Dove eravamo rimasti?
Una ragione
Diane tornò sui suoi passi. Raggiunse Antoine nell’alloggio che aveva occupato negli ultimi giorni presso il complesso del Tribunale. Spalancò la porta e lo trovò intento a guardare oltre i vetri, in piedi presso la finestra con le mani incrociate dietro la schiena. L’uomo si voltò a vedere chi fosse entrato e, con altrettanta calma, tornò a contemplare l’orizzonte.
«Sei stata tu, vero?» chiese.
Qualcuno doveva già averlo informato della fuga di Yolande e i bambini, ma Diane era sicura non li avrebbero ritrovati.
«Peccato. Il loro processo sarebbe stato domani» esclamò come un uomo deluso dal mancato divertimento.
Diane chiuse la porta e si portò al centro della stanza. Si guardò attorno. C’era un letto con delle candide lenzuola, un modesto armadio, un lungo specchio in un angolo e una scrivania in un altro, delle cortine di velluto rosso e un candelabro d’argento su un mobiletto dal quale si irradiava la poca luce che illuminava la camera.
«Molti anni fa promisi che sarei stata tua» iniziò «e sarebbe stato così anche se Alexandre fosse rimasto in vita. Dopo quello che hai fatto, però, credo sia giunto il momento di separarci»
«Ti sbagli, Diane» esclamò Antoine sicuro «Tu rimarrai con me. E sai perché? La vita dei tuoi protetti dipende dalla scelta che farai stanotte. Ho impedito ai soldati di iniziare le ricerche per il momento, ma ti giuro che sono disposto a mettere a ferro e fuoco tutta la Francia per ritrovarli»
«Come sei meschino» sibilò Diane.
Lui rise sonoramente. Si voltò e la guardò divertito.
«Ci sarà una punizione per tutto questo. Tu e quegli altri esaltati che chiami giustizieri avete gettato il nostro Paese in un labirinto di sangue!»
«E chi dovrebbe punirci? Diane, tu hai smesso di credere in Dio anni fa» esclamò ridendo.
Lo guardò dritto negli occhi. Poi, estrasse la pistola da sotto il mantello e la puntò verso di lui. Gli occhi di Antoine ebbero un guizzo di terrore.
«Cosa vuoi fare con quella pistola?» le chiese cercando di dissimulare il timore che provava in quel momento.
«Non avrei mai voluto giungere a tanto, ma… è ora che questo campo venga ripulito dalle erbacce! E, se questo è l’unico modo per farlo, sono pronta»
L’uomo iniziò ad avanzare verso di lei cautamente.
«Mettila via, Diane. Se mi uccidi, a te toccherà la ghigliottina. Perché vuoi morire così?»
«Nella vita bisogna pur trovare una ragione per cui morire, un motivo per cui valga la pena sacrificare la propria esistenza» rispose con tono di sfida.
«E quale sarebbe per te? L’amore?» beffeggiò.
«L’amore, la giustizia, la libertà. O forse, sì, forse la vendetta»
Antoine le si avvicinò lentamente, cercando di convincerla a desistere dalla sua intenzione.
Diane non era andata lì con l’idea di ucciderlo. La pistola sarebbe dovuta essere solo uno spauracchio. Sentiva braccia e gambe tremarle. Lei avrebbe accettato qualsiasi conseguenza, ma non voleva che altri pagassero al suo posto, che Yolande e i bambini fossero ritrovati per finire sul patibolo.
Vedendola tentennare, con un rapido movimento, Antoine si lanciò su Diane per disarmarla, ma il suo istinto prevalse e un fragore sordo ruppe la quiete della notte insieme a un urlo.
«Oddio! Cos’ho fatto?» gridò sconvolta vedendo Antoine accasciarsi in una pozza di sangue.
Buttò la pistola a terra e si abbassò verso l’uomo agonizzante. La mano di lui si tese a cercarla e Diane l’afferrò, mentre le lacrime iniziavano a offuscarle la vista.
«Mi dispiace» iniziò a ripetere tra i singhiozzi.
«Vai… non permettere che ti prendano… Ti amo, Diane…» le sussurrò con le ultime forze, mentre la sua mano le sfiorava una guancia per poi ricadere sul corpo esanime.
Diane sentì i soldati riunirsi per capire cosa fosse successo.
«Dal cittadino Delval!» sentì gridare una voce.
Guardò le sue mani sporche di sangue ed ebbe paura. Si alzò e uscì di corsa dalla stanza. Pensò che le sue gambe non sarebbero state in grado di sorreggerla, ma iniziò a correre.
Dei soldati la videro fuggire e il capitano diede ordine di catturarla, anche di sparare se necessario.
Nel pieno della notte le urla, uno sparo dopo l’altro e i passi di una corsa disperata.
Come una volpe che cerca di sottrarsi ad un branco di cani da caccia che la inseguono, così la donna correva veloce tentando di ripararsi dai colpi dei fucili.
Una breve corsa, fino a che qualcosa le trapassò il petto, cadde a terra portandosi una mano al cuore, un bruciore crescente le infiammò il corpo. Si sentì inghiottire in un mare scuro e caldo e dolce.
Era un luogo da cui poteva ancora sentire le voci dei soldati, che adesso la circondavano, ma da cui riusciva a malapena a intravederne le scure sagome.
Per ogni attimo in più che passava, tanto più lontane diventavano quelle voci e piano piano sparirono, lasciando il posto ai ricordi.
Stava per morire, lo sentiva. Tutta la sua vita le era passata innanzi.
Tutti quelli che aveva amato non c’erano più. Sperava li avrebbe presto raggiunti.
«Signore, perdona i miei peccati» sussurrò, prima di esalare il suo ultimo respiro.

08/07/2020 at 08:54
*applausi*
Mi dispiace non essere riuscito a commentare il nono capitolo.
Davvero stupendo,brava.
07/07/2020 at 23:07
🙁
Non mi è piaciuto. È vero che, forse, era l’unica cosa plausibile per come si sono svolti i fatti… ma a me le cose plausibili non piacciono… ed i finali negativi nemmeno 🙁
Ciao 🙂
07/07/2020 at 13:20
Gran bel finale! Drammatico ma allo stesso tempo speranzoso, mi è piaciuta molto l’escalation degli eventi e la loro narrazione, complimenti 😀
07/07/2020 at 22:16
ti ringrazio ?
02/07/2020 at 15:36
Anch’io voto per fare i conti con Antoine, anche se non è detto che per Diane finisca bene!
02/07/2020 at 23:28
?♀️ chissà…?
01/07/2020 at 23:45
Antoine. In un modo o nell’altro la storia si deve concludere! Roberspierre è troppo scontato e se stessa è troppo banale 😉
Ottima la descrizione della fuga 🙂
Ciao 🙂
02/07/2020 at 23:27
? effettivamente hai ragione
01/07/2020 at 23:18
Che si liberi d’Antoine!!!!
Ma hai intenzione di fare una seconda parte?
02/07/2020 at 23:25
non credo…
24/06/2020 at 23:21
salva i figli di Alexandre!
Probabilmente dovrebbe pure mollare un calcio negli zebedei ad Antonie, ma la priorità sono i bambini.
Ciao 🙂
24/06/2020 at 12:45
Questo capitolo mi è piaciuto veramente tanto, bello il dialogo tra Diane e Antoine alternato alla descrizione della scena dell’esecuzione, che trasmette molta tensione. Voto per salvare i figli di Alexandre, tra le tre mi sembra la più naturale!
16/06/2020 at 08:20
Un opzione plausibile sarebbe la prigione, perché durante gli anni del Terrore ti mettevano in prigione al minimo cenno di simpatia per il nemico e Diane ha appena dimostrato di essere legata ad un condannato a morte. In ogni caso è la donna del “capo” diciamolo così, quindi la porteranno direttamente da lui.
Spero almeno che riesca a salvare i figli di Alexandre.
Se ti va vienimi a trovare nel mio profilo anch’io ho scritto una storia ambientata a Parigi, mi piacerebbe ricevere un tuo parere.