Il compleanno di Nela

Di cuori se ne intende

Ross e Lydia

Il detective Ross accese l’ennesima sigaretta della giornata mentre guardava Lydia, concentrandosi su quegli occhi verdi.           
“Raccontami di Alex”.   
Lydia inarcò le sopracciglia sottili e fece una smorfia di disappunto. “Cosa c’entra Alex in tutto questo?”.         
“Tuo marito dubitava di lui”.      
L’aria nella stanza degli interrogatori si fece viziata, intrisa di puzzo di tabacco. Lydia cercò di cacciare via il fumo ondeggiando una mano davanti agli occhi.  
Damian spense la sigaretta sul tavolo di legno e la gettò nel cestino alla sua destra. “Perdonami. Hai ragione”. 
“Alex è solo un collega di lavoro”. Replicò lei.  
Il detective la guardò con aria divertita, spalancando gli occhi. “Dimmi qualcosa che ancora non so”.   
Poi tirò fuori da una busta un’ulteriore busta con dentro dei boxer neri. Appoggiò un gomito sul tavolo e fece oscillare la busta davanti al viso di Lydia. “C’è un tuo capello, qui dentro”. 
Lydia negò, scuotendo il capo. 
“Invece sì. E’ quello che mi hanno riferito gli aiutanti di Babbo Natale”. Indicò se stesso con il pollice.

Il compleanno

Quando Samantha aprì la porta, Alex fu accolto dal chiacchierio degli ospiti e dalla musica pop in background. Odiava le feste, ma Nela era pur sempre sua sorella.       
“Tu devi essere il fratello di Nela!”.       
Ad Alex piacque immediatamente il sorriso di lei. Peccato sia di circostanza. Pensò. “Sì, me medesimo”. Sorrise di circostanza, anche lui.         
“Bene”. E si allontanò, scuotendo il bicchiere di vino nella sua direzione.          
Nell’ampio salotto c’erano una ventina di persona, e lui ne conosceva meno della metà. Oltre Samantha, conosciuta meno di un minuto fa, riconobbe subito Lydia e suo marito Jacob, il fidanzato di sua sorella, ovvero Bob, e, ovviamente, Nela.
Si fece strada tra la gente e quella insopportabile musica pop, dirigendosi verso il lungo tavolo apparecchiato.
”Alex!”.  
Riconobbe la voce di sua sorella senza bisogno di voltarsi. La raggiunse portando con sé il bicchiere di vino vuoto.    
Jacob lo accolse con una battuta degna del peggior Ricky Gervais. “Ragazzo, lo hai lucidato per bene quel bicchiere!”.
Alex rise, perché altro non poté fare. Salutò Lydia e abbracciò la sorella rinnovando i suoi auguri.        
“Alex, non arrabbiarti con me se il mio amico è il marito del tuo capo”. Disse Nela rivolgendosi ai tre, con aria divertita.
Le guance di Lydia si fecero rosse. “Alex è un dipendente modello. Ma non siamo qui per parlare di lavoro”.
Jacob appoggiò una mano sulla spalla di Alex. “Andiamo caro, riempiamo quel bicchiere”.         
I due si allontanarono, lasciando che Lydia e Nela si conoscessero meglio.      
“Rosso o bianco?”. Gli chiese Jacob.   
“Oh, rosato”.    
Jacob lo fissò un attimo socchiudendo gli occhi. “Ti facevo più un tipo da bianco. Ma vada per il rosato, per entrambi”.           
Iniziò a riempire i bicchieri e Alex pensò che non era una cattiva idea conoscere almeno un po’ il marito del suo capo. “Di cosa ti occupi, Jacob?”.           
“Sono un cardiologo”. Rispose porgendo il bicchiere di vino ad Alex. Poi parlò a bassa voce. “Non dirlo a Lydia, ma mi parla molto bene di te. Sei sempre puntuale, lavori tanto e bene. Credo che presto otterrai una promozione”.
Alex si girò verso Lydia e sua sorella, che sembravano aver trovato un bel feeling, e solo adesso si accorse di non aver mai visto il suo capo così: gonna aderente nera, parecchio corta, e collant nero trasparente. Poi si ricordò che stava parlando con il marito, e ritornò alla realtà. “Vorrei essere positivo come te, e pensare che hai ragione”. Rispose con un sorriso imbarazzato.          
Jacob fece scontrare il suo bicchiere di vino con quello di Alex. “Di cuori me ne intendo. Alla tua fortuna”. Alex fece un cenno con la testa.

Ross e Jacob

“Di cuori me ne intendo”. Jacob sorrise, scuotendo il capo.      
“Sei il sospettato numero uno, amico mio. Sai, se confessassi adesso sarebbe molto, ma molto meglio per te”. Damian iniziò a giocare con l’accendino, incendiando l’aria ad intervalli di due secondi circa. 
“Classica frase da romanzo giallo, detective. Ma io non ho mai ucciso nessuno in vita mia”.     
Damian sputò letteralmente fuori una risata. “Classica frase da romanzo giallo, indiziato numero uno”. Lasciò cadere l’accendino e batté leggermente i pugni sul tavolo, tirandosi su.           
Andò alla finestra e parlò quasi sussurrando: “Secondo te chi è stato, allora?”.
Le parole di Jacob riempirono non solo il silenzio, ma l’intera sala e forse anche la mente del detective.
“Sua sorella. Mi ci scommetto la vita”.         

Un forte rumore proviene dall'esterno. Cosa succede?

  • Qualcuno ha sparato dei fuochi e ha lasciato un bigliettino per terra (33%)
    33
  • Una cornacchia si è schiantata contro la porta d'ingresso (0%)
    0
  • La macchina di Jacob sta andando a fuoco (67%)
    67
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17 Commenti

  1. Lydia si scattava delle foto osé in bagno. Non so perché, ma mi sembra appropriato.
    Se devo essere sincera, questi primi due capitoli mi sono sembrati un po’ confusionari: si vede che le idee di sono, ma sono compresse in poco spazio e il risultato è che sto facendo fatica a seguire gli avvenimenti. I salti temporali non contestualizzati (quando succede cosa?) e i numerosi personaggi che sono poco più che nomi buttati qui e là non aiutano a rendere chiara la narrazione.
    Attenzione ai tempi verbali, ci sono diversi errori (ricordo un congiuntivo fuori luogo e un errore col trapassato prossimo).

    • A parte i verbi che può capitare a tutti di sbagliare,
      la storia per me fila!
      Se avessimo più spazio per scrivere sicuramente si potrebbe arricchire il racconto di maggiori dettagli sui personaggi e sul contesto;
      ma per me va già bene così, sembra di entrare in una serie tv, incasinata all’inizio e pian piano si andrà districando, non tutte le storie scorrono allo stesso modo o danno peso alle stesse cose, è un modo diverso di scrivere!
      Ovviamente è il mio modesto parere.

      • Grazie mille Robins! (non sono certo che sia il tuo vero nome).
        Hai ragione, la mancanza di spazio mi ha anche costretto ad eliminare alcune parti che aiutavano anche nella caratterizzazione dei personaggi.
        Non è poi così incasinato 😀 La verità è che non so nemmeno io come andrà. Scrivo come viene.
        Gli errori grammaticali capitano a tutti, purtroppo. Poi il mio è un passatempo, non punto a diventare scrittore di professione 🙂
        Grazie per leggermi, e continua a scrivere perché sto aspettando il seguito del tuo racconto!

    • Ciao, grazie per il commento.
      Purtroppo sai benissimo che c’è un limite di parole, e in entrambi i capitoli ho dovuto tagliare delle parti. Non ci sono molti livelli temporali. Ce ne sono due per adesso: compleanno e “interrogatori”.
      Per quanto riguarda i personaggi, non mi sembrano molti. Anzi, volevo introdurne altri ma è impossibile per questione di spazi. Personalmente, adoro leggere racconti o romanzi con parecchi personaggi e vedere le varie sotto trame.
      Per quanto riguarda gli errori, credo che sia ovvio commetterli. Nessuno revisiona ciò che scrivo, e anche la rilettura spesso non basta. Leggo molti racconti con errori ed è normale. Personalmente evito di evidenziarli nei commenti, ma accetto le critiche 😉

  2. Ciao! Questo incipit è ben scritto, a parte qualche problema con la punteggiatura, ma go fatto un po’ fatica a seguire gli stacchi temporali. È solo il primo capitolo e abbiamo già conosciuto un sacco di personaggi: spero di conoscerli meglio nei prossimi capitoli!
    PS. Io ho votato per la macchina che brucia.

  3. Mi piace l’inizio di questa storia e il modo in cui scrivi.
    Secondo me due delle possibilità che ci hai dato tra cui scegliere, potrebbero essere interessanti, sia che la macchina prenda fuoco oppure che qualcuno spari dei fuochi d’artificio…non vedo l’ora di sapere come continuerai!

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