A mia disposizione

Dove eravamo rimasti?

Sally in lacrime e appena lasciata dal fidanzato. Samuele ne approfitta per dichiararsi. (50%)

Acqua e sale

Samuele non riusciva a credere alle sue orecchie. Luca aveva lasciato Sally? Veramente! E adesso? Poteva tuffarsi senza più esitazioni sulla preda? Ormai era libera… oppure lasciar perdere, divertirsi ancora un po’ e allontanarla al primo segnale di noia. Se già nutriva dei dubbi, adesso la questione era ancora più nebulosa.

“Luca non lo riconosco più… È sempre arrabbiato… più in ufficio che a casa… suo padre è malato così gli ha lasciato l’azienda” , raccontò Sally.

“Lo so. Avevamo un accordo su Zurigo. Invece è saltato. Il cliente ha fatto il diavolo a quattro. Io e papà siamo riusciti a calmare lo svizzero e salvarci”

Manichino aveva talento negli affari. Ma gli eventi gli stavano togliendo il savoir faire. 

“Che intenzioni hai con me?”

Sally si era fatta seria. Voleva dargli un ultimatum.

Samuele si alzò dal divano e andò alla finestra. In strada dei bambini giocavano a palla, sentiva il loro vociare allegro. Anche lui era stato bambino. E spensierato. Quali preoccupazioni hanno quelle creature? Soldi, amore, lavoro, sentimenti? Niente di tutto ciò. La tenerezza della visione si trasformò all’istante in invidia. Che bello sarebbe avere una bacchetta magica e trasformarsi in fanciullo e mandare al diavolo il mondo intero?

“Non lo so, Sally. Provo dei sentimenti per te. Per me è una novità. Devo capire cosa voglio. Per non farti del male con scelte sbagliate”

“So cosa pensi. Hai paura di ammettere che ti sei innamorato di me. Tu usi le donne come un bell’abito. Poi lo getti ai poveri. Io non sono così. Prima o poi ti avrei presentato il conto”.

Sally si staccò da lui.

“Dì al tuo orgoglio che i vestiti di qualità hanno un prezzo elevato, non vanno in sconto. E sono in tiratura limitata”, uscì sbattendo violentemente la porta.

Samuele sbuffò passandosi le mani tra i capelli.

Si guardò intorno. Strinse forte le labbra.

“Cazzo!”, sentendo il gusto del sangue in bocca. Per la rabbia si era morsicato il labbro inferiore.

“Al diavolo!”

Prese i giornali che aveva sul tavolino e li gettò all’aria.

Tu non sei niente male

Parli bene e mi sorprendi quando tiri forte

La tua moto dal motore che sento truccato

E va bene guida tu che sei brava più di me

Ed attendo che sia amore

(Mina e Celentano)

 

Erano passati dei mesi. Mi ero ritirata in un monolocale al mare. Riposo e aria buona. Senza impegni, incontri. I miei vestiti lunghi e svolazzanti senza mani e sguardi addosso di nessuno.

Finché mi arrivò un messaggio da lui.  I clienti non entravano mai nella mia vita privata. Lui era diverso. Portava rispetto. Un’eccezione.

Ci incontrammo in un ristorante in centro. Lui e Luca. Era molto sciupato, il cuore lo stava provando. 

Mi chiesero un favore, l’ultimo ben pagato. Non provavo sentimenti particolari per lui. Ma era un addio.

Al momento dei saluti, diedi la mia risposta.

Ci abbracciammo. Il suo profumo, sempre buono e fresco, tipico del maschio pulito in cerca di conferme. Mi sussurrò parole dolci all’orecchio.

Li congedai, frivola come una ragazzina davanti i primi spasimanti.

 

Sally si stava rilassando a casa sua.

Non aveva più sentito Luca. Non era poi il grande amore come aveva creduto. Si era adagiata alla routine di coppia. Ma mancava la passione. Il desiderio. Entrambi erano una bella facciata, ma nulla più. Lo sapeva lei, lo sapeva lui. Era curiosa però su un punto. Chissà se Luca aveva mai sospettato nulla di lei e Samuele. Gliel’avevano fatta sotto il naso.

Guardò fuori, sorseggiando una tisana fumante.

“Che te ne importa, Sally? Ormai è andato. Non c’è più nella tua vita. Il passato è passato”, disse tra sé e sé.

Purtroppo anche qualcun altro apparteneva ormai al passato. E su di lui aveva davvero versato qualche lacrima. Su di lui aveva ricamato sopra una favola, mentre si addormentava la sera. Non spesso, ma l’aveva fatto. Su di lui aveva posto qualche speranza di un futuro insieme. Non spesso, ma ci aveva creduto.

Peccato. Si era fidata. Adesso aveva imparato la lezione. Prima di innamorarsi di nuovo, avrebbe pesato molto attentamente il suo pretendente. Non avrebbe ripetuto lo stesso errore. Di Samuele ce ne sarebbe stato solo uno, nella sua vita.

Suonò il campanello.

“Strano, chi sarà? Non aspetto nessuno” disse.

Controllò fuori attraverso lo spioncino del portone blindato. Nessuno.

Aggrottò le sopracciglia. Uno scherzo forse?

Aprì senza togliere il chiavistello di sicurezza. Dando una rapida occhiata all’unica fetta visibile di pianerottolo, si accorse di una lunga scatola bianca posata per terra. La scatola era adornata di un bel fiocco di seta rossa.

“E questo chi me lo manda?” esclamò sottovoce.

La curiosità era tanta.

Tolse il chiavistello e raccolse la scatola. Non era troppo pesante. Ed era molto elegante.

Sorrideva per la sorpresa.

Stava per rientrare quando vide davanti a sé una figura.

“Non è possibile! Tu?”, sinceramente meravigliata.

Era un sogno forse?

“Fammi entrare. Voglio aprire con te questa scatola”, le chiese gentilmente la voce della persona che le aveva portato quel dono misterioso.

Due legami che si sono rotti. Tre persone che si sono allontanate.

  • Chi sarà la donna misteriosa del mare? (33%)
    33
  • Sally spera nel ritorno di uno dei due (0%)
    0
  • Chi sarà la persona misteriosa alla porta di Sally? (67%)
    67
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