L’amore non ha gradi di parentela

Non ti avrei mai riconosciuta

Maggio 2013

Il sole picchiava forte sul vialetto della nuova casa in Via degli artisti. Luisa e i suoi genitori stavano aspettando sotto un alberello che regalava un’ombra risicata e la loro stanchezza dopo un viaggio di 4 ore si stava facendo sentire appieno.

Luisa si guardò intorno. Non si ricordava un granchè del luogo dove si stavano ritrasferendo. Aveva ormai 19 anni, quasi 20, e l’ultima volta che vide l’appartamento della bifamiliare dove aveva abitato con i suoi genitori fu quando aveva circa 6 anni, quando si trasferirono in una grande città del nord a causa del lavoro di suo padre. Terminate le superiori, i suoi decisero di ritornare nella loro cittadina natale, immersa nella campagna umbra. Avrebbe frequentato l’università nel capoluogo umbro e i suoi genitori avrebbero finalmente aperto l’attività che sognavano da anni.

Stavano ancora in attesa dello zio Paolo e della sua compagna Adele, doveva infatti dare loro le chiavi del loro appartamento, dal momento che le teneva lui in custodia. “Aveva detto che sarebbero stati qui per le 14.30… è più di un’ora che aspettiamo” disse suo padre Nicola, “quanto ci vuole a tuo fratello per tornare da Perugia?”. Sua madre Barbara rispose un po’ stizzita: “Gli orari per Paolo e Adele sono sempre un problema… ora lo richiamo!”. Ma non fece in tempo a sbloccare il cellulare che arrivò una Fiat Punto all’ingresso del vialetto. Luisa non si mosse dall’ombra. I jeans aderenti e la maglia a manica lunga la stavano facendo sudare all’impazzata e non vedeva l’ora di farsi una doccia.

I suoi genitori andarono incontro allo zio e alla compagna, che scesero dalla macchina e si salutarono calorosamente. Lo zio Paolo, fratellastro minore di sua madre da parte di padre, era un uomo alto, grosso, dalle spalle e il torace imponenti. La camicia bianca era slacciata e si intravedeva una parte di torace e la muscolatura imponente faceva capolino dal tessuto in tensione, mentre i pantaloni chiari aderivano sui fianchi e sembravano abbracciare la sua virilità. Il cuore di Luisa mancò di un battito, per poi ripartire affannosamente insieme al suo respiro. Erano anni che non lo vedeva. Non si frequentava molto con sua madre, inoltre, che lei si ricordasse, lo zio aveva trascorso molti anni all’estero. Era tornato nella sua cittadina di origine non da molto. Non se lo ricordava così… un calore la pervase e immagini non troppo innocenti si insinuarono nella sua mente, un corpo nudo e un respiro ansimante le facevano assaporare attimi di piacere. Chissà come sarebbe stato slacciargli la camicia e farsi avvolgere da quel torace ampio mentre i virili fianchi si appoggiavano ai suoi… una goccia di sudore le scivolò tra i seni mentre scacciava quei pensieri osceni. Ok, era da tanto che non scopava. Per farsi i filmini sullo zio significava che stava proprio messa male. Comunque si staccò dall’albero e andò a salutarli.

……

Paolo era arrabbiato nero con sua moglie. Guidava rabbiosamente e all’impazzata per le strade trafficate mentre lei stava ancora insultandolo e ciancicando parole insensate. “Sei uno stronzo!” gridava Adele “Possibile che devi guardare il culo a ogni ragazza che incontri?? Mi hai rotto le palle… L’hai squadrata per bene quella troia! Te la saresti voluta fare, vero? Rispetto per me zero!” e altre rimostranze che fecero uscire dai gangheri Paolo, il quale dovette fermare la macchina al lato della strada. “Adesso mi hai rotto i coglioni con questa gelosia del cazzo! Se tu ti fai film mentali perchè sei una pazza esaurita vai a farti curare! Ma da uno bravo! Adesso o te la pianti e ti convinci che NON è successo e Non succederà nulla con nessuna disgraziata che incroci per strada, oppure scendi dalla macchina e torni a piedi! Così ti sbollenti! Barbara e Nicola stanno aspettando da un secolo!”

Adele dovette inghiottire le altre parole rabbiose, si girò dall’altra parte in ostinato se rancoroso silenzio mentre Paolo ingranò la prima e ripartì . Ma possibile che ad ogni uscita doveva sorbettarsi queste scenate isteriche? Aveva trattato quella commessa in modo vergognoso. Sì, una bella occhiata gliel’aveva data mentre Adele stava nel camerino. Aveva un culo che parlava, ma lì era finita. 

La guardò e si chiese se in 10 anni che stavano insieme avessero mai passato una giornata intera senza ripicche, scenate, recriminazioni e simili. Aveva 33 anni, il pensiero che negli anni a venire sarebbe stato sempre così…

Ma ecco il vialetto della loro casa. Sua sorella e suo marito sarebbero tornati a vivere nell’appartamento di sopra, mentre lui e Adele stavano in quello di sotto. Il loro padre sarebbe stato contento. Notò una figura sotto l’albero, forse era Luisa ma era nascosta dalla penombra, non si vedeva bene. Mi sa che le ultime foto che aveva visto di lei risalivano a un bel po’ di tempo fa… ridicolo, con i social moderni.

Salutò sua sorella e suo cognato e Luisa si avvicinò a loro… “Ciao, ti ricordi di me?” Paolo era esterrefatto. “Non ti avrei mai riconosciuta!”

Segue

Ammetteranno di desiderarsi?

  • Adele scoprirà tutto (0%)
    0
  • No, succederà nei prossimi episodi (67%)
    67
  • Si, immediatamente (33%)
    33
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26 Commenti

  1. Ciao Cristina,
    l’incipit di questa storia mi ha molto incuriosita e ho deciso di leggerla tutta. La trama è molto promettente e, a parte qualche refuso qua e la, è scritta bene e invoglia il lettore a saperne di più.
    Vorrei però farti un paio di appunti, per farti capire il mio punto di vista rispetto al racconto.

    Mii ha dato parecchio fastidio -perdonami se risulto bacchettona- il riferirsi a Federica come la “nasona”, mettendo in evidenza per tutto il capitolo questo suo difetto fisico. Evidenziare e sminuire le persone (soprattutto le donne) per qualcosa che sono e non hanno scelto di essere è un atteggiamento che cerco sempre di combattere nella vita reale, quanto in ciò che leggo. Si può rimarcare la gelosia in tanti modi e trovo che questo poteva essere evitato.

    Scorrendo i commenti ho letto che hai volutamente evitato di approfondire la psicologia dei personaggi, e capisco che all’inizio di questo racconto, con la sola attrazione fisica in gioco tra i due personaggi, non ce n’era alcun bisogno. Diventa un problema, invece, quando dici al lettore che i due personaggi evitano di incontrarsi, non si parlano mai, non si frequentano neppure ma si innamorano senza mai veramente conoscersi. Come la mera attrazione fisica sfociare nell’amore? E se, invece può, come ci si arriva? Non approfondire la psicologia dei personaggi, a mio parere, ha tolto molto carattere alla storia. Questa problematica viene fuori anche nell’ultima domanda che poni a noi lettori: le reazioni che hai pensato Luisa potrebbe avere, sarebbero tutte e tre troppo forti, soprattutto la crisi nervosa e il tentato suicidio. Avresti dovuto dare una solida base e una forte conoscenza del personaggio per approfondire queste tematiche, per questo io opto per la fuga all’estero.

    Spero che le mie considerazioni possano esserti utili, la mia non vuole essere una critica sterile. A presto!

    • Ti ringrazio moltissimo per i tuoi suggerimenti, che ovviamente terrò in conto come bene prezioso.
      Risponderò in ordine di punti, ma prima vorrei farti una piccola premessa.
      Questo racconto è nato praticamente per gioco, da un’idea. Non aveva nemmeno una vera struttura, ma poi mi ha preso e sono andata avanti.

      Federica la “nasona”. Mi sono sentita in colpa fino ad un certo punto a sminuire la ragazza in questione per il suo “difetto” fisico, ma ho rinunciato al politically correct perchè siamo esseri umani, con tutti i nostri pregi e difetti, e se Federica ha il “difetto” del naso, Luisa ha il “difetto” di sminuirla. Inoltre, quando una donna innamorata e gelosa, purtroppo lo fa. Anche io cerco di combatterlo, ma in questo caso è la protagonista a parlare e, in quanto gelosa e arrabbiata, anche se avesse avuto di fronte Miss Mondo, probabilmente le avrei fatto trovare un altro difetto fisico, visto che ha solo quegli elementi su cui basarsi e confrontarsi. E’ sbagliato? Certo che lo è.

      Mi sono accorta effettivamente che era ormai troppo tardi per sviluppare una vera e propria storia d’amore con episodi che lo testimoniano, me ne sono accorta dopo che ho scritto il secondo capitolo. In pratica non ho iniziato “bene” come avrei voluto e oramai non potevo riassumerlo in soli 5000 caratteri. Dovevo andare avanti con la storia ormai.
      Infatti in parallelo ho riscritto daccapo il libro completo dove i personaggi e la linea generale è simile, cambiano i contesti e un po’ gli eventi, che ha ricevuto riscontro positivo presso una casa editrice e me lo pubblicheranno.
      In questo caso è un vero e proprio amore a prima vista e non ho approfondito purtroppo la conoscenza tra i due, dando “per scontato” che incontrarsi tutti i giorni nel pianerottolo di casa e la relativa frequentazione in quanto vicini di casa e parenti con tutto ciò che ne consegue, abbia favorito la loro conoscenza tra i due e infine l’innamoramento.

      La scelta finale è per forza forte. C’è innanzitutto un punto di rottura. Luisa è cresciuta e deve fare una scelta dolorosa. Ovvero: sei figlia unica in una famiglia “normale”, comune, dove sei coccolata e allo stesso tempo stai conoscendo e ascoltando il tuo corpo. Provi il piacere che ti da il sesso, e l’uomo che ti fa provare questo piacere è purtroppo un parente. Allora cosa fai? All’inizio lo neghi. Ti vergogni pure. Cioè, ti dai piacere pensando a un parente? Da matti!
      Ma poi ti accorgi che lui ti piace proprio. Il suo odore, la sua voce, il suo modo di fare… Ti innamori. E’ chimica. Ti senti legata. Quando ti innamori non guardi più in faccia a nessuno.
      Nemmeno te ne frega più niente se lui (o lei) è imparentato con te.
      Ma tu sai che questo amore non è accettato nè dalla famiglia, nè dalla società. Ma tu vuoi lui/lei.
      Come la risolvi?
      In Italia l’incesto è illegale. Dal 2016, ti puoi sposare con un cugino. Con uno zio ti ci vuole una dispensa dal tribunale per sposarti. Quindi, se i due vogliono stare insieme, in Italia non si potrebbe. Se qualcuno ti denuncia, rischi il carcere.
      I genitori, ovviamente, non avranno una reazione felice. Luisa deve dire addio al mondo dell’infanzia per gettarsi in una storia che non le darà sicuramente nessuna garanzia che funzionerà per sempre (come tutte le storie). Se tenterà il suicidio sarà perchè la reazione dei suoi sarà più che terribile, non dipenderà da lui.

      Io ti ringrazio tantissimo per i tuoi suggerimenti. Ripeto, sono partita male e mi è arrivata troppo tardi l’idea di come impostarlo meglio. Ma i vostri consigli son stati veramente edificanti!

  2. I mean…dovrà affrontare i genitori, ma poi ci dai tre opzioni di fuga.
    Non sta a me decidere del personaggio di Luisa.
    Diciamo che mi piacerebbe vedere come affronta la cosa (scoglio quasi insormontabile, ma che capita a fagiolo per il ritmo della storia). Alla fine ho scelto il tentato suicidio, più immediato e forte.
    Ancora bravissima 🙂 aspetto con ansia il prossimo capitolo e non dimenticare di passare a trovarmi.

    • Sì. Dovrà affrontare necessariamente i genitori e dovrà combattere se vuole ottenere ciò che desidera. Ma siamo esseri umani e proviamo emozioni. Anche quando lottiamo le proviamo sempre: paura di non farcela, senso di debolezza. La protagonista poi è giovane, significa rinunciare al mondo protetto dell’infanzia, dove i genitori solitamente decidevano (o ci indirizzavano nelle decisioni) per noi e affrontare responsabilità delle propria scelta.

  3. Cavolo, io non so bene cosa farebbe Davide in questo momento: che tipo è, cosa vuole… Non è facile predirre il suo comportamento, ma credo che potrebbe essere alquanto subdolo. In qualche modo vorrei che i due avessero un lieto fine, ma che le conseguenze del loro gesto avessero un certo peso.
    Buona fortuna con la tua pubblicazione e a presto col nuovo capitolo 🙂 ti aspetto!

  4. Posso dire? Questo racconto è pieno di cliché ma.. È scritto benissimo! Si sentono le parlare i personaggi, si capiscono le sequenze, ci sono dei beat ben delineati… Com’è che non ha più incipoints?
    Ci sono due tre cose che non mi sono piaciute, come ad esempio il Ti Amo finale e la didascalia “avranno il primo amplesso”… Cioè, avevo capito sarebbe stato l’acme, mentre arriva al tardo capitolo 7 come fosse un punto di svolta; per questo, voglio vedere come gli fai affrontare le conseguenze e… Voto perché Davide, povero, li scopra.

  5. Direi che parte per un lungo viaggio, magari in un altro continente. La storia è scritta bene, a parte un paio di refusi (come l’apostrofo tra un e un sostantivo maschile). L’approfondimento della psicologia dei personaggi non è particolarmente marcato e mi pare poco credibile che zio e nipote non si facciano particolari remore, ma ho il sospetto che questo racconto non miri tanto alla verosimiglianza… Dico bene?

    • Bravissimo. Sei stato attento. Perdonami per il refuso, sicuramente mi sarà sfuggito perché generalmente sono molto attenta alla grammatica e lo rileggo molte volte (e ogni volta aggiungo qualche modifica) prima di pubblicare, ma purtroppo mi accorgo troppo tardi di errori grossolani quando ormai li ho pubblicati. Dovrò fare più attenzione. Ti dico solo che questa è una semplice bozza, appunti, idee che viaggiano in parallelo a un romanzo che sto scrivendo per la prima volta nella mia vita, ma che sta lì in attesa da molti anni. E siccome questo racconto è partito come una bozza, purtroppo o per fortuna, non è semplice abbinarlo allo spirito e alle linee guida di The Incipit, il cui scopo è intrattenere il lettore con racconti in cui poi loro possano sceglierne il finale, rendendoli partecipi diversamente da un libro scritto.
      La psicologia dei personaggi qui non è assolutamente approfondita in quasi nessun dettaglio puramente per questioni di spazio, di conseguenza le remore, dubbi e crisi di coscienza sono appena accennate. Ho voluto dare spazio, sempre per puro intrattenimento, a voci e fantasie diverse dalle solite, storie vere o fantasie che, ho potuto constatare tramite forum e articoli vari, tantissime persone stanno vivendo in prima persona. Le relazioni ,o per la maggior parte flirt, tra parenti (maggiormente tra cugini in verità) sono molto più diffuse di quel che si pensasse.
      Sono contenta che hai saputo coglierne l’abbozzo. L’esperimento di un contorno ben più complesso e articolato. Se poi ti interessa leggerne il romanzo completo sarò felice di inviartene una copia, una volta terminato di scrivere. E ovviamente a titolo completamente gratuito. Sempre considerando che per me questo è un’esperimento personale. Ringrazio calorosamente tutti per i consigli e pensieri, per me sono molto preziosi.

      • Conosco benissimo il problema di TI, motivo per cui l’ho abbandonato diversi anni fa e vi ho fatto ritorno da una settimana soltanto. Avevo pensato anch’io di usarlo per vedere dove sarebbero andate a finire altre storie che ho scritto se avessi fatto scegliere ai lettori, ma alla fine ho desistito e ho preferito scrivere una storia fatta apposta per questa piattaforma…

        • Esatto. infatti sto adattando la mia idea al sito. i primi 2 episodi poi sono stati scritti proprio di getto, senza tanto guardare lo stile e la forma. poi il romanzo mi entrato nel sangue e viaggia su un altro binario percorrendo tratti di strada simili ma dal percorso totalmente differente. Mi rendo conto appieno del lavoro che c’è dietro. Purtroppo dal mio pc non riesco a leggere gli altri racconti e non so perchè. Non appena clicco su un racconto (compreso il mio) mi da “errore di caricamento pagina”. Se riesco provo a leggerli dal cellulare, ma comunque è un sito interessante.
          Grazie ancora per il tuo commento. Ogni dettaglio e consiglio lo valuto attentamente!

  6. Ciao!
    Sei molto brava a scrivere e posso dire che il racconto si legge meglio di capitolo in capitolo.
    La trama è intrigante e forse proibita, ma è proprio questa caratteristica a rendere interessante il racconto. Continuerò a leggerti, sei brava e interessante 🙂
    Se vuoi passa da me, siamo sullo stesso genere!

  7. Wow non male !
    La passione carnale, come quella più spirituale, non hanno legami di sangue che tengano.

    Non trovo sia semplice creare un racconto erotico, eppure i tasselli che hai messo mi piacciono molto, per chi seguo molto volentieri la tua storia!

    Mi raccomando, non scoprire subito le carte, magari bruciando le tappe, lascia che il tuo racconto, come l’eros, venga svelato pian piano!
    In ogni caso bravissima!

  8. Ti sei andata ad impelagare su un romanzo pericoloso.

    Per quanto mi riguarda, l’eros è difficile. Accendi pian piano la passione, seppur proibita, dacci mordente.

    Ovviamente ti seguo: non deludermi 🙂 Sono arrogante, è vero, ma è una buona scuola quello erotico. 🙂

    Se ne esci, sarai sicuramente vincitrice. Un bacio :*

      • Guarda ,io ti dico ovviamente divertiti …

        Personalmente non reputo utile le parolacce all’eros. Forse a certi livelli ma neanche tanto …

        Introduci pian piano. Lascia parlare la storia. Anche io ero e sono un maniaco descrittivo ma ci sono certi elementi che ti accorgerai nel tempo che sono inutili. Fanno spazio e, davvero, giovano ben poco alla storia. Meglio usare una virgola in più, per esempio. O un punto. Ed evitare di ripetersi.

        Io me ne sono accorto appena un mese fa. E sinceramente, ne ho giovato moltissimo.

        • Riguardo alle parolacce infatti, rileggendo, non mi convincono molto. Ho provato ad introdurle ma…boh? Personalmente leggo moltissimo e molti stili diversi quindi non ho una precisa idea di quale stile mi si confa meglio. Scrivendo e scrivendo, la storia pian piano verrà fuori e spero che le mie capacità migliorino ogni volta. Ovviamente è tutto sperimentale e ludico! Grazie ancora per i preziosi consigli che seguirò senza dubbio… Spero domani di poter aggiungere un altro capitolo.

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