Sulla montagna

Dove eravamo rimasti?

Che cosa succede? Gabriele racconta la sua storia (75%)

Fragilità

“Ecco dov’eri finito!” Ivan con la sua voce squillante si era tolto la preoccupazione di averlo perso chissà dove fra i sentieri mal tracciati della montagna.
Sentendolo però Gabriele era rimasto immobile. I piedi immersi nello specchio d’acqua e la testa fissa verso un punto indefinito davanti a sé. 
“Gabriele?” aveva intonato Ivan “stai bene?”
Quando il ragazzo si era girato Ivan aveva notato i suoi occhi: erano rossi, come fossero infuocati e decisamente persi. 
“Sarà meglio tornare alla base, Gabriele, non sembra tu stia bene” aveva continuato Ivan nella speranza di muoverlo, eppure sembrava di pietra. L’unico movimento percettibile era quello del suo respiro, il petto che lentamente si alzata e si abbassava a cadenza lenta e regolare.
“Io…” aveva pronunciato Gabriele dopo parecchio tempo “io… io… non ries… non riesco” 
Ivan gli aveva allungato la borraccia con dell’acqua fresca, ma il braccio di Gabriele sembrava non rispondere allo stimolo. Soltanto le dita erano scosse da leggeri tremolii.
“Ascolta me Gabriele, adesso mangia questo e poi cerchiamo di tornare alla base, si sta facendo buio e non possiamo stare qui”
Lentamente Ivan lo aveva aiutato a portarsi alla bocca il panino. A ogni morso sembrava riprendere gradualmente il controllo e, una volta finito, erano tornati barcollando alla base.
Gabriele non aveva ancora pronunciato una parola, mentre Ivan lo teneva d’occhio spaventato dalla situazione. Era passato dal vederlo forte e prepotente a non riconoscere quella persona fragile che gli si era presentata davanti.
Ivan aveva acceso il fuoco, con più facilità rispetto alla prima sera, e aveva portato a Gabriele una coperta. Poi aveva cucinato due porzioni di ramen in scatola aggiungendoci dell’acqua bollente. Anche la cena era stata accompagnata dal solo rumore della natura e dello scoppiettare del fuoco.
“Stai meglio?” aveva chiesto Ivan terminata la misera cena.
“Sì” la risposta era stata data con voce sommessa.
“Che ne dici di fare quella passeggiata?” 
La proposta di Ivan era arrivata inaspettata alle sue stesse orecchie eppure vedendosi confrontandosi con quella fragilità era stato scosso da una ventata di empatia che mai avrebbe pensato di provare, soprattutto per Gabriele. 
“Il posto è qui vicino, vedrai” aveva proseguito.
Gabriele si era alzato, lasciando la coperta vicino al fuoco che prontamente Ivan aveva spostato e con due torce si erano incamminati in un sentiero stretto e selvaggio.
Dopo nemmeno un quarto d’ora di camminata erano giunti a un laghetto, su cui la luna si rifletteva. Gabriele gli aveva tenuto il passo, seppur faticando nei tratti più ripidi e ostacolati dalla natura incontaminata.
La destinazione era un posto che Ivan conosceva bene e la bellezza della luna riflessa dentro l’acqua era rilassante alla vista. Si era tolto i pantaloni e la camicia e si era buttato nel laghetto. L’acqua gelida gli dava la sensazione di avere degli spilli conficcati nella pelle, ma anche di libertà assoluta.
“Dai vieni!” aveva detto a Gabriele.
“Non posso…” 
“Secondo me ti riprendi, è gelida!”
Gabriele aveva stretto le braccia sui fianchi, come per coprirsi. 
“Ieri ho visto i lividi, puoi venire” aveva detto in tono secco Ivan.
Intimorito dalla reazione del ragazzo, Ivan era pronto al peggio invece Gabriele si era tolto i vestiti e si era tuffato.
“Cazzo!” aveva esclamato “quando cazzo è fredda!”
Finalmente Ivan lo riconosceva. Era forse tornato in lui?

Il bagno era durato quel poco tempo necessario per rimettersi in sesto, poi entrambi erano usciti e si erano seduti fianco a fianco sull’erba.
“Qui vengo spesso” aveva incominciato a raccontare Ivan “mi calma… e ho pensato che, sai, poteva avere un effetto simile su di te”
Gabriele si toccava nervosamente i capelli bagnati.
“Sai che poteva finire male oggi, vero? Se non vuoi parlare a me va bene, ma non voglio finire io in pericolo per te”
Nonostante questa piccola provocazione, ancora nessuna reazione era scaturita nel ragazzo che continuava imperterrito a rigirarsi fra le mani prima i capelli, poi i ciuffi d’erba. Si erano asciugati i corpi freddi, avevano indossato di nuovo i vestiti, ma Ivan aveva rinunciato a qualsiasi forma di conversazione perché non sapeva se e come approcciarsi. Nella sua testa riecheggiavano le immagini del Gabriele prepotente dei giorni precedenti e non voleva trovarsi con un cazzotto stampato in faccia.
“Sei fortunato tu, sai, tuo nonno sembra un tipo a posto” la voce di Gabriele aveva colto di sorpresa Ivan “non dovresti saperlo, però… quelle botte me le da’ mio padre”
Ivan era sorpreso: com’era possibile che un amico del nonno fosse violento a tal punto? E soprattutto lui cosa poteva fare?
“Per questo ti ha mandato qua?” gli aveva chiesto.
“Vai a farti dei soldi, mi ha detto, e nemmeno ha chiesto la mia opinione, ma per lui non esisto anzi sono il suo sacco da boxe per sfogarsi quando gli girano…ma non credo sia una storia da raccontare, perciò è meglio se torniamo”
Gabriele era turbato.

Come prosegue?

  • Ricevono una visita dal nonno di Ivan e dal padre di Gabriele (14%)
    14
  • Arriva una grandinata (43%)
    43
  • Gabriele sveglia Ivan durante la notte (43%)
    43
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64 Commenti

  • Bellissimo finale, giorgiab. Il modo in cui hai trattato i tuoi personaggi è sempre stato dolce e clemente, ma li hai messi davanti a delle evidenze dure e delle emozioni difficili. Da com’è la tua prosa sembra tu voglia molto bene ai tuoi personaggi: è un peccato che questo racconto non abbia avuto più seguito, onestamente.
    Ti faccio i miei complimenti ed auguri per il futuro. Se vuoi continuare a leggere, non dimenticare di passare a trovarmi, ti aspetto :)))) a presto!

  • Bel finale, devo dire che continua a sembrarmi un po’ strano che siano passati anni prima che si rivedessero, però mi è piaciuta l’idea di farli incontrare di nuovo dopo tanto tempo perché questo mostra la profondità del loro legame, molto ben rappresentato in questo finale. Ogni tanto ho notato qualche sbavatura e imprecisione (in questo capitolo per esempio la frase “per godersi quel primo tramonto che aprile la stagione”), però in generale confermo che è un racconto che mi è piaciuto molto, specialmente per come si è sviluppata la storia e per come è evoluto il rapporto tra i due protagonisti!

  • “Era sempre stato un ragazzo solitario, uno di quelli che passano inosservati in una folla e che preferiscono stare in silenzio piuttosto che riempire il vuoto con parole superficiali”: ma stai praticamente parlando di me, come hai fatto? 😀
    A parte gli scherzi, anche questo capitolo mi è piaciuto molto, e ciò che prova Gabriele nei confronti del padre ora è molto chiaro. Solo una frase non ho capito, “Gabriele che si guardava i piedi, pensieroso”: inserita così mi sembra che sia formulata male o che manchi qualche elemento, o forse mi è sfuggito qualcosa a me. Per il resto niente da dire, ottima conclusione di un racconto altrettanto ottimo! Per il finale voto la città, visto che è l’ambientazione opposta a quella di tutto il racconto.

    p.s. Un’ultima osservazione da pignolo: premettendo che l’idea di farli incontrare nuovamente dopo qualche anno mi piace, non è strano che due ragazzi divenuti così amici non si rivedano per tutto questo tempo?

    • La descrizione potrebbe essere anche la mia, non ho avuto grosse difficoltà! 😛
      Per la frase, hai ragione, mi è scappato un “che” di troppo: probabilmente nel rileggere non ci ho fatto caso visto che ho cambiato un po’ di versioni prima di pubblicare il capitolo.
      Ti ringrazio per il feedback e anche per le osservazioni… credo che capirai il perché non si siano rivisti per qualche tempo nell’ultimo capitolo (se non cambio idea prima ahah)

  • Bel colpo di scena, non me l’aspettavo proprio! Solo che non ho capito del tutto la reazione di Gabriele, nel senso che non ho capito bene se si sente in colpa per il fatto di aver desiderato in passato che succedesse qualcosa di male al padre, o per il fatto di non provare pietà e di non sentirsi riavvicinato a lui. Comunque voto per farli incontrare in città dopo qualche mese. Dopo questo distacco mi sembra giusto far passare un po’ di tempo, e nonostante quel “ma” mi incuriosisca, non credo che Ivan andrebbe in ospedale a cercare Gabriele 😀

  • Devo dire che questo racconto mi sta piacendo veramente tanto!
    Di questo capitolo ho apprezzato in particolare l’idea che Ivan non sia più “padrone” incontrastato di quel luogo, ma che Gabriele, con il suo carattere più predominante, possa arrivare a prendere il controllo, per così dire, anche se non intendo in maniera negativa; è un po’ come se questi due personaggi, all’inizio forse un po’ stilizzati, o comunque contrapposti in maniera netta, a ogni capitolo si arricchissero di nuove sfumature che rimescolano le carte in tavola, e penso che sia questo uno dei punti di forza maggiori del racconto, oltre a uno sviluppo coinvolgente della storia.
    Dal momento che hanno già parlato abbastanza e che non penso valga la pena spendere un capitolo intero per dei flashback, voto per la brutta notizia!

  • Ciao giorgiab 🙂 scusa ci ho messo un po’ a leggere. Volevo farti i complimenti: la struttura della storia, fino ad ora, è perfetta. Leggere un po’ della tua bio mi ha anche aiutato.
    I dialoghi sono accesi, hanno un ritmo che fila e che rivela tutte le caratteristiche dei personaggi.
    Ho votato per un’avventura nel bosco: cosa accadrà ora che i due sono quasi amici e che sanno l’uno dell’altro?
    Ti seguo ed aspetto con ansia il prossimo capitolo!

  • Sembra l’inizio di una bella avventura nella natura, che non risparmierà colpi di scena e sorprese. Due ragazzi molto diversi ma che potranno affrontare molte storie insieme. Per esempio Gabriele nasconde un segreto? E’ pericoloso?

    • L’idea per il protagonista mi è venuta dopo aver visto un film… Hai centrato il punto: Ivan la vede come un’intrusione (ma non è troppo diffidente) mentre l’altro ragazzo è proprio fuori dalla sua comfort zone. Vediamo insieme che succede!

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