Una storia oscura

L’articolo di Tom Scott

« E tuo fratello come sta? » Jackye osservava la rivista di cronaca nera, fresca di stampa, arrivata in edicola quella mattina stessa. Il titolo sulla copertina era: ” Una pacifica cittadina scioccata da un terribile omicidio”.
Sotto quella frase c’era la foto di un ventenne biondo con gli occhi azzurri che indossava la maglia dei Bulls. Sotto la foto c’era un’altra piccola scritta: ” potrebbero esserci più persone dietro l’efferato omicidio del giovane David Anderson ”.
« Sempre uguale. Ha il suo mondo, lo sai, e accetta solo quello » rispose Tom Scott, seduto in un angolo in penombra, le gambe accavallate. Muoveva nervosamente il piede in un moto ondulatorio, la sigaretta che teneva tra le dita andava consumandosi piano piano, riempendo la stanza semi buia di denso fumo grigio di Marlboro.
« Non mi chiedi di lei, Jackye? » gli domandò all’improvviso Tom. A quella domanda, Jackye notò una piccola distorsione nel timbro di voce dell’ex cognato, come se Tom fosse veramente interessato a sapere la risposta, ma una parte di lui non volesse sentirla.
« A che serve chiedertelo? » gli rispose Jackye, infastidito. Da tre settimane, da quando Linda se n’era andata, infuriava in lui una tempesta di emozioni diverse. Angoscia, perlopiù.
Tom non si scompose, aspirò un lungo tiro di sigaretta ed espirò il fumo lentamente, tenendo gli occhi fissi su Jackye.
« Va bene, scusami se te l’ho chiesto. Mi dispiace, Jackye, mi dispiace davvero. Io…io non so mai cosa dire in queste situazioni.»
Jackye riusciva a sentire l’autenticità del rammarico di Tom, tentò perciò di sdrammatizzare. « Certo che non sai cosa dire, non ci sei mai passato. »
L’esito non fu quello desiderato, Tom si corrucciò. « A me non importerebbe, o almeno, non come importa a te, Jackye. Ma ti capisco, tu l’amavi, e lei ha un carattere particolare, lo so, è mia sorella, la conosco bene. »
Jackye sospirò. « Mi basta che stia bene adesso. Sai, in questi giorni ho pensato che la colpa fosse unicamente la mia… sempre troppo preso dal mio lavoro, mi ero praticamente dimenticato di lei, questo lo riconosco. Ma andarsene così, senza dire nulla, senza lasciare una lettera, un messaggio, niente. Per fortuna che tu sei un brav’uomo, Tommy, e mi hai detto che era venuta qui a Hot Rock, da te.»
«Jackye, quando è venuta qui da me, era in lacrime, era disperata. Mi disse che dentro quella casa eravate diventati due perfetti sconosciuti. Perché non hai mai affrontato il discorso dei figli, poi?» Tom si interruppe subito. « Scusami, non sono affari miei, scusami davvero, Jackye.»
« Non fa niente, sono stato uno stronzo, sono il primo a dirlo.»
« Sta con qualcuno adesso? » azzardò Jackye, ma subito aggiunse: « No lascia, perdere, non sono cazzi miei, e poi so che mi farebbe male saperlo.»
« Cosa posso offrirti? » Tom si alzò dalla poltrona. 
« Qualcosa di forte » fu la risposta secca di Jackye.
« Cristo santo, Jack, sono le nove e mezza di mattina…»
« E accendi la luce, Tom, per favore, sei inquietante in vestaglia e pantofole, nella penombra.»
Tom si accese un’altra sigaretta e si avviò verso la cucina.
Tornò, con una bottiglia di Jaghermeister in una mano e due bicchieri nell’altra. 
« Bene, vedo che ci capiamo » esclamò Jackye, contemplando la bottiglia di liquore.
Si sedettero. Tom riempì i due bicchieri, Jackye sfogliò distrattamente la rivista, fino ad arrivare all’articolo scritto il giorno prima da Tom.

Questa mattina, a Hot Rock, nel piazzale esterno del cinema Aniston, all’interno della sua Ford Fiesta, è stato rinvenuto il corpo senza vita di un giovane studente, David Anderson, assassinato brutalmente con un colpo di doppietta in pieno volto.
Non è stata trovata la cartuccia, e nemmeno la minima traccia di indizi o impronte, ma le indagini della polizia e dell’investigatore privato Jackye Miller hanno portato a supporre che sia coinvolta più di una persona, poiché nel boschetto adiacente al piazzale sono state trovate due paia di impronte semi parziali di stivali.
Fino a questo momento, però, nessun altro indizio.
La comunità è scioccata. La famiglia del ragazzo è letteralmente distrutta.
David frequentava l’ultimo anno del college, con ottimi voti in tutte le materie, capitano della squadra di football e figlio di un influente politico e dell’insegnante di letteratura del college di Hot Rock, fidanzato con una bellissima ragazza, reginetta delle cheerleader.
Ieri sera c’erano molte persone a L’Aniston, ma nessuno ha mai visto David.
Inoltre, dall’autopsia è emerso che il ragazzo è morto intorno alle due di notte.I suoi genitori a quell’ora dormivano, ma hanno riferito agli agenti che quella sera il figlio era a casa con la sua fidanzatina Kelly Tomas, ora in stato di shock. Lei afferma di aver lasciato l’abitazione degli Anderson intorno alla mezzanotte, e di aver salutato David, che le aveva detto di sentirsi stanco per via degli allenamenti del pomeriggio, e che si sarebbe messo a dormire.
Ma alle due di notte David era nel piazzale dell’Aniston, nella Ford di suo padre

Ci sono degli elementi che vanno approfonditi, quale di questi tre approfondisco nel prossimo capitolo?

  • Linda Scott, la sorella di Tom Scott (0%)
    0
  • David Anderson (67%)
    67
  • Il fratello di Tom Scott (33%)
    33
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3 Commenti

  1. La storia sembra interessante. Il dialogo tra Tom e Jackie, dato il soggetto, poteva cadere nel banale e nel già visto, ma è scritto bene soprattutto per la presentazione scenica.
    Attento quando si ambienta un racconto in un qualsiasi altro luogo della terra che non appartiene alla tua stessa cultura, devi studiarlo un po’: dettagli come la Ford Fiesta stonano in uno scenario che sembra richiamare gli Stati Uniti .

  2. Ciao, thereborn.
    I gialli mi piacciono, specie se sono a tinte nere. Questo tuo racconto va in quella direzione, mi pare.
    La ragazza scomparsa avrà a che fare con il ragazzo ucciso? È la fidanzata di Jackie?
    Non ce la vedo una Ford Fiesta parcheggiata a Hot Rock, ovunque si trovi (immagino non sia in Italia), ma è una minuzia.
    Mi è piaciuta la battuta su pantofole e vestaglia nella penombra, i dialoghi vivaci stemperano la situazione cupa.
    Ho votato per David Anderson; d’altronde, come dicono i profiler: la vittimologia è una delle prime strade da percorrere.
    Alla prossima!

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