Sulla montagna

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede? Ivan e Gabriele hanno una prima conversazione (67%)

La salita

“Quanto ci vuole?” aveva chiesto impaziente il ragazzo nuovo.
Ivan avrebbe voluto sorridere: erano partiti da soli cinque minuti e la strada era ancora assai lunga.
“Almeno due ore, ma dobbiamo darci una mossa” gli aveva risposto.
La salita era prima dolce, costeggiando il fiume e poi d’un tratto si faceva ripida. Ivan che conosceva quel sentiero a memoria avrebbe voluto avvisare Gabriele che sembrava essere nello spirito di una gita fuori porta, ma preferiva continuare il percorso con il suo passo sostenuto e lasciarlo indietro. Al secondo tornante c’era un piccolo spiazzo e non vedendolo arrivare, si era deciso ad aspettarlo perché nemmeno guardando indietro scorgeva la sagoma del ragazzo. Dopo dieci lunghi minuti era arrivato, con la faccia paonazza e il fiato corto. 
“Ma che cazzo… non poteva portarci su tuo nonno” aveva detto Gabriele “che cazzo di lavoro è…”
“Senti, non so cosa ti hanno detto, ma dobbiamo darci una bella sbrigata” aveva replicato Ivan “altrimenti arriviamo tardi e dobbiamo anche montare la tenda o vuoi dormire al gelo?” 
Gabriele l’aveva squadrato dalla testa ai piedi.
“Ma che cazzo vuoi, tu vai e io ti raggiungo”
Ivan era sorpreso da quante volte in due frasi avesse replicato la parola “cazzo”. Lo aveva guardato dritto negli occhi che Gabriele aveva prontamente abbassato e si era girato per continuare per la sua strada.
“Aspetta che non so la strada” aveva sentito in lontananza mentre stava per voltare nel terzo tornante. 
Ivan non voleva cedere, era come dargliela vinta e poi come si permetteva di trattarlo così? Però si era fermato, sentendo in testa la voce del nonno che gli suggeriva di contenersi.
“Sei uno sfigato” aveva dichiarato Gabriele “e poi rallenta, cazzo!” 
“Se la smettessi di fumare” gli era uscita spontanea e subito se n’era pentito.
Camminando a fianco di quello strano e all’apparenza violento ragazzo si era accorto che aveva qualche tatuaggio qua e là. Ivan immaginava il mese che gli spettava: una continua sofferenza vicino a una persona totalmente squilibrata. Lo guardava e i suoi modi di fare erano al limite del ridicolo: camminava con le gambe larghe, ogni tanto sputava per terra e serrava i pugni a ogni ostacolo da affrontare. 
Un’ora di camminata era trascorsa, in silenzio ognuno con i propri pensieri. Ivan aveva rallentato la sua andatura, mentre Gabriele l’aveva dovuta accelerare e aveva smesso di fumare ogni due per tre. 
“Tuo nonno mi ha detto che vieni qua tutte le estati” aveva iniziato Gabriele “ma chi te lo fa fare? Non vai in vacanza?”
“A me piace stare fra la natura, mi rilasso qui”
“Ma cosa sei, ricchione? D’estate si fanno le cose divertenti!”
Ivan avrebbe voluto troncare la conversazione, ma al contempo era la prima che stavano avendo.
“Io mi diverto qui e poi vengo pagato”
“Speriamo paghi bene tuo nonno”
“Se lavori bene si”
“E io non manco come cazzo si fa” aveva risposto Gabriele “cosa dobbiamo fare di preciso?” 
“Tenere a bada le pecore, controllarle…” 
“Le pecore… E a cosa serve la tenda?”
Ivan si era fermato a pensare: faceva sul serio?
“Oh ma ti muovi” lo aveva richiamato Gabriele “e poi me lo dici o no a cosa serve?”
“A ripararsi dal freddo di notte… o quando piove?”
“Ma se è estate, che freddo vuoi che fa!”
Era palese che Gabriele non conoscesse le temperature di montagna ad alta quota. 
“Vedremo stasera cosa dirai”
Gabriele aveva alzato le sopracciglia.
“Ma nemmeno ci divertiamo? Qualche bella ragazza? Un po’ di divertimento?”
Quel ragazzo era insistente e a Ivan tutte quelle domande davano un certo fastidio. Avrebbe voluto ascoltare gli uccellini cinguettare e le foglie muoversi a causa del vento. Invece quei suoi naturali erano disturbati da un interrogatorio improbabile.
“L’unica cosa che vedrai sono le pecore, mettiti il cuore in pace”
“Quanto cazzo sei noioso!” 
Una risata era uscita dalla bocca di Gabriele, ma si era troncata dopo subito vedendo la non reazione di Ivan.

“Stiamo camminando da un’ora e mezza se non di più, quanto manca?” 
Agli occhi di Ivan, Gabriele sembrava uno di quei bambini impazienti di stare in macchina che, appena sistemati sul seggiolino, iniziano a domandare imperterriti il tempo restante del viaggio. 
“Manca poco, dieci minuti”
“Al tuo passo o al mio?”
“Facciamo venti” gli aveva risposto frettolosamente.
L’ultima ripida salita era stata percorsa da Ivan in modo veloce e agile, mentre Gabriele tentennava a ogni masso che si trovava davanti ai piedi. Al suo arrivo si era fermato e aveva tenuto il fiato sospeso. Gli occhi dei due ragazzi si erano incrociati per qualche secondo e Gabriele sembrava avere una scintilla nello sguardo. Teneva la bocca chiusa e aveva girato la testa da destra verso sinistra per poi fare il movimento contrario. Non aveva detto niente, ma Ivan sapeva che si era incantato di fronte a quella meraviglia. 

Cosa succede?

  • Ivan insegna a Gabriele a montare la tenda e accendere il fuoco (100%)
    100
  • Il nonno li richiama per averci messo troppo tempo (0%)
    0
  • Ivan e Gabriele passano la prima notte a litigare (0%)
    0
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64 Commenti

  • Bellissimo finale, giorgiab. Il modo in cui hai trattato i tuoi personaggi è sempre stato dolce e clemente, ma li hai messi davanti a delle evidenze dure e delle emozioni difficili. Da com’è la tua prosa sembra tu voglia molto bene ai tuoi personaggi: è un peccato che questo racconto non abbia avuto più seguito, onestamente.
    Ti faccio i miei complimenti ed auguri per il futuro. Se vuoi continuare a leggere, non dimenticare di passare a trovarmi, ti aspetto :)))) a presto!

  • Bel finale, devo dire che continua a sembrarmi un po’ strano che siano passati anni prima che si rivedessero, però mi è piaciuta l’idea di farli incontrare di nuovo dopo tanto tempo perché questo mostra la profondità del loro legame, molto ben rappresentato in questo finale. Ogni tanto ho notato qualche sbavatura e imprecisione (in questo capitolo per esempio la frase “per godersi quel primo tramonto che aprile la stagione”), però in generale confermo che è un racconto che mi è piaciuto molto, specialmente per come si è sviluppata la storia e per come è evoluto il rapporto tra i due protagonisti!

  • “Era sempre stato un ragazzo solitario, uno di quelli che passano inosservati in una folla e che preferiscono stare in silenzio piuttosto che riempire il vuoto con parole superficiali”: ma stai praticamente parlando di me, come hai fatto? 😀
    A parte gli scherzi, anche questo capitolo mi è piaciuto molto, e ciò che prova Gabriele nei confronti del padre ora è molto chiaro. Solo una frase non ho capito, “Gabriele che si guardava i piedi, pensieroso”: inserita così mi sembra che sia formulata male o che manchi qualche elemento, o forse mi è sfuggito qualcosa a me. Per il resto niente da dire, ottima conclusione di un racconto altrettanto ottimo! Per il finale voto la città, visto che è l’ambientazione opposta a quella di tutto il racconto.

    p.s. Un’ultima osservazione da pignolo: premettendo che l’idea di farli incontrare nuovamente dopo qualche anno mi piace, non è strano che due ragazzi divenuti così amici non si rivedano per tutto questo tempo?

    • La descrizione potrebbe essere anche la mia, non ho avuto grosse difficoltà! 😛
      Per la frase, hai ragione, mi è scappato un “che” di troppo: probabilmente nel rileggere non ci ho fatto caso visto che ho cambiato un po’ di versioni prima di pubblicare il capitolo.
      Ti ringrazio per il feedback e anche per le osservazioni… credo che capirai il perché non si siano rivisti per qualche tempo nell’ultimo capitolo (se non cambio idea prima ahah)

  • Bel colpo di scena, non me l’aspettavo proprio! Solo che non ho capito del tutto la reazione di Gabriele, nel senso che non ho capito bene se si sente in colpa per il fatto di aver desiderato in passato che succedesse qualcosa di male al padre, o per il fatto di non provare pietà e di non sentirsi riavvicinato a lui. Comunque voto per farli incontrare in città dopo qualche mese. Dopo questo distacco mi sembra giusto far passare un po’ di tempo, e nonostante quel “ma” mi incuriosisca, non credo che Ivan andrebbe in ospedale a cercare Gabriele 😀

  • Devo dire che questo racconto mi sta piacendo veramente tanto!
    Di questo capitolo ho apprezzato in particolare l’idea che Ivan non sia più “padrone” incontrastato di quel luogo, ma che Gabriele, con il suo carattere più predominante, possa arrivare a prendere il controllo, per così dire, anche se non intendo in maniera negativa; è un po’ come se questi due personaggi, all’inizio forse un po’ stilizzati, o comunque contrapposti in maniera netta, a ogni capitolo si arricchissero di nuove sfumature che rimescolano le carte in tavola, e penso che sia questo uno dei punti di forza maggiori del racconto, oltre a uno sviluppo coinvolgente della storia.
    Dal momento che hanno già parlato abbastanza e che non penso valga la pena spendere un capitolo intero per dei flashback, voto per la brutta notizia!

  • Ciao giorgiab 🙂 scusa ci ho messo un po’ a leggere. Volevo farti i complimenti: la struttura della storia, fino ad ora, è perfetta. Leggere un po’ della tua bio mi ha anche aiutato.
    I dialoghi sono accesi, hanno un ritmo che fila e che rivela tutte le caratteristiche dei personaggi.
    Ho votato per un’avventura nel bosco: cosa accadrà ora che i due sono quasi amici e che sanno l’uno dell’altro?
    Ti seguo ed aspetto con ansia il prossimo capitolo!

  • Gabriele racconta la sua storia, semplicemente perché il prossimo è il capitolo 5. Tuttavia non è che inizia a narrare punto e basta: sarà Ivan a dir qualcosa (od a far qualcosa) che farà sì che Gabriele improvvisamente inizi a parlare (con sorpresa del ragazzo). Il che cosa ovviamente non lo so 😉

    Ciao 🙂

  • Sembra l’inizio di una bella avventura nella natura, che non risparmierà colpi di scena e sorprese. Due ragazzi molto diversi ma che potranno affrontare molte storie insieme. Per esempio Gabriele nasconde un segreto? E’ pericoloso?

    • L’idea per il protagonista mi è venuta dopo aver visto un film… Hai centrato il punto: Ivan la vede come un’intrusione (ma non è troppo diffidente) mentre l’altro ragazzo è proprio fuori dalla sua comfort zone. Vediamo insieme che succede!

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