I meravigliosi viaggi del professor Mortimer

L’inizio del viaggio

“Tic Tac” il rintocco dell’orologio era l’unica cosa che si avvertiva all’interno dello studio del dottor Mortimer, il suono delle lancette che lento avanzava scandendo i secondi ed in seguito i minuti. 

Erano da quasi un’ora all’interno dello studio e il dottore dai capelli bianco perla lo aveva rimproverato già due volte per quei vetrini che aveva fatto inesorabilmente cadere al suolo frantumandoli in mille pezzi. Era abituato ai suoi rimproveri ma delle volte lo scienziato esagerava, ma sapeva bene che quando c’era di mezzo qualche suo pazzo esperimento nessun errore era tollerato. 

“Erano indispensabili Rick, sai quanto tempo ci vuole per fondere una particella?” 

Non sapeva di cosa stesse parlando ma delle volte lo lasciava fare per evitare di farlo partire nuovamente a raffica, quindi si limitò ad alzare le spalle sospirando profondamente ed assumendo la faccia più pentita possibile.  

Il dottor Mortimer sembrò acquietarsi per un momento esibendo finalmente uno dei suoi sorrisi bianchi segno che si fosse calmato ed avanzò lentamente in direzione del suo computer portatile agitando freneticamente i tasti, al rumore dell’orologio si aggiunge quello secco della tastiera che continuava ad essere pigiata e Rick si trovò ad osservarsi intorno per la noia. 

Lo studio non era molto grande, era una piccola stanzetta con una miriade di carte alla rinfusa, nella parte destra c’erano un mucchio di scartoffie e sull’angolino vicino una fila di bollette da pagare, nella parte sinistra dove si trovava il professore invece c’era il suo angolo tecnologico con un’enorme quantità di apparecchi elettronici, almeno due o tre computer, qualche monitor su cui comparivano sequenze numeriche continue, al centro invece c’era una lavagna nera su cui era scritto un complicato calcolo matematico che Rick non riusciva minimamente a tradurre in qualcosa di comprensibile, ancora oggi non riusciva a capire come fosse riuscito a passare lui quel colloquio quel venerdì mattina, non aveva referenze, non aveva avuto esperienze ne altro e comunque il dottore aveva scelto lui. 

“Penso sia giunto il momento di farti vedere il mio ultimo lavoro” 

“Il progetto Corpus?” Era abituato ai progetti pazzi del professore, un frigorifero che si apriva e ti consigliava cosa mangiare, un’intelligenza artificiale che poteva darti consigli, insomma il professore si era sempre superato, ma a questo progetto stava lavorando ormai da dieci anni a detta sua notte e giorno. 

“Si è proprio quel progetto” Rise il professore di gusto battendo le mani ed avviandosi verso la porta dove svettava il cartello “Vietato Entrare” con al di sotto un teschio con due ossa incrociate, Mortimer lo trovava divertente ma Rick era di tutt’altra opinione. 

Entrarono nella stanza immersa nella penombra, era piccola come quella precedente ma al centro vi era un piccolo tavolo su cui svettava uno strano macchinario tutto ingranaggi e bulloni, era simile ad un argano, sostenuta da una corda c’era una piccola sfera di vetro che emanava luci di vari colori. Poggiato sul tavolo c’era invece un libro, fu il professore a rompere il silenzio mentre Rick continuava a fissare lo strano macchinario. 

“Ci sto lavorando da una vita ma voglio finalmente portare i lettori su un nuovo piano di comprensione, voglio farti una domanda mio caro fiorellino” Era così che lo chiamava il professore quando era di buon umore” 

“Si professore?” 

“Cosa succederebbe se anziché leggere un libro ed annoiarsi continuamente sulle sue pagine potessimo entrarvi e fare proprio quello che vogliamo? Cambiare la sua storia, il suo corso e avremmo potere decisionale sugli eventi?” 

“Direi che sarebbe strano professore” Rick non era mai stato un grande lettore, i suoi maggiori interessi erano solo il calcio e le donne ed era sempre stato soddisfatto di ciò. 

“Strano? Io direi che sarebbe l’inizio di un nuovo avvenire, la possibilità di poter modificare il corso degli eventi e ripercorrere più e più volte queste avventure plasmandole a tuo piacimento ed entrando appieno in ciò che l’autore voleva raccontarti.” 

Il professore sembrava eccitato da quello che stava dicendo ma Rick non era dello stesso parere e si limitò ad annuire con finto interesse. Mortimer nel frattempo avanzò verso il tavolo, posò la mano prima sul libro e poi sul macchinario che emise uno strano rumore sordo, la luce iniziò ad emettere un’enorme quantità di colori e rise, la luce si fece più forte si ingrandì avvolgendo tutto la stanza, Rick osservò per un attimo, poi chiuse gli occhi e tutto fu buio. 

Riaprì gli occhi trovandosi in un’enorme landa, alla sua destra vedeva un gregge di pecore ed un pastore in vesti lacere che avanzava verso un boschetto sulla destra. 

“Sai chi è quello?” 

“Professore ma dove siamo” 

“Fai silenzio, quello è Paride e sta per fare la scelta che cambierà le sorti del mondo, siamo nell’Illiade Rick” 

Rimasi silente. 

“Ora inizia il tuo lavoro collega, cambia la storia e tornerai a casa collega” Detto questo svanì nel nulla. 

Rick tremò. 

Intrappolato nella storia e con l'unico scopo di doverla cambiare, cosa dovrà fare Rick con Paride ?

  • Non farà nulla e aspetterà il professore (20%)
    20
  • Lo stordirà e ne ruberà le vesti (80%)
    80
  • Lo ucciderà (0%)
    0
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30 Commenti

    • Ma figurati, in realtà dovrei scusarmi io che non rispondo sempre ai commenti. Purtroppo non mi arrivano notifiche quando qualcuno risponde alla storia e controllare ogni volta diventa snervante, ma cercherò di rimediare anche a questo.
      Per il fatto di Ettore e Achille ti do perfettamente ragione, sarebbe stata sicuramente una storia epica ma ho in serbo altre sorprese per voi.
      Spero che continuerai a seguirmi e leggere le mie storie, commenti così non solo sono costruttivi ma fanno anche tanto piacere 🙂
      Grazie Carlo!
      -W

  1. Come sempre ti faccio i complimenti, giocare con i poemi omerici è sempre stato per me difficoltoso, in quanto con la memoria che mi ritrovo mi perdo sempre fra eventi e nomi XD
    Eppure tu ci riesci benissimo, stupendo capitolo come sempre, adesso voglio vedere la combinata Ettore e Rick alla ricerca della troiana scomparsa :p

    • Come già accennato al di sopra non mi arrivano notifiche relative ai vostri commenti ma sto già provvedendo, mi dispiace che commenti del genere vadano a vuoto senza una risposta.
      Beh sono un appassionato dei poemi antichi e mi piace troppo immergere personaggi all’interno di storie già scritte, però il problema della memoria e dei nomi è sempre presente non credere!
      Grazie per il commento Oca, spero che i miei racconti continuino a piacerti.
      Buona lettura!
      -W

  2. Mi piace molto questa storia perché trovo divertente che venga liberamente modificata una storia che, in molti, hanno studiato a scuola. È interessante come si sta sviluppando la storia e sei molto bravo nel muovere i fili. Voto per Sparta. Alla prossima
    Ciao

  3. Hai preso un bel tasto. Io lo so che fine fa Paride ma non lo dico e mi piace la storia dell’Illiade anche se avrei preferito l’Odissea!

    Senza offesa, mi sembra un ritorno al futuro trasmutato ai libri. Comunque, per il suo bene, meglio che lasci come sia. Anche se da un lato, vederlo coinvolto in una determinante battaglia, mi intrigherebbe

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