PICCOLO VIANDANTE

Dove eravamo rimasti?

Come si concluderà questa storia? Andrea salva Michele, e tornerà indietro per aiutare Luca (100%)

QUI DOVRAI AGIRE

Sospeso in aria in mezzo allo spazio assoluto, i cui infiniti margini si estendono senza fine in infiniti punti nel nulla, un febbrile vortice di visioni oscilla pigramente davanti agli occhi di Andrea.
L’uomo può vedere ed ascoltare, sebbene abbia solo una vaga concezione di quello che era il suo corpo materiale. Si sente come etere infuso in una boccia di vetro soffiato. Si sente onnipresente, onnisciente, parte attiva dello spazio.
Una voce permea l’intera dimensione.

Scegli cosa vuoi, adesso.

Il vortice rallenta, le immagini che si susseguono diventano sempre più comprensibili.
Dapprima gli sfila davanti agli occhi la fugace visione di un uomo in giacca e cravatta che corre tra i detriti di abitazioni demolite di un paese fatiscente. Alto nel cielo vi è un finissimo disco argenteo che getta un fascio d’intensa luce blu sul paese.
Poi la visione di una sala interrogatori di una centrale di polizia, due uomini in giacca e cravatta e un ragazzo in lacrime seduto su una grigia sedia di metallo, i polsi stretti dalle manette, le mani poggiate su uno spoglio tavolo – naturalmente anch’esso di metallo – sopra al quale è poggiato un fascicolo.
Uno dei due uomini sbraita in faccia al ragazzo. È tozzo e massiccio, la faccia è rude e spigolosa, gli occhi affossati, la bocca distorta in un’espressione disgustata e arrabbiata; non ha affatto l’aria di essere una persona amichevole

L’altro assiste alla scena con le mani incrociate, appoggiato allo stipite della squallida porta della stanza.
Sembra essere più rilassato, più controllato. Si gira un mazzo di chiavi tra le dita mentre osserva e sembra analizzare con critici occhi di falco l’interrogatorio e ogni singola parola del sospettato.
Il vortice si è quasi fermato.

Alla fine il vortice indugia su un’immagine. Andrea viene pervaso da un’ondata di malessere.
Una strada affollata di macchine. È via Zola, che una decina di metri più avanti, ad un semaforo che in quel momento segna rosso, si incrocia a destra con la Turati, e più avanti a sinistra con la Portuense. Un orologio digitale posto sopra le luci del semaforo segna le 12.00, orario di punta del traffico. In mezzo al fiume di macchine ce n’è una, sulla quale la visuale si ingrandisce, soffermandosi davanti al parabrezza posteriore, attraverso il quale si vede una donna che in procinto di piangere ha appena chiuso una telefonata.
Seduto sul sedile del passeggero vi è un bambino paffuto e dagli occhi azzurri splendenti, folti ricciolini biondi gli ricadono sulla fronte leggermente imperlata di sudore. Fa molto caldo a quell’ora. Il bambino gioca sereno con un elefantino di peluche blu. È sulle sue, sembra essere chiuso nel proprio mondo.
Ed è così: il bambino sta inventando storie, personaggi, eventi.
Ha sentito sua madre dire a sua nonna materna che vuole stare per un po’ lontana da suo marito, lontana dalla loro casa, poiché suo marito lo ha rifatto di nuovo, e questa volta dovrà dargli un ultimatum, per fargli capire che è veramente stufa dei suoi comportamenti egoisti e distruttivi. Sua nonna ha risposto di portare pazienza, di non essere troppo dura con lui. In fin dei conti Andrea sta solo facendo il suo lavoro, si sta uccidendo di lavoro semplicemente per dare a sua moglie e suo figlio una vita migliore di quella che ha avuto lui.
Se dopo il lavoro si ferma al bar a bere un goccio, non è poi la fine del mondo. D’altro canto, chi è che non lo fa? E poi, comunque, lui non è un uomo violento.
Il ragazzino sa benissimo che stanno parlando del suo amato papà.
Sua mamma è sull’orlo delle lacrime, perciò chiude la conversazione, mentre dall’altra parte sua nonna materna continua a parlare.
La visuale si allontana di nuovo, come lo zoom di una telecamera. Adesso inquadra di nuovo la strada e il traffico nella loro interezza. Ci si avvicina all’incrocio, adesso il semaforo è verde.

Qui dovrai agire.

La visuale si avvicina di nuovo all’abitacolo. La donna ha ripreso il telefono in mano. Vuole richiamare sua madre, scusarsi per aver risposto male, farle capire che Andrea non le sta dando più affetto e attenzioni, e che lei si sente frustrata.
Michele continua a giocare con l’elefantino, la sua mente genera fiabe.
Il traffico perde densità, una parte sgorga a destra, consentendo la ripresa del normale flusso stradale. La donna rimane sulla corsia centrale per proseguire in avanti fino alla svolta a sinistra, in via Portuense. Il semaforo è ancora verde. Nel momento in cui lo sorpassa, da un’occhiata tempestiva al telefono, controlla se sua madre l’ha richiamata o se le ha mandato un messaggio.
Si blocca tutto. Il traffico, le macchine, tutto fermo come in una fotografia. L’unica a muoversi è la visuale, che si ridimensiona ad inquadrare l’intera strada.
Poi la fotografia ruota di 360 gradi e si poggia orizzontalmente su un piano invisibile.

Hai ancora dell’Acqua Santa con te?
Sì.
Buttacela sopra.
Va bene.

Continua…

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64 Commenti

    • Eh già, sta piacendo anche a me, tant’è che sicuramente ci sarà un seguito che vedrà coinvolte altre persone in altri viaggi dimensionali.
      E pensare che dopo i primi capitoli volevo abbandonare questa storia, poiché non riuscivo a trovare dei possibili sviluppi…
      E invece!
      Ciao!

    • Mi fa piacere; se devo essere sincero questo capitolo ha molto colpito anche me. Stamattina ero lì che lavavo i piatti dopo aver fatto colazione e pensavo a questa storia e a ciò che sarà il nono e penultimo capitolo, ed ecco che mi vengono fuori degli spunti e delle idee per un seguito. Mi si è aperto un mondo di idee, che ovviamente condividerò con voi.

  • Sembra che con questo capitolo tu voglia mettere un po’ di ordine, l’ho trovato il più “reale” finora.
    Sono curioso di come integrerai il lato religioso che ormai più volte è emerso, spero non risulti in una forzatura!
    Voto per l’ultima opzione, voglio vedere più azione 🙂
    A presto!

  • Devo dire che questo racconto mi ha confuso non poco, ma in senso buono! Mi ricorda un po’ le atmosfere di Inception, e a volte traspare una forte angoscia che quasi lo fa sembrare un thriller. Poi quando ho letto “elefante blu” la mia testa è letteralmente scoppiata 🙂
    Devo ammettere che più che la trama in sé, mi affascina lo stile e l’atmosfera che riesci a creare.
    Continua così, a presto!

  • Ciao Sky,
    rieccoti qui con un nuovo episodio. Ho votato stamattina ma non ho avuto modo di commentare e mi unisco a Red per dirti che nemmeno io mi aspettavo questa rivelazione mistica. Sempre più onirico questo racconto, io ho votato per l’uomo nero e credo proprio di sapere chi sia, a questo punto.
    A presto

  • Capitolo 5: incontreranno il dottore.

    Se devo essere sincero, la rivelazione mistica non me l’aspettavo.

    C’è una cosa che non ho capito di tutto il discorso: l’uomo parla di un lui, da cui si nasconde ma che ha permesso ad Andrea di essere qui. Poi parla di un Fred. Non si riesce mai a capire quando parla del Lui che ha salvato Andrea, del Dottore o se di un altro personaggio…

    Ciao 🙂
    PS: domani parto per le vacanze: ci leggiamo al mio ritorno (e non sparire 😛 ) 😀

    • Ah, daje! Dove vai di bello? Purtroppo si è rotto il portatile e sono sparito per un po’! Ora sto cercando di scrivere con il telefono, sperando che me lo riparino il prima possibile! Comunque, no no, non sparirò di nuovo, promesso! Ascolta ho cominciato una nuova storia: IL FILO D’ARGENTO. Dagli un’occhiata, famme sapé che ne pensi se vuoi. Ovviamente non è per avere l’incipit, è per avere un’opinione. Sai che non me interessa più di tanto degli incipit, ma Piuttosto delle opinioni. Riguardo alla storia, sì questa confusione e questo mistero sono assolutamente voluti. Se vedi tra le tre opzioni, si potrebbe ipotizzare anche che l’uomo nero sia il diavolo, e che il tizio che sta aiutando Andrea si stia nascondendo proprio da lui. Al prossimo, e buona vacanza!

  • Ciao Sky walker.
    A parte i troppi aggettivi, trovo la storia interessante e, come dice Lorenzo, onirica. Pare tutto frutto del sogno agitato di un uomo disperato e la cosa risulta piacevole, nonostante non abbia un filo logico (ma i sogni non ce l’hanno).
    Voto per un personaggio nuovo, mi piacciono i personaggi e i tuoi sono interessanti.
    Ci rivediamo al nuovo episodio.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Sì, essendo una dimensione onirica, ho voluto descrivere eventi, personaggi, che non rientrano assolutamente nella razionalità della realtà che conosciamo.
      Per gli aggettivi, sì, esattamente, ne ho messi molti, soprattutto nel primo capitolo. Questo perché l’incipit lo scrissi, di getto, ” A sentimento “, pensando a una vicenda dura, triste ( un incidente d’auto in cui sono coinvolti una madre e il suo bambino) , un’ idea che mi rattristava e destabilizzava.
      Poi, nei seguenti capitoli quindi, ho deciso di seguire la linea emotiva del primo.

  • Il nero.
    Sky, ho letto affascinata il tuo fantasy. Non saprei davvero in che categoria collocarlo perché non ho mai letto nulla di simile. È una storia fiabesca che non è una fiaba perché troppo reale, che non è un racconto normale perché è fantasy.
    Aspetto il prossimo capitolo e se vorrai aspetto te nella mia storia.
    A presto!

    • Ciao, Trix, so sempre io, quello dell’altra storia, quella de Federico il mutante di tor bella 🤣 Su questa piattaforma ho diversi profili, poiché purtroppo non si possono pubblicare più storie in contemporanea con un solo profilo, e io invento storie di continuo, e quando mi vengono in mente devo scriverle.
      Sì, non ho assolutamente saputo dare una categoria esatta a questo racconto, e non so dargliela tutt’ora.
      Ma l’importante è che piaccia, che appassioni, che poi è lo scopo principale di ogni storia. Lo scopo di una storia, in sé per sé, è scavare nel sentimento, di qualsiasi genere esso possa essere.
      Sì, leggerò il tuo racconto e ti dirò cosa ne penso.

      • Ah ecco! Ho letto quella e questa storia una dopo l’altra e, in effetti, notavo qualche somiglianza nello stile. Ora mi è tutto chiaro!
        Sì, il genere non è assolutamente importante, però credo che tu con questa storia ne abbia inventato uno nuovo 😛

        A presto!

  • Più che un racconto fantasy questo mi sembra sempre più un racconto surreale/onirico, il che la trovo una cosa positiva che mi sta piacendo! All’inizio non mi convinceva molto l’idea del combattimento, però devo dire che rimane ben scritto e in ogni caso occupa solo una breve parte del capitolo, mentre il resto mi è piaciuto molto come sempre. Voto per un altro personaggio, visto che sia l’uomo nero sia i fratelli erano impegnati nello scontro!

    • Sì, in effetti, questo è. È stata un’idea buttata giù sul momento, e sin da subito è stato difficile da gestire, in un contesto, appunto, fantasy. Di solito ho già delle idee abbastanza delineate quando scrivo un racconto, ma qui ragazzi ho bisogno proprio del vostro aiuto 😄… Grazie per essere passato, al prossimo capitolo!

  • In questo capitolo sembra di stare realmente nella dimensione onirica. Molto ben scritto!
    Scelgo il nuovo personaggio perché in base a come sono andati gli eventi mi sembra più logico anche se in questa realtà non c’è realmente una logica, giusto?

  • Devo dire che questo non sembra proprio l’incipit di un racconto fantasy, se non forse nel finale, ma per me questa è una cosa positiva visto che apprezzo chi affronta i generi in maniera non convenzionale. Poi è interessante, ben scritto e pieno di immagini vivide e chiare, come per esempio quella dei soccorritori, per cui non posso fare altro che seguirti. Voto per il figlio che non c’è più!

  • Quindi il bambino è figlio del tizio che cammina sul sentiero, eh? Questo primo capitolo mi pare intrigante, soprattutto perché genera tanti interrogativi nel lettore. Io dico che l’uomo arriva sulla spiaggia, ma non trova il bambino.

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