L’amore non ha gradi di parentela

Dove eravamo rimasti?

Paolo è sconvolto da ciò che è successo e tenterà di starle lontano, quindi... Tenterà di dimenticarla con un'altra (67%)

Tra le braccia della rossa

La mattina dopo Paolo si svegliò con un terribile mal di testa, come non gli accadeva da anni. Non avrebbe dovuto attaccarsi alla bottiglia di quel liquore scadente. Lo squillo del telefono ebbe ancora meno pietà, rimbombando nella testa come un martello pneumatico.

«Pronto…?»

«Amico mio carissimo! Non ci vediamo da un pezzo, vero?» disse una voce amichevole dall’altro capo del telefono.

«Gigi! Ciao! Che piacere sentirti! Che mi dici di bello?» chiese Paolo tenendo una mano sulla fronte per impedire che questa girasse. L’aveva fatta grossa, dopotutto. Era il minimo, questo.

«Ma non me lo dici che sei tornato libero e felice come un fringuello?  Ascolta, ciccio. mi capiti a fagiolo. La cugina di mia moglie, Federica, è in cerca di una nuova amicizia…non so se mi spiego!»

Paolo capì forte e chiaro: «Ok, quindi?»

«Quindi, carissimo…ci vediamo stasera al pub. Alle 22:00 in punto!» disse Gigi implacabile.

Paolo riattaccò. In fondo perché no? Era ora di reagire.

Le due coppie si accomodarono al lungo tavolo di legno, l’allegra atmosfera nordica si poteva respirare nella musica soffusa dagli altoparlanti e nei verdi stemmi sparsi qua e là. Federica, una rossa dagli occhi allungati dall’eye-liner, si accomodò con fare sorridente accanto a Paolo.

Non era brutta. Un po’ bassina forse. E con il naso aquilino alla Maria Callas. Ma nell’insieme era carina. Luisa però… Basta con Luisa. Si disse Paolo.

«Allora…» disse Paolo

«Allora…» rispose Federica sorridendogli apertamente.

L’imbarazzo fu scemato da Gigi, che, sollevando il boccale, fece un brindisi a una lunga e duratura amicizia. Detto questo ammiccò smaccatamente verso i due. Paolo rispose con un’occhiata accigliata. Era un’uscita a quattro, mica un fidanzamento. Federica rise simpaticamente, tirò in dentro la schiena mettendo in mostra con nonchalance il seno e si sistemò i capelli  da un lato. Se non fosse stato per il naso…

Ad un tratto la porta del locale si aprì e apparve lei. Proprio lei. Tra tutti i posti proprio lì. Quel vestito che aveva addosso sarebbe stato un piacere sfilarglielo. Sexy da impazzire. E quello doveva essere sicuramente il suo bello. Forse glielo avrebbe sfilato lui più tardi.

Represse un moto di violenta gelosia, si girò e iniziò a ridere e chiacchierare con Federica. Non avrebbe permesso che la sua infatuazione (perché questo doveva essere, non c’erano altre spiegazioni) si tramutasse in una rovina.

Ordinò un’altra birra. Lei l’aveva visto, se n’era accorto. Ma non dava segni che fosse turbata dalla sua presenza. Meglio così. Quella birra era super e Gigi lo stava facendo morire dalle risate. Si stava divertendo un mondo.

.

Mannaggia la miseria. Proprio lì doveva incontrarlo. E proprio con Davide! Fece finta di non averlo visto, anche se non poté fare a meno di dare un’occhiata alla strega nasona seduta vicino a lui.

«Amore, ordiniamo una birra?» domandò Davide sfogliando il menu.

«Mh.» mugolò Luisa girando le pagine freneticamente.

«Mh, cosa?» chiese Davide, perplesso.

Luisa stava ripensando al bacio della sera prima. Non aveva mai provato un’emozione come quella. Sentiva ancora un fuoco nel ventre e se avesse potuto, avrebbe preso per i capelli quella lì e…

E cosa? Aveva tutto il diritto di essere lì. Più diritto di lei. Presa da gelosia e malinconia, ordinò un superalcolico, di fronte ad uno sbigottito Davide.

«Mi va, è tanto che non prendo qualcosa di un po’ più forte.»

.

Paolo cominciava a vederci strano. E soprattutto Gigi lo faceva troppo ridere. Federica si era accostata più vicina a lui e gli aveva messo una mano su una coscia, mentre si sbellicava agli aneddoti del loro amico. Non aveva mai girato lo sguardo, anche se riusciva a vederla bene con la coda nell’occhio. Quel deficiente l’aveva abbracciata e si stava permettendo di sbaciucchiarla. Ebbene, che si sbaciucchiasse pure.

Mise un braccio attorno alle spalle di Federica e bevve ancora. Stavolta aveva ordinato un drink strano. Come si chiamava?

«Ehi, ti va di accompagnarmi fuori? Mi accendo una sigaretta.» propose ad un certo punto Federica, suadente.

Paolo accettò e sia alzò dal tavolo cercando di fermare tutto ciò che stava girando intorno a lui. Dov’era Luisa adesso? Ah sì, stava in fila alla cassa. Quanto era bella. E quel vestito aderente la fasciava come una sirena.

Usciti fuori dal locale, la donna si accese la sigaretta e si accostò a lui. Perché lo guardava con quegli occhi da pesce lesso? Per quanto lo riguardava doveva ancora cercare di capire dov’era di preciso. Vedeva ancora tutto annebbiato. Ad un certo punto, lei buttò la cicca e si avvinghiò a lui e lo fece chinare verso di lei per baciarlo. Sentì un sapore sgradevole di fumo e alcol sulle labbra di lei e ci mise un po’a realizzare che gli stava infilando la lingua in bocca. Caspita. Dritta al sodo. Non era come quello della sera prima.

Stava ancora incollato alla labbra di lei, quando si trovò dritto di fronte a lui Luisa che li stava guardando con occhi sbarrati…

Luisa vede i due amoreggiare e ci rimane malissimo. Nel prossimo episodio...

  • litiga con Davide e lo lascia (0%)
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  • ha un battibecco con Federica (0%)
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  • si ubriaca anche lei e viene salvata da Paolo dalle avances di un tipo (100%)
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15 Commenti

  1. Direi che parte per un lungo viaggio, magari in un altro continente. La storia è scritta bene, a parte un paio di refusi (come l’apostrofo tra un e un sostantivo maschile). L’approfondimento della psicologia dei personaggi non è particolarmente marcato e mi pare poco credibile che zio e nipote non si facciano particolari remore, ma ho il sospetto che questo racconto non miri tanto alla verosimiglianza… Dico bene?

    • Bravissimo. Sei stato attento. Perdonami per il refuso, sicuramente mi sarà sfuggito perché generalmente sono molto attenta alla grammatica e lo rileggo molte volte (e ogni volta aggiungo qualche modifica) prima di pubblicare, ma purtroppo mi accorgo troppo tardi di errori grossolani quando ormai li ho pubblicati. Dovrò fare più attenzione. Ti dico solo che questa è una semplice bozza, appunti, idee che viaggiano in parallelo a un romanzo che sto scrivendo per la prima volta nella mia vita, ma che sta lì in attesa da molti anni. E siccome questo racconto è partito come una bozza, purtroppo o per fortuna, non è semplice abbinarlo allo spirito e alle linee guida di The Incipit, il cui scopo è intrattenere il lettore con racconti in cui poi loro possano sceglierne il finale, rendendoli partecipi diversamente da un libro scritto.
      La psicologia dei personaggi qui non è assolutamente approfondita in quasi nessun dettaglio puramente per questioni di spazio, di conseguenza le remore, dubbi e crisi di coscienza sono appena accennate. Ho voluto dare spazio, sempre per puro intrattenimento, a voci e fantasie diverse dalle solite, storie vere o fantasie che, ho potuto constatare tramite forum e articoli vari, tantissime persone stanno vivendo in prima persona. Le relazioni ,o per la maggior parte flirt, tra parenti (maggiormente tra cugini in verità) sono molto più diffuse di quel che si pensasse.
      Sono contenta che hai saputo coglierne l’abbozzo. L’esperimento di un contorno ben più complesso e articolato. Se poi ti interessa leggerne il romanzo completo sarò felice di inviartene una copia, una volta terminato di scrivere. E ovviamente a titolo completamente gratuito. Sempre considerando che per me questo è un’esperimento personale. Ringrazio calorosamente tutti per i consigli e pensieri, per me sono molto preziosi.

      • Conosco benissimo il problema di TI, motivo per cui l’ho abbandonato diversi anni fa e vi ho fatto ritorno da una settimana soltanto. Avevo pensato anch’io di usarlo per vedere dove sarebbero andate a finire altre storie che ho scritto se avessi fatto scegliere ai lettori, ma alla fine ho desistito e ho preferito scrivere una storia fatta apposta per questa piattaforma…

        • Esatto. infatti sto adattando la mia idea al sito. i primi 2 episodi poi sono stati scritti proprio di getto, senza tanto guardare lo stile e la forma. poi il romanzo mi entrato nel sangue e viaggia su un altro binario percorrendo tratti di strada simili ma dal percorso totalmente differente. Mi rendo conto appieno del lavoro che c’è dietro. Purtroppo dal mio pc non riesco a leggere gli altri racconti e non so perchè. Non appena clicco su un racconto (compreso il mio) mi da “errore di caricamento pagina”. Se riesco provo a leggerli dal cellulare, ma comunque è un sito interessante.
          Grazie ancora per il tuo commento. Ogni dettaglio e consiglio lo valuto attentamente!

  2. Ciao!
    Sei molto brava a scrivere e posso dire che il racconto si legge meglio di capitolo in capitolo.
    La trama è intrigante e forse proibita, ma è proprio questa caratteristica a rendere interessante il racconto. Continuerò a leggerti, sei brava e interessante 🙂
    Se vuoi passa da me, siamo sullo stesso genere!

  3. Wow non male !
    La passione carnale, come quella più spirituale, non hanno legami di sangue che tengano.

    Non trovo sia semplice creare un racconto erotico, eppure i tasselli che hai messo mi piacciono molto, per chi seguo molto volentieri la tua storia!

    Mi raccomando, non scoprire subito le carte, magari bruciando le tappe, lascia che il tuo racconto, come l’eros, venga svelato pian piano!
    In ogni caso bravissima!

  4. Ti sei andata ad impelagare su un romanzo pericoloso.

    Per quanto mi riguarda, l’eros è difficile. Accendi pian piano la passione, seppur proibita, dacci mordente.

    Ovviamente ti seguo: non deludermi 🙂 Sono arrogante, è vero, ma è una buona scuola quello erotico. 🙂

    Se ne esci, sarai sicuramente vincitrice. Un bacio :*

      • Guarda ,io ti dico ovviamente divertiti …

        Personalmente non reputo utile le parolacce all’eros. Forse a certi livelli ma neanche tanto …

        Introduci pian piano. Lascia parlare la storia. Anche io ero e sono un maniaco descrittivo ma ci sono certi elementi che ti accorgerai nel tempo che sono inutili. Fanno spazio e, davvero, giovano ben poco alla storia. Meglio usare una virgola in più, per esempio. O un punto. Ed evitare di ripetersi.

        Io me ne sono accorto appena un mese fa. E sinceramente, ne ho giovato moltissimo.

        • Riguardo alle parolacce infatti, rileggendo, non mi convincono molto. Ho provato ad introdurle ma…boh? Personalmente leggo moltissimo e molti stili diversi quindi non ho una precisa idea di quale stile mi si confa meglio. Scrivendo e scrivendo, la storia pian piano verrà fuori e spero che le mie capacità migliorino ogni volta. Ovviamente è tutto sperimentale e ludico! Grazie ancora per i preziosi consigli che seguirò senza dubbio… Spero domani di poter aggiungere un altro capitolo.

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