La danzatrice

Dove eravamo rimasti?

Cosa fare ora? Cerca di raggiungere la famiglia di lei. (60%)

Andiamo dai tuoi

“ Ok, ascolta, andiamo prima dalla tua famiglia. Ma aspettami, non agire d’impulso” Tc la guardo dritta negli occhi, voleva rassicurarla.
“ Perché vuoi venire con me? Non mi conosci.” Lo chiese, spinta da una lucida, e forse momentanea lucidità mentale.
Non si aspettava una domanda cosi, abbasso lo sguardo, come un bambino colto in flagranza di reato.
“ Ecco…io…dunque…” inizio a balbettare “ Mi piaci” confesso prendendo coraggio.
Certo, quello non era il momento, non era decisamente il momento e si senti molto stupido nel dirlo, non aveva dieci anni.
“ Prego?” Serma penso di aver sentito male, tra urla e rumori metallici, non era sicura di quello che Tc le aveva detto.
“ Mi piaci” ripete questa volta con più coraggio “ senti lo so che non mi conosci, e può sembrarti da malati, ma ti vedo ogni giorno, e morivo dalla voglia di conoscerti.” le disse mentendo, in realtà, conoscerla non era nei suoi obbiettivi, ma quel corpo, lo faceva impazzire, se lo sognava anche la notte.
La cruda realtà, quella realtà nascosta nei suoi pensieri più intimi, era molto più animale, sperava strada facendo, di poter soddisfare la sua voglia. Starle cosi vicino in quella cabina del telefono, aveva svegliato in lui in suo istinto più selvaggio. Quel istinto animale, come un cane che cercava il suo osso.

Serma lo guardo sorrise, anche a lei piaceva, anche lei aveva il suo stesso medesimo pensiero, carnale e animale. Un po’ più obbiettiva di lui, si rese conto che forse quello non era il momento, doveva prima andare dalla sua famiglia, poi eventualmente, ringraziarlo come si deve fisicamente.

“ La mia famiglia abita a ovest, dove ci sono i magazzini del Irchea.”
“ Perfetto allora andiamo”
“ Ma…la tua famiglia?”
“ Abitano in un altra città, con i miei fratelli. Sono solo” ripose lui.
Lei non indago, senti l’impulso di abbracciarlo, sentirsi meno sola, sentirsi forse protetta, getto le braccia attorno al suo collo stringendo forte con tutto il suo corpo. “ Grazie” mormoro guardandolo dritto negli occhi.

Fu preso alla sprovvista, ricambio l’abbraccio, stringendola a se, il profumo di lavanda che emanava la sua pelle, gli fece dimenticare tutto il resto. La guardo negli occhi, cingendo i suoi fianchi, si chiese se anche le sue labbra sapevano di Lavanda.

“ Vieni “ disse lei, sorridendogli, iniziando a camminare verso Ovest.
Lui la segui, per quel corpo avrebbe fatto qualsiasi cosa, doveva essere suo.

Finalmente il fumo spari, e il cielo riprese il suo posto.
Erano arrivati vicino al incrocio principale, che divideva la città in quattro parti, per andare a Ovest avevano tre possibilità.

Lui per quel corpo avrebbe fatto qualsiasi cosa. Che strana prendere ora per andare dalla famiglia di lei.

  • Troppo pericolose le strade. Passa per il sottosuolo. (60%)
    60
  • Ruba una Moto. (0%)
    0
  • Ruba una macchina. (40%)
    40
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16 Commenti

  1. Devo ammettere che questo capitolo mi ha lasciato un po’ perplesso. L’imprevisto esterno c’è (anche se non ho ben capito che sta succedendo), però non viene raccontata la conoscenza tra i due, se non con un accenno fugace, e visto che avevi ancora molto spazio avresti potuto approfondire questo aspetto. In ogni caso continuo a essere interessato alla storia, voto per la versione di entrambi!

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