Una ragione

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Diane adesso? andrà a parlare con la moglie di Alexandre (100%)

Madonna in cella

Tutti sapevano quale rapporto la legasse al cittadino Delval.Se diceva di aver avuto l’autorizzazione da lui per visitare un prigioniero,negarle il permesso o dubitare della sua parola poteva essere pericoloso.

Il capitano diede ordine a un soldato di accompagnarla presso il prigioniero indicato.In fondo,avevano visto la sua autorizzazione il giorno prima,perché dubitarne l’indomani?

La luce del sole filtrava modesta attraverso gli scuretti della cella.Sotto la finestra,una donna cullava una bambina.Non alzò gli occhi per vedere chi fosse entrato.Con voce flebile chiese solo di non far troppo rumore.

«Siete voi madame de Saint-Laurent?»domandò Diane.

La donna annuì continuando il suo dolce dondolio.

Diane rimase a osservarla in silenzio.Era diversa da come l’aveva intravista quel giorno in chiesa,da come l’aveva immaginata in tutti quegli anni:non una traccia di alterigia,non un barlume di superbia.Sembrava più la rappresentazione di una Madonna col bambin Gesù che quella di una nobildonna decaduta quale ormai era in realtà.

«Dovete farmi delle domande?»le chiese.

«Sì.Vorrei scrivere un articolo su di voi»

«Va bene:sono pronta a rispondere»

Diane si sforzò di mantenere la voce impassibile,tossì per schiarire la gola e iniziò chiedendo di raccontarle come e quando avesse conosciuto il marito,l’uomo che,in fin dei conti,l’aveva trascinata in quella situazione.

«Circa quindici anni fa,durante un ballo a Versailles…lo vidi e me ne innamorai immediatamente»lo sguardo perso nel vuoto,il dolce sorriso dei ricordi dipinto sul volto«A quel tempo,ero una fanciulla molto capricciosa.Qualsiasi cosa volessi,mi veniva concessa ancor prima che ne esprimessi il desiderio»

La donna depose la piccola che teneva in braccio sul giaciglio.

«Sta’ tranquilla,Diane»sussurrò.

«Come l’avete chiamata?»chiese Diane in un sussulto.

«Diane:è il suo nome»rispose carezzando i biondi ricci della bimba.

«Come la dea della caccia»bisbigliò.

«Alexandre lo ripeteva sempre…E voi come vi chiamate,cittadina?»

«Stéphanie Lanoix»mentì prontamente«Ma uso il nome di Etienne per firmare gli articoli»

La prigioniera iniziò a misurare la cella coi suoi passi.

«Lui stava per sposare un’altra,non l’avrebbe mai lasciata se…»non sembrava disposta a continuare.

«Cosa successe?»la sollecitò Diane,cercando di nascondere l’impazienza.

La donna prese a stropicciarsi le mani,si voltò verso Diane e,come se le costasse fatica ammetterlo,con un’espressione amareggiata,continuò.

«Suo padre aveva contratto forti debiti con dei tipi pericolosi.Se non avesse pagato,l’intera famiglia avrebbe rischiato la vita.Mio padre si offrì di saldare il debito,ma in cambio Alexandre dovette sposarmi»la voce fu spezzata dalle lacrime«In tutti questi anni,non mi è mai appartenuto:ha sposato me,ma non ha smesso di pensare per un solo istante a lei.E,quando è nata la piccola,ha voluto chiamarla come lei»

Diane frenò a stento un singulto,portò una mano alla bocca per impedirsi di piangere e s’irrigidì in quella posizione.

Le due donne legarono i loro sguardi per alcuni minuti.Un profondo silenzio necessario a ritemprare le loro anime.Poi,Diane indicò gli altri due bambini e chiese di loro.

«Yseault ha nove anni;Louis Victor,invece,è nato due mesi dopo la presa della Bastiglia.Col suo nome,Alexandre ha voluto festeggiare quella che riteneva essere una vittoria per il popolo francese»sorrise lievemente«E ora ci accusano di aver tramato ai danni della Repubblica!Che ne sarà di noi e dei nostri bambini?»nella sua voce non tremava odio,solo tormento per quello che sarebbe stato il loro destino.

Se Alexandre fosse stato ritenuto colpevole,i suoi figli sarebbero forse riusciti a scampare al patibolo,ma sarebbero stati rinchiusi in un’oscura cella,dimenticati da tutti,o forse ancora affidati a qualche malevole artigiano che li avrebbe fatti lavorare duramente,li avrebbe malnutriti e ne avrebbe ricevuto un contributo economico dallo Stato per educarli al rispetto dei principi repubblicani.

«Voi avete figli,cittadina?»

Diane scosse il capo in senso negativo.

«Allora non potete capire»commentò la donna rassegnata.

Abbassò il capo sconsolata.No,non poteva capire la sofferenza di una madre condannata all’incertezza del domani per i propri figli,l’angoscia per le loro vite,l’amarezza di non vederli crescere,ma poteva immaginarne lo strazio.

Il silenzio fu turbato dal rumore della massiccia porta di legno.

«La visita è finita,cittadina»annunciò un soldato.

«Ho bisogno di qualche altro minuto»cercò di protestare Diane.

«Vi prego di seguirmi senza fare storie.Non vi è consentito trattenervi oltre»

Diane guardò la donna ferma davanti a lei,i suoi bambini,tornò a lei.Avrebbe voluto dirle qualcosa in grado di consolarla,di infonderle la speranza che ormai aveva perduto,stringerla per farle sentire che le era vicina,ma non osò.Obbedì al soldato e capì che non avrebbe mai potuto dimenticare il volto struggente di quella donna.

Fecero qualche passo nel corridoio,poi,il soldato annunciò:

«Ho avuto l’ordine di condurvi dal cittadino Delval»

Diane viene condotta da Antoine, ma cosa farà lui?

  • farà finta di niente (25%)
    25
  • le parlerà dei suoi piani (50%)
    50
  • una scenata di gelosia (25%)
    25
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47 Commenti

  1. Un opzione plausibile sarebbe la prigione, perché durante gli anni del Terrore ti mettevano in prigione al minimo cenno di simpatia per il nemico e Diane ha appena dimostrato di essere legata ad un condannato a morte. In ogni caso è la donna del “capo” diciamolo così, quindi la porteranno direttamente da lui.
    Spero almeno che riesca a salvare i figli di Alexandre.
    Se ti va vienimi a trovare nel mio profilo anch’io ho scritto una storia ambientata a Parigi, mi piacerebbe ricevere un tuo parere.

  2. Ciao Rachele 🙂 complice la mia poca memoria, ho dovuto rileggere il tutto per riallacciarmi a questo capitolo e… sono davvero estasiato. Scrivi con un linguaggio semplice ma costruisci dialoghi e scene in maniera davvero egregia. Il beat dei capitoli 2-3 in particolare mi piace tanto per il susseguirsi di immagini.
    Non saprei che suggerimenti darti, sei bravissima.
    La prigione mi sembrava un bel colpo di scena: sei stata magistrale a farci vedere quanto poco valesse una donna agli occhi della comunità francese del sedicesimo secolo e sono sicuro che non abbiamo ancora finito di dimostrare il contrario; per questo ho optato alla fine per un piu tranquillo colloquio con Antoine. Sarebbe bello se la piccola Diane e i suoi fratellini potessero salvarsi in qualche modo (piccola nota personale)…
    Continua così 🙂 non dimenticare di passarmi a trovare, ti aspetto! Ciao!

  3. Voto perché Diane lo veda un’ultima volta. Sono un’inguaribile romantica.

    Scusami ancora, ma ti faccio un’altra precisazione, perché penso che siamo qui non solo per elogiare, ma anche per aiutare a migliorare. Precedentemente hai usato piazza della rivoluzione come nome dell’attuale piazza della Concordia, ed è perfetto perché visto che il racconto è ambientato negli anni della Rivoluzione francese. Penso che qui avresti dovuto fare lo stesso con la piazza del Carrousel, all’epoca della rivoluzione di chiamava piazza della fraternità o fraternité in francese.

  4. Avevo perso qualche capitolo! Ho recuperato.
    La storia si fa sempre più avvincente, mi piace, ora ci vuole un po’ di azione e di adrenalina quindi voto per la fuga.

    P.S.: Per una questione di precisione geografica, quando esce dalla Conciergerie nel terzo capitolo è un po’ difficile che si ritrovi a Piazza della Rivoluzione. Molti non lo sanno ovviamente quindi non cambia niente all’economia del tuo racconto, è solo per scrupolo di precisione visto che si tratta di un romanzo storico.

  5. Ahia, ci metti in mano una scelta davvero ardua!
    Io credo andrei dalla moglie di Alexandre,per avere un confronto. Non so, onestamente: mi sono chiare le motivazioni e il grosso del suo background, ma non riesco a pensare come farla progredire nel racconto, se non prendendo questa tangente 🙂 ho apprezzato molto la descrizione dei suoi sentimenti contrastanti, complimenti :))) non dimenticare di passare a trovarmi e di lasciare un commento 🙂 a presto!

  6. Molto interessante l’ambientazione, ho apprezzato in particolare il passaggio in cui alludi al fatto di proteggere la libertà facendo prigionieri, contraddizione e paradosso di tutte le rivoluzioni, in cui gli oppressi diventano oppressori. Non ho apprezzato molto però la reazione di Diane alla notizia dei prigionieri, nel senso, mi sembra strano che una donna politicamente attiva manifesti fin da subito un dissenso così palese verso la classe dirigente a favore della quale opera. Forse avrei preferito vedere emergere il suo atteggiamento scettico verso la piega che stava prendendo la rivoluzione attraverso piccoli segnali e far crescere progressivamente questo dissenso; ma è comunque solo la mia opinione personale, anche perché non so che piega prenderà la storia 😀
    Per il resto mi è piaciuto molto, voto per sapere chi è il prigioniero!

  7. Be’, direi il prigioniero: l’hai introdotto, quindi ha senso spiegarci il perché.
    Questo primo capitolo è scritto molto bene, ma la reazione di Diane mi sembra un po’ strana: se è la compagna di Antoine e se è intelligente come sembra, com’è possibile che rimanga sconvolta nello scoprire che ci sono tanti prigionieri? Non dovrebbe essere già al corrente della situazione (tutt’altro che segreta, mi pare)?

    • forse non sono riuscita a spiegare bene: non è sconvolta perché scopre che ci sono tutti quei prigionieri. lo sapeva già ovviamente. è sconvolta dalle motivazioni per cui quelle persone erano state imprigionate e dal fatto che non si possa fare nulla per impedirlo.
      la cosa è legata al periodo storico in cui la narrazione è ambientata. come ho scritto nella “trama” siamo a Parigi nel 1793: è l’apice degli anni del Terrore di Robespierre.

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