I folletti del Lunedì

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà la prima tappa del viaggio di Milli? I laboratori di trouffle di Saint-Germain-des-Prés, (83%)

Saint-Germain-des-Prés

Intrappolata nell’aura calda dei raggi dorati del crepuscolo, Milli tentava faticosamente di chiudere il suo piccolo zainetto. 

Perché non scegliere uno zaino da trekking vi starete chiedendo.

Milli era fatta così pensava sempre al minimo indispensabile e poi all’ultimo si trovava a dover aggiungere: uno spazzolino, un tubetto di dentifricio, un cambio di vestiti, una torcia-fascetta, il suo braccialetto porta fortuna e il grande tomo verde e oro intitolato “Parigi Segreta”, contenente la mappa per raggiungere il parco.  Era proprio quell’ultimo a dagli problemi.

Milli emise un sospiro di sollievo, finalmente era pronta per partire.

La sua lista strategica era stata compilata e portata a termine entro le 18 di quella sera e, solamente un’ora dopo, Milli aveva deciso che sarebbe partita la notte stessa passando prima per il quartiere Saint-Germain-des-Prés.

Era ben consapevole che quella scelta avrebbe comportato una piccola deviazione dall’itinerario previsto dal libro ma allo stesso tempo le avrebbe permesso di prendere direttamente dai laboratori la moneta per entrare nel parco.

E non parliamo di una moneta qualsiasi! Conosceva tre folletti che lavoravano nientemeno che nei laboratori innovatori del grande Pierre Hermé e che sarebbero stati disposti ad aiutarla se necessario.

Aveva programmato tutto in modo tale che intorno alle quattro del mattino avrebbe potuto prendere la chiatta n°6 al piccolo porticciolo dietro Notre Dame ed arrivare al parco intorno a mezzogiorno di martedì.

In questo modo avrebbe potuto ambientarsi senza fretta prima prima del crepuscolo.

Prima di chiudere la casa Milli controllò meticolosamente tutte le serrande, il gas e l’acqua. Durante l’ispezione schiacciò quattro volte il bottone della macchina della colazione: avrebbe fatto il pieno delle sue crepes preferite che sarebbero servite da colazione, spuntino, pranzo e spuntino durante il viaggio. Per il ritorno si sarebbe arrangiata poi, forse avrebbe chiesto qualche truffles e macarons in più ai suoi tre amici del laboratorio.

Zainetto in spalla e con il cestello della bicicletta colmo di crepes Milli si avviò verso il quartiere dei Laboratori.

Viaggiare in bicicletta era salutare per Milli, la aiutava a schiarirsi le idee e soprattutto a tenersi occupata in momenti di ansia.

Era partita da casa senza batter ciglio come se stesse uscendo per sbrigare una delle sue solite commissioni o per bagnare le piante. Le piante!! Si era dimenticata di bagnare la sua amata Magnolia.

Milli si appuntò mentalmente di farlo la sera successiva e continuò a pedalare.

Le strade di Parigi erano sempre trafficate e per questo motivo Milli preferiva viaggiare nelle piccole scanalature ai lati che si affacciavano regolarmente su delle gallerie sotterranee. 

Milli pedalava tranquilla, sicura che ogni stranezza inerente al Parco fosse qualcosa che anche lei, seppur piccolina, poteva gestire. Arrivò dopo un’oretta a dei giardini grandissimi, il cartello in alto diceva “Jardin du Luxemburg”, Milli controllò immediatamente il libro, sbocconcellando una crepes presa dal cestino. 

“Oh si, ci sono quasi” si disse. Doveva evitare il parco e continuare dritta, i laboratori erano a venti minuti di distanza.

Intorno alle nove e mezzo di sera Milli arrivò nel quartiere, ci era stata si e no due volte, negli anni in cui studiava all'”Accademia dei folletti del Lunedì”. Il profumo dei dolci appena sfornati e del cioccolato fuso le diceva però che era nel posto giusto. Ed infatti mentre si accingeva ad aprire il libro eccoli lì, uno dopo l’altro, sbucarono improvvisamente Choco e Rhum i suoi ex compagni di accademia.

“Milli cara!” urlano a squarciagola, prima di precipitarsi tra le sue braccia. Millì stretta in un abbraccio al sapore di caramello e farina diventò paonazza.

“Rhum, Choco che piacere vedervi! Da quanto non ci vediamo? Cinque anni? Quanto mi siete mancati ragazzi! Ma Chanty dov’è?”

“Chanty sta sciogliendo il cioccolato, sai quanto può essere precisa a volte. Seguici e mi raccomando, raccontaci tutto di quello che ti è successo!”

Milli legò la bicicletta sul retro di quello che doveva essere un magazzino gigantesco e scese degli scalini super ripidi. La cappa estiva sommata alla temperatura dei forni del laboratorio la fece barcollare.

Chanty, Rhum e Choco la aspettavano al bancone in trepida attesa e ci vollero dieci minuti buoni per spiegare loro la situazione. Non appena Milli citò il Parc des Buttes-Chaumont i tre si guardarono allarmati.

Erano a conoscenza delle storie sul parco e sul quartiere, ma soprattutto Rhum conosceva esattamente quale moneta era richiesta all’accesso.

“Tieni cara Milli” disse Rhum, porgendo un sacchetto a Milli. “Questo sacchetto è pieno di trouffle e macarons per accedere al parco. In fondo, mi devo ancora sdebitare di quando mi hai gentilmente coperto quella sera all’Accademia”.

Milli accettò entusiasta e abbracciò i tre amici ritrovati.

I tre amici avranno un ruolo nella storia?

  • Si, ma torneranno molto più avanti (71%)
    71
  • Si, Rhum e Choco la accompagnano al parco (29%)
    29
  • No, troppo prevedibile (0%)
    0
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13 Commenti

  1. Ciao roro 🙂 questo racconto alla Mirmo mi piace tanto: è allegro, a tratti tenero, e sembra essere una bella avventura. Il cap.3 è stato il mio preferito fino ad ora. Non sono sicuro sia il mio genere, ma so che per scrivere una fiaba accattivante ci vuole tanta maestria ed abilità nel giocare con gli archetipi e gli stereotipi. Ti seguo con piacere 🙂 a presto!

  2. Avevo letto il primo capitolo, ma non avevo voluto commentare per farmi un’idea con il secondo. Adesso posso affermare che questa storia mi piace.
    Per il primo capitolo avevo votato per i bimbi, ma devo dire che questa avventura aux Buttes-Chaumont è stata la scelta migliore, si prospetta tanto mistero e una bella avventura.
    Per questo capitolo voto per gli abitanti strani e inquietanti

  3. Ciao! Ho trovato questo primo capitoletto davvero adorabile, non ho avuto nessuna difficoltà ad immaginarmi questa viuzza di Parigi e la magnolia di Milli. Il tuo stile di scrittura è molto piacevole e il piccolo mistero imbastito, per quanto semplice, è simpatico e fa venir voglia di continuare la lettura. Ho votato per mandare Milli in missione dall’altra parte della città. A presto!

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