Sulla montagna

Dove eravamo rimasti?

Che cosa succede? Il nonno di Ivan li raggiunge per dare a Gabriele una "brutta" notizia (50%)

Fra il bene e il male

Le giornate passavano tutte uguali: al mattino era necessario controllare le pecore, sistemare il recinto e rifornirsi di acqua. Alcune volte facevano delle passeggiate, rimanevano in silenzio di fronte alla grandezza della natura in cui anche Gabriele aveva imparato a immergersi o si buttavano nei laghetti ghiacciati che trovavano sui loro percorsi. Il pomeriggio rimanevano alla base, ognuno per i fatti suoi, scambiandosi le battute necessarie per far passare il tempo che veniva scandito dalla posizione del sole rispetto alle montagne.
Quella quotidianità era stata spezzata durante un pranzo. Da lontano si era scorsa la figura del nonno che avanzava veloce.
“Nonno che ci fai qui?”
“Gabriele, posso parlarti un attimo?” aveva chiamato da parte il ragazzo “mi hanno contattato dall’ospedale, c’è tuo padre… è stato male ed è lì da qualche giorno, mi hanno avvisato perché non sapevano chi contattare”
“Come in ospedale?” la voce di Gabriele era risuonata con prepotenza.
“Non mi hanno detto niente di più, girano delle voci in paese che sia stato male durante la notte”
“Cazzo…e ora?”
“Se vuoi posso accompagnarti giù”
“Ma devo lavorare qui…”
“Se ne occuperà Ivan” aveva risposto il nonno in tono comprensivo.
Gabriele aveva stretto i pugni incrociando lo sguardo Ivan che si era morso la lingua per fermare le parole che gli stavano per uscire dalla bocca.
“Torno fra qualche giorno, spero già domani” gli aveva detto salutandolo.

Il tempo per Ivan era passato lentissimo. Gli mancava quel suo strambo compagno con cui litigare, passeggiare e anche dormire. Sembrava che un pezzo di sé si fosse staccato da quando Gabriele era sceso per andare all’ospedale. Si era chiesto più volte che cosa stava succedendo eppure non aveva nemmeno una risposta. Temeva per il suo compagno: il padre gli avrebbe fatto ancora del male? Aveva bisogno di aiuto?
Finalmente dopo quattro giorni di totale silenzio aveva intravisto la figura di Gabriele arrivare. Avvicinandosi, aveva notato la faccia scavata con le occhiaie calcate e gli occhi stanchi.
“Allora?” gli aveva chiesto.
“Cazzo, Ivan! Non ci crederai…” la sua voce era prepotente, ma celava un velo di preoccupazione e di stanchezza “è stato male, adesso è all’ospedale e nemmeno mi ha riconosciuto. Fra tutte le cose che potevano succedere questa è stata proprio quella più inaspettata… quante volte l’ho voluto morto e adesso? Cazzo, che situazione!”
Si era seduto di fianco a Ivan sull’erba fresca. Inspirava ed espirava dalla sigaretta con foga, come se attraverso un respiro potesse mettere in ordine i pensieri. Ivan rimaneva in silenzio, garantendogli la sua presenza.
“Cosa devo fare secondo te? Finirà in una di quelle cliniche in cui chissà come lo tratteranno… per quanto tempo ho sperato gli capitasse qualcosa di assurdo ma mai avrei pensato questo, mi sarebbe bastato anche un osso rotto per metterlo ko per qualche mese… e mi sono sentito un verme, Ivan, un verme perché non ho provato pena, non ho provato niente. Mi sono avvicinato così tanto che ho rivisto la sua faccia dopo anni e lui mi guardava con quegli occhi assenti e non sapevo cosa mi stava dicendo… non ho avuto il coraggio di prendergli la mano, di fargli sentire la mia presenza…”
“Credo tu debba prenderti del tempo, sai per metabolizzare la cosa…”
“Vorrei metabolizzare tutto il male che mi ha procurato in questi anni, tutto lo schifo che mi ha buttato addosso eppure mi sembra una sconosciuto… finirà in una di quelle cliniche e chissà se mai lo andrò a trovare, forse è meglio così…”
“Penso che ho la soluzione per calmare tutti questi pensieri”
“E tuo nonno? Mi ha chiesto di smettere di lavorare, di lasciar perdere e di preoccuparmi per mio padre… di cosa devo preoccuparmi? Delle botte che non riuscirà più a darmi?”
“Dai seguimi” gli aveva detto mettendogli una mano sulla spalla.
Quel sentiero lo conoscevano entrambi, portava a un laghetto dove spesso avevano fatto il bagno. Questa volta però Ivan si era spogliato del tutto, rimanendo a nudo davanti alla natura.
“Ti sembrerà strano, ma funziona… senza essere froci” gli aveva sussurrato prima di lanciarsi in quell’acqua gelida e cristallina.
Gabriele aveva buttato la sigaretta e poi aveva fatto lo stesso. Si erano trovati nudi, immersi in quello specchio d’acqua, a cercare delle risposte che non avrebbero trovato da nessuna parte.
“Secondo te cosa devo fare?” aveva chiesto Gabriele.
“Questo lo puoi sapere solo tu”
“Ma tu mi puoi capire, cosa faresti?”
“Secondo me già sai la risposta, hai solo paura…”

Tornati alla base Gabriele aveva racimolato i pochi averi che gli erano serviti per quel lavoro e aveva salutato Ivan.
“Ci rivedremo, vero?” gli aveva domandato con gli occhi lucidi.
“Non l’avrei mai detto che saresti diventato così sentimentale, fatti forza”
L’ombra di quel ragazzo si era dissolta fra la natura, lasciando a Ivan un senso di solitudine.

Cosa si racconta nel prossimo capitolo?

  • Gabriele torna a lavorare dopo qualche giorno (67%)
    67
  • Ivan e Gabriele si rivedono in città dopo qualche mese (33%)
    33
  • Ivan cerca Gabriele all'ospedale dal padre, ma... (0%)
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64 Commenti

  • Bellissimo finale, giorgiab. Il modo in cui hai trattato i tuoi personaggi è sempre stato dolce e clemente, ma li hai messi davanti a delle evidenze dure e delle emozioni difficili. Da com’è la tua prosa sembra tu voglia molto bene ai tuoi personaggi: è un peccato che questo racconto non abbia avuto più seguito, onestamente.
    Ti faccio i miei complimenti ed auguri per il futuro. Se vuoi continuare a leggere, non dimenticare di passare a trovarmi, ti aspetto :)))) a presto!

  • Bel finale, devo dire che continua a sembrarmi un po’ strano che siano passati anni prima che si rivedessero, però mi è piaciuta l’idea di farli incontrare di nuovo dopo tanto tempo perché questo mostra la profondità del loro legame, molto ben rappresentato in questo finale. Ogni tanto ho notato qualche sbavatura e imprecisione (in questo capitolo per esempio la frase “per godersi quel primo tramonto che aprile la stagione”), però in generale confermo che è un racconto che mi è piaciuto molto, specialmente per come si è sviluppata la storia e per come è evoluto il rapporto tra i due protagonisti!

  • “Era sempre stato un ragazzo solitario, uno di quelli che passano inosservati in una folla e che preferiscono stare in silenzio piuttosto che riempire il vuoto con parole superficiali”: ma stai praticamente parlando di me, come hai fatto? 😀
    A parte gli scherzi, anche questo capitolo mi è piaciuto molto, e ciò che prova Gabriele nei confronti del padre ora è molto chiaro. Solo una frase non ho capito, “Gabriele che si guardava i piedi, pensieroso”: inserita così mi sembra che sia formulata male o che manchi qualche elemento, o forse mi è sfuggito qualcosa a me. Per il resto niente da dire, ottima conclusione di un racconto altrettanto ottimo! Per il finale voto la città, visto che è l’ambientazione opposta a quella di tutto il racconto.

    p.s. Un’ultima osservazione da pignolo: premettendo che l’idea di farli incontrare nuovamente dopo qualche anno mi piace, non è strano che due ragazzi divenuti così amici non si rivedano per tutto questo tempo?

    • La descrizione potrebbe essere anche la mia, non ho avuto grosse difficoltà! 😛
      Per la frase, hai ragione, mi è scappato un “che” di troppo: probabilmente nel rileggere non ci ho fatto caso visto che ho cambiato un po’ di versioni prima di pubblicare il capitolo.
      Ti ringrazio per il feedback e anche per le osservazioni… credo che capirai il perché non si siano rivisti per qualche tempo nell’ultimo capitolo (se non cambio idea prima ahah)

  • Bel colpo di scena, non me l’aspettavo proprio! Solo che non ho capito del tutto la reazione di Gabriele, nel senso che non ho capito bene se si sente in colpa per il fatto di aver desiderato in passato che succedesse qualcosa di male al padre, o per il fatto di non provare pietà e di non sentirsi riavvicinato a lui. Comunque voto per farli incontrare in città dopo qualche mese. Dopo questo distacco mi sembra giusto far passare un po’ di tempo, e nonostante quel “ma” mi incuriosisca, non credo che Ivan andrebbe in ospedale a cercare Gabriele 😀

  • Devo dire che questo racconto mi sta piacendo veramente tanto!
    Di questo capitolo ho apprezzato in particolare l’idea che Ivan non sia più “padrone” incontrastato di quel luogo, ma che Gabriele, con il suo carattere più predominante, possa arrivare a prendere il controllo, per così dire, anche se non intendo in maniera negativa; è un po’ come se questi due personaggi, all’inizio forse un po’ stilizzati, o comunque contrapposti in maniera netta, a ogni capitolo si arricchissero di nuove sfumature che rimescolano le carte in tavola, e penso che sia questo uno dei punti di forza maggiori del racconto, oltre a uno sviluppo coinvolgente della storia.
    Dal momento che hanno già parlato abbastanza e che non penso valga la pena spendere un capitolo intero per dei flashback, voto per la brutta notizia!

  • Ciao giorgiab 🙂 scusa ci ho messo un po’ a leggere. Volevo farti i complimenti: la struttura della storia, fino ad ora, è perfetta. Leggere un po’ della tua bio mi ha anche aiutato.
    I dialoghi sono accesi, hanno un ritmo che fila e che rivela tutte le caratteristiche dei personaggi.
    Ho votato per un’avventura nel bosco: cosa accadrà ora che i due sono quasi amici e che sanno l’uno dell’altro?
    Ti seguo ed aspetto con ansia il prossimo capitolo!

  • Gabriele racconta la sua storia, semplicemente perché il prossimo è il capitolo 5. Tuttavia non è che inizia a narrare punto e basta: sarà Ivan a dir qualcosa (od a far qualcosa) che farà sì che Gabriele improvvisamente inizi a parlare (con sorpresa del ragazzo). Il che cosa ovviamente non lo so 😉

    Ciao 🙂

  • Sembra l’inizio di una bella avventura nella natura, che non risparmierà colpi di scena e sorprese. Due ragazzi molto diversi ma che potranno affrontare molte storie insieme. Per esempio Gabriele nasconde un segreto? E’ pericoloso?

    • L’idea per il protagonista mi è venuta dopo aver visto un film… Hai centrato il punto: Ivan la vede come un’intrusione (ma non è troppo diffidente) mentre l’altro ragazzo è proprio fuori dalla sua comfort zone. Vediamo insieme che succede!

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