Lorik il Bugiardo

Dove eravamo rimasti?

come proseguirà la storia? Lorik racconta ancora qualche cenno dell'infanzia e le sue prime bugie (75%)

La Dama delle messi.

« Ma perchè non hai fratelli? » Mi chiedevano i miei amici ed io, non sapendo come giustificarmi, o forse sentendomi sminuito in qualche modo, dissi la mia prima bugia:

« Mio fratello maggiore è un militare ed è partito per la guerra » eravamo tutti bambini e quindi a nessuno venne in mente di chiedermi in quale guerra combattesse visto che eravamo in un lungo periodo di pace e a nessuno venne in mente di chiedermi perché non tornasse mai indietro da questa guerra, nonostante passassero anni. E così, all’insaputa dei miei genitori, la nostra famiglia era diventata di quattro persone.

Anzi, mio padre ebbe una riduzione di orario nei campi, « perché io sono un patriota e suo figlio lotta per noi » aveva detto il suo padrone. Lui non aveva capito bene, forse pensava si riferisse a me, ma di certo non si sarebbe lamentato per un orario ridotto di qualche mezz’ora.

Avevo mentito, mi era andata bene, nessuno mi aveva scoperto. Questo in un certo senso mi rese fiero di me.

La mia seconda bugia arrivò pochi mesi dopo.

Stavo giocando con gli amici a nascondino. Avevo completamente perso la nozione del tempo. Ad un tratto alcuni si erano fermati perché era troppo buio e non si vedeva più nulla. In quel momento capii che era ormai notte. Ero talmente coinvolto nel gioco da non avere sentito la fame. Mentre i miei compagni di gioco avevano portato con loro il pranzo al sacco, io non avevo nulla ed in più era notte. Sarei arrivato a casa in pieno buio e dovevo ancora attraversare i campi di grano!

Mio padre mi avrebbe preso a cinghiate.

Ma mentre correvo nei campi la mia mente aveva elaborato già una bugia, grazie alla quale sarei stato salvo. Quando arrivai verso casa mio padre era all’esterno con una torcia che mi cercava. La sua faccia diceva tutto. Quando mi vide arrivare di corsa lungo la via dei campi, il suo viso corrucciato per un attimo si rasserenò. Poi quella espressione placida lasciò il posto alla rabbia nel constatare che stavo bene ed ero semplicemente in ritardo: non avevo scampo.

Una persona colpevole inizia a giustificarsi e teme di avvicinarsi, perché teme di ricevere qualche cinghiata, quindi decisi di adottare un altro atteggiamento (pur temendo lo stesso qualche cinghiata). Corsi direttamente da mio padre e lo abbracciai stringendolo forte. “Padre! Finalmente!” Mio padre era un contadino, era pronto ad avere a che fare con un colpevole e quindi rimase incerto sul da farsi e mi accarezzò la testa.

Sentendo la mia voce anche mia madre uscì da casa: corsi ad abbracciare anche lei.

“Come mai così tardi? Stai bene?” mi chiese mentre controllava che braccia, gambe e testa fossero sane ed al giusto posto.

“Sì io… stavo camminando in mezzo ai campi per tornare a casa era ancora pomeriggio. All’improvviso è venuta verso di me una dama. Aveva i lunghi capelli raccolti e tra le braccia reggeva delle spighe di grano e mi ha chiesto da bere. Io non avevo nulla con me, allora sono corso alla fonte e le ho preso dell’acqua in una brocca che mi ha dato. Quando sono tornato con l’acqua ha bevuto e mi ha detto che ero un bravo ragazzo, mi ha accarezzato la testa, proprio qui e quando si è spostata… era notte! Mi sono girato a cercarla ma ero solo, in mezzo ai campi di grano”

I miei genitori si guardarono tra di loro e poi mio padre mi fece la domanda che mi aspettavo “Quella signora… aveva calzari?”

“No, aveva i piedi nudi, ma nonostante camminasse in mezzo al fango i suoi piedi erano puliti come appena lavati.”

“Per gli dei figliolo! – disse mia madre con la voce che tremava – hai incontrato la dama delle messi!”

“Chi?”
Chiesi chi era per dare ancora più forza alla mia bugia. Sapevo benissimo chi era la dama delle messi e per la descrizione mi ero aiutato con il ricordo della statua in terracotta che i miei genitori tenevano nella loro camera: una bella fanciulla con i capelli raccolti che teneva in mano un mazzo di spighe di grano, con i piedi scalzi e puliti.

La dama delle messi era dea che portava prosperità e salute ai campi dove veniva avvistata. Ero riuscito nel mio intento: il ritardo era stato dimenticato, la bugia era stata incassata come verità.

Quella bugia ebbe anche fastidiosi risvolti: per il paese si sparse la notizia che avevo incontrato la dama delle messi e quindi una mattina, anziché giocare con gli amici, dovetti andare con mio padre ed il suo padrone per mostrare dove l’avevo incontrata. Indicai il punto che venne circondato da paletti. La strada fu deviata e nell’esatto punto venne piantato un ciliegio (una pianta cara alla dea). Non ho idea se ad oggi il ciliegio esista ancora.

Ogni tanto, per molti mesi, coloro che mi incontravano, sia conosciuti che sconosciuti, avevano l’abitudine di darmi un soldo in cambio del permesso di accarezzarmi la testa, proprio dove l’aveva fatto la dea. Io portai tutti quei soldi a mia madre (non sapevo che farmene) ed a fine anno riuscii ad ottenere un paio di scarpe.

Purtroppo la mia bugia aveva messo in modo altre cose, che erano uscite fuori dalla mia portata.

come proseguirà la storia?

  • La storia torna al presente (33%)
    33
  • Al giovane viene chiesto di guarire una persona importante (0%)
    0
  • Alcuni saggi vengono convocati per esaminare il giovane Lorik (67%)
    67
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13 Commenti

  1. La prima bugia rientra nella categoria che i bambini possono realmente raccontare, mi è capitato con i miei alunni e mi ha fatto sorridere. La seconda lo fa entrare nella categoria di bugiardo professionista, una bellissima bugia. Adesso direi di ritornare al presente per conoscere di più Lorik e perchè si trova in prigione

  2. Ciao!!!
    Già mi piace tanto la storia e provo empatia per Lorik, quindi ottimo lavoro.
    Personalmente vorrei sapere da dove inizia la “carriera di bugiardo” di Lorik, quindi voto per che continui a raccontare della sua infanzia.

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