La specie.

Storia di com’è nata la prima Rosa e di come è piaciuta tanto a lei!

Nel braccio della Galassia, quando ancora non era stato formato alcunché di interessante, si riunirono i 7 Elim a decidere cosa farne.

Un’abbondanza di idrogeno avrebbe potuto generare una nuova stella e con essa qualcosa di interessante per almeno 10 miliardi di anni.

Tempo ragionevole alla Sorgente per l’Obiettivo.

Dalla luce della Stella, generarono Lui e Lei. A loro fu affidata la missione di creare un nuovo mondo. A loro fu affidata la missione della specie perfetta. Non erano programmati per andare d’accordo ma bisognava farlo per il raggiungimento dell’Obiettivo.

Tutto proseguì secondo i piani … o almeno così sembrava!

** Una settimana dopo **

– Ma scusa … –
– Dimmi – Rispose bofonchiando mentre digitava sul display etereo.

Allora lei si stiracchiò dal letto di pavimento avvolta dalla coperta di luce dello stesso colore: bianco.

Osservò annoiata le sue formule ma fu come affascinata dai movimenti di lui.

Non erano stati programmati per andare d’accordo. Alla fine non solo si sapeva ma non era neanche necessario; Come primo incarico era molto semplice. Creare un mondo fatto di terra e di acqua, di colori e di un equilibrio, di luci e di ombre, non richiedeva che qualche giorno.

Poi, terminata questa parte, bisognava creare una razza fisica nuova che fosse perfetta per quel mondo. Non solo. Bisognava che fosse in grado di esprimere la propria divinità attraverso una diretta connessione con la Sorgente. Ed era qua il problema: come si potevano scaricare e ricaricare tutte le dipendenze della Sorgente ?

Certamente gli Elim avrebbero preteso che questa specie fosse magari resistente ai deserti che avevano creato o ai ghiacci che con i loro freddi non avrebbero potuto fare altro che tenere freddo tutto il resto.

Ma doveva anche esultare a queste difficoltà una volta superate (magari attraversate); una gioia che richiamava alla Sorgente.

Finora era stato lui ad essersi occupato del tutto. O meglio in realtà erano stati tutte e due: solo che lei era come se non avesse fatto niente.

Tutto il  suo lavoro era soppiantato, accantonato, proposto con “carino ma …”.

Non c’era mai una cosa che a lui andasse bene di lei.

– Ma la mia sequenza ? – chiese con un cenno che già richiamava la risposta che si aspettava. E difatti lui non l’aveva neanche ascoltata
-724532015 .. –
– Mi hai sentito ?! – Lui continuava a contare
– 577332568 … Come ? – Alleluja. Era riuscita a creare una connessione con lui. Il più ora era mantenerla
-La mia Sequenza. Ci hai dato un’occhiata, vero ? –
– Eeeeh … – prese un attimo prima di pronunciarsi temerariamente. Sapeva che si sarebbe incazzata di brutto! – Non ne ho avuto tempo! –
Lei sentì qualcosa partire dal cuore. Poteva gridare. Non lo faceva. Poteva scuoterlo. Non lo faceva. Poteva ferirlo per fargli sentire il suo dolore.
Ok! Non mostriamoci così meschine. Possiamo farcela!
– Era la sequenza di risparmio energetico. Ero sicura che almeno questa ti sarebbe piaciuta! –
– Ah! Grazie! Beh, ci darò un’occhiata più tardi!
– Quando ? –
– Più tardi! Te l’ho detto. Ora scusami ma ho altri problemi adesso –
Lei non si pronunciò.

Di tanto in tanto, per sfogare la sua rabbia, andava in qualche luogo della terra creata.
Scelse un mare questa volta ed una spiaggia immensa dove non c’era nessuno ed in cui credeva che solo pochi eletti della specie potevano permettersi di andare. Questo per garantire la desiderabilità del luogo.
Si addentrò in una foresta. Dal sole acceso passò subito ad una ombra che era calda e per certi punti spruzzata dalla luce come macchie di dalmata.

Prese un bastoncino secco di una pianta da cui non sarebbe nato più niente su quel punto. Lo spezzò, scusandosi come era solita quando prendeva da qualcosa di vivo e ne fece uscire delle spine dall’involucro cilindrico. In quel momento traboccò tutta la rabbia che aveva al sentirsi soppiantata nel ruolo più importante della creazione del mondo. Anzi a dire il vero aveva dovuto fermamente protestare con gli Elim perché gli lasciasse qualche azione.

Ne osservò ora il risultato ottenuto. Non era tanto diverso da quello che aveva prima eccezion fatto delle spine che pure a qualcosa dovevano servire. Ritornò quindi al sole e al mare. Si bagnò la mano prendendo dell’acqua. Chiuse gli occhi come a recitare una preghiera silenziosa. Poi gettò lo spruzzo, alzandolo verso il sole e con un gesto fulmineo riprese il legnetto in direzione perpendicolare.

La luce della stella era filtrata in quel breve prisma che erano le gocce ed era andata a compenetrarsi nell’esile cilindro ora verde. Aveva deciso che avrebbe dato fiori rosa anche se l’uomo avrebbe creato innesti particolari. Glielo avrebbe lasciato fare.

Quindi tornò nella foresta, scavando leggermente il terreno e ne piantò la talea di Rosa creata.

– Ecco! Tu darai molto piacere alla Specie e ne trarrai da essa. Quando il maschio prenderà il tuo fiore, la femmina ne sarà estasiata. Ma il tuo sacrificio non sarà vano, cara Rosa. Perché l’uomo ti coltiverà per averti e avere cura –

Fu sorpresa del termine che aveva coniato! Uomo! Doveva tornare subito da lui!

  • Anzi no! Vediamo un po' come nasce questa rosa! Le gemme, che belle. Sembrano fiori anche quelle ed anticipano quel che sarà questo fiore! (17%)
    17
  • -ATTGCGATTGGCC - pronunciò lui ad un certo punto. Ma imprecò. Perché ancora non riusciva come si era figurato ? (50%)
    50
  • Ma di colpo il tempo mutò. Le nuvole avvolsero il sole ed il vento cominciò a soffiare forte disegnando onde spumeggianti (33%)
    33
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17 Commenti

  1. Sai che non lo so? Tutti e tre i seguiti mi sembrano dannatamente interessanti. ‘spetta che voto a caso: Da qualche parte, a qualche centinaia di migliaia di chilometri sopra il pianeta….

    Lui continua a starmi antipatico a pelle, ma magari poi comparirà qualcosa che me lo renda se non altro interessante. Vediamo come prosegue 🙂

    Ciao 🙂
    PS: chi sarà “l’altra” Lei?

    • Quando genero questo imbarazzo so che ho fatto un buon lavoro. Grazie mille davvero.

      Magari passo da te a vedere … ad ogni modo chi lo sa ? Io vorrei … in fin dei conti, chi è antipatico da morire generalmente soffre anche molto.

      Io in genere posso essere antipatico a gratis e chiedo scusa per chi ho ferito. Stiamo migliorando come migliorano i miei racconti con l’utilizzo della virgola e del punto. Non ero solito prima, così come non ero solito a mettere i periodi della giusta lunghezza.

      Si, mi faccio una pacca sulla spalla. Sto cominciando a capire meglio di scrittura ma non devo montarmi la testa 🙂 Ho ancora altri 8 capitoli in cui mi puoi fare tutte le critiche che vuoi 🙂

  2. Dopo aver visto il punto di vista di lei, vediamo il punto di vista di lui 🙂

    Interessante, decisamente interessante. Per ora “Lei” mi sta simpatica perché dalla rabbia ha fatto nascere qualcosa di bello. Ora vediamo se riesce a risultarmi simpatico anche “Lui” 😉

    Ciao 🙂

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