T-ZERO RELOAD

Missione Alpha Centauri

Terra Sec.XXI

Avevo ormeggiato la “Surprise” al consueto posto barca. Le luci calde del pub si rincorrevano sulle creste delle piccole onde e imbellettavano i rugosi pali neri del molo con ricami d’oro. L’aria salmastra era impregnata di fritto e carne grigliata mischiata all’odore antico delle alghe e dei molluschi.

Risalii saltellando le scale scricchiolanti che portavano alla terrazza del locale. La musica diventava sempre più forte man mano che mi avvicinavo. Era affollato di allievi ufficiali, soldati dell’esercito e della marina. In mezzo a quel trambusto vidi Ares che agitava in alto un braccio per farsi riconoscere, non che ce ne fosse bisogno visto che svettava come un orso in una combriccola di nani. Era in piedi all’angolo del bancone con una pinta di birra ambrata ormai a metà e senza schiuma in una mano, affaccendato in pittoreschi discorsi su improbabili risultati ottenuti in addestramento. Il suo sfortunato e paziente pubblico era composto da Nathan e Luca. Eravamo tutti nello stesso corso.

“Sergente Centurio quale onore!” mi accolse come se non mi vedesse da mesi “non è ancora colata a picco la tua amata Surprise? E’ un po’ vecchiotta come barca a vela…” fece l’occhiolino agli altri

“Ti ringrazio per la domanda…la Surprise non è vecchia, è di legno. Ha solo bisogno di manutenzione e torna splendente come appena uscita dal cantiere” risposi con fare permaloso

“Bentornato Sergente” disse Nathan mentre Luca mi dava una pacca su una spalla e mi porgeva una pinta di birra.

“La Principessa, qui…” riprese Ares ammiccando a Nathan “deve anticiparti una novità” gli mise il braccio libero dalla birra intorno al collo

“Piantala di chiamarmi Principessa!” protestò Nathan liberandosi dal braccione di Ares prima di rivolgersi me “… abbiamo ricevuto un ordine dalla flotta, ci imbarchiamo domani per il Lunar Gateway”

“L’anticamera per Marte…”  era sempre stato il mio obiettivo, aspettavo quel momento fin dal primo anno di accademia “beh, Signori… a noi!” alzai il braccio con la pinta piena ma in quel momento la legge del caso volle che qualcuno da dietro mi urtasse; mezza pinta finì addosso ad un allievo in piedi di fianco a noi nella ressa.

“Cazzo!” voltandomi vidi che era una ragazza “…volevo dire cavolo!” balbettai.  Lei alzò il viso dalla divisa imbrattata di birra e mi fulminò con due occhi verdi come smeraldo “Ma sei ubriaco?? “

Aveva tutta l’aria di essere abbastanza incazzata…ed era decisamente attraente.

Il giorno seguente ci imbarcammo per il Lunar Gateway.

At home Again Sec. IV

Una leggera nebbiolina fumigava sopra la valle. Era l’alba, riverberi tenui dal rosa all’ arancione dipingevano l’orizzonte dell’immenso anello abitabile della Nave, il nostro mondo.

Indossai la divisa da allenamento, calzai gli scarponi che subito si adattarono perfettamente al mio piede. Argo scattò su le zampe affusolate e si precipitò davanti all’ uscita “buongiorno bello!” lo accarezzai sulla testa e sul collo grigio-fulvo. Argo ed io eravamo un K9. L’avevo addestrato fin da cucciolo, era nato da DNA di Lupo appenninico e il glorioso pastore belga Malinois. Una trovata di Annie, l’Unità bioneurale che governava la Nave e teneva in vita i suoi 11000 abitanti.

Percorsi a larghe falcate il corridoio verso il portello della Base preceduto da Argo scodinzolante ed impaziente di uscire a scorrazzare.

Il portellone si aprì.

“Buongiorno Signore!” salutò la guardia portando la mano alla fronte

“Buongiorno Ripley. Riposo” risposi “mi raccomando non fare entrare alieni in mia assenza”

Ripley, conoscendo la mia passione per i vecchi film di fantascienza, trattenne un sorriso e rispose

“Sissignore!”

Uscimmo nella valle ancora addormentata seguendo il sentiero costeggiato da un torrente da una parte e massicci platani secolari dall’ altra.

Ci dirigemmo verso il corridoio esterno. Luci viola si accendevano al mio passaggio e si spegnevano subito dietro di me colorando le pareti grigie. Mi piaceva sentire nel silenzio la cadenza dei miei passi e il lieve ticchettio delle unghie di Argo al mio fianco. Man mano che il pavimento scorreva sotto di me, dalle vetrate buie spuntavano miliardi di stelle.  Quella era la realtà. Non il cielo finto creato da Annie. Qui mi sentivo un po’ più libero e un po’ più prigioniero allo stesso tempo. Era comunque preferibile quel sentimento contrastante piuttosto che la rassegnazione o, peggio ancora, l’assuefazione. 

Nel secondo secolo di viaggio verso Alpha Centauri era scoppiata una guerra che aveva rischiato di annientare la popolazione dei futuri coloni. Erano morte migliaia di persone e per evitare la scarsa quantità del genoma rimasto si erano dovuti congelare i DNA dei morti per utilizzarli successivamente impiantati negli ovuli dei sopravvissuti.

Ero assorto in questi impietosi pensieri quando dietro ad una curva del corridoio vidi un altro militare che stava correndo nella direzione opposta. Si stava avvicinando, mi avrebbe incrociato.

“Bizzarro, pensai, non l’ho mai visto…”

Chi è il soldato che sta arrivando?

  • Nessuno dei due (25%)
    25
  • Un personaggio del futuro (50%)
    50
  • Un personaggio del passato (25%)
    25
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68 Commenti

  1. Ciao, Aspera.
    Il cerchio si è dunque chiuso e come scrivi tu c’ è posto per una nuova storia, pensi di riprendere presto?
    Io non ci ho capito granché, ma è colpa mia, tu hai scritto benissimo ho apprezzato il tuo racconto. È proprio che io con di fantascienza e viaggi o salti temporali non capisco nulla. Di solito, quando si tratta di film, ho bisogno di un paio di visioni per capirci qualcosa… 🙂
    Non posso che farti complimenti e sai che faccio? Rileggo tutto da capo.
    Alla prossima!

    • Sono contentissima che tu abbia voglia di rileggere da capo . Queste storie come dici tu anche nei film hanno bisogno di essere riviste per collegarne le sfaccettature. Qui praticamente si tratta di una nave generazionale e dei suoi personaggi principali che ogni volta che compiono la missione ricominciano da capo… e il regista di tutto è questa Intelligenza artificiale che prescinde dal tempo e dallo spazio sfruttando varie teorie della fisica quantistica e andando oltre … la fantascienza è bellissima e in molti casi ha previsto la realtà 😉 Grazie mille ! 😊

  2. Spero vi sia piaciuto il finale. Ci sono molti riferimenti alla prima parte T-Zero. In pratica si potrebbe ricominciare tutto con una nuova missione. Mi piace che una storia possa avere sempre altre possibilità di ricominciare da capo ma nuova… è il Protocollo T-Zero, Annie la sa lunga! 😉

  3. Ciao, Aspera.
    Voto per entrambi.
    Qui viene fuori tutta la mia ignoranza sulla fantascienza e le sue dinamiche (e non solo), devo ammettere che non sono sicurissima di aver capito cosa è capitato davvero. Credo che dovrei rileggere l’intero racconto da capo, il fatto di leggere un capitolo a distanza di giorni, non aiuta a tenere il filo.
    Tuttavia, trovo il capitolo ben scritto, come sempre.
    Alla prossima!

    • Ciao keziarica, non preoccuparti: i loop temporali sono ostici per tutti. Sotto è spiegato bene da Red Dragon … fa girare un pò la testa ma il concetto è quello 😂. Effettivamente qui ci sono molti collegamenti con altri episodi del racconto e anche con il primo capitolo, T-Zero. Per esempio Ramius è un personaggio della prima avventura di Centurio e i suoi. Ho voluto riprendere anche i Protocolli di Annie per ricordarli soprattutto a me stessa, altrimenti crolla tutto 😉 . Grazie mille per i complimenti mi incoraggi molto 😊

  4. Se lo metti: entrambi 😀

    Qui siamo al paradosso temporale: se Yelkin è tornato indietro e ha avvertito At Home Again, quindi ha cambiato rotta e non è mai giuta dove doveva giungere, ecco che il futuro non si è verificato, quindi non c’era nessun motivo per mandare indietro Yelkin, quindi At Home Again ha seguito la rotta originaria, visto che nessuno l’ha avvertita, ma allora Yelkin è tornato indietro è l’ha avvertita, ma allora ha cambiato rotta e Yelkin non è tornato indietro, ma allora non l’ha avvertita e ha seguito la rotta originaria, ma allora Yelkin è tornato indietro… Non c’è uscita 😉 A meno che “qualcosa di esterno non si inserisca nel cerchio” (citazione di Martin Mystere) 😉

    Ciao 🙂

  5. Molto bene, mi piacciono le descrizioni di mondi diversi dal nostro, hai fatto un bel lavoro con il world building tutto risulta credibile e ben sistemato. Ogni tessera al suo posto. Voto per vedere il futuro alternativo di At Home Again,
    Credo ch ed leggerei un seguito di questa storia… intanto vediamo come finisce questa. 😊
    Ciao, Aspera
    Alla prossima!

  6. Ciao, PerAsperaAdAstra,
    l’ho già scritto da qualche parte: la fantascienza non è esattamente il mio genere preferito, però un racconto ben scritto è un racconto ben scritto e il tuo meriterebbe più lettori, perché è un buon racconto. Complimenti, hai il dono di far vedere quel che scrivi, molto suggestive le descrizioni.
    Sono arrivata un po’ tardi, avrei voluto cominciare prima ma non ho avuto molto tempo, essendo tornata a lavoro…
    Ancora molti complimenti per la storia.

    Alla prossima!
    p.s. vuole avvisare Centurio su qualcosa che riguarda Annie.

  7. Io voto per approfondire Jack… Credo che sia decisamente arrivato il momento di vederci chiaro!
    Ho recuperato volentieri i capitoli già pubblicati: la storia è scritta bene, con solo qualche svista qua e là e forse a volte un uso un po’ eccessivo dei punti esclamativi. Alla prossima!

  8. Se vi può interessare: le descrizioni sulla diversa luminosità delle tre stelle del sistema Alpha Centauri sono state ispirate dalla reale configurazione del sistema che è formato da due stelle binarie Alpha Centauri A e Alpha Centauri B + una terza stella Alpha Centauri C ovvero Proxima Centauri che orbita attorno alle due binarie ma molto più lontana. L’ esistenza dell’esopianeta Alpha Centauri Bb a quanto pare è stata messa in dubbio e probabilmente è vero che non esiste …
    Condivido queste informazioni perchè mi appassiona tantissimo questo tema! grazie a tutti

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