Quei brevi istanti

Se cominciasse a piovere domani

Una mosca sbatté ripetutamente contro il vetro, prima di precipitare sfinita sul davanzale, con un ultimo soffocato ronzio. Nella piccola stanza si respirava un’aria pesante, un profumo denso di fiori e di sudore. Due corpi intrecciati giacevano sul materasso, il lenzuolo bianco, stropicciato, li copriva solo in parte. 

Sul soffitto bianco le pale del ventilatore ruotavano lente, traballanti. Alessandra socchiuse gli occhi e rimase a fissarle, immobile. Con la coda dell’occhio percepiva il leggero sollevarsi del petto del ragazzo disteso accanto a lei, ad ogni respiro. Si posò il palmo di una mano sul cuore e si aspettò di sentirlo in subbuglio almeno quando lo erano i suoi pensieri. Ritrasse la mano di scatto, temendo di venire scoperta nel mezzo di quel gesto così ingenuo. Si immaginava che avrebbe sentito i battiti in gola.

Si voltò su un fianco, osservandosi nella penombra. Le cosce nude per correvano la superficie stropicciata del lenzuolo bianco, la carnagione olivastra messa in risalto dal candore della stanza, appariva liscia. Ogni imperfezione sembrò scomparire e lasciare posto a un corpo che rispecchiava i sentimenti della ragazza a cui apparteneva. “Questa non sono io” 
Le parole le rimbombarono nella mente, crude, spietate e scavandovi già a fondo, insensate. Eppure quella voce era lì che imperterrita insisteva nel convincerla che c’era qualcosa di sbagliato. 

Allungò le mano fino a sfiorare con le dita affusolate Francesco. Face scivolare le punte dei polpastrelli lungo il bicipite, fino al gomito, si soffermò sull’avambraccio. 

“Che fai?” Francesco voltò il viso nella direzione di Alessandra, con gli occhi ridotti a due fessure illuminate dai raggi solari che penetravano dalle tende sottili. La ragazza ritrasse la mano, quasi fosse venuta a contatto con un calore bruciante e improvvisa, quasi fosse stata colta nell’atto di toccare una pietra preziosa e delicata. 

“No continua” sussurrò il ragazzo, in un assonnato e tenero mugugno. Dopodiché abbandonò la testa indietro sul cuscino. 

“Andiamo al mare” disse, pochi minuti dopo, con un filo di voce. Un sorriso appena accennato gli illuminò il viso. 

“Ora?” chiese Alessandra, franando il dolce scorrere delle unghie sulla clavicola liscia del ragazzo. 

“Sì, ora” confermò lui, con uno scatto si mise a sedere. Ora i suoi occhi di quell’indefinito colore fissavano Alessandra, quasi volessero assorbire la sua immagine, così da poterla conservare. 

“Non posso” la ragazza dal canto suo nascose lo sguardo tra le lenzuola in cui si era avvolta “ho lezione”

“Puoi andarci ogni giorno a lezione” le sorrise lui, come immerso in un’altra realtà. 

Le tende svolazzavano mosse da una brezza leggera e piacevole. Francesco distolse lo sguardo dalla ragazza e osservò oltre la cornice di legno che contornava uno sprazzo di città, la palazzina di fronte, un cielo azzurro, limpido, ma spento. 

“Anche al mare possiamo andarci sempre” rispose Alessandra, dopo un infinito silenzio.

“Non è vero, potrebbe cominciare a piovere domani, o oggi stesso, e continuare per quaranta giorni e quaranta notti, e allora sarebbe arrivato l’autunno, il freddo, e niente più mare” osservò Francesco, con trasporto nel modo di muovere le mani, nella voce. Nei suoi dannati occhi. 

Alessandra alla fine acconsentì. Da quando aveva conosciuto quel ragazzo non aveva mai saputo dirgli di no e ciò la terrorizzava. Le toglieva ogni forza, ogni convinzione. Lui smontava ogni sua certezza e lei glielo lasciava fare. 

Francesco non si rendeva nemmeno conto della forza con cui aveva travolto quella ragazza che ora giaceva sul suo letto, avvolta solo in un sottile strato di cotone candido, ma lei nemmeno si accorse dell’effetto che aveva su di lui.

Il ragazzo si alzò ed uscì dalla stanza silenzioso. Alessandra raccolse i vestiti che aveva abbandonato sul pavimento e li indossò. 
Quando uscì dalla stanza trovò Francesco di spalle in cucina, intento a preparare la colazione, la caffettiera già sul fuoco e il profumo del caffè che invadeva le narici e rischiarava i pensieri. Una leggera musica in sottofondo proveniva dalla radio appoggiata sul davanzale della finestra in cucina da cui la luce calda entra indisturbata ed illuminava ogni cosa. 

Francesco, di spalle, ondeggiò a ritmo della musica, scuotendo la testa, rilassato, allegro. Il sole si era fatto sempre più strada fra le nuvole ed ora il cielo era luminoso.

Prima che il ragazzo si accorgesse della sua presenza Alessandra si infilò nella sua stanza, si buttò sul suo letto ancora intatto per la notte passata “fuori” e per un attimo si lasciò andare completamente.

Per quale motivo Alessandra si dimostra riluttante riguardo la relazione con Francesco?

  • Nasconde un segreto (33%)
    33
  • Teme di subire l'influenza che Francesco riesce ad avere su di lei (67%)
    67
  • Non vuole rovinare il rapporto di amicizia (0%)
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16 Commenti

  1. Banalmente dico anch’io una storia d’amore finita male. L’unico motivo per cui una ragazza ha paura di un rapporto non può essere la sofferenza passata…e qui alzo la mano anch’io…
    Già il primo capitolo mi era piaciuto molto ora la storia deve farsi più intrigante.

  2. Ciao, voto anch’io per la storia d’amore finita (molto) male, perché altrimenti non riuscirei a giustificare il comportamento della ragazza. Potrebbero esserci anche altre alternative valide, ma credo che dovrebbero essere comunque legate a una qualche forma di disagio psicologico (anche a livello patologico?).
    Non ti sei scelta un argomento facile per questa storia!

  3. Bel continuo! All’inizio mi sembrava un po’ insensato il comportamento della protagonista, però alla luce di un evento negativo accaduto in passato può essere comprensibile. Voto quindi per la storia d’amore finita male, magari in cui ha subito abusi fisici o psicologici che l’hanno resa così fragile. Continua così!

  4. Bel continuo! All’inizio mi sembrava un po’ insensato il comportamento della protagonista, però alla luce di un evento negativo accaduto in passato può essere comprensibile. Voto quindi per la storia d’amore finita male, magari in cui ha subito abusi fisici o psicologici che l’hanno resa così fragile. Continua così perché sai scrivere bene e si vede!

  5. Bellissima scena, descritta con cura nei dettagli, sembra quasi di poterla osservare!
    Anche io voto per Alessandra che teme l’influenza di Francesco perché le altre due opzioni non mi sembrano “reali”: non li ho pensati come amici nemmeno per un attimo e non immagino possa avere un segreto anche se potrebbe scoprirsi qualcosa su di lei proprio attraverso la paura dell’influenza… magari un passato che la perseguita e le fa temere una relazione forte?
    Aspetto di conoscere il seguito 🙂

    • Mi dispiace che i commenti siano stati caricati purtroppo con ritardo, non so per quale motivo. Grazie per aver letto il capitolo, sono contenta che sia piaciuto. Fino a poco fa mi appariva un 50 e 50 per il segreto e per la paura dell’influenza, perciò ho optato per un misto delle due opzioni.

  6. Mi sono piaciute molto le descrizioni dei personaggi e degli ambienti, e anche se la scena narrata è abbastanza ordinaria e tranquilla, si intravede già un leggero disagio della protagonista. Voto quindi per la paura di subire l’influenza di Francesco, visto che si è già fatto riferimento a questo e direi di continuare su questa strada.
    L’unico “difetto” che forse ho notato (oltre a qualche refuso) è la caratterizzazione forse un po’ stereotipata dei personaggi, in cui la ragazza è innamorata, fragile e si lascia condizionare dal ragazzo, mentre lui viene descritto come forte, sicuro di sé e in una posizione in cui può esercitare il controllo, situazione che forse è un po’ un cliché mentre nella realtà non è raro che accada il contrario, o che comunque ci siano situazioni più sfumate. Però sottolineo che è solo una mia opinione personale e che magari la vedo solo io in questo modo, e ribadisco che questo incipit mi è piaciuto molto!

    • Purtroppo riesco solo ora a caricare i commenti, sono contenta che il capitolo sia piaciuto. Sto lavorando sulla caratterizzazione di Alessandra, cercando di andare oltre il cliché, ma ammetto che che per me è un primo tentativo in questo genere narrativo.
      Spero che continui a seguire la mia storia e commentare, accetto molto volentieri critiche e consigli!

  7. Mi piace l’atmosfera di normalità che si legge in questo incipit. Io voto per la ragazza che teme l’influenza di lui, perché mi sembra l’opzione più logica, ma anche più originale: il fatto di temere di rovinare l’amicizia mi sa un po’ di cliché, mentre il segreto… Boh, che segreto potrebbe essere?

    • Grazie per aver letto il capitolo. Nelle tracce finali ho pensato di inserirne una molto vaga, quella appunto del segreto, ma forse non ho scelto le parola giusta.
      Se penso ad un segreto che Alessandra potrebbe avere, mi immagino qualcosa di sentimentale, di profondo, magari dovuto a un’esperienza che l’ha segnata o al suo semplice modo di essere. (Accetto molto volentieri quale spunto)
      Riguardo la seconda traccia sto cercando di immaginare come articolarla includendo sì un’attrazione, un’influenza molto forte che Francesco esercita su Alessandra, ma non dimenticando che si tratta di un sentimento reciproco, anche Alessandra, inconsapevolmente, ha un certo potere sul ragazzo.

  8. Avevo già lasciato un commento, ma mi sa che qualcosa è andato storto, perché non lo vedo nemmeno in attesa di moderazione. Boh. Comunque mi piace questo inizio, è ben scritto e, anche se la situazione di partenza è “tranquilla” e quasi banale, lascia già intuire la personalità della protagonista. Secondo me Alessandra ha paura dell’influenza che Francesco potrebbe avere su di lei…

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