PICCOLO VIANDANTE

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo: Incontreranno il dottore (71%)

DIALOGO CON UN AMICO

Andrea non disse niente, rimase sgomento.
Il Tizio si alzò e si diresse verso il camino, prese due ciocchi di legno e ravvivò il fuoco.
Si voltò verso Andrea con un’espressione comprensiva, quasi compassionevole.
« Lo so, lo so. Ti ci vuole un po’ per metabolizzare, per razionalizzare », disse, dopo una risatina. « Andiamoci a scaldare davanti al fuoco, amico mio. »
Si sedettero, sfregandosi le mani davanti al fuoco, illuminati e corroborati dalle fiamme che danzavano pigre nel camino.
« Come fai a sapere questa cosa? » gli domandò Andrea.
« L’ho scoperta qui. In questa dimensione ci sono tutte le risposte. »
Il tizio si protese verso il fuoco, fissandolo.
« Mia moglie Francesca ha mandato giù un flacone intero di sonniferi. » La voce del tizio si spezzò.
« Se non te la senti di parlarmene non preoccuparti. » Andrea gli posò la mano sulla spalla. « Non mi hai ancora detto il tuo nome. »
« Giusto, scusami. Mi chiamo Luca. »
I due si strinsero la mano.
« Perché sei qui al buio? Da chi ti nascondi? » riprese Andrea, aggiungendo poi:« Scusami, ti sto rincoglionendo di domande ».
Luca si accese una sigaretta.
« Vuoi? »
« No grazie, non fumo. »
Luca fece un tiro profondo, e sputò il fumo nel camino.
« Allora Andrea, ti dicevo… » i suoi occhi erano lucidi, la voce incerta, « Sono sposato con Francesca da un anno e mezzo. Il nostro amore è qualcosa che trascende la vita terrena. Sai, ogni anima è legata a un’altra con un cordone d’argento. Le anime non possono vagare da sole, sia nel piano terreno che in quello spirituale. Soffrirebbero, si sentirebbero incomplete. Io e lei siamo legati da un amore indistruttibile. Purtroppo però, l’anno scorso ha avuto un aborto spontaneo. Perse il bambino alla quarta settimana, il dottore disse che la causa era un’anomalia genetica. Lei non lo sopportò. Cadde in una profonda depressione, al che la portai da uno psichiatra. Cominciò una cura di benzodiazepine e litio. Nonostante le stessi vicino ogni giorno, pregando Nostro Signore che quell’incubo passasse per entrambi, ero sempre ubriaco. Non ressi quel colpo, e ricominciai a bere dopo quasi quattro anni. La mia colpa è stata questa, dovevo essere lucido. La sera, dopo il lavoro, facevo tappa ad ogni bar del paese, mi sbronzavo a dovere, abbastanza da poter sopportare il dolore per la perdita di mio figlio, e il dolore di vedere lei sdraiata sul letto, piena di farmaci, a dormire o a piangere. Ma una sera di Dicembre, Francesca non ne voleva sapere di svegliarsi… poi notai il flacone vuoto sul comodino.
Fu ricoverata. Aveva il fegato completamente spappolato. Una grave intossicazione epatica. La misero in coma farmacologico. Pregai, pregai, oh, ti giuro, quanto pregai; tuttavia non ottenni nessuna risposta, nessun segno, nessun aiuto. Non che mi fosse dovuto, è chiaro, ma io ho sempre creduto in Dio, in Gesù, in Maria, e credo di essere stato dopotutto un buon Cristiano. Alla fine, non ce la feci più. Il dolore era troppo. Venni qui, a Casalfontana, in questa casa, dove in passato avevamo suggellato un patto di sangue, per legarci l’uno all’altra per l’eternità. 
Presi i sonniferi, gli stessi che aveva preso lei. Li ingoiai tutti con fiumi di alcool. Poco prima che giungesse il buio, è arrivato lui. Mi ha permesso di venire qui, in questa dimensione, per ritrovare Francesca, per riportarla indietro. » 
Andrea rimase in ascolto, lo sguardo assorto nel fuoco.
« Ma lui mi ha visto… lei era con lui e con l’elefante. »
« L’elefante e l’uomo nero? » 
« L’uomo nero mi ha visto, e da quel giorno non mi dà tregua. Ogni notte alle due viene a bussare a questo portone. Vuole prendere e portare via anche me, oltre che lei, poiché anche io ho preso quelle pasticche. »
« Ma quindi lui è… » azzardò Andrea, titubante. Aveva troppa paura di sentire la risposta… al solo pensiero sentiva ondate di caldo terrore nello stomaco.
« Lui è la morte, amico mio, è la morte. »
Luca si alzò di scatto.
« Ma io ho un piano, amico mio, ho un piano! » disse, mentre si dirigeva in salotto.
Aprì un cassetto e tirò fuori dei fogli, poi tornò a sedersi vicino ad Andrea.
« Ci sto lavorando da settimane! »
« Cos’è? »
« E’ il piano fognario di questa merda di paese, possiamo uscire di qui passando per le fogne, senza che lui ci trovi! »

Toc Toc!!!

Due forti battiti di nocche sul legno fecero sobbalzare entrambi.
Qualcuno aveva bussato alla porta.
« E’ lui! Sbrigati, abbassati, sdraiati sul pavimento! » bisbigliò Luca, la voce totalmente impregnata di panico, gli occhi sbarrati come quelli di uno che si è appena sniffato una carriola di amfetamina.
Andrea era paralizzato dal terrore. Non si mosse.
« Sdraiati! »
Con il cuore che pulsava nelle tempie, Andrea si sdraiò, in modo da non essere visibile dalle finestre.
La finestra davanti a loro era coperta da una tendina grigia.
Luca la spostò, guardando fuori.
« E’ il dottore! Non è l’uomo nero! » la sua faccia, prima pallida come la luna, ora aveva riacquistato vitalità.
« E se fosse una trappola? » 
Ma Luca aveva già aperto la porta.

Cosa dirà il dottore a Luca?

  • Sta arrivando, venite con me (42%)
    42
  • Hai ancora da fare qui, Luca, eccoti un aiuto (17%)
    17
  • E' l'ora, Luca, hai fatto il tuo dovere (42%)
    42
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50 Commenti

  1. Sembra che con questo capitolo tu voglia mettere un po’ di ordine, l’ho trovato il più “reale” finora.
    Sono curioso di come integrerai il lato religioso che ormai più volte è emerso, spero non risulti in una forzatura!
    Voto per l’ultima opzione, voglio vedere più azione 🙂
    A presto!

  2. Devo dire che questo racconto mi ha confuso non poco, ma in senso buono! Mi ricorda un po’ le atmosfere di Inception, e a volte traspare una forte angoscia che quasi lo fa sembrare un thriller. Poi quando ho letto “elefante blu” la mia testa è letteralmente scoppiata 🙂
    Devo ammettere che più che la trama in sé, mi affascina lo stile e l’atmosfera che riesci a creare.
    Continua così, a presto!

  3. Ciao Sky,
    rieccoti qui con un nuovo episodio. Ho votato stamattina ma non ho avuto modo di commentare e mi unisco a Red per dirti che nemmeno io mi aspettavo questa rivelazione mistica. Sempre più onirico questo racconto, io ho votato per l’uomo nero e credo proprio di sapere chi sia, a questo punto.
    A presto

  4. Capitolo 5: incontreranno il dottore.

    Se devo essere sincero, la rivelazione mistica non me l’aspettavo.

    C’è una cosa che non ho capito di tutto il discorso: l’uomo parla di un lui, da cui si nasconde ma che ha permesso ad Andrea di essere qui. Poi parla di un Fred. Non si riesce mai a capire quando parla del Lui che ha salvato Andrea, del Dottore o se di un altro personaggio…

    Ciao 🙂
    PS: domani parto per le vacanze: ci leggiamo al mio ritorno (e non sparire 😛 ) 😀

    • Ah, daje! Dove vai di bello? Purtroppo si è rotto il portatile e sono sparito per un po’! Ora sto cercando di scrivere con il telefono, sperando che me lo riparino il prima possibile! Comunque, no no, non sparirò di nuovo, promesso! Ascolta ho cominciato una nuova storia: IL FILO D’ARGENTO. Dagli un’occhiata, famme sapé che ne pensi se vuoi. Ovviamente non è per avere l’incipit, è per avere un’opinione. Sai che non me interessa più di tanto degli incipit, ma Piuttosto delle opinioni. Riguardo alla storia, sì questa confusione e questo mistero sono assolutamente voluti. Se vedi tra le tre opzioni, si potrebbe ipotizzare anche che l’uomo nero sia il diavolo, e che il tizio che sta aiutando Andrea si stia nascondendo proprio da lui. Al prossimo, e buona vacanza!

  5. Ciao Sky walker.
    A parte i troppi aggettivi, trovo la storia interessante e, come dice Lorenzo, onirica. Pare tutto frutto del sogno agitato di un uomo disperato e la cosa risulta piacevole, nonostante non abbia un filo logico (ma i sogni non ce l’hanno).
    Voto per un personaggio nuovo, mi piacciono i personaggi e i tuoi sono interessanti.
    Ci rivediamo al nuovo episodio.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Sì, essendo una dimensione onirica, ho voluto descrivere eventi, personaggi, che non rientrano assolutamente nella razionalità della realtà che conosciamo.
      Per gli aggettivi, sì, esattamente, ne ho messi molti, soprattutto nel primo capitolo. Questo perché l’incipit lo scrissi, di getto, ” A sentimento “, pensando a una vicenda dura, triste ( un incidente d’auto in cui sono coinvolti una madre e il suo bambino) , un’ idea che mi rattristava e destabilizzava.
      Poi, nei seguenti capitoli quindi, ho deciso di seguire la linea emotiva del primo.

  6. Il nero.
    Sky, ho letto affascinata il tuo fantasy. Non saprei davvero in che categoria collocarlo perché non ho mai letto nulla di simile. È una storia fiabesca che non è una fiaba perché troppo reale, che non è un racconto normale perché è fantasy.
    Aspetto il prossimo capitolo e se vorrai aspetto te nella mia storia.
    A presto!

    • Ciao, Trix, so sempre io, quello dell’altra storia, quella de Federico il mutante di tor bella 🤣 Su questa piattaforma ho diversi profili, poiché purtroppo non si possono pubblicare più storie in contemporanea con un solo profilo, e io invento storie di continuo, e quando mi vengono in mente devo scriverle.
      Sì, non ho assolutamente saputo dare una categoria esatta a questo racconto, e non so dargliela tutt’ora.
      Ma l’importante è che piaccia, che appassioni, che poi è lo scopo principale di ogni storia. Lo scopo di una storia, in sé per sé, è scavare nel sentimento, di qualsiasi genere esso possa essere.
      Sì, leggerò il tuo racconto e ti dirò cosa ne penso.

      • Ah ecco! Ho letto quella e questa storia una dopo l’altra e, in effetti, notavo qualche somiglianza nello stile. Ora mi è tutto chiaro!
        Sì, il genere non è assolutamente importante, però credo che tu con questa storia ne abbia inventato uno nuovo 😛

        A presto!

  7. Più che un racconto fantasy questo mi sembra sempre più un racconto surreale/onirico, il che la trovo una cosa positiva che mi sta piacendo! All’inizio non mi convinceva molto l’idea del combattimento, però devo dire che rimane ben scritto e in ogni caso occupa solo una breve parte del capitolo, mentre il resto mi è piaciuto molto come sempre. Voto per un altro personaggio, visto che sia l’uomo nero sia i fratelli erano impegnati nello scontro!

    • Sì, in effetti, questo è. È stata un’idea buttata giù sul momento, e sin da subito è stato difficile da gestire, in un contesto, appunto, fantasy. Di solito ho già delle idee abbastanza delineate quando scrivo un racconto, ma qui ragazzi ho bisogno proprio del vostro aiuto 😄… Grazie per essere passato, al prossimo capitolo!

  8. In questo capitolo sembra di stare realmente nella dimensione onirica. Molto ben scritto!
    Scelgo il nuovo personaggio perché in base a come sono andati gli eventi mi sembra più logico anche se in questa realtà non c’è realmente una logica, giusto?

  9. Le scene narrate sono chiare e ben descritte, anche se ancora non ho capito bene che cosa stia succedendo, ma suppongo si scoprirà in seguito. Mi piace molto anche l’ambientazione realistica, specialmente quella del mare, che contrasta molto bene con le scene propriamente fantasy. Voto per il bambino che non si trova!

  10. Devo dire che questo non sembra proprio l’incipit di un racconto fantasy, se non forse nel finale, ma per me questa è una cosa positiva visto che apprezzo chi affronta i generi in maniera non convenzionale. Poi è interessante, ben scritto e pieno di immagini vivide e chiare, come per esempio quella dei soccorritori, per cui non posso fare altro che seguirti. Voto per il figlio che non c’è più!

  11. Quindi il bambino è figlio del tizio che cammina sul sentiero, eh? Questo primo capitolo mi pare intrigante, soprattutto perché genera tanti interrogativi nel lettore. Io dico che l’uomo arriva sulla spiaggia, ma non trova il bambino.

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