Grand Tour a Roma (parte 2)

Il tè delle cinque

La signora Palleschi fece un passo indietro per esaminare meglio il tavolo e vedere come era l’effetto d’insieme. Sembrava un po’ un artista che rimira la sua opera mentre controllava che il vaso con i fiori fosse posizionato al centro esatto del tavolo, che la porcellana della teiera non stonasse con quella dei piattini e che le sedie ai due lati fossero posizionate una di fronte all’altra. Non si considerava una maniaca della precisione, però nella sua casa ci teneva che tutto fosse in ordine e, cosa più importante, che tutto fosse in ordine come voleva lei; soprattutto quando aveva ospiti per il tè pomeridiano.

Il primo ad arrivare fu Leonardo. Dopo la gita sul Tevere dell’estate appena trascorsa era riuscito a farsi invitare per altri incontri di società, finché non era diventato quasi un ospite fisso nel salotto dei Palleschi, dove non faceva mistero della sua intenzione di corteggiare Flaminia che, non sapendo bene come scrollarselo di dosso, si rapportava a lui con freddezza nel tentativo di placare il suo ardore dannunziano. La signora Palleschi lo detestava cordialmente. Soprattutto in quel momento, poiché era arrivato con dieci minuti di anticipo, mentre lei non aveva ancora finito di ricontrollare tutto per l’ultima volta.

“Buonasera, signora”, salutò Leonardo entrando: aveva dei fiori in mano. “Questi sono per Flaminia”.

La signora Palleschi sorrise. “Che gentile, sono sicura che apprezzerà”. Poi si rivolse alla domestica. “Vada a chiamarla”.

“La signorina Flaminia mi ha detto di dirle che non si sentiva troppo bene e che preferirebbe rimanere in camera”.

“Oh, che sfortuna”, esclamò la signora Palleschi.

Per un attimo Leonardo spostò lo sguardo da una donna all’altra come se non sapesse che fare. Poi disse: “Se mi dà il permesso posso salire da lei, magari le farà piacere un po’ di compagnia”.

La signora Palleschi fece finta di non aver sentito e si rivolse di nuovo alla cameriera. “Sono sicura che non sia niente di così grave da impedirle di scendere. Non vorrà mica lasciare da solo il nostro ospite”. Poi, prima che Leonardo potesse avere il tempo di dire qualcosa, aggiunse: “Questi fiori sembrano proprio avere bisogno d’acqua. Vieni, caro, da questa parte”.

Per sua fortuna il campanello suonò nuovamente qualche minuto dopo, alle cinque in punto. Fece un piccolo sospiro di sollievo quando sentì la voce di Friedrich salutare la cameriera. Poco dopo li raggiunse Flaminia, mentre gli ospiti che la signora Palleschi attendeva di più, il conte Andrea Sperelli con la figlia Elena, arrivarono alle cinque e mezza.

Il conte era un uomo sui cinquant’anni, calvo e con due baffi arricciati all’insù, mentre Elena era una graziosa biondina di vent’anni che rideva molto ma parlava poco, al contrario del padre, che aveva una parlantina inarrestabile. Era un vecchio amico del signor Palleschi, con cui aveva perso i contatti molti anni prima, quando aveva lasciato Roma, e che aveva incontrato di nuovo in città solo qualche settimana prima, riallacciando così il rapporto.

Cesare e il signor Palleschi, che ritornavano rispettivamente dal conservatorio e dal lavoro, si unirono a loro quando il tè era ormai freddo. La conversazione stava vertendo sull’università. Leonardo stava raccontando delle sue avventure e di come, dopo un anno, non avesse ancora sostenuto nessun esame, mentre il conte Sperelli gli faceva eco con le imprese della sua gioventù. Con l’arrivo del padrone di casa il chiacchiericcio si spostò immancabilmente sulla politica, il suo argomento preferito.

Al contrario di sua moglie, a lui piaceva Leonardo e spesso e volentieri era lui a invitarlo nei loro incontri. Certo, si rendeva conto che non era un luminare, però era un ragazzo vivace e animato da ferventi ideali politici basati sul patriottismo, che condivideva e che spesso erano causa di scontro con Cesare, del quale sospettava invece che coltivasse idee pericolosamente vicine al socialismo.

Il pomeriggio trascorse in modo piacevole tra chiacchiere, pasticcini e pettegolezzi. I primi ad andare via furono il conte Sperelli e la figlia, che abitavano quasi dall’altra parte della città, seguiti poi da Friedrich, a cui si unì Cesare per accompagnarlo nel breve tratto di strada. Leonardo invece conversò ancora per un po’ con il signor Palleschi, ma alla fine si decise ad andare via anche lui.

“Quel ragazzo le sta facendo una corte spietata, eh?”, disse la signora Palleschi dopo che Flaminia se ne andò di sopra.

“Così pare”, rispose il marito mentre sfogliava un giornale.

“Non ti sembra strano però?”.

“Che cosa?”.

“Voglio dire… ho sempre pensato che fosse Friedrich a farlo, mentre adesso arriva questo ragazzo e a lui sembra non importare, come se non fosse mai stato interessato a lei. Non ti sembra strano?”.

“Sì, forse”, rispose il signor Palleschi, ma poteva ben vedere che la stava a malapena ascoltando.

Nel prossimo capitolo volete...

  • Conoscere meglio Elena (0%)
    0
  • Rimanere con la signora Palleschi (0%)
    0
  • Tornare da Friedrich e Cesare (100%)
    100
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

22 Commenti

  1. Ciao, Lorenzo.
    Perdonami, mi sono persa il capitolo precedente 🙁 avevo dimenticato di cliccare su SEGUI LA STORIA… scusa.
    Trovo che tu abbia un bel modo di raccontare le emozioni dei due, molto delicato. Stai leggendo qualcosa sul periodo storico dell’ambientazione? Noto molta cura nei riferimenti, sempre poco invadenti, sul contesto. Bravo, io sono negata con la storia… forse è solo pigrizia, non lo so.
    Ho votato per l’interruzione da parte di qualcuno, vediamo come va a finire.

    Alla prossima!

    • Tranquilla, a volte succede anche a me 😀
      Ti ringrazio come sempre per il bel commento, che però un po’ mi stupisce visto che io ho la percezione opposta, e cioè ho sempre l’impressione di non dare mai abbastanza dettagli sul contesto storico. Il fatto è che le descrizioni mi annoiano, così come la documentazione e qualsiasi lavoro di pre-scrittura (sarei probabilmente il peggior allievo di qualsiasi insegnante di scrittura creativa) e quindi cerco di limitarli al minimo, solo quando mi servono davvero, però mi fa molto piacere sapere che hai apprezzato questo aspetto che pensavo fosse il punto debole del racconto.
      Grazie ancora e a presto!

  2. La rivelazione di Flaminia non mi ha stupido molto, mi aspettavo a qualcosa di più che già non sapessimo, data la sua visibile preoccupazione.
    Io dico che Cesare parla con Friedrich perché secondo me prima o poi qualcuno lo verrà a sapere e dovranno saper reagire.

  3. Eh sì, avevi proprio bisogno di altro spazio per sviluppare storia e personaggi.
    Ciao, Lorenzo,
    hai fatto bene a proseguire, il testo sta diventando arioso e coinvolgente. Ora conosciamo i protagonisti e tutto è pronto per l’avanzare della storia, lo era anche prima, ma adesso è tutto più chiaro e mi piace molto la piega che sta prendendo questo racconto.
    Hai molto garbo nel descrivere le situazioni e questo genere, secondo me, ti si addice più del precedente, bravo.
    Alla prossima!
    p.s. si tiene le considerazioni di Flaminia per sé.

  4. Ovviamente voto per “tornare da Friedrich e Cesare”, vediamo come continua la loro relazione. Non so perchè a Flaminia non piaccia Leonardo, a me stava simpatico, uso il passato perchè sembra che tu voglia mostrarci i suoi difetti più che la sua simpatia (vedi l’autoinvitarsi o arrivare prima del dovuto), così ti seguo fiduciosamente. Buon lavoro!

  5. Ciao, Lorenzo.
    Il rimando alle opere di D’Annunzio getta, in qualche modo, una nuova luce sul racconto. È come se un’impronta tragica e struggente si fosse impressa a sigillo su questo incipit. Mi aspetto grandi cose nel proseguo.
    Leonardo mi sta davvero antipatico e spero che trovi in Elena la sua anima gemella. Potrebbe essere questo il motivo dell’introduzione della ragazza. Mi sarebbe piaciuto restare con i signori Palleschi a origliare i ragionamenti sul perché non sia Cesare a far la corte alla figlia, ma vorrei anche vedere come nel poco tempo trascorso si è evoluta la storia tra Friedrich e Cesare.
    Avrei omesso il secondo “non ti sembra strano però” ma è questione di gusti 🙂

    Alla prossima!
    p.s. bentornato 😉

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi