Essere Roberto Saviano.

Dove eravamo rimasti?

Dov'è finito Michele? A Ibiza, con Matteo Salvini. (80%)

2.1

Must be the reason why I’m king of my castle..”

E’ tutto confuso, all’inizio, poi capiamo: una musica assordante, un viavai di persone, come in palestra – eppure, fa caldissimo. Le ragazze mezze nude che prendono il sole a bordo piscina. Quei piedi pelosi bianchi e, a modo loro, strani. L’odore di menta del mojito che suda sul tavolino. Il menù dice Hotel Saladeta, Ibiza. Come siamo finiti qui?

  • Uè Mr Gomorra!

Chi è? Indossa una vistosa camicia con foglie di marijuana disposte a creare un motivo esotico; alza il bicchiere e cammina verso di noi. Al suo polso penzola un braccialetto del Milan. 

  • Perchè ci hai messo tanto?

Michele sente la sua voce lasciare il corpo, ma ha un suono completamente diverso dal solito. Non sembra capace di controllare i suoi movimenti, è come addormentato. Il tizio raggiunge il suo ombrellone e si toglie gli occhiali da sole: il naso bruciacchiato, la barba, il viso rotondo. Matteo Salvini gli allunga il bicchiere:

  • Cin!

  • Alla vittoria sui 5stelle!

  • Stavolta non sono sicuro di farcela, Roby: sono parecchio forti al Sud.

  • Hai parlato con chi ti ho detto io?

  • Hanno detto che mi chiamano loro.

  • Allora appost’ accussì!

Michele porta le mani al viso, si toglie gli occhiali da sole e ci si specchia dentro: a sorridergli è la dentatura quadrata e minuscola di Roberto Saviano. Ancora incredulo, si sposta alla sua destra, giù dal lettino, di fronte a Salvini che, invece, si è disteso a pancia sotto, rilassato. 

  • Stasera pubblichi? Non ci stai andando proprio leggero, ultimamente, sai?

  • Ti devo martellare un altro pò, invece: è la causa che fa il martire! Conte com’è?

  • Mha, proprio strano, posso dirti?

  • Non si è ancora accorto di quanto sia conveniente questa crisi di governo sotto maggio?

  • Ma quello è un professorone, cosa vuoi che capisca?

  • Potrebbe essere una buona carta per il nostro gioco.

  • Gioco? Hai idea di cosa vuol dire arrivare a tanto così dalla Presidenza e doverci rinunciare per uno come lui?

Salvini si è rimesso in piedi e si è sistemato il costume. Michele, a pochi centimetri di distanza, lo guarda dal basso. La sua mano si muove verso la sua, la stringe forte;

  • Sei stato molto coraggioso. Solo io posso capire i sacrifici che hai fatto, Matteo. Solo io so davvero perché hai accettato quel posto al Ministero degli Interni.

  • Non devi ringraziarmi: era l’unico modo. Stavano per toglierti la scorta.

  • E invece ti ringrazio lo stesso, ma adesso devi lasciare che ti aiuti. E forse Conte è buono per la nostra prossima mossa.

  • Sei sicuro?

Michele sente le sue gambe muoversi: Saviano si alza, lancia gli occhiali da sole sul lettino e guarda in faccia Salvini. Gli occhi da cucciolo, il nasone, le labbra dipinte. Una lingua umida gli trapassa la bocca, un brivido gli corre dai talloni fino all’apice della sua pelata. È un’eccitazione che Michele non ha mai provato prima, che non può, ma neanche vuole, fermare. E poi apre gli occhi, lo guarda, ma la voce, ancora una volta, non è la sua:

  • L’anno prossimo passerò l’estate con il Premier Salvini. Lo senti come suona bene?

I due uomini si abbracciano, c’è un sincero sorriso di felicità sul loro viso.

Ma adesso gli occhi di Michele si sono fatti pesanti, si sente mancare. Salvini lo afferra spaventato:

  • Roberto?

Una corrente d’aria risucchia Michele all’interno dei più oscuri meandri della mente di Saviano; percorre all’indietro il lunghissimo tunnel, urlando a squarciagola come colto da un dolore stridente ed inarrestabile; con uno sbuffo, rotola fuori dall’armadietto e va a sbattere contro un muro. Di fronte a lui, la porticina del 212 si chiude, le chiavi cadono ai suoi piedi, la borsa giace a pochi centimetri, nessuno l’ha visto.

Si alza e si tocca le labbra umide, sorridendo.

  • Salvini che bacia un nero.

Raccoglie la borsa e le chiavi. Decide di lasciar perdere con l’allenamento, quel giorno. Andare a casa, ripensare a quello strano sogno e ricordare dove e quando Saviano avrebbe presentato il suo nuovo libro: forse poteva chiedere a Paola di venire. Le sarebbe piaciuto, incontrare Saviano? 

*

Secondigliano, 15:00.

Spaghetto e Cacaglio, in giubbotto di pelle e ray-ban, sono fermi, all’impiedi sull’asfalto rovente, di fronte alla lunga cancellata di ferro arrugginito che fa da ingresso ad un complesso di palazzi disposti a rettangolo intorno ad un grosso spiazzo vuoto. 

  • Spaghè, ma i ca-caffè cc-he abbiamo chiamato 20 minuti fa?

  • Arrivano oeh; forse sò proprio loro.

Un Liberty si avvicina scoppiettando, fra la polvere. 

  • Buonasera

  • Jamm bell uagliù: tenete la uallera?

  • Tengono ò cah-caric pesante.

Cacaglio indica Paco, più che i due cartoni ricolmi di caffè, succhi e pezzi di rosticceria che quest’ultimo, seduto dietro, trasporta con difficoltà. Il profumo invitante trasuda dalle buste di carta unte; Spaghetto infila le dita in una di esse, ma Antonio tira a sé l’amico, facendosi strada all’interno della struttura. 

  • Facciamo solo la consegna e ce ne andiamo, hai capito?

Antonio cammina veloce, tirando Paco con un braccio. Quest’ultimo, senza fretta, si guarda un pò intorno e si lascia trascinare.

Paco appare rilassato, ma Antonio è nervoso. Cosa li aspetta?

  • Paco ed Antonio vengono presi per spie e torturati, ma... (29%)
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  • Paco nasconde un arma che, inavvertitamente, gli cade davanti ad un gruppo di scugnizzi. (43%)
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  • Paco chiederà una udienza con uno dei capodecina e otterrà di essere ascoltato, ma solo dopo aver.. (29%)
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71 Commenti

  1. Ho appena letto tutti e cinque i capitoli.
    Mi piace molto come descrivi le scene, sono molto vivide.
    Il capitolo Saviano/Salvini è molto azzardato, surreale. (è questo l’elemento sci-fi?)
    Direi che dobbiamo scoprire quel è il piano di Paco.

  2. Ciao, Gianluca.
    Mi piacerebbe vedere la messa in atto del piano di Paco. Molto realistico il capitolo, mi è piaciuto molto. Non seguo Gomorra, ma per quel che ne so e che ne dicono, direi che hai preso spunto e lo hai fatto anche bene.
    Ti saluto e ti auguro un’ottima settimana.
    Alla prossima!
    “A’ cravatta!” alla fine è un colpo di genio.

  3. Capitolo che ho apprezzato molto più del precedente, per quanto le situazioni da Gomorra non siano proprio il mio pane trovo che ti siano riuscite meglio rispetto alla vicenda più goliardica e surreale di Saviano/Salvini. Però il titolo della storia parla chiaro, quindi per il prossimo capitolo voto per tornare proprio dai nostri protagonisti. A presto!

  4. Hai ragione, non mi aspettavo questo colpo di scena! Mi piace questa commistione di scene realistiche e scene surreali, secondo me è un bel mix e ho notato sempre un umorismo di fondo, anche in scene di violenza come questa. Voto per rimanere su Paco!

    p.s. Non so se l’hai visto, ma sotto il mio racconto ho lasciato un commento in cui chiedevo se continuare con un seguito o finire la storia col prossimo capitolo, tu che sceglieresti? (Puoi anche rispondere direttamente qui) 😀

    • Ciao Lorenzo 🙂 ho appena letto! Scusami, non mi arrivano le notifiche e spesso alcuni commenti vanno persi!
      In merito alla tua storia, si, sembra che tu abbia in qualche modo molto da dare al tuo personaggio. È una vicenda umana che personalmente mi stava appassionando e che dovrebbe prenderti tutto il tempo e lo spazio che necessiti. Potresti chiudere il decimo capitolo in maniera aperta, così da lasciarci col dubbio, e riflettere sul da farsi. Io ti spingo a continuare, comunque sia!
      Per quanto riguarda questo capitolo, sono contento ti sia piaciuto. Ho dovuto tagliare pesantemente qui anche io, credo si veda, mi sembra scorra poco… È dura comprimere tutto, la fantasia spazia e…
      Ad ogni modo grazie per essere passato e a presto!

  5. ho letto tutti i 4 capitoli insieme e devo dire che anch’io sono rimasta un po’ sconcertata dalla differenza tra il realismo dell’inizio e l’assurdo/comico del seguito. comunque questo capitolo a Ibiza mi ha fatto ridere!
    io ti direi solo di ricontrollare l’ortografia prima di pubblicare, tipo “sì” con l’accento quando è avverbio di affermazione e “po’ ” con l’apostrofo e non con l’accento.

  6. Sono riuscito a recuperare la tua storia, dovendo però superare un po’ di scogli come la formattazione dei dialoghi molto peculiare, l’ambientazione italica e il genere “comico” (ok, l’hai inserita in quello fantascientifico, ma per il momento sembra più una commedia un po’ surreale), ma continuerò a seguirla perchè sono curioso di sapere dove si va a parare. Ammetto però che sono rimasto un po’ perplesso da quest’ultimo capitolo, che mi sembra un po’ andar contro la premessa iniziale. Ovviamente sei tu al timone e non discuto le tue scelte, ma da lettore avrei preferito vedere il nostro protagonista (che mi piace molto, a proposito) alle prese con una versione di Saviano più “verosimile” che avrebbe fatto contrasto con la sua personalità. Trasformarlo nell’amante di Salvini in combutta con lui in qualche misterioso piano può essere divertente per una parodia, ma la trovo un’idea meno interessante per questo tipo di storia, perchè il personaggio che mi stai presentando non è più, appunto, Roberto Saviano.
    Comunque basta romperti le scatole, siccome abbiamo intrapreso la via del trash voto per l’udienza, ma Paco sarà ascoltato solo dopo aver… registrato un video su Tik Tok 😛

    • Ciao :)) ho riletto tutto, ispirato dal tuo commento e… Devo dire che hai ragione, ha proprio un tono comico! Non volevo onestamente xD
      Mi dispiace che tu abbia fatica a leggere i dialoghi : sono scritti molto velocemente e credo di dover migliorare su questo punto. Non ho capito in che modo ti confonda l’ambientazione, però.
      Riguardo a Saviano – e Salvini – ho voluto sperimentare. Mi dispiace non ti sia piaciuto l’abbinamento. In qualche modo ho tradito la premessa iniziale (quella del realismo, del contrasto Michele/Saviano) e mi hai fatto riflettere. Grazie. Non perdere il prossimo capitolo! A presto!

  7. Secondo me questo era un capitolo difficile da gestire, sia per la presenza di due personaggi realmente esistenti, sia per il contesto, che rischiava di andare a creare una scena troppo sopra le righe, e secondo me hai ottenuto un ottimo risultato! Il dialogo tra Salvini e Saviano, pur essendo chiaramente fantasioso, è allo stesso tempo credibile e ben gestito, così come la loro descrizione; poi mi ha divertito l’idea che due acerrimi nemici, almeno in pubblico, siano in privato pappa e ciccia e si insultano per fini politici ben precisi, anche perché sono sempre stato convinto che siparietti del genere accadono più spesso di quanto si pensi. Voto per l’arma che cade!

  8. Ciao, Gianluca.
    Presi per spie e torturati, vediamo che t’inventi… so che troverai un modo per rendere la cosa indimenticabile.
    E ed notare nel corpo di un’altra persona e farlo in maniera credibile non è cosa facile, tu lo hai descritto molto bene.
    Il cocktail che suda è un’immagine fantastica e mi è parso di stare a bordo piscina con i due.
    Non saprei che altro aggiungere… ah sì: ma Saviano bacia Salvini?
    Bene, ora aspetto il nuovo episodio e ti auguro una buona domenica.
    Alla prossima!

  9. Oddio, ma questa storia è uno spettacolo! Sono contenta di averla trovata adesso, che è iniziata da poco! Io ho spedito il buon Michele a Ibiza con Salvini – ti confesso che ho un po’ paura del livello di trash che potremmo raggiungere (non che la storia sia trash: è stranamente dolce).
    Due domande: 1) Perché hai scelto di rendere i dialoghi in stile copione, con i pallini? 2) Come diavolo hai fatto a mettere i colori?

    Ti seguo più che volentieri!

    • Ciao tesoro, grazie per essere passata. Sono lieto ti stia piacendo.
      In realtà sto provando un nuovo stile. Al momento non ne sono troppo soddisfatto; spero comunque il racconto sia godibile.
      C’è una finestra per modificare la formattazione ulteriormente, quando pubblichi il capitolo. Nei miei racconti precedenti ho usato questo strumento e gli ipertesti per arricchire l’esperienza di lettura, puoi controllare.
      A presto 🙂

  10. Mi ha fatto molta tenerezza Michele che, a suo agio nella palestra, un po’ il suo habitat naturale, si dimostra in realtà abbastanza goffo nelle interazioni sociali, con abitudini alquanto bizzarre 😀
    Molto divertente e vivace il capitolo comunque, bella l’idea di far sparire Michele, grande e grosso, in un armadietto. Non posso non votare Salvini a Ibiza!

  11. Ciao, Gianluca.
    Eccomi da te. Subito sono rimasta spiazzata dai dialoghi colorati e praticamente privi di punteggiatura, ma poi li ho trovati scorrevoli e, anzi, i colori differenti gli danno pure un certo ritmo, quasi che la percezione sia uditiva per il tramite degli occhi… mi sono capita solo io 🙂
    vabbè, la storia è intrigante, ben scritta di sicuro e molto coinvolgente… al primo bivio ho temuto che le opzioni, come è accaduto con altri racconti (di altri autori), volgessero a favore di una storia già scritta, ma mi sono subito ricreduta.
    Ho votato Salvini a Ibiza, in realtà anche il magnate mi intrigava, ma quest’accoppiata non me la voglio perdere.

    Alla prossima!

    • Ciao keziarica, grazie per essere passata 🙂 si, se non giochi con i tuoi lettori si perde tutto il gusto del racconto, hai ragione!
      Grazie per il tuo commento. Ho capito che ti sono piaciuti i dialoghi. C’è qualcosa che avrei potuto migliorare in questi due capitoli secondo te? Si sono capite le motivazioni, ti sei fatta un’idea dei tre personaggi?

      • Da quel che ho capito finora: Michele aveva probabilmente problemi di sovrappeso da ragazzino, per questo ha un animo gentile e non è un arrogante (come alcuni, non tutti, giovani avvenenti). Delle due ragazze ho capito poco, un po’ superficiali, vadano all’immagine e non alla sostanza (a volte nelle palestre se ne trovano di simili); i due ragazzi sono alle prese con il bivio che arriva al principio dell’età adulta; vorrebbero fare qualcosa di importante, ma non sanno come farlo.
        Detto questo, se quel che ho recepito è vicino al tuo intento non saprei, di sicuro i personaggi sono tondi e riflettono quel che non si vede. Perciò hai fatto un buon lavoro l’unica cosa che posso dirti, e che spesso hanno detto a me, è di non mettere troppi personaggi in scena. Perché poi risulta difficile ricordare chi è chi è cosa fa all’interno della storia. 🙂

  12. Molto belli i dialoghi e le descrizioni, contribuiscono a creare delle immagini ben precise! Un unico appunto, non ho capito a cosa si riferisce la “flatulenza stopposa e grigia” all’inizio del capitolo. Voto per l’aspetto fisico, visto che ho notato che in entrambi i capitoli questo elemento ha una certa importanza.

  13. Bellissimo questo episodio. Mi ha fatto sorridere molto la scena di Paco e la madre: arriva tutta quando hai un cuore napoletano!
    Paco fin da subito l’ho immaginato come Genny. Ora sono curiosa di leggere il prossimo capitolo.
    Bravo guaglió. Continua così 👍

  14. Al di là del riferimento al film l’incipit mi è piaciuto, in particolare ho apprezzato in alcuni passaggi l’uso della prima persona plurale che, unita al tempo presente, danno quasi un tocco teatrale al racconto. Abbastanza teatrali sono anche i dialoghi, anche se non ho capito perché li hai impaginati quasi come se fossero un elenco, e volevo sapere se c’era un motivo specifico. Per il resto di Gabriele ho apprezzato il disagio dietro l’apparenza di popolarità, per cui voto quello. A presto!

  15. Sto già fantasticando e le descrizioni, soprattutto quella iniziale delle piccole descrizioni, lasciano ben sperare.
    Non lasciare nulla al caso e nulla di non detto.
    Farai un ottimo lavoro.
    Non vedo l’ora di leggere il seguito. xoxo

  16. Ciao, a me è arrivato il disagio di Michele. Il disagio ormai è una malattia dei nostri tempi. Sono curiosa di sapere come arriverai a Roberto Savino. Leggendo la trama mi viene da associare la tua storia a “ Essere John Malcovich” , uno dei film più bello che abbia mai visto. Ciao

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