GROTESQUE – IL RITORNO DI GOCK

BLEEDING PAINT

«Sandra!» Matthew Cooligh chiamò dalla stanza di sotto.
Una ragazza vestita solo con una maglietta scura si affacciò dalla balaustra del piano soprastante. «Sì, Matt, eccomi, che c’è da strillare tanto?»
Il ragazzo si sporse e la guardò dal basso con un sorriso enorme. «È arrivato!» le comunicò.
La ragazza batté le mani in due schiocchi sonori. «Sì! Sì!» Esclamò e scese la scala di corsa, facendone traballare l’impalcatura. Matt stava in piedi e reggeva con una mano un riquadro infilato in un bustone giallo ocra, su cui potevano distinguersi un paio di timbri, una sfilza di francobolli di grandezza variabile e due etichette adesive, presumibilmente contenenti gli indirizzi di mittente e destinatario.
«Che aspetti?» Gli disse. «Aprilo!»
Il ragazzo fissò la fidanzata, che aveva il volto acceso dall’emozione; fece scivolare per un attimo lo sguardo sulla curva dei fianchi e sulle cosce nude sotto la sua maglia preferita. Johnny Cash con il medio alzato lo richiamò all’ordine dalla stampa al centro della t-shirt. Matt sollevò l’involto e lo poggiò sul bancone della cucina, infilò un la parte corta di una forbice nella piega della chiusura e tagliò. Il quadro era avvolto in un foglio abbondante di pluriball, ma già si potevano scorgere, sulla destra, i tratti del salice proteso verso il piccolo lago.
«Sbrigati, dai» disse lei.
Lui esitò.
«Che c’è? Ti tremano le mani?» lo rimbeccò.
«Ma figurati!» mentì.
Il pensiero corse all’anno prima a quel tizio, il blogger, quello che voleva ammazzare tutti a fucilate ed era finito con il cervello sparso sulla tavola imbandita di un hotel, a Bainsville. Sfilò il quadro e si accorse che non aveva nulla di inquietante, a parte il fatto di essere stato realizzato, come ultimo desiderio, da un pluriomicida giustiziato novant’anni prima.
«Giralo, fa’ vedere.»
Il ragazzo obbedì e girò la tela verso Sandra. L’espressione entusiasta della ragazza si spense un poco quando si trovò davanti un lavoro dozzinale che ritraeva un salice, una collinetta erbosa e uno specchio d’acqua che, a ben guardare, pareva anche torbida.
«Che c’è?» le domandò Matt.
«Niente, è che pensavo in qualcosa di più…»
«Più?»
«Terrificante…» rispose.
«Non è il valore artistico dell’opera che ci interessa, Sandra. È la storia che si porta dietro, una maledizione. Ti rendi conto? Questa cosa porterà un sacco di gente alla mostra, è questo che importa.»
«Certo, hai ragione. Però credevo… insomma, Hornby me ne ha parlato come di un lavoro incredibile. Com’è che lo ha definito … ecco, sì: vivo.»
«Vivo o non vivo, ci porterà un bel po’ di pubblico.»
«Speriamo che non ci porti un’orda di sciroccati.»
Il ragazzo ammiccò e le disse: «ma noi amiamo gli sciroccati, senza di loro non avremmo di che vivere.»
La ragazza annuì e tirò i lembi della maglia deformando i tratti di Johnny Cash e allungandone il dito a dismisura. «Vero. Ora rimettilo nella busta. Gli troveremo una cornice degna dopo colazione.»
«Dovrei fare qualche scatto da usare per gli inviti.»
«Certo, se vuoi ti do una mano, ma prima faccio una doccia.» E sparì al piano di sopra.
«Tranquilla, faccio io. Sono o non sono l’artista di casa?» Sorrise alle gambe lunghe di lei che salivano agili i gradini a spirale.
Lei gli schioccò un bacio che lui non vide ma di cui sentì il rumore. Sandra era leggiadra, ecco, sì. La parola giusta per descriverla. Era di quel suo modo flessuoso di fare le cose che si era innamorato, sapeva come prendere le persone e grazie a questo si era guadagnata la fiducia di quel Hornby, il curatore del museo, e lo aveva convinto a spedirle il quadro per la mostra. “Deve tornare indietro integro, signorina! Questo dipinto è il pezzo forte del museo.” Sandra ne aveva fatto un’imitazione perfetta quando, qualche sera prima, gli aveva comunicato la notizia. Era simpatica, Sandra, e anche per quello, a pensarci bene, si era innamorato di lei.
Matthew tirò fuori il telefono, posizionò la tela sul ripiano della cucina, muovendola nelle diverse direzioni per catturare la luce che arrivava dall’ampia finestra. Dopo una decina di scatti la spostò su un ripiano della libreria dove scattò altre foto. Mentre la spostava da una parte all’altra, qualcosa scivolò sul pavimento, ma il ragazzo non se ne accorse; era una foglia rossa e lunga, che ora giaceva come uno sbaffo di sangue sul pavimento candido. Finito di scattare rimise in tasca lo smartphone e si dedicò al bricco del caffè. Nelle tubature si produsse il rumore familiare dell’acqua che scorre quando Sandra, nel bagno in camera, aprì l’acqua della doccia. Se avesse prestato attenzione, però, Matt si sarebbe accorto che nel bisbiglio liquido qualcosa era cambiato: un canto nuovo gorgheggiava nella stanza ed era la voce di un fiume lontano e di coloro i quali a quel fiume avevano affidato il loro ultimo respiro.

DOVE VORRESTE ARRIVARE CON IL PROSSIMO EPISODIO?

  • A BAINSVILLE, PER CAPIRE COSA È SUCCESSO L'ANNO PRIMA (57%)
    57
  • IN CASA DEI DUE DI NOTTE (14%)
    14
  • DIRETTAMENTE ALLA MOSTRA (29%)
    29
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75 Commenti

    • Ciao, Aomame.
      Grazie, mi fai un bel complimento: l’ansia in un horror è un ingrediente essenziale. Guardavo Shining l’altra sera, e mi sono accorta dopo anni delle maestria che Kubrick ha messo nella realizzazione di ogni scena. Quando, alla fine, Danny è nel labirinto di siepi si genera uno stato di tensione sempre crescente. Sono particolari che prima assimilavo senza prestare attenzione. Oggi, ci bado un po’ di più alla costruzione di una trama, alla scelta dei vocaboli o delle riprese e dei dialoghi… lo so, non c’entra nulla, ma mi andava di parlarne 😉
      Alla prossima!

      • Non ci posso credere! Ho guardato lo stesso film e mi sono applicata anche io sulla scena finale del labirinto, con le mani tra i denti quando il bambino scappa prima di riabbracciare la madre. Rimarrà uno dei film più belli che abbia mai visto 👍

  1. Capitolo di passaggio e dal taglio molto cinematografico, specialmente nella seconda parte, che ha il ritmo di una scena di un film e la cura del dettaglio di una scenografia ben costruita. Però siamo a metà strada e mi sembra di essere solo all’inizio, sono curioso di vedere quando e in che modo gli elementi che hai introdotto fino ad ora si combineranno nei restanti cinque capitoli, che credo saranno più movimentati del primi…
    Per il prossimo sembra inevitabile votare per il povero grafico, ma siccome è un tappo come me voglio dargli una chance e votare invece per Hornby, anche se non credo basterà a salvargli la pellaccia 😛

    • Ciao, Dapiz.
      In pratica mi stai dicendo di darmi una mossa… 😀 proverò a dare una scossa e a accelerare.
      Intanto, grazie per essere sempre presente, garbato e puntuale.
      Ho anche io idea che Hornby la scamperà, ce l’hanno tutti con il povero grafico, prima o poi deve andarsene, avrebbe potuto farlo anche più in là ma, si sa: il destino di questi personaggi è un po’ in mano mia e un po’ in mano vostra 😉
      Grazie ancora e alla prossima!

  2. Il grafico, i miei sensi di ragnow mi suggeriscono che potrebbe succedergli qualcosa 😀
    Ciao, keziarica. Un capitolo avvincente e scorrevole. All’inizio, ho avvertito qualche impuntatura, non so, i periodi iniziali mi sono parsi un po’ meno efficaci, con quel “aprì gli occhi” seguito poco dopo da “chiuse gli occhi” o quel “la notte era…” che mi suona un po’ male. Però, ed è ciò che conta, ogni riga ti invoglia a leggere la riga successiva!
    Brava, ciao e a presto

    • Ciao, Jaw.
      Spero di riuscire a risponderti nella maniera corretta, sembra che oggi TI ce l’abbia con me e le mie risposte… 🙂
      Grazie per le osservazioni che risultano sempre gradite. Dici che ho un po’ esagerato con l’apri e chiudi? Io nemmeno ci faccio caso, ho anche scritto verdicale, anziché verticale e ho pure letto e riletto.
      Mi piace molto il fatto che ogni riga coinvolga e invogli a continuare la lettura, mi auguro di continuare così, aperture e chiusure oculari a parte 😉
      Grazie come sempre e alla prossima!

  3. Forse sarò scontato anche in questo caso, ma voto per il grafico, anche perché appena iniziato il dialogo avevo la sensazione che gli sarebbe successo qualcosa.
    Molto bene, capitolo impeccabile come al solito! Ti faccio notare giusto un errore di battitura (“verdicale”), ma solo perché sono pignolo 😀

    • Ahimè, tocca al grafico stavolta!
      Di nuovo un capitolo che ci mostra due scene con tanta suspense. Niente da dire sulle descrizioni e sul ritmo, che sono scandite davvero bene in modo da costruire tensione; da un punto di vista di struttura generale, siamo a metà storia ed è tipicamente il momento di rivelare il “grosso” del tema del racconto, quindi sto super attento per quanto riguarda il prossimo capitolo.
      È sempre un piacere leggerti 🙂 a presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Oh, mamma: verdicale e dov’é? Vado subito a cercarlo, non posso correggerlo qui, ma sul file Word lo faccio immediatamente! Grazie per la segnalazione 🙂
      Ah sì, il grafico ha la bocca troppo larga, insieme all’ego. Ho idea che non sarà un buon capitolo, il prossimo, per lui.

      Ancora grazie, per tutto, e alla prossima!

    • Ciao, Lorenzo.
      Scusa ti ho risposto nel commento sotto a Gianluca… mi sto arrugginendo, in fondo sono più vecchia di un anno 😉

      Alla prossima!
      p.s. te lo copio qui:
      Ciao, Lorenzo.
      Oh, mamma: verdicale e dov’é? Vado subito a cercarlo, non posso correggerlo qui, ma sul file Word lo faccio immediatamente! Grazie per la segnalazione 🙂
      Ah sì, il grafico ha la bocca troppo larga, insieme all’ego. Ho idea che non sarà un buon capitolo, il prossimo, per lui.
      Ancora grazie, per tutto, e alla prossima!

  4. Mi vuoi bene lo stesso se ti dico che il cocktail di indiretto/diretto nella prima parte, per svelare il segreto di Dafford, secondo me poteva essere gestito in modo più fluido? L’ho trovato un po’ artificioso, quel pezzo, dopo migliora.
    (Però ho un dubbio: come poteva essere il guardiano di un carcere misto? Esistono carceri misti? Di solito le ali maschili e femminili sono nettamente separate, e il personale distinto. Ma magari ci sono casi che ignoro, sei più americanofila di me ^^)
    Sembri tenerci a farlo morire subito, ma io scelgo che sopravviva al sogno, se no è troppo facile :p
    Ciao

    • Ciao, B.
      Come potrei non volerti bene?? Mi piacciono le tue osservazioni e, Insieme a quelle di altri lettori, sono quelle che mi hanno fatto migliorare.
      Sai che ci ho pensato al fatto che potessero esserci carceri femminili e maschili in un unico istituto penitenziario? Ma poi mi sono detta che: 1 mi serviva un modo per far saltar fuori una figlia e 2 chi lo sa se a Bainsville potrebbe starci? Visto che esiste solo nella mia fantasia? Lo so, è un discorso di coerenza, ma spero che vorrai chiudere un occhio 🙂.

      Ho visto che hai pubblicato il nuovo episodio, vado a leggere.

      Grazie, B. Come sempre sei preziosa.
      Alla prossima!

  5. Molto efficace il fatto di non aver riportato direttamente la richiesta di Dafford con un dialogo, anche per risparmiare spazio. Ti segnalo solo la frase “”Allora non volli saperne””, dove mi stona la presenza del passato remoto essendo un dialogo. Bella anche la descrizione del sogno, mi ha molto inquietato la bambina sulla sedia elettrica. Mi hanno messo un po’ in difficoltà le opzioni, però voto affinché Dafford non muoia, a costo di sembrare banale, visto che non mi convince molto il fatto che muoia in un sogno, anche se è uno sviluppo che in un horror ci starebbe bene!

    • Ciao, Lorenzo.
      Riguardo alla frase al passato remoto in un dialogo, non avrei saputo come altro gestirla. Se ti suona male qualcosa che non va dev’esserci… 🙂
      Come sempre i caratteri limitanti impongono di sacrificare qualcosina e non potevo fare altrimenti, quindi sono felice che il mio escamotage ti sia piaciuto.
      Per la morte nel sogno: chi ha detto che morirebbe nel sogno ? 😉
      Grazie infinite per la tua presenza,

      Alla prossima!

  6. Questa lunga digressione su Dafford mi ha ricordato molto il modo di narrare spesso frammentato di Stephen King, e anche l’idea che il vecchio custode possa aiutare Caroline dall’aldilà mi sembra in linea con questa impressione, quindi lì va il mio voto. Questo immagino sia un capitolo da rileggere una volta conclusa la storia, perchè sogni e visioni di questo tipo hanno spesso una valenza profetica. Bello, ma spero comunque di tornare presto al quadro 😀

    • Ciao, Dapiz.
      Forse sono influenzata dalla lettura di King che sto facendo ora: Sleeping Beauties. Si nota molto a quanto pare. Non ti sfugge nulla, sei troppo avanti. 😉
      Il quadro tornerà già nel prossimo episodio, se non cambio idea in corsa. L’aldilà negli horror, almeno quelli che piacciono a me, ci sta sempre bene e, a quanto pare, non sono l’unica a pensarla così.
      Grazie per l’attenzione che metti nella lettura e per esserci.
      Alla prossima!

    • Ciao, Aomame,
      mi piace un sacco leggere i tuoi commenti… beh, sono commenti positivi. 🙂 è facile.
      Tento sempre di creare suspense, come dici tu, per tenere vivo anche il mio di interesse, dato che sono una che rischia di innamorarsi in fretta di un’altra storia e di lasciare quella in corso senza le dovute cure.
      Grazie per le belle parole.

      Alla prossima!

  7. Caroline dovrà cavarsela da sola. Forse.
    Ciao, Keziarica

    Il capitolo mi è piaciuto, interessante anche il modo in cui hai gestito i pochi caratteri a disposizione per farci sapere del segreto di Dafford, farci sapere quanto necessario solo attraverso i dialoghi sarebbe stato quasi impossibile.
    Brava, ciao, alla prossima

  8. Vorrei che questo capitolo avesse delle conseguenze, quindi Dafford muore. Ma sarebbe bello che potesse intercedere in qualche modo dall’aldilà.
    Quindi voto quello e..continuo a seguirti. Questo capitolo ha un ritmo bello veloce e l’ho dovuto rileggere due volte per capirlo. Sembra tu abbia molto ancora da raccontare, quindi complimenti per la scelta dei tempi e dei vocaboli.

    • Ciao, Gianluca.
      Ahi ahi, hai dovuto rileggere? Questo non è un buon segno, forse ho corso troppo…
      Grazie per avermi dedicato il doppio del tempo, allora 🙂
      L’idea degli aiuti dall’aldilà piace tanto anche a me e in un horror ci sta anche… io, in realtà, l’altro mondo lo metto anche nei gialli, ma lasciamo stare.
      Grazie ancora per la pazienza.

      Alla prossima!

  9. Ovviamente del favore, lo volevo sapere già in questo capitolo 😀
    Ciao, keziarica.
    Molto avvincente, questo capitolo, soprattutto la seconda parte: la foglia che rifluisce dentro il quadro, la mosca che si rianima… sì, mi è piaciuto!
    In questa frase “Con il telefono incastrato tra spalla e orecchio si mosse con in mano le tazze per la colazione” a parer mio c’è un “con” di troppo 🙂

    Ciao, a presto

    • Ciao, Jaw.
      Sei sempre molto attento e per questo ti ringrazio, leggo e rileggo eppure qualcosa scappa sempre.
      Non è semplice trovare scene che possano risultare suggestive in un horror, senza ricorrere al sangue, io ci provo e sono contenta che le mie “trovate” ti siano piaciute.
      Del favore puoi leggere in questo nuovo capitolo, sono un po’ in ritardo anche con le risposte, essendo tornata a lavoro ho subito uno stop (anche creativo)…
      Grazie, sei sempre puntuale e garbato. 🙂
      Alla prossima!

  10. Uno dei capitoli più d’atmosfera che ho letto tra i tuoi, atmosfera sospesa e un po’ malata che hai costruito con tanti piccoli dettagli. Ho sempre da imparare dal tuo modo di scrivere.
    Per il prossimo a questo punto direi di leggere del favore, son curioso di vedere come si legherà alla trama principale e le altre due opzioni messe così sono meno interessanti… Passare da una scena all’altra nello stesso capitolo, comunque, funziona bene. A presto!

    • ciao, Dapiz.
      Grazie, mi fai arrossire. Non credo proprio che tu abbia qualcosa da imparare dalla mia scrittura, forse è il contrario 🙂
      Visto i salti di scena sono piaciuti li ho ripiazzati anche nel nuovo. Non diventerà un’abitudine, il troppo stroppia sempre.
      Grazie tantissime e scusa per il ritardo nella risposta.

      Alla prossima!

  11. Io vorrei tornassimo da Caroline per vedere come conrinua.
    Complimenti 🙂 non so perché non sono passato qui prima, hai davvero uno stile pulito e chiaro, i tuoi dialoghi hanno un bel ritmo.
    La storia mi sta piacendo molto, questo crosscutting fra una scena e l’area e l’ambientazione americana mi struzzicano. Ti seguo!

    • Ciao, Gianluca.
      Mi fa molto piacere questo tuo commento e sono felice che la mia storia di stuzzichi.
      I complimenti mi spaventano sempre un po’, perché poi ho paura di non riuscire a esserne all’altezza, ma li accetto volentieri e ti ringrazio molto per la lettura e il voto. 🙂
      In passato mi hanno un po’ criticato per questa mia tendenza ad “americanizzare” le storie (non tutte, alcune sono italianissime), ma mi piace troppo 😉

      Alla prossima!

  12. “Come una macchia nera su una pellicola rovinata dal tempo si mosse a scatti verticali sopra la cucina, alla sua vista i due ragazzi erano sagome incolori coperte da acqua torbida.“ Questa è bellissima. Ho visto che te lo hanno già detto ma non ho resistito. Ho rinunciato a leggere la storia di riferimento, ho capito che sono storie indipendenti e devo dire che questa è proprio forte. ho riletto tutti gli episodi con più attenzione. Ho votato per Sandra che fa ricerche sul quadro. Sono troppo curiosa

    • Ciao, Gra.
      Tranquilla, come ti scrivevo non è necessario leggere l’altro racconto. Ci saranno altri riferimenti, ma spero di fare in modo che siano comprensibili anche senza la lettura del precedente.
      Sono felice che la scena della mosca ti sia piaciuta. Sai che all’inizio non era una mosca? Poi mi è parso che la scena scritta si rifacesse troppo a un’altra scena vista in un film e ho cambiato. Chissà che piega avrebbe preso il capitolo con una larva…
      Grazie per essere passata e alla prossima!

  13. Bella la scena della mosca, così come la descrizione di tutti i piccoli dettagli del quadro che si anima che passano per lo più inosservati. Non so se è voluto il riferimento, ma mi è tornata in mente la teoria di Hitchcock per cui la suspense si costruisce dando al pubblico informazioni di cui i personaggi non sono a conoscenza, e devo dire che funziona al pari di una legge matematica 😀
    Direi di passare subito a scoprire di che si tratta il favore, a presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Non è voluto. Pensa che avevo scritto un’altra scena per la seconda parte, poi mi sono accorta che non combaciava con il resto e l’ho eliminata. Questa parte mi pareva un po’ buttata lì (nonostante mi sia costata molto tempo), ma alla fine pare che non sia venuta tanto male.
      Grazie tantissime per il passaggio.

      Alla prossima!

  14. Ciao. Ci sono anch’io. In ritardo, ma sono arrivata.
    Leggerò il racconto precedente che, se non ho capito male, esiste. Per questi due capitoli che dirti? Delinei le situazioni e prepari il campo per il seguito con la precisione che ti contraddistingue. Commenterò meglio alla prossima. A presto

  15. Ciao eccomi ci sono anch’io! L’immagine della Sparkling Madam, è potente…mi è quasi sembrato di sentirla figgere! Io sono stata indecisa tra due opzioni, alla fine ho deciso di mettere i bastoni tra le ruote a Caroline ma, non escludo affatto che possa superarli!
    Mi piace la tua scrittura. Grazie!

  16. Dafford decide di aiutarla.
    Buongiorno, keziarica!
    Dunque il quadro è pronto a causare altri sfracelli, eh? Staremo a vedere, nel frattempo spero che il suo malefico influsso non attraversi il monitor del mio computer e si spanda in casa, che poi non potrei neppure scappare fuori 😀
    Mi è molto piaciuta soprattutto la chiusa del primo capitolo, molto incisiva. In questo secondo, comunque molto ben scritto, ho il dubbio che la “Sparkling Madam” non arrivi immediatamente a tutti, soprattutto se non hanno letto il primo racconto.
    Ciao, bravissima, a presto

    • Ciao, Jaw!
      Ahahahahahah! hai ragione, non puoi scappare fuori! Metterò una buona parola con il mio amico Gock, sperando che abbia voglia di ascoltarmi 😉
      A parte gli scherzi, grazie davvero per essere tornato a leggermi, spero tanto di ritrovarti con una nuova storia.
      Non ho resistito alla Sparkling Madam. Per cominciare questo racconto sono andata a rileggermi il vecchio e quel nome, per come l’ho immaginato allora, mi è sembrato d’impatto. Però, hai ragione: se non si legge il racconto precedente di “lei” non si capisce il senso.
      Ancora grazie e alla prossima!

  17. Le chiede senz’altro un favore.
    La tua prigione-museo, soprattutto ora che la sappiamo vuota e disertata dai turisti, me la immagino come il Black Museum di un episodio di Black Mirror (se non lo hai visto, fallo. Sono convinta che dovrebbe piacerti).
    Secondo me non devi preoccuparti di mettere troppi riferimenti all’altro racconto, un paio di accenni bastano: il quadro non ha bisogno di troppe spiegazioni, secondo me è abbastanza potente da non aver bisogno di appoggiarsi al prequel.
    L’ombra del quadro malefico che persiste sullo schermo del telefonino è bellissima 🙂

    • Ciao, B.
      non l’ho visto “Black Mirror” dovrei recuperarlo…
      Il riferimento a Bainsville era giusto per dare qualche notizia in più sul passato del quadro, senza troppi rimandi, non ci saranno altri capitoli dedicati… non per interno, almeno 😉
      L’immagine impressa sul display mi è venuta in mente mentre scrivevo, strano come le cose migliori, a volte, vengano fuori senza che ci si pensi troppo…
      Grazie per la lettura, per il voto e il sostegno.

      Alla prossima!

  18. Bella l’idea di raccontare gli avvenimenti accaduti con un dialogo, che ha comunque attinenza con il presente, invece che con una semplice narrazione. Voto per il custode che chiede un favore in cambio, di certo le cose non possono andare troppo lisce a Caroline 😀

    • Ciao, Lorenzo.
      Scusa il ritardo nella risposta, ho avuto un sacco di cose da fare e mi sono un po’ persa.
      Ho pensato anch’io che fosse meglio non piazzare un flashback per tornare a Bainsville e raccontare qualcosa dei fatti avvenuti, sono contenta che la cosa ti sia piaciuta.
      Ho come l’impressione…
      vabbè, non voglio svelare nulla.
      Grazie e alla prossima!

    • Ciao, Aomame.
      Grazie, che bel complimento. La storia mi piace e mi piace scriverla, non è sempre scontato: mi è capitato di portare avanti racconti stanchi solo perché non mi piace lasciare le cose a metà. Secondo me, una storia raccontata con piacere sortisce effetti positivi in chi legge. Sono dunque felice che la mia storia ti stia piacendo, spero di continuare a interessarti anche con i capitoli a venire.

      Alla prossima!

  19. Ok mi sa che mi vado a recuperare il primo racconto 😀 Dunque se devo dire la verità mi ha coinvolto di più il precedente capitolo di questo, ma credo sia naturale dal momento che si trattava di un’introduzione ad alcuni elementi molto affascinanti del racconto, però fatto sta che avrei preferito non staccare così presto dal quadro e dalla mostra per farci conoscere (o reincontrare?) altri personaggi, specialmente perchè mi par di capire che ci accompagneranno almeno per un altro capitolo. Dal punto di vista della struttura del racconto funziona, ma per gusto mio sarei rimasto ancora un po’ a New York prima di spostarmi.
    Comunque, voto perchè il vecchio custode aiuti Caroline in cambio di un favore, ma lascio a te la scelta sul fatto che la loro azione vada a buon fine o meno. A presto!

    • Ciao, Dapiz.
      Capisco il tuo punto di vista, sicuramente tornerò presto dai due protagonisti, in qualche modo avrei potuto fare riferimento ai “vecchi” del racconto più avanti, ma mi serviva l’ingaggio di qualcuno per contrastare Gock. Vedremo se avrà successo.
      L’altro racconto non è indispensabile alla comprensione di questo, ma se ti fa piacere leggerlo, sono contenta. 🙂
      Grazie, Dapiz, sempre molto apprezzati i tuoi commenti.

      Alla prossima!

  20. Bentrovata keziarica, finalmente una nuova storia! Anche se non era indispensabile per capire questo racconto mi sono andato lo stesso a leggere il primo e devo dire che ne è valsa la pena, oltre alla trama e all’elemento orrorifico in sé mi è piaciuto molto il sottotesto per cui, correggimi se sbaglio, l’avidità e la voglia di fare soldi non portano mai nulla di buono.
    In questo seguito mi sembra che i personaggi dei due ragazzi siano caratterizzati sulla falsa riga del blogger, anche se spero che poi il racconto si svilupperà in maniera diversa. Comunque l’incipit mi piace, voto per la mostra!

    • Ciao, Lorenzo!
      Sono felice di essere tornata, un po’ mi mancava questa piattaforma. Ho riletto anche io il vecchio racconto per trovare il filo giusto e riprendere da dove avevo lasciato, i due nuovi protagonisti non c’entrano molto con Jerry Lawrence però, come lui, hanno la stessa brama di successo, l’amore per il macabro e l’idea (malsana) di sfruttarlo per fare soldi.
      Grazie per aver letto anche l’altro racconto, sono felice che ti sia piaciuto. Spero di intrattenerti anche con questo.
      Alla prossima!

  21. Bentornata! E con un seguito, la qual cosa non mi ha però creato problemi. Mi consigli di recuperarmi subito la storia precedente o questa sarà comprensibile lo stesso? Comunque, da “profano”, il quadro maledetto lo trovo già affascinante e i due personaggi sono tratteggiati molto bene. Ho il sospetto che nessuno dei due arriverà in piedi alla fine della storia, ma vedremo se avranno un destino migliore di quello di tanti protagonisti horror!
    Per il prossimo capitolo voto per entrare subito nel vivo andando diretti alla mostra. A presto!

    • Ciao, Dapiz!
      Sono tornata con un altro racconto su Gock che mi girava in testa già da un po’. I racconti sono a sé, questo non ha bisogno del primo per essere compreso, magari ti va di leggerlo per conoscere le altre malefatte dell’artista… ma non è indispensabile. Farò qualche riferimento alla storia precedente giusto per far capire cosa è accaduto, tutto qui.
      In un horror che si rispetti, difficilmente i protagonisti usciranno indenni dalla vicenda, non voglio svelare nulla, anche perché non ho la più pallida idea di come andrà a finire.
      Intanto ti ringrazio molto per il passaggio e il bel commento 🙂
      Alla prossima!

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