La vita continua più forte di prima

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà? Tutte sospese ma Roxette con qualche giorno in più (100%)

Capitolo 10

parlava di come comportarsi, di cosa è giusto fare, della disciplina, ma noi ridevamo senza stare a sentire nemmeno una parola, anche perché non capivamo chi guardasse, Ilary gli disse sfacciatamente:

”Scusi signor preside ma chi sta guardando? Noi siamo qui”

Pover’uomo mi fece tenerezza, non rispose a quell’insulto gratuito.
lentamente però si affezionò a noi, dato che andavamo quasi ogni ora del giorno a ”trovarlo” . Ci diceva che vedeva più noi che le sue figlie, ormai quando andavamo lì non ci dava più nessuna strigliata, perché diceva di sentirsi una radio col disco incantato dato che non ne volevamo sapere delle sue prediche, si limitava a raccontarci cavolate e a volte ci offriva pure il caffè. Mi piaceva andare a scuola, mi divertivo davvero molto. Ne combinavamo sempre una.                       Un giorno il professore si infuriò alla grande, stava addirittura per buttarmi la cattedra addosso. Lo capivo dato che cercava di parlare ed io ad ogni parola dicevo ” chi se ne frega”. Ormai facevo quello che volevo, mangiavo, bevevo, dormivo, uscivo dalla classe, e a volte fumavo anche lì. Dio quanti rimproveri mi presi e di note quante ne accumulai, credo fossero più di sessanta. Solo durante le ore di disegno e modellistica stavamo tutte zitte e attente, prima di tutto perché le prof erano davvero cazzute, riuscivano a tenerci testa e ci facevano anche appassionare alla loro materia. Adoravo creare vestiti, studiare le epoche della moda e i suoi cambiamenti, amavo imparare a disegnare seguendo un modello preciso, mi piaceva tanto imparare a cucire. Gli unici due libri che avevo tolto dal cellofan erano proprio quelli di queste due materie. Eppure non avevo intenzione di mettere la testa a posto, una mattina addirittura arrivò il preside in classe e trovò noi quattro all’ultima fila, sedute con i piedi poggiati sul banco, di cui una mangiava, un’altra ascoltava musica, un’altra ancora rollava sigarette e io che dormivo.
Fece un urlò pazzesco, ma nessuna si scompose,
Andreaw disse:

”E venuto a dirci qualcosa?”

”Si, devo dirvi che siete le alunne peggiori che si siano mai viste in quest istituto e peggiori pure del settore maschile. Siete tutte sospese per venti giorni e tu Roxette, te ne stai a casa per venticinque” ci diede la notizia che era venuto a portarci.

”Oh finalmente un po’ di vacanza” Dissi io

Se ne andò lasciandomi nella mia ignoranza. Era vero, non c’era mai stata una classe con cinque sospensioni di venti giorni di cui tutte erano femmine.

Quando tornai a casa la mamma si infuriò molto e mi disse che non potevo più uscire. Ma chi si credeva di essere? Io uscivo, uscivo eccome.
 La casa in cui vivevamo era lontana, in campagna e da li a piedi era difficile andare in paese. Dato che la mamma non voleva accompagnarmi per uscire, dopo una lunghissima litigata presi la borsa e me ne andai a piedi. Uscivo ogni giorno da quando avevo conosciuto Paulette, eravamo diventate molto amiche. Era una ragazza bravissima, In paese dicevano tutti che era una poco di buono, infatti la mamma non voleva che ci uscissi per le dicerie sul suo conto, a me non importava, io la conoscevo davvero e non era niente di ciò che la gente descriveva. Anzi era debole, aveva un passato bruttissimo alle spalle, la sentivo vicina.
Lei era stata adotta perché la madre era un alcolizzata e del padre non c’era traccia. Mi stava a cuore la sua storia. Con me si era aperta davvero. Ogni giorno ridevamo a crepapelle, ce ne stavamo tutti i pomeriggi dopo la scuola sedute sulla panchina di una stazione. Mi piaceva stare li a guardare la gente che prendeva il treno, alcuni correvano per non perderlo, altri non ce la facevano e ridevo. Forse standomene li aspettavo qualcuno, aspettavo il mio papà. Ma non arrivava mai nessuno.
Già, mio padre se ne fregava chiamando una volta si e un mese no. Con Jenna, Angel e Sam ci perdemmo di vista, un po per le strade diverse che avevamo intrapreso, ma sopratutto non tolleravano che uscissi con Pulette, così litigammo.
Ci rimasi davvero male, mi ferirono molto, a me sarebbe piaciuto uscire tutte insieme, quando ero li a ridere con la mia nuova amica “chissà come riderebbe lei in questo momento”.  Forte come al solito mi rassegnai e le lasciai perdere, anche se dentro di me si formò un vuoto, uno spazio aperto che solo loro, le mie prime vere amiche avrebbero potuto chiudere.

Eppure mi divertivo, me ne stavo con i miei amici a ridere e scherzare, a noi si erano aggiunti: Hamza un ragazzo marocchino che frequentava il settore maschile della nostra suola, suo cugino Khalid  e Dia un ragazzo senegalese.
Non mi importava di dove fossero, con me erano bravissimi. Molto meglio di quegli italiani con il naso all’insù che avevo incontrato lì.

 Alla mamma dava troppo fastidio vedermi uscire con quei tipi, credeva fossero loro la mia influenza negativa. Non capiva che ero un adolescente complessa, ferita e stavo attraversando i momenti critici di quell’età. 

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3 Commenti

  1. Complimenti Leggi, complimenti davvero.

    A mio giudizio hai scritto un ottimo testo, un’ottima storia che certo, può essere migliorabile ma chi di noi è perfetto?

    Sono sincero, mi è piaciuta davvero tanto e torno a dire, è un maledetto peccato che sia passata in sordina e che pressoché nessuno ha avuto la possibilità di leggerla.

    Spero vivamente in un tuo nuovo racconto, come detto hai un’ottima penna e sono certo che con un po’di allenamento tu possa scrivere un racconto che meriti la classifica di The Incipit e vada anche oltre.

    Come già detto, il mio consiglio è quello di commentare anche le altre storie in modo da creare una rete di legami con gli altri autori, farti notare, chiedere consigli, così da poter dare lettori ai tuoi iscritti.
    Comunque brava sei brava, quindi sono certo che il tuo prossimo racconto possa diventare un vero viaggio per il lettore, brava brava brava!!

  2. Ciao!

    Allora, parto col dire che mi dispiace vedere una storia così bella, sentita e profonda che viene praticamente ignorata da tutti.

    I temi che tratti sono profondi, e a parte qualche errore (che tutti facciamo e che passano decisamente in secondo piano) hai un’ottima capacità di scrittura. Ti faccio quindi i miei complimenti, perché questo racconto e tu come scrittrice meriti più visibilità. Nel mio piccolo tenterò di spingere il tuo racconto affinché anche altri possano leggerlo, l’unico consiglio che mi sento di darti è quello, se ti va ovviamente, di lasciare qualche commento ad altri racconti, così da creare delle interazioni con altri scrittori in modo da dare anche alla tua storia, che per me merita molto, la giusta attenzione!

    Aspetto comunque con ansia il tuo prossimo capitolo! 🙂

    • Innanzitutto devo dirti GRAZIE MILLE.
      Sono nuova da queste parti e non so ancora bene come muovermi, ma sto provando a imparare. Per gli errori, lo so ce ne sono abbastanza, cerco sempre di correggerli anche se mi scappano spesso, per questo ogni segnalazione è accettatissima. Veramente non so come ringraziarti per le bellissime parole spese
      Corro a pubblicare il prossimo capitolo 😍

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