bene a riprendere SalvinixSaviano nel finale, altrimenti sarebbe stato seriamente fuori posto. Bella anche la conclusione di Michele e Parola, anche se devo ammettere che non avevo capito immediatamente quello che succede in quella scena, sempre per via dell’impostazione dei dialoghi. In un unico capitolo hai portato a compimento tutte e tre le trame portanti della storia senza che la cosa paia affrettata, quindi complimenti! Aspetto un’altra tua storia 😉

  • Ciao Gianluca!
    Finale coerente con il tono di tutto il racconto. Nel complesso mi è piaciuto molto leggere la tua storia: hai uno stile riconoscibile, i personaggi sono credibili e interagiscono in maniera realistica. Mi auguro che tu scriva presto qualcos’altro, magari di un genere diverso 🙂
    A presto!

  • Ciao, come promesso ho terminato di leggere la tua storia.
    Il mio parere in merito è pressoché uguale a quello di coloro che ti hanno già scritto sotto: la trama mi è piaciuta molto, e il finale è geniale.
    Mi rammarico solo di non essere riuscita a giocare molto con questa storia, ma spero di rimediare con una tua prossima narrazione.
    A presto, e complimenti ancora.

  • Ciao Gianluca,
    il finale segue la storia ed è coerente. Avrei cambiato le cose tra Paola e Michele, troppo semplice, ci sarebbe voluto qualcosa di diverso tipo: Paola scappa con Salvini oppure s’innamora di Saviano e non vuol sentire parlare d’altro.
    Il resto torna. Carina anche l’idea della lettera alla fine, nel complesso hai fatto un buon lavoro.
    Scusa il ritardo, è un periodo un po’ così.
    Alla prossima!

  • Bel finale, ho apprezzato soprattutto la lettera finale e l’idea, geniale e divertente, che Salvini e Saviano possano essere amanti. La conclusione della storia di Michele e Paola mi è sembrata invece un po’ troppo scontata, anche se in linea con lo sviluppo della storia. Che altro dire, secondo me sei riuscito a creare un racconto estremamente particolare, sia per la mescolanza di più generi (fantasy/fantascienza, thriller, sentimentale, umoristico, etc.), sia per lo stile narrativo, molto cinematografico e che in certi momenti sembra quasi una sceneggiatura. Poi hai tirato fuori un mix di situazioni drammatiche, divertenti, splatter in un’ambientazione vivida e concreta, creando un bel contrasto tra surreale e forte realismo, per cui non posso che farti i miei complimenti 😀
    Spero di leggerti ancora in un’altra storia, a presto!

  • Finale giusto e coerente con tutta la storia. La cosa che ho apprezzato maggiormente del tuo racconto, e che finora non avevo trovato in questa piattaforma, è la fantasia e il modo in cui descrivi naturalmente situazioni fuori dalla norma. È un gran pregio, nonché un talento.
    Mi piacerebbe adesso leggerti con un’impostazione dialogica classica.
    A presto e attendo un tuo nuovo incipit! 🙂

  • E niente,
    il tuo racconto che giunge alla fine trova una logica a tutto. Bello, bello, bello questo finale. Devo dire che la lettera d’amore a Salvini finale mi ha fatta un po’ sorridere ma l’idea di dare finalmente la libertà a Saviano nel corpo di Paco (anche se Paco è stato mangiato dai cani nel suo) è davvero poetica!
    Spero che tornerai presto a scrivere, Gianluca.
    Non vedo l’ora!

    Ps. Pochi giorni fa per caso ho scoperto che di tuo avevo già letto Un domani. Non me lo ricordavo proprio e mi ha fatto piacere sapere che sei uno dei pochi che ho ritrovato su questo sito dopo così tanto tempo. A prestissimo!

  • Ciao. La fantasia non ti manca di certo. Finale coerente e che non lascia l’amaro in bocca, ma il desiderio di voler continuare a leggere.
    Cosa cambierei? Niente e tutto. Ti ho già espresso la mia perplessità sull’impostazione dei dialoghi. Ti seguo come autore, ma la prossima volta mi piacerebbe vedere come te la cavi con una storia originale scritta come un racconto tradizionale. Non so se mi spiego. Comunque non perdere mai la tua originalità. Mandami pure a quel paese, se vuoi ?

    • Ciao Gra 🙂 non mi sognerei mai di mandare a quel paese chi si prende il tempo di leggermi e di consigliarmi.
      Sulla formattazione molti hanno avuto da ridire ed hanno trovato difficile leggermi. Io trovo questo stile molto adatto alla piattaforma, che ti impone un limite di caratteri, oltre al fatto che ti dà l’opportunità di colorare i testi ed aggiungere link etc.
      Per quanto riguarda io racconto tradizionale: avresti visto bene più famiglia o più azione… Cosa avresti fatto in un altro modo? Sono contento se mi dici la verità.
      Puoi anche contattarmi in privato a @bsquarodi 🙂
      Grazie dei tuoi commenti e a presto 🙂

      • Per racconto tradizionale non intendo la trama, ma la gestione dei dialoghi, usarli “normalmente”. La trama andava benissimo così, non cambierei nulla. Io sono tradizionalista, quindi magari sto dicendo un mare di fesserie. Magari domani presenti questo racconto così com’è a una casa editrice e te lo pubblica subito. Non lo so. Come ti ho già detto credo solo che così ti sei facilitato il lavoro, per questo vorrei leggere una tua storia con dialoghi “normali”

  • Wow, mi sa che sono la prima a commentare il finale.
    Che dire, Gianluca…
    Un finale degno di questo nome, che chiude i principali cerchi narrativi. Tranne quello di Saviano stesso. Un capitolo che ha un atmosfera fin troppo “normale”, rispetto ai precedenti, tanto da sembrare ancora più assurdo, non so se mi spiego…
    Complimenti, una storia indubbiamente originale e ben sviluppata!

    • Ciao Asia 🙂 Grazie mille per i commenti durante questo periodo.
      Che arco narrativo ha avuto Saviano durante questo racconto, secondo te?
      Questo finale è un capitolo molto “normale” nel senso che non ha particolari colpi di scena,se è questo che intendi.
      Per fartelo leggere in chiave diversa, cerca di contestualizzare il tutto ad agosto 2019.
      A presto 🙂

      • Dunque, mi spiego meglio…
        Con “atmosfera normale” intendo un po’, come hai detto tu, l’assenza di colpi di scena, ma soprattutto l’interazione fra i personaggi, che sembrano tornati alla normalità. Una normalità che, tuttavia, è solo apparente, e della cui anormalità (scusa il gioco di parole) è a conoscenza solo Saviano.
        A casa è tornato un Paco diverso, o meglio, un Roberto diverso. La metamorfosi fisica di Saviano può essere allegoria di una metamorfosi interna. Ora può ricominciare da capo: una nuova vita, in un nuovo corpo. Il resto è un’incognita.
        Più ci rifletto, più il finale è ad effetto.

  • Ho votato per Salvini che salva Saviano (assurdo ma stupendo!).
    Devo dirti la verità, faccio un po’ fatica con i dialoghi e a volte mi perdo e devo rileggere. Forse è semplicemente questione di abitudine a questa impostazione.
    Leggendo questo capitolo mi sono accorto che la tua scrittura ha un qualcosa in comune con Palahniuk (spero sia un complimento per te! per me lo sarebbe).
    Vediamo il capitolo finale. Mi aspetto qualcosa fuori dalle righe.
    Complimenti per lo stile, originale e coerente per tutta la storia.

  • Ciao!
    Premetto che sono saltata tardi sul treno che è “Essere Roberto Saviano”, ma posso dire di essere veramente felice di averlo fatto ed essere rimasta appesa al fanalino fino ad ora.
    Qui la fantascienza prende tutta un’altra piega, apre un buco nero nella quotidianità di Napoli e la spara fuori come un meteorite che ti colpisce in testa e ti lascia stravolto e meravigliato.
    Ammetto di aver dovuto raccogliere la mascella da terra più di una volta e trovo di grande intrattenimento una narrazione del genere, molto fumettistica. Tu fai le regole e il mondo deve piegarsi senza troppe spiegazioni, una sensazione simile a quella che ho provato leggendo Le Bizzarre Avventure di JoJo del maestro Araki.

    Se questo era l’intento, sappi che secondo me hai colpito bene nel segno. Ora vediamo cos’è capitato al vero Saviano.

  • Oh finalmente sono riuscito a leggere il capitolo! Devo dire che il climax della vicenda mi ha soddisfatto, anche se penso che tutta la storia avrebbe meritato un po’ più di spazio e tempi più distesi. Per il prossimo capitolo anche se sono in minoranza ha votato per far tornare in scena Salvini, altrimenti la sua apparizione e il suo rapporto con Saviano resteranno un po’ troppo scollegati a tutto il resto della storia.

    Ciao!

      • Quello che cambierei a livello stilistico come già ti hanno fatto notare anche altri è l’impostazione dei dialoghi, ma per il resto essendo una storia diversa dai i miei canoni difficilmente penso a come l’avrei scritta io, l’unico appunto che ti ho fatto in tal senso è quello sul capitolo tra Salvini e Saviano che continuo a trovare fuori posto, ma comunque è la tua storia 😉

        • È interessante come alcuni abbiano veramente apprezzato quel capitolo mentre altri l’abbiano trovato fuori posto.
          Per impostazione di dialoghi intendi la formattazione (elenchi puntati, colore) o altro?
          Una domanda forse un po’ brutale: così com’è, la storia (fosse stata in vendita) ti ha veramente preso o ti saresti un po’ pentito di averla comprata?

          • Sì come formattazione intendevo quello, se dovessi pubblicare un romanzo o dei racconti non te la accetterebbero mai, quindi ti converrebbe fin da subito adattarti ad uno stile più standardizzato, anche perché non ci sono particolari motivi narrativi per cui i dialoghi siano impostati in questo modo.

            Comunque per rispondere alla tua domanda io non compro mai nulla a scatola chiusa, di conseguenza avrei saputo cosa aspettarmi e probabilmente avrei pensato che non era il mio genere ? Come già ti dicevo mi aspettavo qualcosa di completamente diverso, ma è questione di gusti ??‍♂️

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