Sulla montagna

Dove eravamo rimasti?

Cosa si racconta nel prossimo capitolo? Gabriele torna a lavorare dopo qualche giorno (67%)

Amicizia

“Ci ho provato Ivan, cazzo se ci ho provato” la voce di Gabriele era nervosa “sono andato in ospedale per dirgli addio, per partire con i pochi soldi che avevo in tasca… qualcosa potevo combinare, no? Invece sono arrivato lì, lui era sveglio e mi ha riconosciuto, potevo scappare così? Mi ha detto di continuare a lavorare qui, che fra poco lo faranno uscire, poi ha iniziato a tremare come un bambino e si è addormentato… cazzo! Non potevo andarmene e basta? Sono tornato qui per finire questo lavoro e adesso sto impazzendo…”
Ivan ascoltava in silenzio quelle parole che uscivano forti e veloci, era seduto di fianco a lui ed entrambi osservavano la vallata che si apriva davanti a loro. Dava una sensazione di libertà. Fino a quell’estate non aveva messo in conto di dover fare da spalla a qualcun altro: era sempre stato un ragazzo solitario, uno di quelli che passano inosservati in una folla e che preferiscono stare in silenzio piuttosto che riempire il vuoto con parole superficiali. Gabriele invece era tutto il contrario perché l’esperienza della violenza di suo padre lo aveva spinto a cercare di colmare quella rabbia e quella tristezza in tutti i modi possibili, anche quelli meno indicati.
Quando Ivan lo aveva guardato per la prima volta aveva visto un ragazzo troppo sicuro di sé, uno di quelli a cui lui non avrebbe voluto mai assomigliare. Adesso stava imparando a conoscere chi era la persona che si celava dietro a quella corazza.
“Nemmeno io sono mai riuscito ad allontanarmi da mia madre… ma non devi fartene una colpa”
“Io me ne voglio andare, ma…”
“Ma?”
“Non so cosa vuol dire vivere al di fuori di quella casa e di quella violenza”
Le parole di Gabriele erano uscite piano, una sorta di confessione prima di tutto a se stesso.
“E fidati che ci ho provato” continuava “ho provato a uscire con le ragazze per trovare un senso, ho provato le droghe che prima mi facevano stare bene e adesso mi fanno andare nel panico, una volta ho anche provato a scappare… ho preso un treno e mi sono detto vaffanculo a questa vita di merda, ma alla sera sono tornato e le botte che mi sono preso tu non te le immagini…”
“Lo so che fa paura, in qualche modo devi uscire da questa situazione…”
“E lo posso lasciare lì a marcire? Cazzo, è mio padre!”
“Puoi trovare un equilibrio per stare bene, non tutto è bianco o nero…”
“Io non so se ce la faccio” aveva sussurrato Gabriele.
“Sono sicuro di sì… all’inizio io mi mangiavo le mani per mia madre, poi ho capito che potevo farmi una corazza…”
Gabriele che si guardava i piedi, pensieroso. Era stato colto di sorpresa da quell’abbraccio avvolgente e caloroso del suo compagno. Si era ricordato la sera della pioggia quando era riuscito a dormire solo sentendolo vicino.

Era arrivato così anche l’ultimo giorno di lavoro. Il sole caldo sopra le teste dei due ragazzi ospitato in un cielo limpido.
“Chi l’avrebbe mai detto, eh?” aveva urlato Gabriele a Ivan che stava smontando la tenda.
“Cosa?”
“Che alla fine saremmo diventati amici”
“Mai dire mai” Ivan aveva accompagnato la risposta con un sorriso.
“Credo ci aspetti un ultimo bagno ghiacciato, non sapevo mi sarebbero piaciuti così tanto”
Il sentiero era sempre lo stesso, lo avrebbero potuto percorrere ad occhi chiusi. Gabriele però li teneva ben aperti e respirava quegli odori e quei rumori che lo avevano circondato da tempo e che aveva imparato ad apprezzare.
“Pensare che questo lavoro mi sembrava assurdo… non so se riuscirò ancora ad ascoltare solo musica a tutto volume in una cassa se sono circondato dalla natura”
“Tu sei proprio la persona che eviterei!” il sorriso di Ivan era sincero e adesso non aveva più timore ad esporsi.
Dopo essersi lanciati nello specchio d’acqua si erano fermati sotto una piccola cascata. Erano rimasti in ammollo per un tempo indefinito. Parlavano del più e del meno, come amici di vecchia data.
“Allora davvero avevi una ragazza eh?”
“A quanto pare” aveva risposto Ivan “ma è stato meglio così”
“Se vuoi conoscere qualcuna chiedi a me, no?”
“Rifiuto l’offerta e vado avanti, grazie!”
“Sei il primo a rispondermi così…”
“E me ne vanto!”
A Gabriele era arrivato uno schizzo d’acqua gelida addosso e senza pensarci aveva contrattaccato. Lottavano nell’acqua come due bambini intenti a godersi quel momento felice con il freddo nelle ossa e la fatica a muoversi controcorrente. 
“E comunque mi devi ancora una fumata insieme” aveva scherzato Gabriele mentre si asciugavano al sole.

La base adesso non era altro che un pezzo di terreno come il resto che li circondava.
“Non credevo di dirtelo, ma, su, abbracciamoci ragazzetto” aveva detto Gabriele.
“Grazie” aveva continuato.
Quell’abbraccio era il risultato del percorso che entrambi avevano fatto e che, verso la fine, li aveva portati a riconoscersi come persone simili nonostante le due personalità opposte. Non era un semplice saluto, ma la condivisione di un sentimento di amicizia che si era costruito e che non si sarebbe dissolto molto presto.

Si incontrano dopo qualche anno...

  • In un pub (25%)
    25
  • In una grande città (25%)
    25
  • Nello stesso posto a fare lo stesso lavoro (50%)
    50
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64 Commenti

  • Bellissimo finale, giorgiab. Il modo in cui hai trattato i tuoi personaggi è sempre stato dolce e clemente, ma li hai messi davanti a delle evidenze dure e delle emozioni difficili. Da com’è la tua prosa sembra tu voglia molto bene ai tuoi personaggi: è un peccato che questo racconto non abbia avuto più seguito, onestamente.
    Ti faccio i miei complimenti ed auguri per il futuro. Se vuoi continuare a leggere, non dimenticare di passare a trovarmi, ti aspetto :)))) a presto!

  • Bel finale, devo dire che continua a sembrarmi un po’ strano che siano passati anni prima che si rivedessero, però mi è piaciuta l’idea di farli incontrare di nuovo dopo tanto tempo perché questo mostra la profondità del loro legame, molto ben rappresentato in questo finale. Ogni tanto ho notato qualche sbavatura e imprecisione (in questo capitolo per esempio la frase “per godersi quel primo tramonto che aprile la stagione”), però in generale confermo che è un racconto che mi è piaciuto molto, specialmente per come si è sviluppata la storia e per come è evoluto il rapporto tra i due protagonisti!

  • “Era sempre stato un ragazzo solitario, uno di quelli che passano inosservati in una folla e che preferiscono stare in silenzio piuttosto che riempire il vuoto con parole superficiali”: ma stai praticamente parlando di me, come hai fatto? 😀
    A parte gli scherzi, anche questo capitolo mi è piaciuto molto, e ciò che prova Gabriele nei confronti del padre ora è molto chiaro. Solo una frase non ho capito, “Gabriele che si guardava i piedi, pensieroso”: inserita così mi sembra che sia formulata male o che manchi qualche elemento, o forse mi è sfuggito qualcosa a me. Per il resto niente da dire, ottima conclusione di un racconto altrettanto ottimo! Per il finale voto la città, visto che è l’ambientazione opposta a quella di tutto il racconto.

    p.s. Un’ultima osservazione da pignolo: premettendo che l’idea di farli incontrare nuovamente dopo qualche anno mi piace, non è strano che due ragazzi divenuti così amici non si rivedano per tutto questo tempo?

    • La descrizione potrebbe essere anche la mia, non ho avuto grosse difficoltà! 😛
      Per la frase, hai ragione, mi è scappato un “che” di troppo: probabilmente nel rileggere non ci ho fatto caso visto che ho cambiato un po’ di versioni prima di pubblicare il capitolo.
      Ti ringrazio per il feedback e anche per le osservazioni… credo che capirai il perché non si siano rivisti per qualche tempo nell’ultimo capitolo (se non cambio idea prima ahah)

  • Bel colpo di scena, non me l’aspettavo proprio! Solo che non ho capito del tutto la reazione di Gabriele, nel senso che non ho capito bene se si sente in colpa per il fatto di aver desiderato in passato che succedesse qualcosa di male al padre, o per il fatto di non provare pietà e di non sentirsi riavvicinato a lui. Comunque voto per farli incontrare in città dopo qualche mese. Dopo questo distacco mi sembra giusto far passare un po’ di tempo, e nonostante quel “ma” mi incuriosisca, non credo che Ivan andrebbe in ospedale a cercare Gabriele 😀

  • Devo dire che questo racconto mi sta piacendo veramente tanto!
    Di questo capitolo ho apprezzato in particolare l’idea che Ivan non sia più “padrone” incontrastato di quel luogo, ma che Gabriele, con il suo carattere più predominante, possa arrivare a prendere il controllo, per così dire, anche se non intendo in maniera negativa; è un po’ come se questi due personaggi, all’inizio forse un po’ stilizzati, o comunque contrapposti in maniera netta, a ogni capitolo si arricchissero di nuove sfumature che rimescolano le carte in tavola, e penso che sia questo uno dei punti di forza maggiori del racconto, oltre a uno sviluppo coinvolgente della storia.
    Dal momento che hanno già parlato abbastanza e che non penso valga la pena spendere un capitolo intero per dei flashback, voto per la brutta notizia!

  • Ciao giorgiab 🙂 scusa ci ho messo un po’ a leggere. Volevo farti i complimenti: la struttura della storia, fino ad ora, è perfetta. Leggere un po’ della tua bio mi ha anche aiutato.
    I dialoghi sono accesi, hanno un ritmo che fila e che rivela tutte le caratteristiche dei personaggi.
    Ho votato per un’avventura nel bosco: cosa accadrà ora che i due sono quasi amici e che sanno l’uno dell’altro?
    Ti seguo ed aspetto con ansia il prossimo capitolo!

  • Gabriele racconta la sua storia, semplicemente perché il prossimo è il capitolo 5. Tuttavia non è che inizia a narrare punto e basta: sarà Ivan a dir qualcosa (od a far qualcosa) che farà sì che Gabriele improvvisamente inizi a parlare (con sorpresa del ragazzo). Il che cosa ovviamente non lo so 😉

    Ciao 🙂

  • Sembra l’inizio di una bella avventura nella natura, che non risparmierà colpi di scena e sorprese. Due ragazzi molto diversi ma che potranno affrontare molte storie insieme. Per esempio Gabriele nasconde un segreto? E’ pericoloso?

    • L’idea per il protagonista mi è venuta dopo aver visto un film… Hai centrato il punto: Ivan la vede come un’intrusione (ma non è troppo diffidente) mentre l’altro ragazzo è proprio fuori dalla sua comfort zone. Vediamo insieme che succede!

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