Storie del Crepuscolo

Dove eravamo rimasti?

E siamo arrivati al finale dove vedremo... Ostikan (57%)

Il Crepuscolo del Raniamene

Palazzo imperiale, presente

All’imbrunire

Avanzava fiero e trionfante.

Cortigiani e servitori si scostavano al suo passaggio.

Alti burocrati e generali sembravano statue ai lati delle larghe mura.

Godeva dei loro visi sconvolti dal terrore.

Ne assaporava l’odore, ne pregustava il sapore.

Nessuno aveva il coraggio di avvicinarlo, nemmeno per stendere le glorie al nuovo signore dell’Impero.

Quanti ne sarebbero morti…

L’alta armatura sembrava tuonare nel silenzio assordante della dimora dei suoi avi. Lo svolazzio del mantello era una tempesta che si abbatteva su tutti i presenti.

Il nero e l’avorio delle sue vesti, la carnagione pallida, i lineamenti del volto appuntito, i capelli di smeraldo e argento, il blu oceano dei suoi occhi, tutto di lui sembrava risplendere di un’aura di morte.

Il figlio della porpora era finalmente tornato a casa.

Ostikan aveva dovuto attendere undici lunghi anni prima che gli dei riuscissero nell’impresa in cui lui aveva fallito.

Ma adesso l’ora era finalmente giunta.

Arrivò al termine del lungo corridoio.

Davanti a lui solo la porta della stanza in cui dimorava l’Imperatrice lo separava dal suo destino.

La spinse.

Entrò e gioì di quella vista.

La debole luce che entrava dalla finestra rendeva l’atmosfera che si respirava al suo interno ancora più inquietante.

L’Imperatrice era sul letto di morte, con la vita ormai a un passo dall’abbandonarla.

Intorno a lei, l’intera stirpe degli Artsruni lo fissava impassibile e impotente.

Si avvicinò prima a loro.

«Vardan!»

In riposta lui teneva lo sguardo fisso sulla parete alle spalle del suo nuovo padrone. L’espressione tronfia e arrogante di Ostikan quasi gli sfiorava il naso. Le punta dei capelli e della curatissima barba pizzicavano il viso dello stregone.

«Ti vedo un po’ sciupato. Sembra che oggi ti sia dato da fare vero?»

Non rispose.

«Beh immagino che dopo ti ordinerò di dirmi tutto… A proposito! Un uccellino ha visto un grifone imperiale volar via insieme a una bambinetta»

«…»

«Nessuna reazione, eh? Voi Artsruni mi avete sempre dato i brividi. Dico sul serio. Sarà un piacere usarvi per bruciare questo mondo»

Senza aspettare un’espressione di odio che non sarebbe arrivata, si voltò verso il letto bardato.

Si accostò all’occupante ridotta a uno stato pietoso.

Della bellezza che un tempo riempiva il viso e il corpo flessuoso dell’Imperatrice non era rimasto più nulla.

I bellissimi capelli un tempo argentei e di smeraldo splendente giacevano ora bianchi sotto le sue spalle, gli occhi color del cobalto erano ricoperti da cataratte. Il corpo morente cercava di muoversi sotto il caldo lenzuolo bianco.

Ostikan fece ogni mossa con la massima cura.

Voleva essere sicuro che l’ultima cosa che quella donna potesse vedere fosse la sua faccia.

«Salve zia, sono tornato a casa»

Un rantolo si levò dalla bocca aperta e senza denti.

«Gli ultimi anni devono essere stati difficili per te»

Le accarezzò il viso scheletrico con un dito.

Lei cercò di sottrarsi a quel tocco ma non riusciva più a spostare la testa.

«Prendere il morbo bianco, che sventura deve essere stata per te»

«…»

«Nemmeno i maghi possono sconfiggerlo. Immagino solo i dolori che hai provato» ghignò.

Lei adesso lo fissava ansimante.

«Salutami mio padre, meretrice» le sussurrò in estasi.

Furono le ultime parole che Radoet la Pazza udì.

Fuori, il crepuscolo aveva ormai lasciato definitivamente il posto alla notte più buia che il Raniamene avesse mai conosciuto sino ad allora.

Iniziava così l’era di Ostikan.

Categorie

Lascia un commento

95 Commenti

  • Wow, bel finale anche se è chiaro che ci sarà una II stagione.
    Comunque una bella storia, un po’ troppi intrecci che bisognava riprendere per procedere con la lettura, ma ciò è solo un problema dovuto al tempo che intercorre tra un capitolo e l’altro. Bravo, alla prossima ??

  • Certo che questo Ostikan sembra l’anticristo in persona 😀
    Gran bel finale, mi è piaciuto molto, e anche se getta chiaramente le basi per il seguito, rappresenta comunque una degna conclusione di questa prima parte! Ripensandoci col senno di poi, forse mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa di più sul personaggio della strega senza poteri, che all’inizio era quello che mi incuriosiva di più, ma spero che per lei ci sarà più spazio nel seguito.
    Per il resto è stato nel complesso un gran bel racconto e sono contento di averlo seguito, mi sono piaciute molto le storie intrecciate così come lo stile utilizzato: asciutto, violento al punto giusto, forse un po’ troppo frammentato per i miei gusti, ma in ogni caso molto adatto al tipo di storia raccontata, ti faccio i miei complimenti! Ci si rivede col seguito, a presto!

  • Mamma che casino! La Pazza e l’Assassino… che bella scelta… ma qualcuno di decente no? 😉

    Devo dire che la storia prende molto, quindi ti attendo al varco per il seguito 🙂

    Ciao 🙂
    PS: letto “l’undicesimo capitolo”: sappiamo che hanno tutti fallito!

  • E con questo capitolo finisce la prima parte di questa storia. Ne approfitto per ringraziare a voi tutti che avete scelto di seguirmi, di correggermi e di consigliarmi per migliorare la mia scrittura. Il tutto è stato estremamente utile per me.

    Voglio rassicuravi anche sul fatto che il seguito ci sarà. Mi sforzerò di concretizzarlo il più presto possibile!

    Di seguito potete leggere in esclusiva la prima parte dell’undicesimo capitolo 😀

    Saionara a tutti!



    Palazzo imperiale, 11 anni fa
    All’imbrunire

    Taniaca e Vardan erano nella sala privata degli Artsruni, soli.

    Oltre alla stirpe dei maghi imperiali, solo i sovrani regnanti e pochissimi altri fortunati potevano ammirare quello spettacolo.

    La cupola in alto era retta da gigantesche colonne finemente intarsiate. Le combinazioni di colori sulle ampie vetrate raffiguravano i fondatori della famiglia, mentre le pareti della sala erano decorate di mosaici bellissimi.

    Tutta la storia del Raniamene era raffigurata sulle sue mura e li stava osservando.

    Si trovavano esattamente al centro, seduti sulle tribune disposte a semicerchio intorno a un punto ribassato del pavimento.

    Taniaca poteva solo immaginare la magnificenza che quel luogo poteva acquistare alle prime luci dell’alba. Quanto l’oscurità si dissolveva e una nuova luce di speranza inondava il mondo.

    Una luce che la loro patria non vedeva da molto tempo oramai.

    «Credi ancora a quelle vecchie storie, Taniaca?»
    «Ma Vardan non è stato un tuo antenato a scriverle? Sono secoli che preti e sacerdoti ci ammorbano sulla profezia e tutto il resto. I segni ci sono tutti. È questa la notte in cui possiamo cambiare il destino del Raniamene!»

    Lo stregone sospirò stropicciandosi la faccia con le mani.

    «Ahh Taniaca…»
    «Cosa?»
    «Ti sto solo invitando a ragionare su quello che stai per fare»

    Vardan fece una breve pausa e poi riprese.

    «Le Storie del Crepuscolo sono state scritte secoli fa in una lingua che non parla più nessuno in queste terre e i cui veri testi o sono andati perduti o sono stati rimaneggiati migliaia di volte dagli scribi di corte che li hanno ricopiati. Nessuno ne conosce veramente la versione originale. Quello su cui Ostikan… Sì sappiamo che vi siete alleati con lui» aggiunse davanti alla faccia stupita dell’altro. «Quello sui cui lui e tutti voi state puntando è solo un racconto senza fondamento. E tutti i segni che vedete o volete vedere, stai pur certo che anche altri in passato sono stati convinti di averli visti e ne ha pagato le conseguenze»

    «Quindi sapete già tutto, eh?» ribatté l’altro.
    «Esatto»
    «E lo sa anche la sovrana?»
    «Non ci ha chiesto se lo sapevamo…»

    Taniaca reagì con una grassa risata.

    «Ahhh voi Artsruni siete incredibili. Quindi pensate che sia una follia ma volete rimanere in disparte facendo fare a noi il lavoro sporco, eh?»
    «Siete voi che volete sostituire una pazza con un assassino»
    «Meglio Ostikan che una folle, vuoi contraddirmi anche su questo?»

    Vardan non rispose, limitandosi a fissare con sguardo vacuo la sala.

    «Non ci sarà né perdono né riscatto per quello che farete stanotte» sentenziò alla fine il Mago.
    «Solo se falliamo» gli rispose il Consigliere

  • Forse un po’ un classico il fatto di salvarsi all’ultimo dall’esecuzione, ma ci sta e funziona! Molto bello l’incontro con il capo dei nemici, così come tutte le descrizioni, e ho trovato azzeccata l’idea di dargli un leggero accento straniero. Visto che se ne è parlato molto, voto per finire con Ostikan!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi