GROTESQUE – IL RITORNO DI GOCK

BLEEDING PAINT

«Sandra!» Matthew Cooligh chiamò dalla stanza di sotto.
Una ragazza vestita solo con una maglietta scura si affacciò dalla balaustra del piano soprastante. «Sì, Matt, eccomi, che c’è da strillare tanto?»
Il ragazzo si sporse e la guardò dal basso con un sorriso enorme. «È arrivato!» le comunicò.
La ragazza batté le mani in due schiocchi sonori. «Sì! Sì!» Esclamò e scese la scala di corsa, facendone traballare l’impalcatura. Matt stava in piedi e reggeva con una mano un riquadro infilato in un bustone giallo ocra, su cui potevano distinguersi un paio di timbri, una sfilza di francobolli di grandezza variabile e due etichette adesive, presumibilmente contenenti gli indirizzi di mittente e destinatario.
«Che aspetti?» Gli disse. «Aprilo!»
Il ragazzo fissò la fidanzata, che aveva il volto acceso dall’emozione; fece scivolare per un attimo lo sguardo sulla curva dei fianchi e sulle cosce nude sotto la sua maglia preferita. Johnny Cash con il medio alzato lo richiamò all’ordine dalla stampa al centro della t-shirt. Matt sollevò l’involto e lo poggiò sul bancone della cucina, infilò un la parte corta di una forbice nella piega della chiusura e tagliò. Il quadro era avvolto in un foglio abbondante di pluriball, ma già si potevano scorgere, sulla destra, i tratti del salice proteso verso il piccolo lago.
«Sbrigati, dai» disse lei.
Lui esitò.
«Che c’è? Ti tremano le mani?» lo rimbeccò.
«Ma figurati!» mentì.
Il pensiero corse all’anno prima a quel tizio, il blogger, quello che voleva ammazzare tutti a fucilate ed era finito con il cervello sparso sulla tavola imbandita di un hotel, a Bainsville. Sfilò il quadro e si accorse che non aveva nulla di inquietante, a parte il fatto di essere stato realizzato, come ultimo desiderio, da un pluriomicida giustiziato novant’anni prima.
«Giralo, fa’ vedere.»
Il ragazzo obbedì e girò la tela verso Sandra. L’espressione entusiasta della ragazza si spense un poco quando si trovò davanti un lavoro dozzinale che ritraeva un salice, una collinetta erbosa e uno specchio d’acqua che, a ben guardare, pareva anche torbida.
«Che c’è?» le domandò Matt.
«Niente, è che pensavo in qualcosa di più…»
«Più?»
«Terrificante…» rispose.
«Non è il valore artistico dell’opera che ci interessa, Sandra. È la storia che si porta dietro, una maledizione. Ti rendi conto? Questa cosa porterà un sacco di gente alla mostra, è questo che importa.»
«Certo, hai ragione. Però credevo… insomma, Hornby me ne ha parlato come di un lavoro incredibile. Com’è che lo ha definito … ecco, sì: vivo.»
«Vivo o non vivo, ci porterà un bel po’ di pubblico.»
«Speriamo che non ci porti un’orda di sciroccati.»
Il ragazzo ammiccò e le disse: «ma noi amiamo gli sciroccati, senza di loro non avremmo di che vivere.»
La ragazza annuì e tirò i lembi della maglia deformando i tratti di Johnny Cash e allungandone il dito a dismisura. «Vero. Ora rimettilo nella busta. Gli troveremo una cornice degna dopo colazione.»
«Dovrei fare qualche scatto da usare per gli inviti.»
«Certo, se vuoi ti do una mano, ma prima faccio una doccia.» E sparì al piano di sopra.
«Tranquilla, faccio io. Sono o non sono l’artista di casa?» Sorrise alle gambe lunghe di lei che salivano agili i gradini a spirale.
Lei gli schioccò un bacio che lui non vide ma di cui sentì il rumore. Sandra era leggiadra, ecco, sì. La parola giusta per descriverla. Era di quel suo modo flessuoso di fare le cose che si era innamorato, sapeva come prendere le persone e grazie a questo si era guadagnata la fiducia di quel Hornby, il curatore del museo, e lo aveva convinto a spedirle il quadro per la mostra. “Deve tornare indietro integro, signorina! Questo dipinto è il pezzo forte del museo.” Sandra ne aveva fatto un’imitazione perfetta quando, qualche sera prima, gli aveva comunicato la notizia. Era simpatica, Sandra, e anche per quello, a pensarci bene, si era innamorato di lei.
Matthew tirò fuori il telefono, posizionò la tela sul ripiano della cucina, muovendola nelle diverse direzioni per catturare la luce che arrivava dall’ampia finestra. Dopo una decina di scatti la spostò su un ripiano della libreria dove scattò altre foto. Mentre la spostava da una parte all’altra, qualcosa scivolò sul pavimento, ma il ragazzo non se ne accorse; era una foglia rossa e lunga, che ora giaceva come uno sbaffo di sangue sul pavimento candido. Finito di scattare rimise in tasca lo smartphone e si dedicò al bricco del caffè. Nelle tubature si produsse il rumore familiare dell’acqua che scorre quando Sandra, nel bagno in camera, aprì l’acqua della doccia. Se avesse prestato attenzione, però, Matt si sarebbe accorto che nel bisbiglio liquido qualcosa era cambiato: un canto nuovo gorgheggiava nella stanza ed era la voce di un fiume lontano e di coloro i quali a quel fiume avevano affidato il loro ultimo respiro.

DOVE VORRESTE ARRIVARE CON IL PROSSIMO EPISODIO?

  • A BAINSVILLE, PER CAPIRE COSA È SUCCESSO L'ANNO PRIMA (57%)
    57
  • IN CASA DEI DUE DI NOTTE (14%)
    14
  • DIRETTAMENTE ALLA MOSTRA (29%)
    29
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160 Commenti

  • Perdonami il ritardo, mi ero perso la pubblicazione del finale… ?
    Che dire, le mie aspettative sono state pienamente confermate! Forse l’unico difetto di questo finale, come hanno già detto altri, è la frettolosità, che toglie un po’ di pathos specialmente nella strage, anche se tutto il resto è ottimo, specialmente la scena iniziale in stile montaggio alternato, molto cinematografica!
    Ti aspetto allora con il prossimo racconto, di qualunque genere sarà, visto che secondo me le storie valide sono tali indipendentemente dall’etichetta che ci appiccichiamo sopra. A presto!

    • Ciao Lorenzo,
      vediamo quale genere mi verrà in mente, chi lo sa. 🙂
      Grazie davvero per essere sempre presente e per aver avuto la pazienza di seguirmi fino alla fine, nonostante i ritardi (i miei, quelli sì sono stati imperdonabili).
      Le belle storie lo sono al di là del genere che gli attribuiamo, è vero, però mi piacerebbe scrivere qualcosa di veramente particolare… proverò a utilizzare la tecnica del “e se…” oppure quell’altra, quella che mette insieme cose completamente distanti tra loro, tipo: un canguro sul fiume Nilo per intenderci 😉
      Vediamo dove mi porta l’ispirazione.
      Buon fine d’estate anche a te e ci rivediamo a casa dei Palleschi con Friedrich e Cesare 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao, Keziarica.
    Arrivo in ritardissimo 🙁 complici le ferie appena passate (altro 🙁 )
    Un finale bello pulp, eh?
    Mi è piaciuto, bel ritmo. Ben raccontato, immagini efficaci (a parte – parere personale – quella di Caroline ancora in posizione di tiro, mi pare un po’ abusata).
    Che dire? Brava!
    Ah… ma cos’è il puntolino che Caroline fissa all’orizzonte? 😀

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      volevo creare lo stereotipo della poliziotta di provincia, tipo Stallone in Copland, una che ha studiato tutto sulle tecniche d’arresto e sulla posizione di tiro, ma non ha mai avuto modo di mettere a frutto. Però capisco che possa risultare un’immagine abusata 😉 grazie per avermelo fatto notare.
      Grazie per i complimenti, so che non li fai a vanvera.
      Il puntolino che Caroline vede alla fine si rifà allo stesso puntolino visto dal grafico prima di essere ucciso: sono esseri in avvicinamento dal mondo orribile di Gock.
      Ancora grazie e, anche se le ferie sono ormai trascorse (le mie no, io le faccio a settembre) ti auguro di finire l’estate in bellezza, magari con una nuova storia da scrivere 🙂

      Alla prossima!

  • Finale nient’affatto deludente, forse un po’ frettoloso ma questo si traduce in un climax brutale ed efficace, quindi direi che non ci possiamo lamentare. C’è poco da fare, fai sempre centro!
    Leggo nei commenti che pensi di scrivere qualcosa di diverso e sarei molto curioso di vederti tentare con altri generi, purchè non siano il romance 😛 Ti vedrei bene alle prese con una fiaba dark, qualcosa sullo stile del Labirinto del Fauno per capirci, anche se non so quanto rientri nelle tue corde. L’horror e il giallo ti riescono gran bene, forse potresti portare questa tua abilità in un genere che di solito non prevede questi elementi, come… il western? Scherzo ovviamente, ma per rendere l’idea 🙂 In ogni caso attendo i tuoi prossimi lavori, come sempre. A presto!

    • Ciao Dapiz,
      il Western… una cosa alla Westworld magari 😉 chissà…
      Mi piacerebbe cimentarmi in un genere completamente diverso, per vedere cosa riesco a tirare fuori, il genere che mi proponi sarebbe per me davvero inedito e, a parte gli scherzi, potrei anche farci un pensierino.
      Grazie per i complimenti, sono lieta che ti sia piaciuto. Lo so, il finale mi risulta sempre un po’ frettoloso, perché non pianifico e, anche se sta tutto nella mia testa, quando poi scrivo mi lascio prendere la mano dalle descrizioni e spesso finisco per sforare.
      Per il futuro vediamo… potrei scrivere un primo capitolo con il genere nelle opzioni… vedremo.
      Per ora, ancora grazie e buona (per quel che rimane) estate.

      Alla prossima!

  • Keziarica,
    che dire sul finale… Una perfetta conclusione per un horror, un cerchio che si chiude. Scrivi molto bene e anche io spero tu deciderai di scrivere un altro genere, non perché ci sia qualcosa di male nell’horror, ma mi piacerebbe vedere come riusciresti a gestire la tua vena noir anche in ambiti “quotidiani” (prendi questo termine con le pinze, per quotidiani intendo avvenimenti reali, senza misteri e paura nel mezzo).
    Spero di leggerti presto!

    • ciao Trix,
      potrei provare a scrivere un noir senza eventi paranormali, di solito un disincarnato o un medium ce lo piazzo sempre, dovrei provare a scrivere senza. Vedremo.
      Intanto, grazie per essere arrivata fino in fondo e per avermi sostenuto, sono contenta che il racconto ti sia piaciuto e spero di ritrovarti anche con il prossimo, quando mi deciderò a scriverlo.
      Ti auguro un buon proseguimento d’estate 🙂

      Alla prossima!

  • Sei arrivata alla fine. Già sai che l’horror non mi fa impazzire, ma togliendo le scene cruente dalla mia testa ? vedo perfettamente le chiare descrizioni che sei capace di far visualizzare.
    Da una risposta che hai dato ho letto che ti piacerebbe scegliere un altro genere. Mi piacerebbe tanto non vederti alle prese con mostri e assassini almeno per un po’. Poi scegli tu, ovviamente. Ti seguo qualunque cosa deciderai.
    Alla prossima

  • Ciao Keziarica!
    Rileggendolo dall’inizio ho potuto apprezzare meglio l’epilogo ed in generale l’opera tutta, il tuo stile e la tua capacità di dipingere le scene.
    Finale bellissimo e terribile, mi propongo di leggere il racconto precedente. Meriti davvero il seguito che hai saputo costruire.
    Ciao!

    • Ciao Minollo,
      Grazie per essere arrivato fino alla fine, sono felice che ti sia piaciuto il racconto. Sto pensando a un altro racconto, ma non so scegliere un genere 😉
      Il vecchio racconto forse è un po’ più horror di questo è magari ti piace anche di più.
      Che ti posso dire? Grazie tantissime e alla prossima!

  • Aaaand… Mission complete.
    Davvero un bel finale, chiaro e nitido.
    Alcune similitudini non le ho apprezzate particolarmente, ma devo dire che nel complesso questo capitolo è davvero ben fatto, alla luce anche della mancanza di spazio che c’era.
    Sembra che Matt sia stato solo un avatar passeggero e che ora Sandra se la dovrà un po’ sbrigare da sola. Venderà il quadro? Lo distruggerà? GOCK sembra ancora all’opera, dopotutto…
    A presto 🙂

  • Ciao keziarica 🙂 due scene molto suggestive. E’ un mio difetto, ma anche rileggendo non riesco mai a capire davvero cosa stai descrivendo. Le tue scene sono molto suggestive e cinematografiche, ma le troverei (io) più intelligibili se solo mi dicessi di più cosa fanno i protagonisti. Tipo adesso hai due capitoli e devi dirci cosa cavolo farà Matt (impossessato dallo spirito suppongo), cosa farà Sandra (che vedrà lo scempio, aiuterà Matt?) e come si comporterà Caroline: il mio consiglio è di mettere bene per iscritto il tipo di finale che hai in mente e regalarci uno dei capitoli migliori che tu abbia mai scritto col nono episodio, facendoci divertire con qualche scelta anche stravagante o totalmente asimmetrica rispetto al tuo finale. Dopodichè vedi come va. Siamo tutti qui per imparare ed aiutarci a vicenda. Aspetto con ansia il prossimo capitolo; ho votato per Sandra, perchè spero che in qualche modo salvi Matt (o la farai morire male?) xD 🙂

    • Ciao Gianluca,
      in realtà, i capitoli a mia disposizione non sono due, quello che hai letto è il nono quindi, rimane solo il finale. Capisco cosa vuoi dire: “stringi stringi, tante belle descrizioni, ma dici poco”, giusto?
      Accetto la critica, perché so che è fatta con spirito di incoraggiamento, tra l’altro è uno dei miei difetti, spesso mi perdo nei dettagli e tolgo aria, per così dire, alla storia. Per il finale spero di riuscire a condensare i fatti e a tirare le somme, senza lasciare nulla in sospeso, almeno spero.
      Sulla sorte di Matt non posso dirti molto ;-), ma questo è un horror perciò, vedi un po’ tu 🙂
      Grazie per la franchezza e per i consigli, spero di mettere a frutto.

      Alla prossima!

  • Interessante, recupero solo adesso purtroppo (o per fortuna, dato che così posso leggerlo nella sua quasi totale interezza) il tuo racconto e devo dire che riesce a tenere alta l’attenzione per praticamente tutti i capitoli. Anche lo stile a tratti eccessivamente descrittivo non mi è dispiaciuto per niente, riesce a creare l’atmosfera giusta, che di sicuro non è cosa da niente.
    A presto (o “a tardi”, non lo so, ma ti consiglio di prenderti il tuo tempo per scrivere, senza fretta, io comunque sono abbastanza sicuro che lo leggerò il prossimo capitolo).

    • Ciao, grazie per essere passato, non era mia intenzione indurti a leggere il mio racconto, che è già molto avanti. Sono comunque felice che ti abbia interessato e che le mie descrizioni che, sì, sono a tratti eccessive (è una delle mie pecche) non ti abbiano disturbato troppo.
      Mi prenderò il tempo necessario alla stesura del finale e vediamo cosa ne viene fuori. Intanto, ancora grazie per la cortesia e alla prossima!

      p.s. il mio, nel commento al tuo racconto, era solo un consiglio per aiutarti a ottenere il meglio dalla piattaforma, non voleva suonare come rimprovero 😉

  • Ho riletto il capitolo… ci sono molti errori, ripetizioni… soprattutto nella prima parte. Questo significa che non ho prestato l’attenzione dovuta alla stesura e alla revisione… non ho scuse 🙂
    È proprio vero che bisogna scrivere e lasciar decantare, poi rileggere con occhi distaccati e trovare quel che non va, per tagliare senza rimpianti!
    Scusate, dovevo scriverlo 🙂

    p.s. e pensare che ho fatto passare un sacco di tempo…

  • Come sempre descrizioni magistrali. Ci porti al finale ma a me sembra che ci sarebbe voluto un capitolo in più… Peccato.
    Nonostante non sia il mio genere preferito sono felice di avere letto questa storia.
    Ci vediamo al finale

    • Ciao Connie,
      magistrali… magari! Comunque ti ringrazio è davvero un bel complimento. 🙂
      Per il finale, su questa piattaforma è facile rimanere a corto di caratteri, ma cercherò di fare del mio meglio per non tirare fuori un guazzabuglio sanguinolento.
      È bello sapere che, nonostante non sia il tuo genere, il mio racconto ti sia piaciuto, sei davvero gentile.

      Ci si vede per il finale, alla prossima!

  • Molto bella la scena iniziale e il modo in cui hai presentato il personaggio di Cathie, talmente sottile che l’ho capito solo in un secondo momento (ma perché sono io a essere distratto).
    Buona anche la seconda parte del capitolo, per cui mi aspetto grandi cose dal finale, che spero inizi con Caroline: e se tu dici che sarà orribile vuol dire che sarà splendido 😀

    • Ciao Lorenzo,
      grazie per la fiducia, mi auguro di non deludere le aspettative.
      Cathie è una vittima di Gock e avrei voluto far fare delle ricerche a Sandra, ma il capitolo si sarebbe allungato e avrei finito per parlare solo di quello… Matt ha qualcosa che non va, un po’ tipo “il mattino ha l’oro in bocca” per capirci 😉

      Grazie ancora e alla prossima!

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