7 ANIME

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa Mike dopo aver letto il diario? Comincia a trascrivere il diario. (67%)

BIVIO

Ascoltami.

Ho trovato il diario di un senzatetto sotto a un ponte, l’ho preso e lo trascritto, non voglio premi, non voglio niente, questi pensieri non mi appartengono, sarebbe ingiusto.

“Il mio nome è NATHAN TIMOTHY SAL PARKER
un nome assai lungo per un vecchio che non ha più nulla da dire

Vivo in strada da oramai sedici anni, forse più, forse meno, non lo so, ho smesso di contare i giorni alla prima settimana, che scopo ha tener conto del tempo che passa quando vuoi solo avvicinarti alla fine..

Un uomo può essere quello che vuole in questa vita, ma tu toglili quello che lo fa svegliare alla mattina e vedrai cosa diventa, non parlo della sveglia, parlo del sole, se mi togli la cosa più bella di questo mondo, nemmeno le macchina in strada disturberanno il mio riposo.”

Toglimi la voce di mia moglie che mi sveglia per andare a lavorare e stai sicuro che non avrei motivo di alzarmi, lavorare per chi? Con quei soldi comprerei fiori per cosa? Per portarli al cimitero? Quei posti sono per i vivi, non per i morti.

Alla sua morte non ebbi più intenzione di andare a lavorare, a che scopo? I soldi che facevo li usavo per darle tutto quello che non mi chiedeva.

Non pretendeva niente da me, non mi costringeva a lavorare, non mi era un peso cercare di renderla felice, era un onore.

Lei credeva in Dio ed io credevo solo in quello che vedevo, non mi imponeva di andare in chiesa o di pregare a tavola, ma in chiesa ci andavo a prenderla e a tavola l’aspettavo per cominciare a mangiare.

Mi diceva sempre che io la facevo sentire apprezzata, io invece non le ho mai detto che questa vita senza di lei non l’avrei mai portata avanti.

Ci sono cose 3 cose che non si possono controllare:

L’intensità con cui si ama qualcuno

L’imporsi di provare sentimenti.

E l’arrivo di una malattia.

Quando le diagnosticarono il cancro lei non smise di sorridere, diceva che Dio l’avrebbe aiutata, diceva che io con il mio amore l’avrei curata.

Così… Comprai fiori ogni giorno, le dedicavo canzoni anche se cantante non ero, la invitavo a cena con poesie scritte sulla carta delle bollette.

A cena la portava in cucina, al lume di candela delle chiese.

E sempre in cucina le chiesi di sposarmi.

Glielo chiedevo ogni anno, e quando mi sentii di perderla, glielo chiesi ogni settimana, anche in supermercato.

E con lo stesso sorriso che portò all’altare, mi diceva sempre:

“Si Nathan”

Volevo una donna che mi facesse rigare dritto, non una perla da proteggere..

Le preparavo da mangiare e mi sentivo stupido nel non saper cucinare per lei.

Non ero uno chef.

Ma le piuttosto che mangiare il disastro che preparavo con tanto impegno

Si alzava dal letto sentendo l’odore provenire dalla cucina.

Mi diceva “grazie” stringendomi la mano, ma poi mi cacciava dalla cucina borbottando qualcosa come “Ohh Nathan… è tutto da rifare”

Facendomi sentire utile e incapace allo stesso tempo.

Quando i dottori mi dissero del tipo di cure che avrebbero provato a darle io non ci capivo niente, ero un libraio non un medico, leggevo i sentimenti di anime distrutte non curavo i loro problemi.

Mi dicevano che sarebbe stata una grande somma.

Stupidi umani, mi parli di somme quando in ballo c’è la vita di una persona.

Quando mi chiesero se avessi voluto davvero firmare per far si che la banca ci desse un prestito, uno di loro disse

“Signor Nathan non è costretto”

Gli tirai un pugno rompendogli il naso, era coma si avesse detto:

“Tranquillo, nessuno ti giudicherà se sceglierai di vivere una vita senza debiti”

Stupidi fessi, una vita senza debiti?

Preferivo rinunciare alla mia stessa esistenza pur di dare la possibilità a un’altro umano di prendersi cura di lei.

Finii in gattabuia per quel pugno e in carcere nella mia stessa cella, non so perché me lo ricordo, ma quel ragazzo era davvero ambiguo.

La cosa strana e che aveva un’ape che girava sulla sua testa come un aureola..

Ma prima che potessi fargli qualche domanda, la mia cella s’aprì, era il paradiso che pagava la mia cauzione.

Quando mi venne a prendere era là che mi aspettava tutta composta, addirittura mi guardava con disapprovazione per aver alzato le mani a un dottore che salva vite.

Ma non volevo dirle la verità per poi infrangere la fiducia che aveva nel prossimo.

Cosa segui?

  • Chiudi il Diario e la storia forse finisce. (50%)
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  • Viaggi indietro nel tempo e scopri chi è il ragazzo con l'ape sopra la testa. Attenzione, scelta questa possibilità non si torna indietro (0%)
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  • Volti la seconda pagina e continui a leggere la storia di NATHAN (50%)
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