GROTESQUE – IL RITORNO DI GOCK

Dove eravamo rimasti?

CI AVVICINIAMO ALLA FINE, DOBBIAMO TORNARE DA DAFFORD E CAROLINE, COME? CON UN INCIDENTE (57%)

CATHIE FROM HELL

Sopra la copertina di una rivista osé di fine anni Settanta, Dafford trovò un cilindretto di cedro intagliato e fissato a un cordino di cuoio scuro. «Il talismano di Mary FitzPatrick» mormorò passandovi sopra la punta dell’indice.

Lo raccolse e lo strinse in una mano, il silenzio zittì il chiacchiericcio che fino a quel momento aveva infestato l’ambiente. La strega, come l’avevano ribattezzata alla prigione, sapeva il fatto suo; Dafford lo pensò, ma non lo disse ad alta voce. Aprì il cassetto fino alla fine della sua corsa e trovò, sistemata nell’angolo di destra una minuscola agenda rossa, chiusa con una fettuccia elastica. L’aprì e la sollevò per permettere alle pagine di catturare la luce della torcia. Ogni pagina corrispondeva a una sigla: A101, B102, C103 e così via, fino in fondo. Sotto ogni sigla se ne trovavano altre dieci: composte solo da numeri separati da una barretta obliqua. Rimase a guardare i numeri neri e regolari per qualche minuto, fece ruotare lo sguardo intorno e intercettò le pareti, il vetro nero nell’intaglio della porta, gli schedari, le grandi finestre chiuse dalle grate… Gli schedari! Con tre passi lesti raggiunse gli archivi smaltati che occupavano una delle pareti, avvicinò la luce della torcia alle targhette e nella lunetta livida apparvero in sequenza i numeri: uno, due, tre e così via fino al venti; scritti in lettere, con una Dymo. Un’idea arrivò al galoppo dal fondo di un ragionamento polveroso; il vecchio tornò a sfogliare l’agendina, finché arrivò a metà e puntò l’indice sulla sigla: 19/7: SG, Samuel Gock. Per aprire gli schedari usò lo stesso tagliacarte, la serratura era più ostica e impiegò qualche minuto per aprirla, ma alla fine cedette, rivelando al suo interno una sfilza di cartelline perlopiù vuote. Dafford trovò il file di Gock a metà, lo estrasse e tirò fuori un fascicolo di una decina di pagine. Sulla prima trovò la manleva per la spedizione del quadro, firmata da Hornby in persona. In fondo poté leggere nome e indirizzo del destinatario: Bingo! Si guardò intorno alla ricerca di qualcosa su cui scrivere, poi notò il telefono di Hornby, un dinosauro di bachelite azzurra, con in numeri racchiusi nei cerchiolini di una ghiera di plastica trasparente. Compose il numero della Dorsett che rispose al terzo squillo.

«Hai da scrivere?» le chiese.

«Aspetta, sto guidando.»

Dafford attese paziente.

«Eccomi» disse lei.

«Sandra Mills, 970, Madison Avenue. Ricordati della mia Daphne» aggiunse.

«Tranquillo, Daf. Ho già trovato qualcosa.»

L’uomo sorrise e Caroline in qualche modo lo percepì.

«Ci vediamo, Caroline.»

«Sì, ci vediamo» rispose lei e riattaccò.

Dafford ripose l’agendina nel cassetto, dopo aver richiuso anche lo schedario. Nessuno si sarebbe accorto dell’effrazione, a patto che tutto tornasse al suo posto e l’uomo ne aveva tutta l’intenzione, questo escludeva il portare il talismano di Mary con sé.

Guardò il rettangolo di buio oltre il vetro della porta, pareva gonfiarsi come se d’un tratto si fosse messo a respirare. Strinse l’oggetto di legno e il respiro cessò. Non poteva prenderlo, avrebbero sospettato di lui. Lui era il custode lì, lo era sempre stato.

Lasciò cadere il talismano nel cassetto, alzò un poco la linguetta della serratura e spinse il tiretto, con la punta del tagliacarte rimise la serratura nella posizione iniziale e si alzò, con un rumore croccante che veniva dalle sue ginocchia.

La porta aveva ripreso a respirare, ma lui la raggiunse e l’aprì.

Il corridoio era intinto in un mare d’inchiostro, la luce dei lampioni restava sulle finestre come dipinta, incapace di illuminare al di qua del vetro. Dafford camminò svelto con le chiavi ciondolanti che tintinnavano e sussurravano a tempo con ogni suo passo. Quando finalmente arrivò al cortile, si fermò a riprendere fiato, appena piegato con le mani sulle ginocchia flesse. Anche da laggiù, dal ventre nero della prigione sulla collina, poteva sentire il canto del Pickett, scorrere argentino nel seno della notte.

***

Caroline guidava lungo la statale quando il telefono squillò. Guardò il display: Dafford. Rispose al terzo squillo, senza fermarsi.

«Hai da scrivere?»

«Aspetta, sto guidando.»

Il tempo di fermarsi. «Eccomi» gli disse.

«Cathie Connor,197 di McArthur avenue. Ricordati della mia Daphne.»

«Tranquillo, Daf, ho già trovato qualcosa»

«Ci vediamo, Madam.»

«Sì, ci vediamo.»

La donna ripartì. c’era qualcosa di sbagliato nella conversazione appena conclusa: una nota stonata in una sinfonia perfetta. «Cathie» sussurrò, «Catherine!»

Un paio di abbaglianti, provenienti dalla parte opposta, invasero la sua corsia, costringendola a sterzare bruscamente.

Il muso dell’auto si allungò a dismisura nella frazione di secondo che precedette l’impatto con un albero. Caroline fu colpita dall’esplosione dell’airbag e perse i sensi. Il radiatore fischiò appena mentre si liberava del proprio contenuto, poi tutto tacque e sulla strada rimase solo il riflesso dei fanalini di stop azionati dal piede del vicesceriffo ancora schiacciato sul freno.

 

CI SIAMO QUASI. NEL PROSSIMO EPISODIO ANDREMO ALLA MOSTRA, MA PRIMA:

  • DAFFORD RIUSCIRÀ A LASCIARE LA PRIGIONE? (8%)
    8
  • CAROLINE STA BENE? (8%)
    8
  • CHI È CATHIE? (83%)
    83
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123 Commenti

  1. Ciao Keziarica,
    ho letto il tuo racconto e devo dire che mi piace molto la tua scrittura. È molto semplice e va dritta al punto. Mi piace molto il tuo modo di raccontare, di donare al lettore delle immagini nella mente, con frasi come questa “la sollevò per permettere alle pagine di catturare la luce della torcia”.
    Dovrò recuperare il primo racconto per mettere insieme tutti i tasselli ma anche senza averlo fatto non ho avuto grandi difficoltà ad andare avanti con la lettura.
    Io voto per sapere chi è Catie e aspetto il prossimo capitolo.
    A presto!

    • Ciao Trix,
      sei molto gentile e io sono felice che il racconto ti sia piaciuto. Se vai a leggere l’altro racconto, e non dico che devi farlo, ma se lo facessi, sapresti immediatamente chi è Cathie, ma puoi anche lasciare che te lo racconti io nel prossimo episodio, tanto è l’opzione che va per la maggiore 😉
      Sono passata a leggere il tuo incipit e ora vado a commentare.

      Grazie ancora per il bel commento, ci si vede da te.

      Alla prossima!

  2. Ci sono eh! Hanno già votato un po’ tutti per Cathie, che è lo stesso voto che avrei espresso io. Di Caroline dici che perde i sensi, quindi per il momento non mi preoccupo per lei, e nemmeno per Dafford che al momento sembra cavarsela. A parte questo ho apprezzato come sempre la tua scrittura, anche se considerando che mancano solo due capitoli alla conclusione mi è parso che la prima metà del capitolo si perda un po’ troppo in dettagli non necessari. Lo so lo so, dall’inizio di questa storia non ho fatto altro che metterti fretta con l’arrivare al sodo, ma è solo perchè io non so gestire i tempi e ho l’impressione che sia così anche per gli altri, ma in realtà sono certo che riuscirai a chiudere il tutto senza problemi 😀

    • Ciao, Dapiz.
      Cercherò di finire la storia senza condensare tutto in un finale caotico, almeno proverò a farlo 😉
      I dettagli non necessari arrivano dalla prima stesura del capitolo, con questo racconto mi capita di non avere spunti: ho in mente come finirà, ma mi mancano i tasselli per pavimentare la via che porta alla conclusione… non so se mi spiego, quindi ho iniziato a scrivere ed è venuto fuori questo capitolo. Avrei potuto tagliare e riscrivere, ma avrebbe richiesto altro tempo e già così ne sto facendo passare troppo.
      Grazie per la fiducia, mi auguro di ripagarla con un buon finale. 🙂

      Alla prossima!

  3. CHi è Cathie?
    Ciao, keziarica.
    Ho perso un paio di capitoli e li ho letti tutti insieme. Mi spiace non aver contribuito alla storia, ma è stato piacevole prolungare la lettura oltre i canonici cinquemila caratteri, prima di attendere il seguito.
    Bello, mi è piaciuta la morte del grafico, l’incubo di Sandra… belle immagini, ottimo ritmo, molto scorrevole. Brava davvero!

    Ciao, a presto

    • Ciao, Jaw.
      non preoccuparti, in fondo anche io sto dilatando i tempi e trascurando un po’ la storia… mi fa piacere che i capitoli ti siano piaciuti e m’impegnerò a portare a termine il racconto nel migliore dei modi.
      Grazie, sai che apprezzo sempre molto i tuoi complimenti che non sono mai gratuiti 🙂

      Alla prossima!

  4. All’inizio non capivo perché stessi riprendendo il dialogo, ma poi boom che colpo di scena con questo cambio nome!!!
    Un capitolo che sembrava “tranquillo” si trasforma in tutt’altro, complimenti!!!

    Ora voglio sapere chi è Cathie ma anche come sta Caroline.

  5. Oddio, non ho capito nulla, torno a rileggerlo: ma sono entrambi in qualche modo vittima della magia del quadro?
    Il capitolo in sè e per sè è davvero scritto bene, è solo difficile per me immaginare la sovrapposizione di scene che hai creato.
    Aspetterò il prossimo capitolo con ansia per collegare i pezzi. Continua così!

  6. Ciao keziarica! Non ho ricevuto le notifiche dei nuovi capitoli, quindi son rimasto un po’ indietro, scusa! 🙁
    Che fine ha fatto la figlia di Dafford? Come farà il vice sceriffo ad evitare che altre persone muoiano? Morirà prima Sandra o Matt? Quante domande! A presto: io resterei con Dorsett e Dafford, secondo me un incidente li spingerà all’azione. :)) ciao!

  7. Mi piacciono gli scossoni, quindi ho votato per l’incidente!

    Anche se è un capitolo di passaggio ho trovato che la preparazione al finale, con l’esposizione del quadro e l’incubo di Sandra, funzioni davvero bene e non faccia rimpiangere la mancanza di una parte centrale più elaborata, perplessità che mi pare di averti esposto qualche commento fa.
    Poi mi è piaciuto veramente tantissimo il passaggio dall’acqua della vasca al lago, fluido, immediato ma efficacissimo, una di quelle scene che ti rimangono. Sempre contento di leggerti. A presto!

    • Grazie, Dapiz!
      Come dicevo a Lorenzo, scrivere questo capitolo mi è piaciuto e mi ha divertito, evidentemente questo ha giovato all’esposizione e sono contenta che si sia notato.
      Sì, la preparazione ci voleva, anche perché alla fine, il punto d’arrivo è proprio la mostra.
      Grazie tantissime per i complimenti e per essere sempre presente.

      Alla prossima!

  8. Mi stai facendo piacere l’horror. forse ho sempre avuto un pregiudizio su questo genere, perché proprio non riesco a guardare un film: le musiche, i mostri o i morti che spuntano all’improvviso mi fanno troppa paura. Sono una fifona. Ma devo dire che leggerlo è tutta un’altra storia.
    Quindi grazie!
    Capitolo molto avvincente. Voto per un imprevisto.

    • Ciao, Connie.
      Felice che il genere scritto ti piaccia, io gli horror li adoro, soprattutto se ci sono di mezzo fantasmi assassini e non. Credo si evinca dal racconto.
      Potresti leggerti qualcosa di Matheson per conoscere l’horror su carta, magari scopri una nuova passione 😉
      Grazie per i complimenti e il passaggio.

      Alla prossima!

  9. Ho letto la seconda parte del capitolo con in sottofondo la canzone linkata e devo dire che ci sta a pennello! Anche il resto funziona alla grande, ho trovato questo capitolo molto più agile e scorrevole del precedente anche nelle descrizioni. Bello poi il colpo di scena del lago e l’improvviso ritorno alla realtà. Voto per l’imprevisto!

    • Ciao Lorenzo!
      Sai perché ti è sembrato meglio del precedente? Perché mi è piaciuto scriverlo. Si percepisce la passione che un autore mette in quello che scrive, per questo eviterò di scrivere ancora per costrizione, piuttosto aspetto.
      Grazie per il commento, felicissima che il pezzo ti sia piaciuto. Nel racconto precedente ne ho messo uno a ogni capitolo, è una cosa carina e se chi legge ascolta il brano durante la lettura, entra un po’ nel mood del personaggio e nell’intenzione di chi ne racconta le gesta.

      Alla prossima!
      p.s. quando riprendi?

      • Penso in settimana, ho avuto qualche incertezza sull’incipit (l’ho riscritto da capo tre volte) però ora penso di essere sulla strada giusta.
        Condivido il discorso che fai. Non so per quale motivo, e potrebbe sembrare una cosa un po’ irrazionale, però è vero, l’entusiasmo di chi scrive si riflette nella scrittura e le cose scritte con piacere risultano piacevoli anche da leggere!

  10. Arrivo a storia già ben inoltrata, quindi ho letto dall’inizio e trovo la storia ben concertata. Mi piacciono i passaggi di scena da un personaggio all’altro, che non sono assolutamente bruschi e sconnessi. Sono molto sensibile e in realtà non mi piace l’horror, ma leggerlo è ben diverso che nel vederlo in un film, si provano sensazioni diverse e tu lo scrivi abbastanza bene.
    Scelgo di rimanere con Dafford per vedere che succede nell’ufficio.

    • grazie, Connie.
      Sono felice che anche se non ti piace il genere il mio racconto possa interessarti. In effetti leggere non è come vedere, manca la musica che fa gran parte del lavoro nei film… comunque ho letto libri che non mi hanno fatto dormire sonni tranquilli.
      Spero di continuare a interessarti, grazie per il passaggio.

      Alla prossima!

  11. Il modus operandi del quadro e le due figure inquietanti mi ricordano molto quello degli spettri vendicativi degli horror giapponesi, coincidenza o ispirazione cercata? Comunque sono contento di aver finalmente avuto l’horror a lungo atteso e devo dire che non ha deluso, anzi, come tutte le immagini che descrivi anche la scena all’interno del quadro è molto suggestiva e ben delineata.
    Ho riscontrato qualche ripetizione e refuso di troppo nella prima metà del capitolo (molte acque e dipinti, un Clarck, e nella frase “Ora poteva distinguerli erano una donna e un bambino” sembra mancare una virgola o un che), ma credo sia la prima volta che ti faccio un appunto sulla tua scrittura quindi no problem, cose che capitano anche ai migliori 😛

    Nel prossimo tornerei da Matthew e Sandra. Ciao!

    • Ciao, Dapiz.
      non posso che darti ragione, è imperdonabile aver pubblicato con leggerezza e questa volta ho fatto proprio così. Per vari motivi non sono riuscita a pubblicare con la scadenza che mi ero prefissa, quando sono riuscita a terminare il capitolo, gli ho dato una scorsa veloce e l’ho messo fuori così. Peccato, avrei potuto prestare più attenzione e mi scuso, farò del mio meglio per evitare che accada ancora.
      Detto questo, ti ringrazio per la franchezza e sono felice che la scena horror ti sia piaciuta.

      Alla prossima!

  12. Ho trovato questo capitolo molto descrittivo, forse anche troppo visto che, almeno per i miei gusti, la narrazione ne è risultata un po’ appesantita, ma è comunque in linea con lo stile molto visivo del racconto e in ogni caso non posso non apprezzare la cura notevole di ogni dettaglio. Voto per Caroline visto che i due ragazzi hanno avuto abbastanza spazio, a presto!

    p.s. Sotto il mio racconto ho lasciato un commento chiedendo a chi ha seguito la storia se si voleva un seguito oppure no, tu che sceglieresti?

    • Ciao, Lorenzo.
      In effetti questi capitolo mi d pesato un po’, in più non sono riuscita a scriverlo nella solita tempistica quindi, mi è venuto fuori un po’ così.
      Per il discorso del tuo racconto; penso che dovresti pensare a un seguito, in un capitolo solo dovresti lasciare fuori trippe cose 😉
      Grazie per il passaggio e per l’onestà.
      Alla prossima!

  13. Proprio come vedere un film, anzi, molto meglio, perché tu descrivi magistralmente, ma sono sicura che ogni cervello che legge immagina le scene a modo suo. Ottimo anche il distacco del “ritorno alla realtà”
    Caratterialmente, spero che questo Quadro venga distrutto una volata per tutte. Ma l’autrice sei tu. Continua stupirci

    • Ciao, Gra.
      Giusto per avere un punto di ripartenza, tenderei a non distruggere il quadro, un domani potrebbe ridare vita a un’altra storia… ma non preoccuparti, dopo questa pensavo a tutt’altro genere, magari con l’altro nick (Allegra). Vedremo.
      Sì, hai ragione: ognuno vede le cose a modo suo e chissà cosa vedete voi… la cosa difficile è fare in modo che gli altri possano “vedere” quel che descrivo senza descrivere troppo, il fatto che tu mi dica che ogni cervello le recepisce a suo modo mi fa ben sperare. 🙂
      Grazie tantissime.
      Alla prossima!

    • Ciao, Aomame.
      Grazie, mi fai un bel complimento: l’ansia in un horror è un ingrediente essenziale. Guardavo Shining l’altra sera, e mi sono accorta dopo anni delle maestria che Kubrick ha messo nella realizzazione di ogni scena. Quando, alla fine, Danny è nel labirinto di siepi si genera uno stato di tensione sempre crescente. Sono particolari che prima assimilavo senza prestare attenzione. Oggi, ci bado un po’ di più alla costruzione di una trama, alla scelta dei vocaboli o delle riprese e dei dialoghi… lo so, non c’entra nulla, ma mi andava di parlarne 😉
      Alla prossima!

      • Non ci posso credere! Ho guardato lo stesso film e mi sono applicata anche io sulla scena finale del labirinto, con le mani tra i denti quando il bambino scappa prima di riabbracciare la madre. Rimarrà uno dei film più belli che abbia mai visto 👍

  14. Capitolo di passaggio e dal taglio molto cinematografico, specialmente nella seconda parte, che ha il ritmo di una scena di un film e la cura del dettaglio di una scenografia ben costruita. Però siamo a metà strada e mi sembra di essere solo all’inizio, sono curioso di vedere quando e in che modo gli elementi che hai introdotto fino ad ora si combineranno nei restanti cinque capitoli, che credo saranno più movimentati del primi…
    Per il prossimo sembra inevitabile votare per il povero grafico, ma siccome è un tappo come me voglio dargli una chance e votare invece per Hornby, anche se non credo basterà a salvargli la pellaccia 😛

    • Ciao, Dapiz.
      In pratica mi stai dicendo di darmi una mossa… 😀 proverò a dare una scossa e a accelerare.
      Intanto, grazie per essere sempre presente, garbato e puntuale.
      Ho anche io idea che Hornby la scamperà, ce l’hanno tutti con il povero grafico, prima o poi deve andarsene, avrebbe potuto farlo anche più in là ma, si sa: il destino di questi personaggi è un po’ in mano mia e un po’ in mano vostra 😉
      Grazie ancora e alla prossima!

  15. Il grafico, i miei sensi di ragnow mi suggeriscono che potrebbe succedergli qualcosa 😀
    Ciao, keziarica. Un capitolo avvincente e scorrevole. All’inizio, ho avvertito qualche impuntatura, non so, i periodi iniziali mi sono parsi un po’ meno efficaci, con quel “aprì gli occhi” seguito poco dopo da “chiuse gli occhi” o quel “la notte era…” che mi suona un po’ male. Però, ed è ciò che conta, ogni riga ti invoglia a leggere la riga successiva!
    Brava, ciao e a presto

    • Ciao, Jaw.
      Spero di riuscire a risponderti nella maniera corretta, sembra che oggi TI ce l’abbia con me e le mie risposte… 🙂
      Grazie per le osservazioni che risultano sempre gradite. Dici che ho un po’ esagerato con l’apri e chiudi? Io nemmeno ci faccio caso, ho anche scritto verdicale, anziché verticale e ho pure letto e riletto.
      Mi piace molto il fatto che ogni riga coinvolga e invogli a continuare la lettura, mi auguro di continuare così, aperture e chiusure oculari a parte 😉
      Grazie come sempre e alla prossima!

  16. Forse sarò scontato anche in questo caso, ma voto per il grafico, anche perché appena iniziato il dialogo avevo la sensazione che gli sarebbe successo qualcosa.
    Molto bene, capitolo impeccabile come al solito! Ti faccio notare giusto un errore di battitura (“verdicale”), ma solo perché sono pignolo 😀

    • Ahimè, tocca al grafico stavolta!
      Di nuovo un capitolo che ci mostra due scene con tanta suspense. Niente da dire sulle descrizioni e sul ritmo, che sono scandite davvero bene in modo da costruire tensione; da un punto di vista di struttura generale, siamo a metà storia ed è tipicamente il momento di rivelare il “grosso” del tema del racconto, quindi sto super attento per quanto riguarda il prossimo capitolo.
      È sempre un piacere leggerti 🙂 a presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Oh, mamma: verdicale e dov’é? Vado subito a cercarlo, non posso correggerlo qui, ma sul file Word lo faccio immediatamente! Grazie per la segnalazione 🙂
      Ah sì, il grafico ha la bocca troppo larga, insieme all’ego. Ho idea che non sarà un buon capitolo, il prossimo, per lui.

      Ancora grazie, per tutto, e alla prossima!

    • Ciao, Lorenzo.
      Scusa ti ho risposto nel commento sotto a Gianluca… mi sto arrugginendo, in fondo sono più vecchia di un anno 😉

      Alla prossima!
      p.s. te lo copio qui:
      Ciao, Lorenzo.
      Oh, mamma: verdicale e dov’é? Vado subito a cercarlo, non posso correggerlo qui, ma sul file Word lo faccio immediatamente! Grazie per la segnalazione 🙂
      Ah sì, il grafico ha la bocca troppo larga, insieme all’ego. Ho idea che non sarà un buon capitolo, il prossimo, per lui.
      Ancora grazie, per tutto, e alla prossima!

  17. Mi vuoi bene lo stesso se ti dico che il cocktail di indiretto/diretto nella prima parte, per svelare il segreto di Dafford, secondo me poteva essere gestito in modo più fluido? L’ho trovato un po’ artificioso, quel pezzo, dopo migliora.
    (Però ho un dubbio: come poteva essere il guardiano di un carcere misto? Esistono carceri misti? Di solito le ali maschili e femminili sono nettamente separate, e il personale distinto. Ma magari ci sono casi che ignoro, sei più americanofila di me ^^)
    Sembri tenerci a farlo morire subito, ma io scelgo che sopravviva al sogno, se no è troppo facile :p
    Ciao

    • Ciao, B.
      Come potrei non volerti bene?? Mi piacciono le tue osservazioni e, Insieme a quelle di altri lettori, sono quelle che mi hanno fatto migliorare.
      Sai che ci ho pensato al fatto che potessero esserci carceri femminili e maschili in un unico istituto penitenziario? Ma poi mi sono detta che: 1 mi serviva un modo per far saltar fuori una figlia e 2 chi lo sa se a Bainsville potrebbe starci? Visto che esiste solo nella mia fantasia? Lo so, è un discorso di coerenza, ma spero che vorrai chiudere un occhio 🙂.

      Ho visto che hai pubblicato il nuovo episodio, vado a leggere.

      Grazie, B. Come sempre sei preziosa.
      Alla prossima!

  18. Molto efficace il fatto di non aver riportato direttamente la richiesta di Dafford con un dialogo, anche per risparmiare spazio. Ti segnalo solo la frase “”Allora non volli saperne””, dove mi stona la presenza del passato remoto essendo un dialogo. Bella anche la descrizione del sogno, mi ha molto inquietato la bambina sulla sedia elettrica. Mi hanno messo un po’ in difficoltà le opzioni, però voto affinché Dafford non muoia, a costo di sembrare banale, visto che non mi convince molto il fatto che muoia in un sogno, anche se è uno sviluppo che in un horror ci starebbe bene!

    • Ciao, Lorenzo.
      Riguardo alla frase al passato remoto in un dialogo, non avrei saputo come altro gestirla. Se ti suona male qualcosa che non va dev’esserci… 🙂
      Come sempre i caratteri limitanti impongono di sacrificare qualcosina e non potevo fare altrimenti, quindi sono felice che il mio escamotage ti sia piaciuto.
      Per la morte nel sogno: chi ha detto che morirebbe nel sogno ? 😉
      Grazie infinite per la tua presenza,

      Alla prossima!

  19. Questa lunga digressione su Dafford mi ha ricordato molto il modo di narrare spesso frammentato di Stephen King, e anche l’idea che il vecchio custode possa aiutare Caroline dall’aldilà mi sembra in linea con questa impressione, quindi lì va il mio voto. Questo immagino sia un capitolo da rileggere una volta conclusa la storia, perchè sogni e visioni di questo tipo hanno spesso una valenza profetica. Bello, ma spero comunque di tornare presto al quadro 😀

    • Ciao, Dapiz.
      Forse sono influenzata dalla lettura di King che sto facendo ora: Sleeping Beauties. Si nota molto a quanto pare. Non ti sfugge nulla, sei troppo avanti. 😉
      Il quadro tornerà già nel prossimo episodio, se non cambio idea in corsa. L’aldilà negli horror, almeno quelli che piacciono a me, ci sta sempre bene e, a quanto pare, non sono l’unica a pensarla così.
      Grazie per l’attenzione che metti nella lettura e per esserci.
      Alla prossima!

    • Ciao, Aomame,
      mi piace un sacco leggere i tuoi commenti… beh, sono commenti positivi. 🙂 è facile.
      Tento sempre di creare suspense, come dici tu, per tenere vivo anche il mio di interesse, dato che sono una che rischia di innamorarsi in fretta di un’altra storia e di lasciare quella in corso senza le dovute cure.
      Grazie per le belle parole.

      Alla prossima!

  20. Caroline dovrà cavarsela da sola. Forse.
    Ciao, Keziarica

    Il capitolo mi è piaciuto, interessante anche il modo in cui hai gestito i pochi caratteri a disposizione per farci sapere del segreto di Dafford, farci sapere quanto necessario solo attraverso i dialoghi sarebbe stato quasi impossibile.
    Brava, ciao, alla prossima

  21. Vorrei che questo capitolo avesse delle conseguenze, quindi Dafford muore. Ma sarebbe bello che potesse intercedere in qualche modo dall’aldilà.
    Quindi voto quello e..continuo a seguirti. Questo capitolo ha un ritmo bello veloce e l’ho dovuto rileggere due volte per capirlo. Sembra tu abbia molto ancora da raccontare, quindi complimenti per la scelta dei tempi e dei vocaboli.

    • Ciao, Gianluca.
      Ahi ahi, hai dovuto rileggere? Questo non è un buon segno, forse ho corso troppo…
      Grazie per avermi dedicato il doppio del tempo, allora 🙂
      L’idea degli aiuti dall’aldilà piace tanto anche a me e in un horror ci sta anche… io, in realtà, l’altro mondo lo metto anche nei gialli, ma lasciamo stare.
      Grazie ancora per la pazienza.

      Alla prossima!

  22. Ovviamente del favore, lo volevo sapere già in questo capitolo 😀
    Ciao, keziarica.
    Molto avvincente, questo capitolo, soprattutto la seconda parte: la foglia che rifluisce dentro il quadro, la mosca che si rianima… sì, mi è piaciuto!
    In questa frase “Con il telefono incastrato tra spalla e orecchio si mosse con in mano le tazze per la colazione” a parer mio c’è un “con” di troppo 🙂

    Ciao, a presto

    • Ciao, Jaw.
      Sei sempre molto attento e per questo ti ringrazio, leggo e rileggo eppure qualcosa scappa sempre.
      Non è semplice trovare scene che possano risultare suggestive in un horror, senza ricorrere al sangue, io ci provo e sono contenta che le mie “trovate” ti siano piaciute.
      Del favore puoi leggere in questo nuovo capitolo, sono un po’ in ritardo anche con le risposte, essendo tornata a lavoro ho subito uno stop (anche creativo)…
      Grazie, sei sempre puntuale e garbato. 🙂
      Alla prossima!

  23. Uno dei capitoli più d’atmosfera che ho letto tra i tuoi, atmosfera sospesa e un po’ malata che hai costruito con tanti piccoli dettagli. Ho sempre da imparare dal tuo modo di scrivere.
    Per il prossimo a questo punto direi di leggere del favore, son curioso di vedere come si legherà alla trama principale e le altre due opzioni messe così sono meno interessanti… Passare da una scena all’altra nello stesso capitolo, comunque, funziona bene. A presto!

    • ciao, Dapiz.
      Grazie, mi fai arrossire. Non credo proprio che tu abbia qualcosa da imparare dalla mia scrittura, forse è il contrario 🙂
      Visto i salti di scena sono piaciuti li ho ripiazzati anche nel nuovo. Non diventerà un’abitudine, il troppo stroppia sempre.
      Grazie tantissime e scusa per il ritardo nella risposta.

      Alla prossima!

  24. Io vorrei tornassimo da Caroline per vedere come conrinua.
    Complimenti 🙂 non so perché non sono passato qui prima, hai davvero uno stile pulito e chiaro, i tuoi dialoghi hanno un bel ritmo.
    La storia mi sta piacendo molto, questo crosscutting fra una scena e l’area e l’ambientazione americana mi struzzicano. Ti seguo!

    • Ciao, Gianluca.
      Mi fa molto piacere questo tuo commento e sono felice che la mia storia di stuzzichi.
      I complimenti mi spaventano sempre un po’, perché poi ho paura di non riuscire a esserne all’altezza, ma li accetto volentieri e ti ringrazio molto per la lettura e il voto. 🙂
      In passato mi hanno un po’ criticato per questa mia tendenza ad “americanizzare” le storie (non tutte, alcune sono italianissime), ma mi piace troppo 😉

      Alla prossima!

  25. “Come una macchia nera su una pellicola rovinata dal tempo si mosse a scatti verticali sopra la cucina, alla sua vista i due ragazzi erano sagome incolori coperte da acqua torbida.“ Questa è bellissima. Ho visto che te lo hanno già detto ma non ho resistito. Ho rinunciato a leggere la storia di riferimento, ho capito che sono storie indipendenti e devo dire che questa è proprio forte. ho riletto tutti gli episodi con più attenzione. Ho votato per Sandra che fa ricerche sul quadro. Sono troppo curiosa

    • Ciao, Gra.
      Tranquilla, come ti scrivevo non è necessario leggere l’altro racconto. Ci saranno altri riferimenti, ma spero di fare in modo che siano comprensibili anche senza la lettura del precedente.
      Sono felice che la scena della mosca ti sia piaciuta. Sai che all’inizio non era una mosca? Poi mi è parso che la scena scritta si rifacesse troppo a un’altra scena vista in un film e ho cambiato. Chissà che piega avrebbe preso il capitolo con una larva…
      Grazie per essere passata e alla prossima!

  26. Bella la scena della mosca, così come la descrizione di tutti i piccoli dettagli del quadro che si anima che passano per lo più inosservati. Non so se è voluto il riferimento, ma mi è tornata in mente la teoria di Hitchcock per cui la suspense si costruisce dando al pubblico informazioni di cui i personaggi non sono a conoscenza, e devo dire che funziona al pari di una legge matematica 😀
    Direi di passare subito a scoprire di che si tratta il favore, a presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Non è voluto. Pensa che avevo scritto un’altra scena per la seconda parte, poi mi sono accorta che non combaciava con il resto e l’ho eliminata. Questa parte mi pareva un po’ buttata lì (nonostante mi sia costata molto tempo), ma alla fine pare che non sia venuta tanto male.
      Grazie tantissime per il passaggio.

      Alla prossima!

  27. Ciao. Ci sono anch’io. In ritardo, ma sono arrivata.
    Leggerò il racconto precedente che, se non ho capito male, esiste. Per questi due capitoli che dirti? Delinei le situazioni e prepari il campo per il seguito con la precisione che ti contraddistingue. Commenterò meglio alla prossima. A presto

  28. Ciao eccomi ci sono anch’io! L’immagine della Sparkling Madam, è potente…mi è quasi sembrato di sentirla figgere! Io sono stata indecisa tra due opzioni, alla fine ho deciso di mettere i bastoni tra le ruote a Caroline ma, non escludo affatto che possa superarli!
    Mi piace la tua scrittura. Grazie!

  29. Dafford decide di aiutarla.
    Buongiorno, keziarica!
    Dunque il quadro è pronto a causare altri sfracelli, eh? Staremo a vedere, nel frattempo spero che il suo malefico influsso non attraversi il monitor del mio computer e si spanda in casa, che poi non potrei neppure scappare fuori 😀
    Mi è molto piaciuta soprattutto la chiusa del primo capitolo, molto incisiva. In questo secondo, comunque molto ben scritto, ho il dubbio che la “Sparkling Madam” non arrivi immediatamente a tutti, soprattutto se non hanno letto il primo racconto.
    Ciao, bravissima, a presto

    • Ciao, Jaw!
      Ahahahahahah! hai ragione, non puoi scappare fuori! Metterò una buona parola con il mio amico Gock, sperando che abbia voglia di ascoltarmi 😉
      A parte gli scherzi, grazie davvero per essere tornato a leggermi, spero tanto di ritrovarti con una nuova storia.
      Non ho resistito alla Sparkling Madam. Per cominciare questo racconto sono andata a rileggermi il vecchio e quel nome, per come l’ho immaginato allora, mi è sembrato d’impatto. Però, hai ragione: se non si legge il racconto precedente di “lei” non si capisce il senso.
      Ancora grazie e alla prossima!

  30. Le chiede senz’altro un favore.
    La tua prigione-museo, soprattutto ora che la sappiamo vuota e disertata dai turisti, me la immagino come il Black Museum di un episodio di Black Mirror (se non lo hai visto, fallo. Sono convinta che dovrebbe piacerti).
    Secondo me non devi preoccuparti di mettere troppi riferimenti all’altro racconto, un paio di accenni bastano: il quadro non ha bisogno di troppe spiegazioni, secondo me è abbastanza potente da non aver bisogno di appoggiarsi al prequel.
    L’ombra del quadro malefico che persiste sullo schermo del telefonino è bellissima 🙂

    • Ciao, B.
      non l’ho visto “Black Mirror” dovrei recuperarlo…
      Il riferimento a Bainsville era giusto per dare qualche notizia in più sul passato del quadro, senza troppi rimandi, non ci saranno altri capitoli dedicati… non per interno, almeno 😉
      L’immagine impressa sul display mi è venuta in mente mentre scrivevo, strano come le cose migliori, a volte, vengano fuori senza che ci si pensi troppo…
      Grazie per la lettura, per il voto e il sostegno.

      Alla prossima!

    • Ciao, Lorenzo.
      Scusa il ritardo nella risposta, ho avuto un sacco di cose da fare e mi sono un po’ persa.
      Ho pensato anch’io che fosse meglio non piazzare un flashback per tornare a Bainsville e raccontare qualcosa dei fatti avvenuti, sono contenta che la cosa ti sia piaciuta.
      Ho come l’impressione…
      vabbè, non voglio svelare nulla.
      Grazie e alla prossima!

    • Ciao, Aomame.
      Grazie, che bel complimento. La storia mi piace e mi piace scriverla, non è sempre scontato: mi è capitato di portare avanti racconti stanchi solo perché non mi piace lasciare le cose a metà. Secondo me, una storia raccontata con piacere sortisce effetti positivi in chi legge. Sono dunque felice che la mia storia ti stia piacendo, spero di continuare a interessarti anche con i capitoli a venire.

      Alla prossima!

  31. Ok mi sa che mi vado a recuperare il primo racconto 😀 Dunque se devo dire la verità mi ha coinvolto di più il precedente capitolo di questo, ma credo sia naturale dal momento che si trattava di un’introduzione ad alcuni elementi molto affascinanti del racconto, però fatto sta che avrei preferito non staccare così presto dal quadro e dalla mostra per farci conoscere (o reincontrare?) altri personaggi, specialmente perchè mi par di capire che ci accompagneranno almeno per un altro capitolo. Dal punto di vista della struttura del racconto funziona, ma per gusto mio sarei rimasto ancora un po’ a New York prima di spostarmi.
    Comunque, voto perchè il vecchio custode aiuti Caroline in cambio di un favore, ma lascio a te la scelta sul fatto che la loro azione vada a buon fine o meno. A presto!

    • Ciao, Dapiz.
      Capisco il tuo punto di vista, sicuramente tornerò presto dai due protagonisti, in qualche modo avrei potuto fare riferimento ai “vecchi” del racconto più avanti, ma mi serviva l’ingaggio di qualcuno per contrastare Gock. Vedremo se avrà successo.
      L’altro racconto non è indispensabile alla comprensione di questo, ma se ti fa piacere leggerlo, sono contenta. 🙂
      Grazie, Dapiz, sempre molto apprezzati i tuoi commenti.

      Alla prossima!

  32. Bentrovata keziarica, finalmente una nuova storia! Anche se non era indispensabile per capire questo racconto mi sono andato lo stesso a leggere il primo e devo dire che ne è valsa la pena, oltre alla trama e all’elemento orrorifico in sé mi è piaciuto molto il sottotesto per cui, correggimi se sbaglio, l’avidità e la voglia di fare soldi non portano mai nulla di buono.
    In questo seguito mi sembra che i personaggi dei due ragazzi siano caratterizzati sulla falsa riga del blogger, anche se spero che poi il racconto si svilupperà in maniera diversa. Comunque l’incipit mi piace, voto per la mostra!

    • Ciao, Lorenzo!
      Sono felice di essere tornata, un po’ mi mancava questa piattaforma. Ho riletto anche io il vecchio racconto per trovare il filo giusto e riprendere da dove avevo lasciato, i due nuovi protagonisti non c’entrano molto con Jerry Lawrence però, come lui, hanno la stessa brama di successo, l’amore per il macabro e l’idea (malsana) di sfruttarlo per fare soldi.
      Grazie per aver letto anche l’altro racconto, sono felice che ti sia piaciuto. Spero di intrattenerti anche con questo.
      Alla prossima!

  33. Bentornata! E con un seguito, la qual cosa non mi ha però creato problemi. Mi consigli di recuperarmi subito la storia precedente o questa sarà comprensibile lo stesso? Comunque, da “profano”, il quadro maledetto lo trovo già affascinante e i due personaggi sono tratteggiati molto bene. Ho il sospetto che nessuno dei due arriverà in piedi alla fine della storia, ma vedremo se avranno un destino migliore di quello di tanti protagonisti horror!
    Per il prossimo capitolo voto per entrare subito nel vivo andando diretti alla mostra. A presto!

    • Ciao, Dapiz!
      Sono tornata con un altro racconto su Gock che mi girava in testa già da un po’. I racconti sono a sé, questo non ha bisogno del primo per essere compreso, magari ti va di leggerlo per conoscere le altre malefatte dell’artista… ma non è indispensabile. Farò qualche riferimento alla storia precedente giusto per far capire cosa è accaduto, tutto qui.
      In un horror che si rispetti, difficilmente i protagonisti usciranno indenni dalla vicenda, non voglio svelare nulla, anche perché non ho la più pallida idea di come andrà a finire.
      Intanto ti ringrazio molto per il passaggio e il bel commento 🙂
      Alla prossima!

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