PICCOLO VIANDANTE

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà? I due fratelli ingaggeranno un combattimento con l'uomo in impermeabile nero (67%)

L’UOMO NERO

« Mich…» quella parola uscì strozzata dalla bocca di Andrea. Stupefatto, totalmente incredulo, sprofondò in ginocchio nella sabbia, una mano tesa verso il bambino, calde lacrime che gli attraversavano le gote.
I due fratelli erano di fianco a lui, si erano fermati anche loro. I loro sguardi, dapprima sereni, adesso erano divenuti cupi, impetuosamente puntati addosso all’uomo vestito di nero.
« Non avvicinarti, Andrea », lo avvertì uno dei due fratelli, quello leggermente più muscoloso.
« Rimani indietro » aggiunse l’altro.
« Io…ho fatto una promessa…»

I due fratelli fecero qualche passo avanti, mentre Andrea rimase con le ginocchia nella sabbia calda, folgorato da un’aliena sensazione di impotenza. Stringeva la sabbia nelle mani, sentiva le lacrime che evaporavano sotto il sole, lasciandogli sulla faccia solo il sale, che bruciava, corrodeva.

L’uomo vestito di nero avanzò verso i fratelli.
« Sapete bene chi sono, e siete perfettamente a conoscenza del mio compito. Vi chiedo di non intralciarmi.» Era una voce così lieve, appena percettibile, pacata, ben posata nello scandire ogni singola parola.

« Ma tu chi sei? » domandò allora Andrea, sempre più impietrito, incapace di avanzare verso suo figlio.
Sotto il sole cocente, nel frattempo, qualcosa ondulava nell’aria. Andrea notò un tremolio sui corpi lucidi e perfetti dei due ragazzi, ma solo dopo avrebbe avuto l’incredula consapevolezza di ciò che stava accadendo.

L’uomo vestito di nero non si scompose; immobile, sembrava che nemmeno respirasse.
«Devo portalo via, via da questo intermezzo.»
Quella voce così calma, sospinta con pazienza attraverso quel velo nero, sembrava un essere a sé stante, totalmente separato dall’uomo dal quale fuoriusciva.
«No… lui…mi stai dicendo che è troppo tardi?»
Andrea sentì il cuore fermarsi nel petto. Poi rivolse lo sguardo verso Michele. Il bambino aveva lo sguardo perso, rivolto verso l’orizzonte, oltre la vastità del mare. In un certo senso, ad Andrea quello sguardo ricordò quello del grosso nero che aveva incontrato poc’anzi, quello che aspettava la moglie. 
Andrea ebbe una terribile consapevolezza, che fulminea gli folgorò la mente come uno sparo a bruciapelo.
E’ troppo tardi. Michele non può tornare indietro. Questo tizio è qualcuno…qualcosa…incaricato di portarlo via.
Guardò l’elefante. Non era troppo grosso, non arrivava nemmeno a due metri di altezza, non aveva rughe, la sua pelle era liscia e celeste. Era un elefante giovane.

« Se lo sta portando via, piano piano », disse il fratello più snello. Le sue braccia e l’intero corpo erano scossi da un tremito continuo, come budini. La sua faccia stava mutando, il naso e le mascelle si allungavano, sporgendosi in avanti.
« L’elefante, è l’autonomia che il bambino ha in questo mondo. Più l’elefante ringiovanisce, meno autonomia ci sarà per tuo figlio. Proviamoci.»

I due fratelli si scambiarono uno sguardo fulmineo, dopodiché, di colpo, i loro corpi si gonfiarono, in un’esplosione di vene guizzanti, fibre muscolari, e potenza. I loro volti mutarono, la loro carnagione anche. La loro pelle divenne liscia ed oleosa, una lunga pinna spuntò dalle loro schiene fibrose. I due fratelli erano diventati due squali. Gambe e braccia erano triplicate in volumi e massa muscolare, ma i loro volti avevano perso ogni traccia, ogni segno di umanità. Erano musi di squali, occhi neri e profondi, affossati, privi di razionalità.

Andrea spostò i suoi, di occhi, da i due fratelli, all’uomo nero davanti a loro.
Il tizio non ebbe la minima reazione. Michele era in riva al mare, ad un metro dal tizio, e l’elefante lo sorvegliava con una espressione amorevole. Il pachiderma sembrava invecchiato…il colore della sua pelle si era ingrigito, e diverse rughe e grinze gli attraversavano tutto il corpo. 

I fratelli attaccarono.
Scattarono nella sabbia, uno a sinistra, l’altro a destra, convergendo entrambi verso l’uomo nero.

« E’ contro le regole interferire!» urlò l’uomo. Stavolta nella sua voce non trasparì nessuna calma, nessun controllo.
Allargò le braccia, puntando i palmi verso i due squali. Le belve lo attaccarono sui lati, ma un istante prima che potessero colpirlo, due enormi masse di energia invisibile, ma perfettamente percepibile, uscirono dai palmi dell’uomo nero, andandosi ad abbattere sui ragazzi-squalo come due muri che emisero nell’aria suoni di fruste schioccate, e un boato sordo nel momento in cui si infransero contro gli squali. 
« Nooo» urlò Andrea. 
I due ragazzi vennero spazzati via. Andrea raccolse tutte le sue forze per rimettersi in piedi. Una volta in piedi, con le gambe tremolanti ed incerte come due ramoscelli, corse verso suo figlio, ma di punto in bianco sia Michele, sia l’elefante, e l’uomo nero, scomparvero.
Rimase lì, da solo, in una spiaggia di nuovo deserta; poi, una fitta lancinante gli attraversò i muscoli lombari, l’intestino, il basso ventre. Abbassò lo sguardo: la punta insanguinata di un pugnale spuntava inesorabile e gocciolante un paio di centimetri sotto il suo ombelico…

Chi ha accoltellato Andrea?

  • Un personaggio nuovo (60%)
    60
  • Uno dei fratelli (0%)
    0
  • Il nero grande e grosso (40%)
    40
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41 Commenti

  1. Ciao Sky,
    rieccoti qui con un nuovo episodio. Ho votato stamattina ma non ho avuto modo di commentare e mi unisco a Red per dirti che nemmeno io mi aspettavo questa rivelazione mistica. Sempre più onirico questo racconto, io ho votato per l’uomo nero e credo proprio di sapere chi sia, a questo punto.
    A presto

  2. Capitolo 5: incontreranno il dottore.

    Se devo essere sincero, la rivelazione mistica non me l’aspettavo.

    C’è una cosa che non ho capito di tutto il discorso: l’uomo parla di un lui, da cui si nasconde ma che ha permesso ad Andrea di essere qui. Poi parla di un Fred. Non si riesce mai a capire quando parla del Lui che ha salvato Andrea, del Dottore o se di un altro personaggio…

    Ciao 🙂
    PS: domani parto per le vacanze: ci leggiamo al mio ritorno (e non sparire 😛 ) 😀

    • Ah, daje! Dove vai di bello? Purtroppo si è rotto il portatile e sono sparito per un po’! Ora sto cercando di scrivere con il telefono, sperando che me lo riparino il prima possibile! Comunque, no no, non sparirò di nuovo, promesso! Ascolta ho cominciato una nuova storia: IL FILO D’ARGENTO. Dagli un’occhiata, famme sapé che ne pensi se vuoi. Ovviamente non è per avere l’incipit, è per avere un’opinione. Sai che non me interessa più di tanto degli incipit, ma Piuttosto delle opinioni. Riguardo alla storia, sì questa confusione e questo mistero sono assolutamente voluti. Se vedi tra le tre opzioni, si potrebbe ipotizzare anche che l’uomo nero sia il diavolo, e che il tizio che sta aiutando Andrea si stia nascondendo proprio da lui. Al prossimo, e buona vacanza!

  3. Ciao Sky walker.
    A parte i troppi aggettivi, trovo la storia interessante e, come dice Lorenzo, onirica. Pare tutto frutto del sogno agitato di un uomo disperato e la cosa risulta piacevole, nonostante non abbia un filo logico (ma i sogni non ce l’hanno).
    Voto per un personaggio nuovo, mi piacciono i personaggi e i tuoi sono interessanti.
    Ci rivediamo al nuovo episodio.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Sì, essendo una dimensione onirica, ho voluto descrivere eventi, personaggi, che non rientrano assolutamente nella razionalità della realtà che conosciamo.
      Per gli aggettivi, sì, esattamente, ne ho messi molti, soprattutto nel primo capitolo. Questo perché l’incipit lo scrissi, di getto, ” A sentimento “, pensando a una vicenda dura, triste ( un incidente d’auto in cui sono coinvolti una madre e il suo bambino) , un’ idea che mi rattristava e destabilizzava.
      Poi, nei seguenti capitoli quindi, ho deciso di seguire la linea emotiva del primo.

  4. Il nero.
    Sky, ho letto affascinata il tuo fantasy. Non saprei davvero in che categoria collocarlo perché non ho mai letto nulla di simile. È una storia fiabesca che non è una fiaba perché troppo reale, che non è un racconto normale perché è fantasy.
    Aspetto il prossimo capitolo e se vorrai aspetto te nella mia storia.
    A presto!

    • Ciao, Trix, so sempre io, quello dell’altra storia, quella de Federico il mutante di tor bella 🤣 Su questa piattaforma ho diversi profili, poiché purtroppo non si possono pubblicare più storie in contemporanea con un solo profilo, e io invento storie di continuo, e quando mi vengono in mente devo scriverle.
      Sì, non ho assolutamente saputo dare una categoria esatta a questo racconto, e non so dargliela tutt’ora.
      Ma l’importante è che piaccia, che appassioni, che poi è lo scopo principale di ogni storia. Lo scopo di una storia, in sé per sé, è scavare nel sentimento, di qualsiasi genere esso possa essere.
      Sì, leggerò il tuo racconto e ti dirò cosa ne penso.

      • Ah ecco! Ho letto quella e questa storia una dopo l’altra e, in effetti, notavo qualche somiglianza nello stile. Ora mi è tutto chiaro!
        Sì, il genere non è assolutamente importante, però credo che tu con questa storia ne abbia inventato uno nuovo 😛

        A presto!

  5. Più che un racconto fantasy questo mi sembra sempre più un racconto surreale/onirico, il che la trovo una cosa positiva che mi sta piacendo! All’inizio non mi convinceva molto l’idea del combattimento, però devo dire che rimane ben scritto e in ogni caso occupa solo una breve parte del capitolo, mentre il resto mi è piaciuto molto come sempre. Voto per un altro personaggio, visto che sia l’uomo nero sia i fratelli erano impegnati nello scontro!

    • Sì, in effetti, questo è. È stata un’idea buttata giù sul momento, e sin da subito è stato difficile da gestire, in un contesto, appunto, fantasy. Di solito ho già delle idee abbastanza delineate quando scrivo un racconto, ma qui ragazzi ho bisogno proprio del vostro aiuto 😄… Grazie per essere passato, al prossimo capitolo!

  6. In questo capitolo sembra di stare realmente nella dimensione onirica. Molto ben scritto!
    Scelgo il nuovo personaggio perché in base a come sono andati gli eventi mi sembra più logico anche se in questa realtà non c’è realmente una logica, giusto?

  7. Le scene narrate sono chiare e ben descritte, anche se ancora non ho capito bene che cosa stia succedendo, ma suppongo si scoprirà in seguito. Mi piace molto anche l’ambientazione realistica, specialmente quella del mare, che contrasta molto bene con le scene propriamente fantasy. Voto per il bambino che non si trova!

  8. Devo dire che questo non sembra proprio l’incipit di un racconto fantasy, se non forse nel finale, ma per me questa è una cosa positiva visto che apprezzo chi affronta i generi in maniera non convenzionale. Poi è interessante, ben scritto e pieno di immagini vivide e chiare, come per esempio quella dei soccorritori, per cui non posso fare altro che seguirti. Voto per il figlio che non c’è più!

  9. Quindi il bambino è figlio del tizio che cammina sul sentiero, eh? Questo primo capitolo mi pare intrigante, soprattutto perché genera tanti interrogativi nel lettore. Io dico che l’uomo arriva sulla spiaggia, ma non trova il bambino.

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