Grand Tour a Roma (parte 2)

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo... dov'è Friedrich in tutto questo? (43%)

Sehnsucht

Mentre Cesare usciva sbattendosi alle spalle il portone di casa, Friedrich era in giro per Roma con il cugino Carlo, arrivato nel primo pomeriggio in una visita a sorpresa: aveva annunciato il suo arrivo con una lettera giunta solo il giorno prima.

“Da quanto tempo!”, aveva esclamato Carlo in tedesco quando era sceso dal treno proveniente da Milano, abbracciando il cugino. “Ti aspettavamo per questa estate, ci hai fatto proprio una bella sorpresa”.

Friedrich aveva sorriso, leggermente in imbarazzo. “Già… perdonami, ma questa città mi ha catturato”.

“Poco male, l’importante è che ora siamo insieme. Allora, che mi racconti?”.

Mentre Friedrich accompagnava Carlo nella sua stanza, dove avrebbero diviso il letto come quando erano piccoli, aveva iniziato a raccontargli della sua esperienza a Roma, dell’università e delle persone che aveva conosciuto, senza però soffermarsi sulla parte più importante della storia: per quanto poteva essere vicino al cugino, non se la sentiva di confidargli un segreto del genere.

“Più tardi i Palleschi ci hanno invitato da loro. Ti piaceranno, sono simpatici”.

Nel frattempo lo accompagnò in un breve tour della capitale. Gli fece vedere il Colosseo e i fori imperiali, nel cuore di quello che era stato l’impero più potente al mondo, poi lo portò a spasso sulle sponde del Tevere e in altri posti che lasciarono Carlo di sasso: si lasciava sfuggire esclamazioni di gioia e stupore a ogni piè sospinto. Il tempo per loro volò, finché si resero conto di essere in ritardo e furono costretti quasi a correre per poter raggiungere San Lorenzo prima che il sole tramontasse.

Quando arrivarono, con il cielo già buio, trovarono in salotto solo il signor Palleschi e Leonardo. Friedrich avvertì una strana sensazione, come se fosse successo qualcosa e il ricevimento pomeridiano si fosse sciolto prima del dovuto, anche se il signor Palleschi si rivolse a loro con un sorriso cordiale.

“Lui è mio cugino Carlo”, disse Friedrich.

Il signor Palleschi gli strinse la mano in modo energico. “Molto lieto. Prego, accomodatevi”.

“Gran bella casa”, si complimentò Carlo guardandosi intorno. “Mi ricorda quella dei miei nonni materni a Monaco”.

“Ti ringrazio”, disse il signor Palleschi. “Quanto ti fermi qui a Roma?”.

“Solo pochi giorni, purtroppo, ma penso di ritornare. Tutti dicono che Roma è straordinaria, ma solo vedendola di persona si può capire appieno il significato di questa affermazione”.

La conversazione proseguì poi sui posti più belli della città, sui suoi monumenti più famosi e su quelli meno conosciuti, finché, dopo un po’, il signor Palleschi, schiarendosi la voce, annunciò di avere un segreto da rivelare.

“Non dovrei dirvelo, ma visto che siete qui ne approfitto”.

“Di che cosa si tratta?”, domandò Friedrich, dal momento che le parole del signor Palleschi vennero seguite da attimi di silenzio.

L’attesa venne prolungata ancora finché, schiarendosi la voce, disse: “Flaminia e Leonardo presto si sposeranno”.

Carlo non mancò di complimentarsi, andando a stringere la mano con gioia sia a Leonardo che al signor Palleschi, mentre Friedrich rimase per un attimo stordito da quella notizia. Non ne aveva motivo, ma si sentì investito da una forte ondata di malinconia, una sorta di Sehnsucht, di struggimento indefinito del quale non riusciva a individuare l’origine. Pensò a Flaminia, a come guardava (e soprattutto non guardava) Leonardo ogni volta che apriva bocca, ma anche a come, ogni tanto, si lasciava andare a qualche risata. Era stata costretta a farlo oppure, alla fine, il fascino effimero dello sciocco aveva avuto la meglio?

In ogni caso l’anno nuovo iniziò, come ogni volta, carico di buoni propositi e, per Friedrich in particolare,all’insegna dell’equilibrio ritrovato. Continuava a vedersi con Cesare ed era felice di ciò, ma gli incontri segreti non lo sconvolgevano più come prima, bensì gli infondevano un senso di dolcezza e tenerezza, anche se Cesare ogni tanto gli sembrava teso e angustiato; tuttavia ciò lo spingeva ancor più a prendersi cura di lui e, con grande soddisfazione, notava che spesso riusciva a farlo rilassare a fargli dimenticare, almeno per un po’, ciò che lo preoccupava.

Friedrich aveva sempre dato per scontato che la loro storia non poteva avere futuro, e in certi momenti questa era stata l’unica certezza che aveva, eppure questo nuovo stato di benessere gli permise di avere una prospettiva più ampia. Che ne sarebbe stato del suo futuro? Questa esperienza in Italia sarebbe stata solo una breve parentesi nell’arco della sua vita, o sarebbe stato l’inizio di una svolta radicale? Friedrich non sapeva rispondere a questa domanda e, in tutta onestà, neanche voleva farlo. Così come già successo in altre occasioni, decise di non pensarci: era convinto che la risposta sarebbe giunta da sé. E in effetti, in un certo senso, aveva ragione. Tuttavia, però, la risposta che la vita aveva in serbo per lui non gli sarebbe piaciuta affatto.

Nel prossimo capitolo un evento importante influenzerà il destino di tutti. Come reagisce Friedrich?

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110 Commenti

  • Lorenzo,
    Avevo il sentore della tragicità di questo finale da un po’. In ogni caso mi è piaciuto molto, alzi avrei tanto voluto che avessi avuto a tua disposizione un capitolo in più per trattarlo meglio. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta, anche se così è bellissimo ugualmente.
    Bravo, spero di rileggerti presto!

    • Sì forse avere più spazio a disposizione sarebbe stato meglio, però devo dire che essere costretto ad avere pochi caratteri mi ha aiutato a ottenere un effetto più asciutto e diretto, mentre con più spazio mi sarei probabilmente perso nei dettagli e l’effetto sarebbe stato diverso, anche se forse è solo una mia impressione 😀
      Ti ringrazio comunque per i complimenti, sono contento che il racconto ti sia piaciuto, finale compreso. A presto!

  • Ciao Lorenzo! Complimenti per il finale, inaspettato e costruito con la giusta tensione. Nel complesso sono molto contento di aver seguito il tuo racconto, hai messo in piedi una storia credibile, con un gran numero di personaggi e delle ambientazioni suggestive. Aspetto davvero un tuo nuovo racconto, magari di un genere diverso, mi raccomando non farci aspettare troppo! A presto 😀

  • Ciao Lorenzo!
    Cesare alla fine non ha resistito all’idea di una vita nell’ipocrisia. Davvero il loro amore era fortissimo. Molto triste, l’impossibilità della loro storia era prevedibile, ma tutto è stato molto avvincente, complimenti ancora per come hai saputo descriverla
    Ciao!

  • In finale tragico, come piacciono a me. Avrei scelto anch’io qualcosa di simile.
    Questo racconto non ha avuto bisogno di riletture, non ho dovuto sbirciare indietro per ricordare, questo vuol dire aver costruito una storia credibile, personaggi interessanti che si ricordano con facilità.
    Qualche elemento di troppo qua e là, tipo “si pettinava con una spazzola” o “il fazzoletto di seta bianca”, ma sono cosucce da poco che nulla tolgono alla riuscita del racconto.

    Bravo, Lorenzo. Ora ti aspetto con un nuovo racconto.

    Alla prossima!

    • Ti ringrazio, anche se forse certi punti e certi passaggi non sono riuscitissimi (e certe volte mi lascio andare a dettagli superflui :D) questo è un racconto che mi lascia abbastanza soddisfatto per cui mi fa piacere avere un riscontro così positivo! Non so quando (probabilmente non a breve), ma sicuramente ci sarà un altro racconto. A presto!

  • Oh mamma, va bene che non volevi un lieto fine, ma farli morire entrambi è proprio tragico.
    A parte gli scherzi, complimenti, bel capitolo, per come l’hai scritto, per la scelta del finale io avrei fatto diversamente, ma Questo è molto, ma molto soggettivo, quindi non conta.
    La storia ha preso dall’inizio alla fine, secondo me se la ampli e metti riferimenti storici più a larga scala, ne viene fuori un bel romanzo. Al momento gli editori cercano saghe familiari… facci un pensierino. In bocca al lupo

  • A Roma, per il commiato con Cesare. L’irrompere della guerra mi ricorda il finale della prima stagione di “Downton Abbey”, che sconvolge lo statu quo. Gli eventi e la forza delle convenzioni sociali sembrano avere la meglio sugli amanti, e Friedrich sta vedendo sempre più chiaramente questi sviluppi, più di Cesare, protetto dalla famiglia. Friedrich è solo, più che mai.
    Questo è quanto leggo, molto ben raccontato. Aspetto il finale, non lieto temo.
    Ciao!

  • Io opto per Roma, magari un ultimo addio a Cesare.
    Ottima scelta solo un evento come questo poteva tranciare di netto la storia tra Friederich e Cesare.
    Inaspettato, ma talmente logico, non so come spiegarlo.
    Aspetto il finale, che non deluderà di certo!

  • In viaggio.
    Che ritorno, Lorenzo, ci lasci tutti col groppo in gola per Friedrich. Che doccia fredda per lui. Hai reso perfettamente l’idea della vita di un giovane che fino a un mese prima aveva come unica preoccupazione quella di tenere segreto il suo amore per un uomo, e il mese dopo si ritrova strappato alla sua quotidianità per essere gettato tra le fila di un esercito. Mette i brividi.
    Non vedo l’ora di leggere il tuo finale, non farci aspettare troppo.

    • Ti ringrazio! In effetti questo voleva essere un po’ il punto di tutto il racconto, ovvero mostrare una sorta di idillio venire spezzato all’improvviso da eventi tragici e imprevisti. Non so se ci sono riuscito perché forse, lungo il tragitto, ho un po’ perso di vista questo obiettivo, ma sono molto felice di leggere queste parole e vedere che hai centrato il punto della questione 😀
      Cercherò comunque di non perdere troppo tempo, a presto!

  • Ciao Lorenzo,
    voto per la Germania, mi pare possa essere un buona conclusione di questa storia.
    Abbiamo fatto un bel salto in avanti e ci ritroviamo con Cesare ed Elena già sposati, ci sta, i caratteri sono pochi e bisogna farne tesoro; anche in questo capitolo ne hai dedicati molti alle descrizioni, non che sia un errore, ma toglie spazio alla storia e, magari, avresti potuto inserire un piccolo flashback sul matrimonio di Cesare che, nella vita di Friedrich, ha certo un grosso peso. Non mi fraintendere, saper raccontare è un dono, solo che qui lo spazio a disposizione è quello che è. Spesso anche io mi abbandono a descrizioni infinite e me lo hanno fatto notare più volte, bisogna trovare la giusta misura e non è cosa semplice. 🙂
    La frase: “Tuttavia non ci volle molto prima che Friedrich trovò la risposta…” non mi suona. Forse meglio: “tuttavia, non ci volle molto a Friedrich per trovare la risposta” oppure “tuttavia, non ci volle molto prima che Friedrich trovasse la risposta”, ma io sono un po’ capra e potrei sbagliare. 🙂
    Ora non rimane che assistere al finale e vediamo di cosa vorrai raccontare.

    Alla prossima!

    • Hai ragione, mi sono lasciato andare un po’ troppo alle descrizioni perché volevo mostrare la scena in tutti i suoi dettagli e creare un po’ d’atmosfera, però in effetti avrei potuto usare parte di questi caratteri per approfondire meglio la storia. Poi comunque devo convenire che, anche se non commetto (quasi) mai errori grammaticali, quel tipo di congiuntivo me lo perdo sempre, è più forte di me 😀
      Grazie comunque per le osservazioni, ci vediamo nel finale!

  • Ciao Lorenzo!
    Buon ultimo arrivo a leggerti. Può darsi tu ti dilunghi sulla parte che parla della città, ma sai scrivere molto bene e riesco ad andare oltre. Cesare e Friedrich sono molto diversi, gli atteggiamenti nei confronti del rapporto affettivo di ciascuno dei due sono agli antipodi, e si avverte chiaramente. Ho votato anche ío per il coraggio.
    Ciao!!

    • Grazie come sempre per i complimenti e per l’osservazione sul rapporto tra i due protagonisti, mi sembra molto azzeccata e mi fa piacere essere riuscito a far trasparire questa differenza. Spero in ogni caso di far meglio con i successivi capitoli, a presto 😀

      P.s. perdonami per la risposta tardiva!

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