L’ultimo secondo

Dove eravamo rimasti?

Diego ricorda un'intuizione avuta in passato riascoltando le parole dell'uomo! La sua mano si tende verso il prossimo nastro, chiedendosi... "Il dottore aveva una fiamma?" (50%)

Sfogo di Vera Flick

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“Ciao. Ti ringrazio infinitamente per esserti offerto di aiutarmi, Mac; credo che se non me lo avessi chiesto tu non avrei mai avuto il coraggio di chiedere aiuto. Coraggio… Forse “istinto”. So che odi la mia semantica, quindi non ti preoccupare, taglio corto: il motivo per cui non voglio una seduta normale è che sarebbe proprio questo, normale. Forse è infantile da parte mia, ma credo che non ci debba essere nulla di normale in questo scambio, tantomeno nell’intera faccenda.

I particolari già li sai, altrimenti non mi avresti offerto aiuto… Non ho idea di chi ti abbia detto tutto, spero un amico, ma tra di noi queste informazioni viaggiano ad una velocità impressionante. Tanto vale dirti la mia versione… E che questa cassetta rimanga tra noi per ora, ok?

Ok…

L’ho inventato io. L’ho teorizzato, l’ho ideato, non gli ho dato il peso che meritava, mi sono detta: “non è poi così rivoluzionario…”. E non lo è, Mac! Continua a non esserlo, probabilmente non lo sarà mai. Di sicuro, però, è utile. Alcuni pazienti si lasciano andare al flusso di coscienza molto più facilmente se questo significa farlo ai propri termini, nei propri spazi. Nemmeno se ne rendono conto e già scavano a fondo soltanto parlando al vuoto. Certo, è indubbiamente vero che non tutti i pazienti interagiscono bene al rapporto indiretto, altri tentano di produrre un discorso premeditato per non far cadere le barriere, ci sono mille incognite!

…Ma resta il fatto che funziona. Funziona molto più di quanto mi aspettassi, ho dovuto scoprirlo di recente; vedi, un mese prima di cominciare i tentativi d’applicazione pratica, ne ho parlato con Karl, quando era tutto ancora poco più che un embrione… Una serie di appunti sparpagliati sulla mia scrivania, capisci? Però gliene ho parlato. Come fosse niente, una conversazione come qualsiasi altra. Mi ha guardata dritta negli occhi sul divano mentre gliene parlavo, stava sorseggiando un bicchiere di vino, e quando ho finito di esporgli l’idea ha persino riso.

Ha riso, Mac. Risi anch’io, mi pareva tutto molto goliardico al tempo… Ed ora siamo qui. Siamo qui, pronti a sentire la presentazione alla comunità medica del Metodo Danese del Dr. Stoppman, che sfrutta i nastri registrati.

Non ci credo neanche per un istante che è solo una voce di corridoio, Mac. So di per certo che vuole farlo, ha sfruttato la mia idea coi suoi pazienti per ben più di quanto abbia potuto sperimentarla io coi miei: me l’ha rubato. Non ho alcun brevetto, non ho alcun modo di provare che è una mia idea! Se mostrassi gli appunti… Non posso mostrare gli appunti, ok?! Non ho mai avuto il tempo di finalizzare una forma definitiva, non è una prova. Sta per diventare una corsa al brevetto, ed io non sono lui. Io non faccio di cognome Stoppman, Mac. HO RISCHIATO DI DIVENTARLO MA-

Scusa, ho alzato la voce, non volevo. Però capisci, ora capisci finalmente in che situazione mi trovo. Non posso continuare a lavorare così, non in questo stato: i miei pazienti che usano le cassette registrate continuano a riportarmi alla mente Karl, non sono più capace di mantenere la calma professionale di cui queste persone hanno bisogno… Hanno bisogno di me, Mac. Mi sento così patetica, ma è così: mi sono affezionata? Non so. Mi sento bene a far loro del bene, ma non credo di essere più capace a sopportare i loro mali, senza prima guarire il mio. Non so nemmeno se quello che dico ha senso, spero di sì.

Ci sono caduta dentro come una cretina, dovrei sapere perfettamente come uscirne, e guardami: ho appoggiato ora il rocchetto dello spago, amo stringerlo intorno alle falangi delle dita, o poco sopra il polso, o il gomito, e sentire il livido formarsi, e il sangue smettere di circolare. Mentre lo faccio penso “ma che sto facendo?”, e continuo. Mac, io non posso fermarmi. Le mie braccia sono ridotte come immagini… Lo sai solo tu. Vesto sempre maglioni abbondanti, apposta.

Quando Karl annuncerà al mondo il Metodo come una sua creazione, non perderò il lavoro, non immediatamente. Forse però perderò me stessa. Perderò il mio ingegno, perderò la mia impronta, finché non scomparirò, e allora di me rimarrà solo un’audiocassetta, registrata col Metodo Danese.

La mia unica colpa è stata fidarmi di qualcuno che amavo. O no, Mac? Spero che saprai aiutarmi presto. Ti consegnerò a mano il nastro.

Karl non può farla franca, non senza che io trovi pace o giustizia.”

E qui si interrompe il nastro.

Aggrottando le sopracciglia pensieroso, Diego fa una piccola pausa, pensando al disegno d'insieme e a come procedere...

  • Fermarsi e ragionare sulle carte già sul tavolo... (50%)
    50
  • Ascoltare un altro paziente di Vera Flick. (50%)
    50
  • Ascoltare un altro paziente di Karl Stoppman. (0%)
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