Tropico del cancro

Omicidio al sole

Aveva smesso di chiedersi da quanti anni ripetesse nella sua testa che quello sarebbe stato il suo ultimo anno di vacanze in quel postaccio, tra quel rovo di serpi con le lingue appuntite. Si sentiva stanca, stufa.

“Diamine” pensava la signora Martha Edith Levinson “sarò anche una delle ereditiere più ricche che l’Europa del primo dopo guerra conosce. Potrò anche poter decidere di fare vacanza dove più mi piace”.

Ma, poi, inevitabilmente si guardava in giro e pensava che, far vacanza lontano da quel mollaccione del marito, significasse di conseguenza il dover combattere ad armi impari contro le malelingue, che già non perdevano occasione per nominarla ogni anno regina del pettegolezzo, anche quando questi non la vedeva prima attrice sul palcoscenico.

Martha Edith era stesa al sole, sulla sua sdraio, al solito lido, fingendo di leggere un quotidiano britannico, mentre dava un occhio che i suoi figli non si affogassero. Ma a chi la voleva dare a bere? Non sapeva nemmeno dove fossero collocati sul bagnasciuga Lanier e Toopsy. Aveva fittato quella insulsa baby-sitter, di cui onestamente non ricordava nemmeno bene il nome, e l’aveva scelta più sgraziata possibile così che magari mettesse fine alla lunga lista di bambinaie finite tra le coperte di suo marito. In realtà, si stava guardando in giro proprio alla ricerca di quel buono a nulla del suo consorte. Di solito, a quell’ora fumava un sigaro con il suo socio d’affari Alexander Barban al cocktail bar del lido Iris, ma sotto i suoi spessi occhiali da sole, non riusciva a vedere entrambi.

Alexander Barban era stato a lungo suo amante, chissà se Donald, suo marito, lo sapeva. Era un compagno caloroso, un uomo generoso, anche abbastanza spiritoso, ma aveva un problema bello grosso: sua moglie. Quella pazza isterica, con manie di persecuzione, afflitta da mille psicosi mentali che era Alice Barban. Se solo pensava a quell’inutile donnetta rossiccia, bianca come il latte, con una voce da gattina miagolante, le saliva il prurito. Ieri sera, poi, alla festa dei Woodhouse, aveva dato il meglio di sé. Appena aveva visto lei e Alexander appartarsi un secondo per parlare, aveva messo su una magnifica scena di mal di testa, fitte allo stomaco, dolori. Che vacca! E pensare che prima della guerra era stata proprio Alice a chiedere a Martha di salvare con i suoi soldi le dissestate finanze familiari dei Barban. Beh, tutto ciò non aveva importanza comunque. Tra Martha e Alexander si era mantenuta sempre una certa sintonia, uno stuzzicarsi a vicenda, ma ormai, il buon vecchio Al non osava nemmeno più posare il suo sguardo per più di due minuti su di lei, per paura che la moglie iniziasse a destreggiarsi in finti svenimenti.

Toh, eccola là la vedova francese del colonnello Muscat. Un’anziana docile vecchina, che però non scendeva mai al mare a mezzogiorno. Con un ampio cappello a falde e un grosso ombrello da passeggio, arrancava sotto al sole alla ricerca di una sdraio libera. Martha pregava che non scegliesse di mettersi accanto a lei, perché sennò il mal di testa era assicurato.

Ma dove si era cacciata quella sgualdrinella di sua nipote Myrtie! Mai una volta che stesse con i bambini! Vagava in giro per la Costa Azzurra a fare la sciocca dietro i ragazzi. E pensare che sua sorella gliela aveva affidata dicendo che non le avrebbe dato problemi di nessuna sorta essendo lei un vero e proprio angioletto. Accipicchia, meno male. E se fosse stato altrimenti? L’aveva beccata a parlare dietro i cespugli con l’istruttore di nuoto, quel bel ragazzo abbronzato italiano. Certo non si poteva dire che non avesse gusto, ma i ragazzi, secondo Martha, le posavano gli occhi addosso perché era una facile, non perché intrigasse davvero. Anche se aveva un po’ di quella bellezza algida dei Cooper, ma niente a confronto suo.

Oh, eccolo li quell’aspirante attore che le faceva la corte alla festa dei Dall’Olio. Come si chiamava? Yves? Mentre si stava avvicinando con incedere certo, pensò che era proprio un bel bocconcino, viso molto pulito, biondo di capelli. Diceva che aveva fatto la guerra e combattuto a La Somme. Bah. Non sembrava uno che aveva assistito agli orrori del primo conflitto bellico. Mentre l’aspirante attore incedeva sicuro verso di lei, in secondo piano, sul bagnasciuga, un fitto capannello di persone era accalcato attorno a qualcosa che doveva essere li sulla sabbia. Le persone erano sempre più numerose e rumorose e avevano destato anche la curiosità dell’aspirante attore che, ormai, era voltato verso il gruppetto. L’anziana vedova Muscat cinguettava “Cosa sarà mai accaduto? Perché tutte quelle persone sono lì in gruppo?”

“Un cadavere” disse trafelato un bagnante che si stava dirigendo a chiamare la polizia “Il cadavere di uno del bel mondo”

“Il nostro mondo?” fece incerta la vedova Muscat.

A chi appartiene il cadavere rinvenuto sul bagnasciuga?

  • Myrtie Payne, nipote di Martha (0%)
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  • Alexander Barban, ex amante di Martha (0%)
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  • Donald Levinson, marito di Martha (100%)
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