Fenice blu

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà nel prossimo capitolo? La protagonista comincerà a mettere in atto la propria vendetta. (100%)

Notte di sangue

Mi ritrovai nel bosco, sola e illuminata dai raggi di luna. Una sensazione di estasi aveva inondato il mio corpo, mai nella mia esistenza avevo provato qualcosa del genere. la mia vita mortale mi sembrava ormai un ricordo lontano. Assaporai quella sensazione per alcuni momenti. Tuttavia percepivo anche un fuoco che mi bruciava dentro, una furia implacabile. Pensai ad Angela e a ciò che mi aveva fatto; a quel punto, tutto il resto scomparve e nella mia mente rimasero solo lei e la mia vendetta. Cominciai a camminare tra gli alberi, sperando di trovare qualche indizio che mi facesse capire dove mi trovavo. Notai come, nonostante il buio, riuscissi vedere perfettamente. Dopo alcuni minuti arrivai ad una pista ciclabile, la stessa che avevamo percorso la notte in cui ero stata uccisa. Mentre correvo mi resi conto che il mio petto non si alzava, né si abbassava, il mio cuore non batteva e la mia pelle non sudava: non c’era più vita in me. Arrivai a Paddolo. Esso era completamente deserto a quell’ora della notte. Giunsi davanti alla casa di Adalgiso: lui era quello che mi teneva ferme le braccia, mentre Angela mi tagliava la gola.

La porta-finestra del primo piano era socchiusa. Mi arrampicai senza difficoltà su un grande susino e con un salto atterrai sul balcone. Silenziosamente entrai in casa e mi diressi verso la camera da letto. Appena prima di entrare nella stanza, passai davanti ad uno specchio e per la prima volta guardai il mio aspetto trasformato. Devo essere sincera, trasalii nel vedere come ero diventata: la mia pelle era bianchissima, con delle sfumature bluastre e intorno agli occhi avevo degli aloni scuri, che mi davano un aspetto ancora più cadaverico; solo le mie labbra erano tinte di un rosso acceso. Tuttavia la mia attenzione fu catturata principalmente dal taglio alla gola: non sanguinava più e la ferita era pulita, ma non c’erano segni di cicatrizzazione, sembrava appena fatta. Rimasi inorridita. Che violenza inaudita! Come si erano permessi quegli esecrabili manigoldi di farmi una cosa del genere? Ah, ma L’avrebbero pagata!

Entrai furente nella camera di Adalgiso. Egli dormiva profondamente. Guardai per alcuni minuti il suo petto che si alzava ed abbassava: non è giusto che egli avesse il diritto di respirare e io no. Con il bastone colpì il lampadario di vetro, frantumandolo in mille pezzi. Ve lo garantisco, era un lampadario orrendo. In ogni caso, egli si svegliò di colpo e si mise a sedere, spaventato.

– Ti sono mancata, Adalgiso? – chiesi appoggiandomi alla sua cassettiera.

– Cosa?! No… Non può essere… tu sei morta! – esclamò sconcertato. Il suo volto si era fatto pallido e sudato, ma io non mi scompose e sorridendo dissi:

– Lo sono, ma uccidermi non basta per liberarsi di me. –

– Cosa vuoi? – balbettò

– Non è ovvio? Sono qui per avere giustizia… o vendetta, chiamala come ti pare. –

Nonostante l’intelligenza non fosse mai stata una delle sue caratteristiche principali, Adalgiso intuì quale tipo di vendetta cercassi e con voce piagnucolosa disse:

– Ti prego, Angela mi ha obbligato. Io ero contrario. Lo so che ho sbagliato. Perdonami! –

Scoppiai a ridere: non avevo mai sentito tante stupidaggini in una sola frase. Quelle parole servirono solo ad alimentare ancora di più la mia furia e senza dire una parola, mossi dei passi verso il letto. Egli si alzò di scatto e provò a correre verso la porta, ma io lo raggiusi e, con il mio bastone lo colpii sulla schiena. Quel mentecatto per poco non cadde a terra e si appoggiò alla cassettiera lamentandosi per il dolore, ma non ebbe neanche il tempo di riprendere fiato che io lo colpii con il pomello alla testa due volte. Cadde a terra ormai sempre più confuso ed incapace di reagire. Ormai una forza demoniaca si era impossessata di me, quindi continuai a colpirlo con rabbia alla testa e al busto, finché nell’aria non si sparse un forte odore di sangue. Adalgiso era ormai immerso in una pozza rossa e densa, mentre gli schizzi si erano sparsi ovunque per la stanza, compreso sui miei vestiti. Lo percossi ripetutamente con violenza anche dopo che egli era morto e quando mi sentii sodisfatta mi fermai. Guardai la scena intorno a me: c’era sangue ovunque, perfino sul soffitto e il corpo, dal volto irriconoscibile, giaceva a pancia in giù nello spazio tra il letto e la cassettiera. Quando uscii dalla stanza mi guardai di nuovo allo specchio e stavolta i capelli erano tutti fuori posto e il viso era coperto di schizzi di sangue, che risaltavano molto sulla pelle bianchissima, il bastone si era quasi spezzato e mostrava un’evidente crepa. Nonostante la scena del crimine fosse orribile, non sentii alcun rimorso, anzi ero compiaciuta di come fosse riuscita la prima parte del suo piano, ero orgogliosa di me stessa, di come non avessi avuto alcuna esitazione, del mio essere fredda e calcolatrice. Fatto ciò, uscii dalla porta principale con un sorriso soddisfatto sulle labbra. Mai si era sentita così euforica e libera.

Cosa succede dopo?

  • La protagonista va a casa di Angela (67%)
    67
  • La protagonista torna a casa sua (33%)
    33
  • La protagonista si presenta (0%)
    0
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12 Commenti

  1. Il racconto sta continuando in maniera scorrevole e interessante e la storia di questa vendetta soprannaturale si sta facendo sempre più avvincente!
    Una cosa che ti posso consigliare è di fare dei paragrafi un po’ più brevi in modo da agevolare la lettura e renderla ancora più scorrevole e dinamica, specialmente se non ci sono, come nel tuo caso, periodi particolarmente lunghi che giustificano la presenza di paragrafi così ampi.
    Voto per cercare di parlare con il diavolo!

  2. Il ballo con il diavolo mi ha ricordato la frase del Joker di Nicholson, “Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?” 😀
    Anche questo capitolo mi è piaciuto, hai creato davvero una bella atmosfera! Tuttavia ho notato qualche piccolo errore. Per esempio nella frase iniziale, “La notte in cui mi risorsi rimarrà impressa nella mia memoria per l’eternità.”, in cui il verbo “risorgere” non è riflessivo (e ho notato questa cosa anche nella domanda dello scorso capitolo); poi io avrei messo il condizionale al posto del futuro (“sarebbe rimasta impressa”), però non penso sia un errore, semplicemente mi suona meglio così.
    Poi anche la frase “sul viso aveva all’ungherese impomatati.”, in cui non ho capito cosa volevi dire, più altri piccoli errori di battitura qui e là. Per il resto niente da dire, voto per iniziare con la vendetta!

    • Grazie mille per le osservazioni. Ho notato solo adesso che ho messo “risorgere” al rilfessivo e non so perché. Forse all’inizio avevo usato il verbo “risvegliarsi”, poi ho modificato ed è rimasto al riflessivo per sbaglio. Di solito quando scrivo qualcosa, aspetto alcune settimane e poi rileggo con la mente fresca e mi accorgo subito di certi errori. Su questa piattaforma risulta difficile fare in questo modo e purtroppo ci sono alcune sviste. Nei prossimi capitoli cercherò di stare più attenta. Riguardo al film, non l’ho visto, ho cercato di prendere degli spunti da “il maestro e Margherita” che è uno dei miei libri preferiti.

  3. Interessante l’ambientazione in questo paesino di montagna, può essere un bello scenario per un horror! Poi mi ha colpito molto la cattiveria del personaggio di Angelica e la glacialità con la quale è descritto l’omicidio. Un difetto forse l’ho notato nell’aver messo troppa carne al fuoco e nell’aver sintetizzato un po’ troppo il tutto, però devo dire che gli eventi che si succedono sono narrati così bene che questo aspetto passa in secondo piano. Voto per la notte in cui resuscita, visto che dell’uccisione e del rapporto con Angelica, seppur in modo sintetico, si è già parlato!

    • Grazie mille per il supporto. Questo è il secondo racconto che scrivo su questa piattaforma e faccio ancora fatica a dosare nel modo giusto le informazioni, in modo che l’incipit del racconto sia accattivante senza svelare troppo e soprattutto far stare il tutto il 5000 caratteri. Spero di migliorare in futuro =D

  4. Ciao, Stasy.
    mi piacciono gli horror e sono passata a dare un’occhiata.
    La storia promette bene, la scelta del nome del paese, che un po’ ricorda i Sette Nani, è in netto contrasto con l’orrore che vi ha trovato dimora. Sono curiosa di vedere come porti avanti la storia. Mi piacerebbe conoscere qualcosa di più sull’omicidio, forse io gli avrei dedicato più spazio, ma la storia è quella della vittima tornata a vendicarsi, quindi ci sta che sia sintetizzato come hai fatto tu.
    Attenzione alle eufoniche. La descrizione dell’abbigliamento della vittima è molto particolareggiato, immagino che serva a renderla riconoscibile durante lo svolgimento della storia. 🙂
    Alla prossima!
    p.s. e se fosse all’Abete Rosso, senza virgolette? 😉

  5. Lorenzo ha detto:

    Il racconto sta continuando in maniera scorrevole e interessante e la storia di questa vendetta soprannaturale si sta facendo sempre più avvincente!
    Una cosa che ti posso consigliare è di fare dei paragrafi un po’ più brevi in modo da agevolare la lettura e renderla ancora più scorrevole e dinamica, specialmente se non ci sono, come nel tuo caso, periodi particolarmente lunghi che giustificano la presenza di paragrafi così ampi.
    Voto per cercare di parlare con il diavolo!

  6. molto bello e coinvolgente, mi sta attirando molto

  7. Lorenzo ha detto:

    Il ballo con il diavolo mi ha ricordato la frase del Joker di Nicholson, “Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?” 😀
    Anche questo capitolo mi è piaciuto, hai creato davvero una bella atmosfera! Tuttavia ho notato qualche piccolo errore. Per esempio nella frase iniziale, “La notte in cui mi risorsi rimarrà impressa nella mia memoria per l’eternità.”, in cui il verbo “risorgere” non è riflessivo (e ho notato questa cosa anche nella domanda dello scorso capitolo); poi io avrei messo il condizionale al posto del futuro (“sarebbe rimasta impressa”), però non penso sia un errore, semplicemente mi suona meglio così.
    Poi anche la frase “sul viso aveva all’ungherese impomatati.”, in cui non ho capito cosa volevi dire, più altri piccoli errori di battitura qui e là. Per il resto niente da dire, voto per iniziare con la vendetta!

    • Stasy ha detto:

      Grazie mille per le osservazioni. Ho notato solo adesso che ho messo “risorgere” al rilfessivo e non so perché. Forse all’inizio avevo usato il verbo “risvegliarsi”, poi ho modificato ed è rimasto al riflessivo per sbaglio. Di solito quando scrivo qualcosa, aspetto alcune settimane e poi rileggo con la mente fresca e mi accorgo subito di certi errori. Su questa piattaforma risulta difficile fare in questo modo e purtroppo ci sono alcune sviste. Nei prossimi capitoli cercherò di stare più attenta. Riguardo al film, non l’ho visto, ho cercato di prendere degli spunti da “il maestro e Margherita” che è uno dei miei libri preferiti.

  8. Lorenzo ha detto:

    Interessante l’ambientazione in questo paesino di montagna, può essere un bello scenario per un horror! Poi mi ha colpito molto la cattiveria del personaggio di Angelica e la glacialità con la quale è descritto l’omicidio. Un difetto forse l’ho notato nell’aver messo troppa carne al fuoco e nell’aver sintetizzato un po’ troppo il tutto, però devo dire che gli eventi che si succedono sono narrati così bene che questo aspetto passa in secondo piano. Voto per la notte in cui resuscita, visto che dell’uccisione e del rapporto con Angelica, seppur in modo sintetico, si è già parlato!

    • Stasy ha detto:

      Grazie mille per il supporto. Questo è il secondo racconto che scrivo su questa piattaforma e faccio ancora fatica a dosare nel modo giusto le informazioni, in modo che l’incipit del racconto sia accattivante senza svelare troppo e soprattutto far stare il tutto il 5000 caratteri. Spero di migliorare in futuro =D

  9. keziarica ha detto:

    Ciao, Stasy.
    mi piacciono gli horror e sono passata a dare un’occhiata.
    La storia promette bene, la scelta del nome del paese, che un po’ ricorda i Sette Nani, è in netto contrasto con l’orrore che vi ha trovato dimora. Sono curiosa di vedere come porti avanti la storia. Mi piacerebbe conoscere qualcosa di più sull’omicidio, forse io gli avrei dedicato più spazio, ma la storia è quella della vittima tornata a vendicarsi, quindi ci sta che sia sintetizzato come hai fatto tu.
    Attenzione alle eufoniche. La descrizione dell’abbigliamento della vittima è molto particolareggiato, immagino che serva a renderla riconoscibile durante lo svolgimento della storia. 🙂
    Alla prossima!
    p.s. e se fosse all’Abete Rosso, senza virgolette? 😉

  10. Aomame ha detto:

    Per un attimo ho fantasticato su Paddolo ma con un battito di tastiera mi hai riportato alla tua storia.
    Storia interessante che seguirò volentieri.
    Ciao

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