FAVOLA

Dove eravamo rimasti?

Il disastro avverrà: Nel tempio, qualcosa di terribile è li ad aspettarli (100%)

RIPRESA - ARRIVATI AL TEMPIO

« E quello cos’è » Myrash era sconvolta.
Dal tempio giunse un urlo disperato. Intanto, dietro di loro, gli esseri di fuoco avanzavano. Sir Artur Bilanch scese dal Jorm-Tuk, sguainò la spada d’argento, e si preparò a combattere.
Nella sua mente, nemmeno una volta lo sfiorò il pensiero che sarebbe morto lì, in quella situazione, in quel posto.
La belva aggrappata all’obelisco allungò il collo da dietro il pilastro di marmo, e scrutò il gruppo con occhi neri e torbidi come il catrame, occhi senza la minima luce di intelligenza. La testa era lunga, triangolare, squamata. La lingua biforcuta scattò fuori e rientrò con la medesima velocità. La bestia sibilò.
« Tenetevi pronti! » comandò Darick.
La bestia iniziò a ridiscendere l’obelisco, ad ogni passo la sua carne si schiacciava come gelatina sul marmo. Le squame che la ricoprivano erano lisce e compatte, punteggiate dai riflessi dei lievi bagliori delle fiamme che ghermivano il tempio.
I primi a partire furono Bilanch e Fede. Il Jorm-tuk fece un timido passo avanti, la schiena leggermente incurvata, il pelo mostruosamente rizzato nei punti non coperti dalla corazza. Ringhiò ferocemente, densi rivoli di bava gli colavano dalle fauci. Con un colpo spazzò via la prima fila di esseri infuocati, che si dissolsero come cenere al vento; all’impatto una miriade di piccole lingue di fuoco si persero nell’aria. A quel punto fu il turno di Bilanch. Il cavaliere partì all’attacco con un grido furioso. Con un dritto tondo spazzò via un’altra fila di esseri, nella stessa maniera in cui aveva fatto il suo Jorm-Tuk. A lui si unì anche Davis. Entrambi, tra gli urli di Bilanch, e i versi acuti di Fede, si fecero spazio nel fiume di esseri infuocati, come contadini che falciano il grano con una roncola. Davis non urlava, scagliava solo colpi rabbiosi alla cieca, teso come la corda di un’arpa. Grazia, la sua creatura, sembrava essere anche più infuriata. Dal tempio arrivò un altro boato assordante. L’avanguardia, Darick e Myrash, avanzò leggermente, staccandosi dalla retrovia.
Il grosso lucertolone nero atterrò sulla passerella e zampettò velocemente verso Darick. La passerella cominciò a tremare.
Myras e Davis si posizionarono ai lati del capitano. Davis mulinò lo spadone d’argento sulla faccia del mostruoso rettile. Contemporaneamente, Darick alzò la spada, lunga, poderosa, sfavillante nelle tenebre dell’oltre-mondo…e la abbatté, con tutta la forza che aveva in corpo, sul cranio piatto e liscio del rettile. Myrash gli scagliò contro i due pugnali, così velocemente che le lame sibilarono nell’aria, conficcandosi per intero nella faccia della mostruosa lucertola. All’unisono, i colpi di Darick e di Davis maciullarono la testa della creatura, schizzi di sangue nero e denso impiastrarono la passerella, le loro corazze, perfino le loro facce.
Il terreno tremò di nuovo.
« Presto, dobbiamo andare nel tempio, sono troppi! » urlò Bilanch, quasi sopraffatto dall’orda di nemici di fuoco. Il Cavaliere sferrò un ultimo, rabbioso fendente, e con un balzo scomposto montò su Fede. Il Jorm-Tuk scattò in direzione del tempio.
« Dobbiamo andare! » urlò Myrash con voce isterica. Salirono anche loro sui loro Jorm-Tuk e corsero verso il tempio, mentre l’orda di nemici infuocati avanzava verso di loro, inghiottendo il cadavere dell’enorme lucertola.
Un boato avvolse l’oltre-mondo. Dietro di loro, la terra sotto la passerella esplose, in un’eruzione vulcanica di sassi e detriti di marmo. Vi spuntò fuori un altro braccio grigio e scarno, attraversato da fasci fibrosi di muscoli. I cavalieri continuarono a correre. La gigantesca palma della mano si abbatté come una pala sul terreno, disintegrando la passerella e il terreno sottostante.
« Roaaargh! » dal sottosuolo si levò un grido cavernoso. La mano tastò alla cieca il terreno, alla ricerca dei cavalieri, ma schiacciò invece gli esseri infuocati che si sparpagliarono in gruppetti, rompendo così la loro rigida colonna marciante.
Si fermarono davanti al tempio. Una breve rampa di scale di marmo lucente conduceva al basamento – anch’esso di spesse e larghe piastre marmoree – sul quale il tempio si ergeva sull’oltre-mondo come una grigia montagna squadrata da rigide angolature. Tre file di colonne interamente scolpite a rilievo, mostravano scene di vita delle sacre kai. Letture di sacri tomi, meditazione, conversazioni con i fragili esseri di Erya, che mostravano loro doni, si prostravano ai loro piedi, invocavano la loro sacra conoscenza, la loro sacra saggezza. Sul frontone vi era scolpito un testo in una lingua ignota. Smontarono dai loro Jorm-Tuk e si diressero verso l’entrata. Le fiamme continuavano ad ardere incessantemente lungo il piazzale esterno, sulle colonne, sul frontone, su gli spioventi del tetto, come tanti piccoli parassiti sul corpo di un titano.
Una volta dentro, quello che videro, per poco non incrinò la loro salute mentale…

Non riesco proprio a decidere chi deve morire, perciò ho temporeggiato con un altro capitolo, ma al prossimo dovrà morire qualcuno. Chi?

  • Davis (75%)
    75
  • Myrash (0%)
    0
  • Darick (25%)
    25
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