Quei brevi istanti

Dove eravamo rimasti?

Ale si è fatta del male e ha portato Leo con sè... Ale deciderà di dire tutto a fra, cosa la spinge a farlo? Leo riappare a Roma (100%)

Tutto ok?

Una decina di tavolini di ferro battuto, laccati di un lilla un po’ scrostato, punteggiavano la piazza come piccoli pois. Ale stava immaginando come sarebbe stato bello vederli dall’alto, lì appoggiati intorno alla fontana. Le gambe metalliche in bilico sui sanpietrini li facevano traballare quando la cameriera vi poggiava sopra i bicchieri. Francesco la riportò alla realtà. “Cosa prendi?” le chiese, mentre un ragazzo con un grembiule legato in vita la guardava, con un taccuino e una penna in mano.

“Ehm, spritz, grazie” sorrise. Una ciocca di capelli le cadde sulla fronte irrorata dall’umidità dell’estate di città. 

Teo e Sara erano una coppia affiatata e lo si vedeva subito. Persino chi non li conosceva non poteva fare a meno di notare come i loro sguardi si rincorressero in una maniera ingenua, quasi stralunata ed incredibilmente tenera, soprattutto considerando che ormai stavano insieme da più di tre anni. Avevano un modo tutto loro di intendersi, tanto che a volte sembrava parlassero un’altra lingua, o che per capirsi non servisse parlare affatto. 

Ale non si sentiva così con Francesco. Lui le sfiorò un ginocchio. Lì in mezzo a tutti, seduti al bar dove andavano sempre. Le sembrò strano, fuori luogo. Il ragazzo si soffermò con le punte delle dita sulla pelle liscia di lei e infine posò la mano lì, dove la gonna finiva, poco sopra il ginocchio. Come se avesse appoggiato qualcosa e se ne fosse dimenticato.

Sara notò quel gesto come se fosse stato evidente. Era come se Francesco avesse urlato al mondo che tra lui e Ale era successo quello che era successo. Ale arrossì. Sara si limitò a rivolgere un rispettoso sorriso e ad accennare uno sguardo compiaciuto e carico di curiosità. Forse per la prima volta Alessandra si rese conto che lei era l’unica a pensare che ci fosse qualcosa di strano in quella situazione. Erano un ragazzo e una ragazza che avevano una relazione. niente di più e niente di meno. Almeno agli occhi di chiunque altro.

Rilassò le spalle che aveva irrigidito involontariamente e portò il bicchiere alla bocca, mentre il palmo tiepido della mano di Francesco non aveva alcuna intenzione di spostarsi. 

I ragazzi parlavano di esami all’università, Teo rise ricordando a Sara che avrebbe dato per la quarta volta un esame di matematica e che si sentiva che sarebbe stata la volta buona, arrivarono Marco, Sam, Lisa e una ragazza con dei lunghi capelli aranciati di cui Ale non ricordava il nome. Ora i tavolini lilla, visti dall’alto, sarebbero sembrati molto disordinati, quasi tutti ammucchiati da un lato, attaccati tra loro in maniera scomposta. 

Sulla superficie lucida e appiccicosa di uno di quei tavolini il cellulare di Alessandra cominciò a vibrare ripetutamente. Una serie di messaggi, segnalati dal suono acuto e squillante della suoneria. Poi una chiamata. La ragazza allungò una mano e riattaccò, d’istinto, non appena vide il nome in stampatello bianco apparire sullo schermo. 

“Chi era?” chiese Francesco, con un sorriso ancora accennato sul viso per la battuta a cui aveva appena finito di ridere. 

“Nessuno” rispose Ale, a cui non venne in mente una risposta migliore. “Cioè è…”
“Tutto ok?” le chiese Francesco. Lei si rese conto che avrebbe preferito che il ragazzo si arrabbiasse, che la insultasse, che pretendesse si sapere la verità. Avrebbero litigato, urlato, si sarebbe sentita giustificata a rispondere male. Quella domanda la colse così di sorpresa che con l’aiuto dei due drink che aveva bevuto a stomaco vuoto si ritrovò in lacrime prima che potesse rendersene conto. 

“Andiamo, vieni” disse lui. Fece un cenno a Sara che sembrava l’unica ad essersi accorta di ciò che stava accadendo. La ragazza annuì di rimando, corrugando le sopracciglia.

La piazza era affollata, la gente beveva, rideva, parlava ad alta voce, con accenti diversi. Si sentiva parlare altre lingue da parte di qualche turista straniero in visita in città. Il viso di Leonardo non passò inosservato. Alessandra lo avrebbe riconosciuto anche se non lo avesse visto per decine di anni. Stava seduto sui gradini del palazzo affianco al suo. Indossava una t-shirt chiara e si era rasato i capelli cortissimi. 
Sembrava più vecchio, più maturo. Fu il primo pensiero che le passò per la mente, ancora prima di domandarsi cosa ci facesse lì. Era cambiato. 
“Ale” disse lui, quando i loro sguardi si incrociarono. Francesco si fermò, osservo Alessandra che si allontanava, dirigendosi verso il ragazzo seduto sul gradino. Rimase in silenzio. Tutti e tre rimasero in silenzio. 
Per un istante sembrò che in piazza si fosse abbassato il volume, fino a ridurre ogni voce a un sussurro lontano.

“Perché sei qui?” chiese Alessandra, mentre Leo si era alzato in piedi, senza avvicinarsi. 

“Volevo vederti, possiamo parlare?” chiese il ragazzo. Lei non rispose. Si voltò verso Francesco, cercò il suo sguardo.

Se tra loro fosse stato come tra Sara e Teo, Francesco avrebbe capito che quello sguardo significava “dopo ti spiego”, ma forse non era così. 

Ora che Leo è tornato portando con sé il passato, Ale e Francesco sono costretti a fare delle scelte.

  • Ale parla con Leo, sente di dover dire la verità a Fra, ma Leo la anticipa. (50%)
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  • Ale parla con Leo, la situazione degenera. Fra interviene, Ale gli racconta la verità. (50%)
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  • Ale parla con Leo, lo vede diverso e capisce di non averlo dimenticato. Racconta a Fra la verità e dice che con lui non può funzionare. (0%)
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18 Commenti

  • Ciao, mi aspetto che Ale cerchi di spiegare perché deve guadagnare tempo per capire; è ancora troppo confusa. Liberarsi dei vecchi amori è difficile e i nuovi sembrano spesso solo un ripiego, ci vuole tempo, speriamo non te ne serva troppo per un prossimo capitolo, ciao 😉

  • Banalmente dico anch’io una storia d’amore finita male. L’unico motivo per cui una ragazza ha paura di un rapporto non può essere la sofferenza passata…e qui alzo la mano anch’io…
    Già il primo capitolo mi era piaciuto molto ora la storia deve farsi più intrigante.

  • Ciao, voto anch’io per la storia d’amore finita (molto) male, perché altrimenti non riuscirei a giustificare il comportamento della ragazza. Potrebbero esserci anche altre alternative valide, ma credo che dovrebbero essere comunque legate a una qualche forma di disagio psicologico (anche a livello patologico?).
    Non ti sei scelta un argomento facile per questa storia!

  • Bel continuo! All’inizio mi sembrava un po’ insensato il comportamento della protagonista, però alla luce di un evento negativo accaduto in passato può essere comprensibile. Voto quindi per la storia d’amore finita male, magari in cui ha subito abusi fisici o psicologici che l’hanno resa così fragile. Continua così!

  • Bel continuo! All’inizio mi sembrava un po’ insensato il comportamento della protagonista, però alla luce di un evento negativo accaduto in passato può essere comprensibile. Voto quindi per la storia d’amore finita male, magari in cui ha subito abusi fisici o psicologici che l’hanno resa così fragile. Continua così perché sai scrivere bene e si vede!

  • Bellissima scena, descritta con cura nei dettagli, sembra quasi di poterla osservare!
    Anche io voto per Alessandra che teme l’influenza di Francesco perché le altre due opzioni non mi sembrano “reali”: non li ho pensati come amici nemmeno per un attimo e non immagino possa avere un segreto anche se potrebbe scoprirsi qualcosa su di lei proprio attraverso la paura dell’influenza… magari un passato che la perseguita e le fa temere una relazione forte?
    Aspetto di conoscere il seguito 🙂

    • Mi dispiace che i commenti siano stati caricati purtroppo con ritardo, non so per quale motivo. Grazie per aver letto il capitolo, sono contenta che sia piaciuto. Fino a poco fa mi appariva un 50 e 50 per il segreto e per la paura dell’influenza, perciò ho optato per un misto delle due opzioni.

  • Mi sono piaciute molto le descrizioni dei personaggi e degli ambienti, e anche se la scena narrata è abbastanza ordinaria e tranquilla, si intravede già un leggero disagio della protagonista. Voto quindi per la paura di subire l’influenza di Francesco, visto che si è già fatto riferimento a questo e direi di continuare su questa strada.
    L’unico “difetto” che forse ho notato (oltre a qualche refuso) è la caratterizzazione forse un po’ stereotipata dei personaggi, in cui la ragazza è innamorata, fragile e si lascia condizionare dal ragazzo, mentre lui viene descritto come forte, sicuro di sé e in una posizione in cui può esercitare il controllo, situazione che forse è un po’ un cliché mentre nella realtà non è raro che accada il contrario, o che comunque ci siano situazioni più sfumate. Però sottolineo che è solo una mia opinione personale e che magari la vedo solo io in questo modo, e ribadisco che questo incipit mi è piaciuto molto!

    • Purtroppo riesco solo ora a caricare i commenti, sono contenta che il capitolo sia piaciuto. Sto lavorando sulla caratterizzazione di Alessandra, cercando di andare oltre il cliché, ma ammetto che che per me è un primo tentativo in questo genere narrativo.
      Spero che continui a seguire la mia storia e commentare, accetto molto volentieri critiche e consigli!

  • Mi piace l’atmosfera di normalità che si legge in questo incipit. Io voto per la ragazza che teme l’influenza di lui, perché mi sembra l’opzione più logica, ma anche più originale: il fatto di temere di rovinare l’amicizia mi sa un po’ di cliché, mentre il segreto… Boh, che segreto potrebbe essere?

    • Grazie per aver letto il capitolo. Nelle tracce finali ho pensato di inserirne una molto vaga, quella appunto del segreto, ma forse non ho scelto le parola giusta.
      Se penso ad un segreto che Alessandra potrebbe avere, mi immagino qualcosa di sentimentale, di profondo, magari dovuto a un’esperienza che l’ha segnata o al suo semplice modo di essere. (Accetto molto volentieri quale spunto)
      Riguardo la seconda traccia sto cercando di immaginare come articolarla includendo sì un’attrazione, un’influenza molto forte che Francesco esercita su Alessandra, ma non dimenticando che si tratta di un sentimento reciproco, anche Alessandra, inconsapevolmente, ha un certo potere sul ragazzo.

  • Avevo già lasciato un commento, ma mi sa che qualcosa è andato storto, perché non lo vedo nemmeno in attesa di moderazione. Boh. Comunque mi piace questo inizio, è ben scritto e, anche se la situazione di partenza è “tranquilla” e quasi banale, lascia già intuire la personalità della protagonista. Secondo me Alessandra ha paura dell’influenza che Francesco potrebbe avere su di lei…

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