Sulla montagna

Dove eravamo rimasti?

Come prosegue? Gabriele sveglia Ivan durante la notte (43%)

Insonnia

“Ivan, cazzo! Svegliati” il tono minaccioso di Gabriele aveva fatto saltare Ivan dal materassino.
Gli erano bastati pochi secondi per mettersi in sesto perché temeva una reazione eccessiva da parte di quel ragazzo.
“Non senti che vento? Cosa sta succedendo?”
In effetti Ivan non ci aveva fatto caso, ma c’erano delle forti folate che muovevano la tenda, dando l’impressione che non fosse fissata a terra.
“Starà arrivando un temporale” gli aveva risposto.
“E che facciamo?!” Gabriele sembrava spaventato.
“Niente, aspettiamo che passi”
Nemmeno il tempo di dirlo che un tuono aveva fatto tremare il terreno, facendo sobbalzare Gabriele dalla paura.
“Cazzo” aveva ripetuto per l’ennesima volta Gabriele “sto gelando”
Ivan era intimorito dall’idea di aprire la tenda e lasciare che il vento la buttasse giù, ma ricordava la fragilità del ragazzo che si trovava davanti e voleva in qualche modo proteggerlo.
“Senti, io vado a prenderti la felpa, ma tu devi chiudere subito” aveva spiegato a Gabriele che aveva prontamente annuito.
Gabriele aveva lasciato la sua felpa fuori, vicino alle loro provviste, a qualche passo dalla tenda. Così Ivan era uscito di corsa, per recuperarla. Quando era tornato aveva trovato Gabriele con in mano una bottiglia di vodka.
“Ma non dormi?”
“Non riesco ragazzetto, è tutta notte che mi giro” gli aveva risposto Gabriele “perché non stai sveglio con me?”
Nonostante il tono strafottente, Ivan ci aveva letto una sorta di debolezza, così si era seduto a gambe incrociate davanti a quel ragazzo che aveva la faccia sconvolta.
Dopo qualche sorso di vodka, Gabriele aveva iniziato a parlare come se Ivan non fosse presente.
“Cazzo, non dovevo dirti di mio padre…” diceva sottovoce “Se viene qua con tuo nonno? Lo capirà e poi cosa succede? Dovevo fare attenzione! Cazzo! Non posso essere menato ancora! Già mi ha rotto una costola una volta, cazzo!”
Sembrava irrequieto. Ivan non sapeva se immischiarsi oppure rimanere in silenzio. Sicuramente l’alcol non era stata una buona idea visto lo stato di agitazione, ma avrebbe potuto fermarlo in qualche modo?
“Se avessi qualcosa, me la prenderei subito…” continuava Gabriele “così almeno starei meglio… e poi che vento c’è? Cazzo! Siamo qua senza niente e mi sto cagando addosso, nemmeno una sigaretta posso fumare qua dentro!”
Il respiro di Gabriele si faceva irregolare e corto. I suoi occhi erano sgranati e assenti.
“Gabriele dammi la bottiglia”
“Adesso devi fare il guastafeste?”
“Non me lo faccio ripetere due volte”
Con un colpo più veloce dei riflessi del ragazzo ormai brillo, Ivan gli aveva strappato la bottiglia di vodka di mano e l’aveva appoggiata dietro alla sua schiena. Gabriele in un primo momento aveva alzato la mano gesticolando un pugno, ma mentre prendeva la mira verso lo stomaco di Ivan era successo qualcosa di strano.
Si era immobilizzato per qualche secondo. Il respiro si era agitato. Era un attacco di panico.
“Gabriele” aveva detto Ivan “guardami, concentrati sul tuo respiro”
“Caz…zo…lascia…mi…sta…r…” cercava di svincolarsi dalla presa di Ivan che forte lo teneva per le braccia.
“Calmati” la voce di Ivan era tranquilla.
Un respiro, due respiri, tre respiri, quattro respiri. Sembrava tranquillizzarsi.
Il volto aveva ripreso colore, gli occhi sembravano più rilassati e le sopracciglia si erano distese.
“Bevi un sorso d’acqua” gli aveva detto Ivan prima di coricarsi per tornare a dormire.
Gabriele aveva preso la borraccia e lentamente se l’era portata alla bocca, con lo sguardo basso e imbarazzato. Nessuno dei due voleva dire niente: Ivan sapeva che non avrebbe potuto chiedere niente e Gabriele era visibilmente a disagio.
Dopo mezzora, quando Ivan si era addormentato di sasso ascoltando il rumore del vento, Gabriele l’aveva svegliato una seconda volta. L’alcol e l’attacco di panico erano una combinazione terribile.
“Ivan… Ivan…”
“Che c’è?”
“Non riesco a dormire”
“Che c’è?” aveva ripetuto Ivan.
“Cosa succede se viene qua mio padre?”
“Non può farti nulla, ci sono io”
“Questa è proprio una cosa da ricchioni”
“Ma vaffanculo”
Ivan aveva notato che il vento si era calmato.
“Ivan?”
“Che c’è?”
“Grazie per prima…”
“Non c’è di che”
“Posso stare vicino a te?”
“Vieni, ma guarda che non sono frocio” la voce di Ivan aveva imitato quella del ragazzo in una delle loro prime conversazioni.
Ivan aveva ripreso subito sonno, mentre Gabriele era riuscito ad addormentarsi soltanto sentendo il calore di quel ragazzo vicino a lui. Nelle poche ore di sonno rimaste era tornato il padre a fargli visita.
Quando Ivan si era svegliato, prima del ragazzo, l’aveva visto agitarsi sul materassino, con la bocca spalancata e gli occhi stretti. Si dimenava.
“Gabriele? Gabriele?”
“Eh?”
“Tutto ok?”
“Forse mi alzo”
Per la prima volta da quando erano lassù, Gabriele si era svegliato in pochissimo tempo e aveva aiutato Ivan con le prime faccende della giornata.
“Dì qualcosa e ti ammazzo” gli aveva detto in tono minaccioso mentre andavano verso le pecore.
“Ora sì che sei tornato in te” aveva risposto sorridendo Ivan.

Come prosegue la storia?

  • I ragazzi si perdono nel bosco (60%)
    60
  • Il padre di Gabriele sale a fargli visita (20%)
    20
  • Il nonno concede ai ragazzi un weekend libero in città (20%)
    20
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

64 Commenti

  • Bellissimo finale, giorgiab. Il modo in cui hai trattato i tuoi personaggi è sempre stato dolce e clemente, ma li hai messi davanti a delle evidenze dure e delle emozioni difficili. Da com’è la tua prosa sembra tu voglia molto bene ai tuoi personaggi: è un peccato che questo racconto non abbia avuto più seguito, onestamente.
    Ti faccio i miei complimenti ed auguri per il futuro. Se vuoi continuare a leggere, non dimenticare di passare a trovarmi, ti aspetto :)))) a presto!

  • Bel finale, devo dire che continua a sembrarmi un po’ strano che siano passati anni prima che si rivedessero, però mi è piaciuta l’idea di farli incontrare di nuovo dopo tanto tempo perché questo mostra la profondità del loro legame, molto ben rappresentato in questo finale. Ogni tanto ho notato qualche sbavatura e imprecisione (in questo capitolo per esempio la frase “per godersi quel primo tramonto che aprile la stagione”), però in generale confermo che è un racconto che mi è piaciuto molto, specialmente per come si è sviluppata la storia e per come è evoluto il rapporto tra i due protagonisti!

  • “Era sempre stato un ragazzo solitario, uno di quelli che passano inosservati in una folla e che preferiscono stare in silenzio piuttosto che riempire il vuoto con parole superficiali”: ma stai praticamente parlando di me, come hai fatto? 😀
    A parte gli scherzi, anche questo capitolo mi è piaciuto molto, e ciò che prova Gabriele nei confronti del padre ora è molto chiaro. Solo una frase non ho capito, “Gabriele che si guardava i piedi, pensieroso”: inserita così mi sembra che sia formulata male o che manchi qualche elemento, o forse mi è sfuggito qualcosa a me. Per il resto niente da dire, ottima conclusione di un racconto altrettanto ottimo! Per il finale voto la città, visto che è l’ambientazione opposta a quella di tutto il racconto.

    p.s. Un’ultima osservazione da pignolo: premettendo che l’idea di farli incontrare nuovamente dopo qualche anno mi piace, non è strano che due ragazzi divenuti così amici non si rivedano per tutto questo tempo?

    • La descrizione potrebbe essere anche la mia, non ho avuto grosse difficoltà! 😛
      Per la frase, hai ragione, mi è scappato un “che” di troppo: probabilmente nel rileggere non ci ho fatto caso visto che ho cambiato un po’ di versioni prima di pubblicare il capitolo.
      Ti ringrazio per il feedback e anche per le osservazioni… credo che capirai il perché non si siano rivisti per qualche tempo nell’ultimo capitolo (se non cambio idea prima ahah)

  • Bel colpo di scena, non me l’aspettavo proprio! Solo che non ho capito del tutto la reazione di Gabriele, nel senso che non ho capito bene se si sente in colpa per il fatto di aver desiderato in passato che succedesse qualcosa di male al padre, o per il fatto di non provare pietà e di non sentirsi riavvicinato a lui. Comunque voto per farli incontrare in città dopo qualche mese. Dopo questo distacco mi sembra giusto far passare un po’ di tempo, e nonostante quel “ma” mi incuriosisca, non credo che Ivan andrebbe in ospedale a cercare Gabriele 😀

  • Devo dire che questo racconto mi sta piacendo veramente tanto!
    Di questo capitolo ho apprezzato in particolare l’idea che Ivan non sia più “padrone” incontrastato di quel luogo, ma che Gabriele, con il suo carattere più predominante, possa arrivare a prendere il controllo, per così dire, anche se non intendo in maniera negativa; è un po’ come se questi due personaggi, all’inizio forse un po’ stilizzati, o comunque contrapposti in maniera netta, a ogni capitolo si arricchissero di nuove sfumature che rimescolano le carte in tavola, e penso che sia questo uno dei punti di forza maggiori del racconto, oltre a uno sviluppo coinvolgente della storia.
    Dal momento che hanno già parlato abbastanza e che non penso valga la pena spendere un capitolo intero per dei flashback, voto per la brutta notizia!

  • Ciao giorgiab 🙂 scusa ci ho messo un po’ a leggere. Volevo farti i complimenti: la struttura della storia, fino ad ora, è perfetta. Leggere un po’ della tua bio mi ha anche aiutato.
    I dialoghi sono accesi, hanno un ritmo che fila e che rivela tutte le caratteristiche dei personaggi.
    Ho votato per un’avventura nel bosco: cosa accadrà ora che i due sono quasi amici e che sanno l’uno dell’altro?
    Ti seguo ed aspetto con ansia il prossimo capitolo!

  • Gabriele racconta la sua storia, semplicemente perché il prossimo è il capitolo 5. Tuttavia non è che inizia a narrare punto e basta: sarà Ivan a dir qualcosa (od a far qualcosa) che farà sì che Gabriele improvvisamente inizi a parlare (con sorpresa del ragazzo). Il che cosa ovviamente non lo so 😉

    Ciao 🙂

  • Sembra l’inizio di una bella avventura nella natura, che non risparmierà colpi di scena e sorprese. Due ragazzi molto diversi ma che potranno affrontare molte storie insieme. Per esempio Gabriele nasconde un segreto? E’ pericoloso?

    • L’idea per il protagonista mi è venuta dopo aver visto un film… Hai centrato il punto: Ivan la vede come un’intrusione (ma non è troppo diffidente) mentre l’altro ragazzo è proprio fuori dalla sua comfort zone. Vediamo insieme che succede!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi