Una ragione

Dove eravamo rimasti?

Di quale personaggio vogliamo approfondire la conoscenza? il progioniero che sopraggiunge sul finale (83%)

Alexandre

Era tardo pomeriggio,quando si fece introdurre nella cella.

Strinse gli occhi cercando di percepire qualcosa e,quando si abituò all’oscurità,intravide una sagoma in un angolo.

L’ombra si accorse della sua presenza.

«Chi siete?»chiese.

Sentire quella voce le bloccò il respiro.Per un attimo fu tentata di richiamare la guardia e allontanarsi immediatamente da lì.

«Chi siete?»ripeté l’uomo.

«Dovreste saperlo»rispose,meravigliandosi della sua voce ferma e decisa.

Lui si avvicinò e,per quanto la poca luce glielo permettesse,la scrutò.Era sicuro di conoscerla e,inoltre,non credeva possibile ricevere visite da sconosciuti data la situazione nella quale si trovava.

Fino a poco tempo prima,la gente si era recata da lui per chiedere favori,ottenere appoggio,sciogliere contrasti,ma quello non era più il momento di farsi vedere legati a lui,Alexandre de Saint-Laurent,ex conte,nonché esponente di un gruppo politico in contrasto con Robespierre.Con l’entrata in vigore della Legge dei Sospetti,votata pochi giorni prima dalla Convenzione,lui e la sua famiglia erano stati denunciati e arrestati in attesa di un giudizio che li avrebbe scagionati o condannati dall’accusa di complotto ai danni della Repubblica.

«Non credo di ricordarmi di voi,cittadina»disse con la deferenza dovuta a un suo pari.

«Ne sei proprio sicuro,Alexandre?»sibilò incrociando il suo sguardo.

Fu come uno squarcio che straziava il suo cuore.

«Diane…sei tu?»sussurrò,facendo un passo indietro.

«Sì,sono io!»rispose con voce cavernosa.

La guardò per un interminabile minuto e,in uno slancio di irrazionale gioia,cercò di abbracciarla.

«Non ti avvicinare,altrimenti ti uccido»

Alexandre vide un riflesso metallico e sentì una spina sul cuore. Abbassò lo sguardo e scorse la mano di Diane puntargli un pugnale al petto.Alzò il viso su quello di lei e vide i suoi occhi vuoti,impassibili.Non erano gli stessi che aveva conosciuto.

«Cosa ti è successo?»bisbigliò.

«Vorresti davvero che ti rispondessi?Eppure dovresti saperlo:sei stato tu la causa di tutto»dichiarò,avanzando col pugnale sempre premuto sul petto di lui.

Egli indietreggiò e si trovò schiacciato contro la parete.Iniziò a tremare e a piangere.

Diane non ricordava di aver mai visto un uomo piangere e,sentire i singhiozzi di Alexandre,la turbò.Ebbe l’istinto di ritirare il pugnale,ma qualcosa glielo impedì.Dopo anni di attesa,non poteva permettere che il frutto del suo odio avvizzisse senza essere raccolto.

«Perché piangi?Temi di morire?»beffeggiò«Anche mia madre deve aver provato lo stesso,mentre si sentiva finire a causa tua»

Alexandre trasalì e sentì un gemito bloccarsi in gola.

«Vuoi forse supplicarmi di non ucciderti?Eppure mi basterebbe così poco…dovrei solo spingere con un po’ più di forza»fece una piccola pressione col pugnale e sogghignò come se si stesse divertendo.

«Mi dispiace»balbettò lui.

«Anche a me dispiace,ma solo di non averti ammazzato prima.Di non averlo fatto quando avrei dovuto,quando mia madre morì,quando ti vidi sposare quella donna!»gridò.

«Mi dispiace,Diane…mi dispiace…credimi…non è andata come tu pensi…»

«Come fai a sapere ciò che penso?Non sai quello che ho sofferto quando mi abbandonasti,quando ti prendesti gioco di me facendomi credere di amarmi!»

«Non era una bugia,Diane:ti amavo e…non ho mai smesso di  pensare a te in tutti questi anni»

«Sei un bugiardo!»urlò,afferrando il pugnale con entrambe le mani e pressandolo contro di lui.

«Fallo,Diane!Fallo!»la incitò«Avrei fatto qualsiasi cosa per te,ma non avrei mai potuto immaginare che le cose andassero come sono andate,che mio padre»

«Cosa centra tuo padre?»l’interruppe«Siete tutti uguali voi nobili:c’ingannate,ci sfruttate e poi tentate di farci credere che non è colpa vostra!»

«Diane!»gridò colto dall’ira.Nonostante la minaccia del pugnale,l’afferrò per le spalle e la scosse«Anch’io ho lottato per il benessere del popolo francese in questi anni!Non ho mai ingannato né sfruttato nessuno!Solo Dio sa quanto ho sofferto,quanto avrei preferito morire piuttosto che sottostare a quel ricatto,ma ne andava della vita di mia madre!»

La donna si sentì mancare.Si rivide in quei pochi minuti appena trascorsi e non riuscì a riconoscersi.Le sue parole,le sua azioni,ciò che l’aveva mossa non le appartenevano.Si erano instillati in lei e l’avevano pervasa fino a farle perdere il controllo di se stessa.

«Sto impazzendo»bisbigliò.

«No,Diane,no!»la rassicurò lui,riuscendo finalmente a stringerla fra le braccia.

Per un attimo,le sembrò di essere tornata indietro nel tempo,rivisse quei giorni in cui il loro amore e la loro felicità sembrava non sarebbero finiti mai.

«Non voglio!»gridò divincolandosi.

Urlò alla guardia di aprirle,mentre Alexandre continuava a supplicarla di credere a quello che aveva cercato di dirle.

Uscì dalla cella e sentì le sbarre richiudersi in un cigolio metallico.

Sapeva che quella barriera l’avrebbe divisa per sempre da Alexandre,ma non ebbe la forza di voltarsi indietro e proseguì per l’oscuro corridoio incurante dell’uomo che continuava a chiamarla disperato.

Lasciata la prigione cosa farà Diane?

  • lasciamola stare e soffermiamoci su qualche altro personaggio (0%)
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  • seguirà il filo dei suoi pensieri e ricordi (67%)
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  • andrà da Antoine (33%)
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47 Commenti

  • Un opzione plausibile sarebbe la prigione, perché durante gli anni del Terrore ti mettevano in prigione al minimo cenno di simpatia per il nemico e Diane ha appena dimostrato di essere legata ad un condannato a morte. In ogni caso è la donna del “capo” diciamolo così, quindi la porteranno direttamente da lui.
    Spero almeno che riesca a salvare i figli di Alexandre.
    Se ti va vienimi a trovare nel mio profilo anch’io ho scritto una storia ambientata a Parigi, mi piacerebbe ricevere un tuo parere.

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