La vita continua più forte di prima

Dove eravamo rimasti?

I personaggi hanno bisogno di.. Più forza (100%)

Capitolo 7

Jenna era bravissima, anche lei siciliana, con un cuore profondo, bassina come me, con le forme nei punti giusti, anche se non si vedeva mai a proprio agio con il suo corpo. Iniziai a volerle bene da subito e si instaurò un rapporto bellissimo, insieme ci prendemmo le prime cotte, le prime vere litigate con i genitori, le prime uscite il sabato sera. Jenna ci presentò sua cugina Sam, era alta magra e bellissima, invidiavo il suo corpo perfetto, i ragazzi le andavano sempre dietro e io volevo essere come lei, purtroppo ero l’opposto, sbadata, bassa e con qualche chilo in più. Anche con Sam nacque una grande amicizia, tra pigiama party, riunioni a casa delle amiche, compiti insieme formammo un bel gruppetto.
 A scuola avevano iniziato a chiamarmi bulla, perché ormai non avevo paura di nessuno e nessuno poteva farmi star male.  Partì tutto quando picchiai una ragazza perché me ne aveva dette di tutti i colori. Mia mamma era davvero stranita da quel comportamento, anche se ero sempre stata un po’ scontrosa, più che altro era perplessa perché anche quando uscivo litigavo con tutti. Una volta una ragazza mi guardò male e io con spavalderia iniziai ad offenderla, così ci prendemmo per i capelli. Un altra volta invece, mentre camminavo tranquilla, una ragazza mi tirò i capelli, ormai si era sparsa la voce, sopratutto dopo la zuffa con la ragazza precedente che era molto famosa in città, una contro cui nessuno voleva mettersi, ma io me ne infischiavo. Così venni alle mani anche con quest’ultima, a cui diedi un calcio e lasciandola a terra.
Non ero Forzuta, anzi ero piccola e minuta, molto bassa, capelli lunghi che mi aiutavano a coprire me stessa che proprio non mi piacevo, ma quando mi arrabbiavo diventavo feroce, tutti i miei rancori li sfogavo così e andavo alzando piano piano quel muro che difronte a me diventava una fortezza. Già dovevo parare tutti i colpi della vita e questo aiutava molto. 

Ogni anno a giugno tornavo in sicilia, tranne quello, dovetti aspettare fino ad agosto per via degli esami di 3° media, riuscii a passarli per un pelo con uno scarsissimo sei. La scuola non era il mio forte, volevo addirittura abbandonarla, perciò mi accontentai, anzi ero più tosto  arrabbiata perché avevo solo un mese di tempo da passare giù e credevo non bastasse. In realtà non sapevo che quella sarebbe stata l’estate più bella della mia vita.

Arrivai di mattina e subito il pomeriggio volevo andare al mare, sii il mio adoratissimo mare. Mi rilassava da morire, mi faceva sognare, quell’aria di salsedine mi entrava nel corpo e mi faceva assaporare la libertà dai dolori e dai turbinii emotivi invernali. Mi sentivo libera come le onde che cavalcano l’oceano, la sabbia sotto ai piedi poi era talmente soffice che sembrava di camminare su un tappeto di piume, mi immaginavo ogni singolo granello che vita ha, Mi ci immedesimavo perché, si mi sentivo come le onde del mare libere e fortissime ,ma anche come un unico e piccolo granellino di sabbia che visto in quell’immensità sembra indistruttibile, invece se lo guardi da solo non ha più un senso, nemmeno lo vedi.

 La prima persona che vidi fu Georgette, ci stringemmo in un lungo abbraccio, ricordandoci di nuovo tutto quello che eravamo, e ricordando a me stessa che quell’amicizia che credevo passeggera, e pensavo sarebbe dovuta finire dopo un mese era ancora lì, solida, dopo un anno di distanza e vite diverse resisteva.
Quell’estate volevo provare di tutto e così iniziai a fumarmi qualche sigaretta, ma dovevate vedermi come sembravo stupida, non ci riuscivo, però percepivo una sorta di piacere, come una specie di liberazione.
I giorni passavano tra mare, serate fuori e giornate in piscina, senza troppi colpi di scena, a parte io che mi rilassavo come non mai. In un batter d’occhio fu già ferragosto, mia zia come ogni anno andava a dormire in spiaggia, io e Georgette decidemmo di aggregarci e non potevamo fare scelta migliore. Fu qualcosa di meraviglioso, nei lidi vicino al nostro piazzamento c’era musica a tutto volume, gente in bikini che si scatenava, schiuma party che impazzavano. Ballammo tutta la notte. Ad un certo punto io e la mia amica ci incamminammo verso gli scogli per fumare qualche sigaretta di nascosto, lì incontrammo alcuni ragazzi, fumavano e bevevano. Ero curiosissima di sapere cosa si provasse ad ubriacarsi ma avevo anche paura di star male o altre cavolate, quindi decisi di non provare, però mi  videro fumare e mi presero in giro scherzosamente, ovviamente né io né Georgette ci riuscivamo così ci spiegarono come fare: “allora, la accendi, tiri il fumo, dai un sospiro e in fine naturalmente butti fuori il fumo”. Beh potete immaginare quella scena, mi stavo per strozzare, mi venne una tosse assurda e quasi non respiravo più. Tutti mi guardavano e ridevano, risi anch’io. Non mi sentivo così spensierata da tempo, quella ragazza era un uragano e mi aveva fatto dimenticare tutti i problemi.

I ragazzi che avevamo conosciuto si chiamavano Poul, Lucy e Jonn.

C'è amore in vista tra...

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3 Commenti

  • Complimenti Leggi, complimenti davvero.

    A mio giudizio hai scritto un ottimo testo, un’ottima storia che certo, può essere migliorabile ma chi di noi è perfetto?

    Sono sincero, mi è piaciuta davvero tanto e torno a dire, è un maledetto peccato che sia passata in sordina e che pressoché nessuno ha avuto la possibilità di leggerla.

    Spero vivamente in un tuo nuovo racconto, come detto hai un’ottima penna e sono certo che con un po’di allenamento tu possa scrivere un racconto che meriti la classifica di The Incipit e vada anche oltre.

    Come già detto, il mio consiglio è quello di commentare anche le altre storie in modo da creare una rete di legami con gli altri autori, farti notare, chiedere consigli, così da poter dare lettori ai tuoi iscritti.
    Comunque brava sei brava, quindi sono certo che il tuo prossimo racconto possa diventare un vero viaggio per il lettore, brava brava brava!!

  • Ciao!

    Allora, parto col dire che mi dispiace vedere una storia così bella, sentita e profonda che viene praticamente ignorata da tutti.

    I temi che tratti sono profondi, e a parte qualche errore (che tutti facciamo e che passano decisamente in secondo piano) hai un’ottima capacità di scrittura. Ti faccio quindi i miei complimenti, perché questo racconto e tu come scrittrice meriti più visibilità. Nel mio piccolo tenterò di spingere il tuo racconto affinché anche altri possano leggerlo, l’unico consiglio che mi sento di darti è quello, se ti va ovviamente, di lasciare qualche commento ad altri racconti, così da creare delle interazioni con altri scrittori in modo da dare anche alla tua storia, che per me merita molto, la giusta attenzione!

    Aspetto comunque con ansia il tuo prossimo capitolo! 🙂

    • Innanzitutto devo dirti GRAZIE MILLE.
      Sono nuova da queste parti e non so ancora bene come muovermi, ma sto provando a imparare. Per gli errori, lo so ce ne sono abbastanza, cerco sempre di correggerli anche se mi scappano spesso, per questo ogni segnalazione è accettatissima. Veramente non so come ringraziarti per le bellissime parole spese
      Corro a pubblicare il prossimo capitolo 😍

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