KNIGHT’S ARMY

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà alle 07.00 di domenica? Verrà accompagnata sulla mercedes nera dall'autista misterioso in un luogo segreto, dove delle capsule speciali la porteranno a NY (60%)

KNIGHT’S ARMY UNIVERSITY

Josie era tesa. In poco tempo sarebbero venuti a prenderla per portarla a frequentare un’università sconosciuta. Si era domandata varie volte se fosse il caso di fidarsi. E se volessero rapirla per chiedere un ricco riscatto ai suoi genitori? E se fosse il piano di un serial-killer? Le possibilità erano innumerevoli. Eppure… c’era qualcosa in quella pergamena. Qualcosa che la faceva sentire nel posto giusto, quella mattina alle 6.59 sotto l’ombrello. La sera prima Josie aveva fatto la valigia almeno cinque volte. Aveva troppe domande in testa. Avrebbe avuto un appartamento tutto suo? E quali materie avrebbe dovuto studiare? Ora che ci pensava l’università non le aveva comunicato la facoltà a cui era stata ammessa! Avrebbe preferito che non riguardasse il mondo letterario, anche se le piaceva leggere. Amava molto Agatha Christie. Miss Marple le era sempre stata simpatica. Sapeva trovare una spiegazione logica ai più complicati delitti, anche se spesso veniva presa per pazza. Si ritrovava nel modo di fare di Miss Marple.

Il suo orologio suonò le 7.00.

Riconobbe subito quel motore. Davanti a casa sua si fermò la Mercedes nera della sera prima. Ne uscì un signore alto, distinto, capelli neri pettinati sotto un cappello da autista. Non avrà avuto più di trent’anni.

Avanzò verso di lei, fermandosi a un paio di metri.

“Josephine McMann?”

“Sono io”

“Mi permetta di prenderle il bagaglio”

Ad un cenno di Josie l’uomo prese la valigia.

“Prego, mi segua”

Ripose con cura la valigia nel bagagliaio e le aprì la portiera. Sui sedili dietro c’erano due ragazzi. Uno alto, capelli mori, portava gli occhiali e aveva occhi sporgenti da miope. Aveva una barba rada. Era atletico, ma avrebbe scommesso che non faceva sport.

L’altro ragazzo invece era alto 1.68 massimo. Era biondissimo e aveva dei grandi occhi azzurri. Era agitato, come si poteva notare dal ginocchio destro che faceva andare velocemente su e giù. Teneva il bavero del cappotto alzato. Aveva un naso dritto e affilato e uno sguardo sveglio ed errabondo che si posava su ogni minimo particolare. I suoi occhi si fermarono un paio di secondi su di lei. Ebbe la sensazione di essere letta in ogni particolare. Si sedette accanto al ragazzo alto e si presentò.

“Piacere, Josie”

“Lawrence, piacere” disse il più alto, sorridendo. Sembrava a suo agio, come se avesse un’idea precisa di come muoversi e che cosa dire.

“Edoardo” disse il biondo, stringendo la mano e abbozzando un sorriso.

L’autista mise in moto e partì. 

“Non penso che andremo a Brooklyn in Mercedes”

“Probabilmente andremo all’aeroporto! Penso che da Eathrow partano voli internazionali”

“Proviamo a chiedere all’autista” fece Josie “Scusi? Potrebbe dirci come raggiungeremo New York?”

“Non c’è bisogno, lo scoprirete fra una decina di minuti”.

“Ci sono strutture a Saint Nicholas Park?” fece Edoardo rivolto a Josie. Rimase stupita dalla domanda. Non si aspettava che il ragazzo avrebbe parlato durante il viaggio.

“C’è una struttura riservata al personale del parco all’entrata”

“Siamo diretti lì” fece lui. Josie era perplessa e, a giudicare dall’espressione di Lawrence, anche lui lo era.

“Perché lo pensi?”

“L’autista ha una tessera magnetica nella tasca destra dei pantaloni, quindi dovremo accedere ad una struttura. Sulle suole delle sue scarpe ci sono residui di poltiglia di foglie ed erba, probabilmente di quelli che si accumulano ai lati delle strade che percorrono i parchi. L’unico parco a circa 10 minuti da qui è il Saint Nicholas, da quello che mi dicono le Mappe, quindi dovremmo essere diretti lì.”

“Molto bene, signorino.” disse l’autista

Josie era perplessa. Non le piaceva quell’Edoardo. Troppo pieno di sé. Sperò con tutta sé stessa che si sbagliasse, ma dieci minuti dopo erano davanti a Saint Nicholas Park.

L’autista appoggiò la tessera magnetica su un dispositivo di fianco alla porta della struttura, che si aprì rivelando un lungo corridoio. Lo imboccarono. Poco dopo l’autista si fermò davanti ad una porta, aprendola con la tessera. Davanti a loro si aprì una piccola stanza che portava ad una lunga capsula cilindrica, con quattro poltrone di pelle beige al suo interno. Un vetro collegato con dei cardini faceva da chiusura. L’autista entrò nella capsula, accomodandosi su una delle poltrone.

“Prima le signore” disse mostrando la sedia di fianco alla sua. Josie ci si accomodò, infilando il suo trolley sotto la poltrona. Lo stesso fecero i due ragazzi.“Si parte!” L’autista premette un pulsante e la capsula partì, raggiungendo una velocità sorprendente dopo una partenza dolce.

“Dove siamo diretti?” fece Lawrence

“Che domande, alla Knight’s Army University, ragazzo!”

“Ma non si trova a Brooklyn?”

“Naturalmente! Arriveremo in un’ora e mezza”

“Volete dire che attraverseremo l’oceano in questa capsula?”

“Guardi lei stesso”

Di colpo il ferro sparì, per lasciare posto ad un vetro immacolato, che mostrò ai tre ragazzi un magnifico sprazzo di Oceano Pacifico.

“Com’è possibile?” fece Lawrence

“Signorino, non ha idea di cosa si possa fare quando si hanno i soldi”

Cosa succederà nell'aula magna dell'università?

  • Il vicepreside farà fare ai ragazzi un tour dell'università, per poi dividerli in squadre in base alle loro doti. dovranno superare dei test (33%)
    33
  • Il professore smisterà i ragazzi in base alle loro doti, spiegando che per diventare agenti dovranno superare delle prove pratiche e logiche (67%)
    67
  • L'uomo alla cattedra, Mr W. , spiegherà ai 10 ragazzi la natura spionistica dell'università, dividendo i ragazzi in base alle loro abilità (0%)
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11 Commenti

  1. Il professore smisterà i ragazzi in base alle loro doti, spiegando che per diventare agenti dovranno superare delle prove pratiche e logiche

    Ciao! Sono passati 4 mesi dall’ultima volta ed io non mi ricordavo un tubo! Spero che la sessione di Settembre ti sia andata bene 🙂

    Ciao 🙂

  2. È interessante l’inizio della storia. La lettera ha avuto una svolta molto più interessante del rapimento, a mio parere, e direi di continuare su una strada similare: Verrà accompagnata sulla mercedes nera dall’autista misterioso in un luogo segreto, dove delle capsule speciali la porteranno a NY!

    Ciao 🙂

  3. Mi piace la piega che sta prendendo la storia, anche se mi è sembrato un po’ strano sia che la lettera di ammissione, più che un invito, sembri un ordine, sia che la protagonista, pur manifestando perplessità, sia fin da subito propensa ad andarci, mentre forse sarebbe stato più credibile mostrarla scettica fino alla mattina successiva. Ero indeciso tra le capsule e l’aeroporto ma alla fine ho votato per quest’ultimo, a presto!

  4. Voto per la cosa meno strana, ovvero l’autista che la accompagna in aeroporto. Questa “ammissione” sembra una cosa a metà strada tra un rapimento e la consegna della lettera di Hogwarts (mi aspettavo un gufo, o quantomeno un drone per amor di verosimiglianza).
    Occhio ai tempi verbali: il “passato nel passato” si rende con il trapassato prossimo.

    • Ti ringrazio per le critiche costruttive. Beh, stiamo parlando dell’ammissione ad un’università segreta, e avendo gli utenti votato per la lettera mi sono in effetti ispirato, in minima parte, alla lettera di Hogwarts. A dire la verità io avevo pensato il seguito della storia basandolo sul rapimento. Mi sembrava più suggestivo. Tuttavia il popolo sovrano ha deciso diversamente e ho dovuto riscrivere l’episodio. L’idea del drone effettivamente è molto suggestiva! Spero ti piacerà il seguito!

  5. Gran bell’incipit, mi è piaciuto molto! Ho solo una domanda, dettata dalla mia ignoranza: per curare un’emicrania non ci si dovrebbe rivolgere a uno psichiatra piuttosto che a uno psicologo? Anche perché si fa riferimento al fatto di prescrivere dei medicinali e non sono sicuro che uno psicologo, che non è un medico, possa farlo. Comunque voto per la lettera, a presto!

  6. Red Dragon ha detto:

    Il professore smisterà i ragazzi in base alle loro doti, spiegando che per diventare agenti dovranno superare delle prove pratiche e logiche

    Ciao! Sono passati 4 mesi dall’ultima volta ed io non mi ricordavo un tubo! Spero che la sessione di Settembre ti sia andata bene 🙂

    Ciao 🙂

  7. Scusate l’assenza, ma o dovuto studiare per la sessione di settembre! Rieccomi con un nuovo capitolo! Fatemi sapere cosa ne pensate

  8. Red Dragon ha detto:

    È interessante l’inizio della storia. La lettera ha avuto una svolta molto più interessante del rapimento, a mio parere, e direi di continuare su una strada similare: Verrà accompagnata sulla mercedes nera dall’autista misterioso in un luogo segreto, dove delle capsule speciali la porteranno a NY!

    Ciao 🙂

  9. Lorenzo ha detto:

    Mi piace la piega che sta prendendo la storia, anche se mi è sembrato un po’ strano sia che la lettera di ammissione, più che un invito, sembri un ordine, sia che la protagonista, pur manifestando perplessità, sia fin da subito propensa ad andarci, mentre forse sarebbe stato più credibile mostrarla scettica fino alla mattina successiva. Ero indeciso tra le capsule e l’aeroporto ma alla fine ho votato per quest’ultimo, a presto!

  10. ChocoPeanut ha detto:

    Voto per la cosa meno strana, ovvero l’autista che la accompagna in aeroporto. Questa “ammissione” sembra una cosa a metà strada tra un rapimento e la consegna della lettera di Hogwarts (mi aspettavo un gufo, o quantomeno un drone per amor di verosimiglianza).
    Occhio ai tempi verbali: il “passato nel passato” si rende con il trapassato prossimo.

    • Ti ringrazio per le critiche costruttive. Beh, stiamo parlando dell’ammissione ad un’università segreta, e avendo gli utenti votato per la lettera mi sono in effetti ispirato, in minima parte, alla lettera di Hogwarts. A dire la verità io avevo pensato il seguito della storia basandolo sul rapimento. Mi sembrava più suggestivo. Tuttavia il popolo sovrano ha deciso diversamente e ho dovuto riscrivere l’episodio. L’idea del drone effettivamente è molto suggestiva! Spero ti piacerà il seguito!

  11. Aomame ha detto:

    voto per il rapimento. Vediamo che succede

  12. dartanevon ha detto:

    Ciao. Ho votato per il ritorno a casa dove troverà la lettera. Hai disposto già alcuni tasselli della storia, sono curioso di come li muoverai adesso 😀

  13. Lorenzo ha detto:

    Gran bell’incipit, mi è piaciuto molto! Ho solo una domanda, dettata dalla mia ignoranza: per curare un’emicrania non ci si dovrebbe rivolgere a uno psichiatra piuttosto che a uno psicologo? Anche perché si fa riferimento al fatto di prescrivere dei medicinali e non sono sicuro che uno psicologo, che non è un medico, possa farlo. Comunque voto per la lettera, a presto!

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