La danzatrice

Dove eravamo rimasti?

Lui per quel corpo avrebbe fatto qualsiasi cosa. Che strana prendere ora per andare dalla famiglia di lei. Troppo pericolose le strade. Passa per il sottosuolo. (60%)

Ma dicevi la verita?

“ Dove andiamo?” Chiese lei guardando l’incrocio.

Lui ansimo per la corsa, vedeva in quel incrocio il cinquanta percento di possibilità di salvarsi.

“ Rubiamo una macchina. Sarà più facile scappare.” la guardo, in realtà mentì, era un suo sogno rubare una macchina e farla franca. Quale occasione migliore di questa? Se lo beccavano, cosa potevano fare denunciarlo?

Lei annui, cercarono velocemente una macchina da rubare “ eccola” indico lui una macchina che gli piaceva.

Non era una macchina lussuosa, ne sportiva, era la classica macchina bella grande me non famigliare, del vicino di casa benestante. Insomma quelle classiche macchine non tue, che vorresti graffiare solo perché muori d’ invidia.

Avanti chi non vorrebbe farlo, siate onesti.

Scoprirono cosi, che rubare una macchina, non era cosi facile, che i vetri dei finestrini non si rompono con una gomitata, e le portiere non si aprono con un fermacapelli, ne con un telecomando di un altra macchina, e no, non si passava nemmeno dal bagagliaio.

“ Non si apre,” urlo lei.

“ Vaffanculo,” bestemmio lui mollando un calcio alla portiera.

Fu in quel attimo che si rese conto di una cosa:
senza le chiava lui non sapeva far partire la macchina.
Poteva chiederlo a lei?
Oddio no, che umiliazione, farsi aiutare da una donna.
La donna deve essere aiutata, cosi poi sarà più riconoscente, cosi gli diceva sempre suo padre, quando aiutava la madre.
Prese l’iniziativa, abbandono l’idea di rubare la macchina, “ Non c’è tempo!” sentenzio perentorio.
Fece il giro della macchina, la prese per un braccio, trascinandola con se.

“ Dove andiamo?”

“ Passiamo per sotto, useremo i cantieri in costruzione della metropolitana.”

Lei rimase in silenzio, ci fu un momento, piccolo, dove la sua vocina stava per dire « Ma c’è scritto che non si più entrare », per fortuna si rese conto subito della scemenza pensata.
Corsero veloci, verso il cantiere, avevano già perso troppo tempo, tra urla, macchine, e gente in preda al panico, dovevano mantenere la mente lucida.
Ruppero violentemente il telo arancione che separava il cantiere dalla normale città, se ne infischiarono giustamente dei cartelli di divieto.
Lei si fermo “ aspetta “ prese un filo di metallo da terra, “ Non c’è tempo” la prego lui “ Non voglio che ci seguano” ripose lei cercando goffamente di chiudere l’apertura.

“ Andiamo” la prese per un braccio tirandola violentemente.

Strinse forte il suo braccio, non si preoccupo se le faceva male, “ Eccola “ disse indicando virtualmente, lo scavo che precedeva la galleria del sottosuolo.
Scesero stando attenti a non cadere, la luce scarseggiava, le urla e le armi, diventavano un rumore di sottofondo, man mano che scendevano.
Faceva buio, la penombra spaventava quanto il mondo in preda alla devastazione sopra di loro.
“ Di qua.” disse lui indicando una delle gallerie.

“ E più lunga” protesto lei

“ Ma c’è la luce che proviene dalla grate di areazione.” disse iniziando a camminare, trascinandosela dietro.

“ Meglio allora passare sui binari, sicuro non passano treni-” ripose lei “ I miei capi anno vinto l’appalto per pulire le zone di transito, ci sono molte centraline e stanza di controllo.”

“ Scale di uscita?” Chiese lui fingendosi tranquillo. E pensare che da bambino aveva paura del buoi.

Camminarono in mezzo ai binari, nessuno dei due, ebbe il coraggio di guardare, tramite le botole e le scale, cosa succedeva sopra di loro.

“ Ma ti piaccio davvero?” Chiese lei rendendosi conto finalmente, di cosa lui le aveva detto.

Ma ti piaccio davvero?

  • Sii diretto, onesto schietto e diretto. (67%)
    67
  • Menti resta sul vago. (0%)
    0
  • Confessa ma si delicato, dolce. (33%)
    33
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17 Commenti

  1. Grazie di avermi seguito fino a qua.
    Questa e la mia prima volta. Mi sono divertito.
    Mi sono dimenticato del limite di 500 parole, e il finale purtroppo sono stato costretto a tagliarlo. Continuerò volentieri questa avventura su Incipit. Ora che ho capito come funziona, spero di fare meglio nella mia prossima storia.
    La versione integrale e senza censura, la pubblicherò al più presto sul mio Blog.

  2. Devo ammettere che questo capitolo mi ha lasciato un po’ perplesso. L’imprevisto esterno c’è (anche se non ho ben capito che sta succedendo), però non viene raccontata la conoscenza tra i due, se non con un accenno fugace, e visto che avevi ancora molto spazio avresti potuto approfondire questo aspetto. In ogni caso continuo a essere interessato alla storia, voto per la versione di entrambi!

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