Lorik il Bugiardo

Dove eravamo rimasti?

come proseguirà la storia? Alcuni saggi vengono convocati per esaminare il giovane Lorik (67%)

Il Patibolo

Ieri notte è arrivato l’intero concilio a comunicarmi la sentenza. Alla sentenza era presente anche il Re, ma non è venuto in seguito nella mia cella: non voleva vedermi.

La condanna è stata: morte per impiccagione. L’esecuzione avverrà “non appena il boia terminerà la costruzione del patibolo”.
Ho appreso la notizia con compostezza e sono andato a dormire, avevo veramente sonno (come sempre mi accade quando ricevo una brutta notizia).

Questa mattina sono stato svegliato di buon ora dai TOC! del boia che sta costruendo la struttura che porterà alla mia morte. Conosco il boia, l’ho aiutato per un mal di testa che lo perseguitava per tutto il giorno. 
Dopo un po’ di domande sulle sue abitudini ho scoperto che beveva pochissimo e solo vino di bassa qualità.
Gli ho raccomandato di bere due otri di acqua “benedetta” da me tutti i giorni ed ho riempito otto otri al pozzo. 

Ho annusato il vino,  ed ho sentenziato che non andava bene. Gli ho proposto vino di maggiore qualità e mi ha detto che avrebbe dovuto ridurne il consumo perché più caro: meglio così.

Il mal di testa è sparito dal secondo giorno. Al termine degli otri è venuto da me a chiedere altri otri “benedetti”, ma dato che era un lavoro che avevo fatto gratuitamente (è sempre bene ingraziarsi i boia) gli ho risposto che ormai non era più necessaria la mia benedizione, ma che doveva continuare la “cura” e trasformarla in un abitudine, continuando a prendere l’acqua al pozzo seguendo un inutile rituale che mi inventai sul momento.

E così ora è in piazza, che sta montando il patibolo per la mia esecuzione. L’ho visto dal piccolo pertugio che ho per finestra e i nostri sguardi si sono incrociati (i boia sanno dove guardare) ed ha spalancato le braccia come a dirmi “amico, non posso farci nulla” io ho annuito in risposta (non sono sicuro mi abbia visto). Se si fosse rifiutato avrebbe perso il lavoro e sarebbe arrivato un altro boia, non sarebbe cambiato nulla. Invece ora un lavoro lo ha, sta costruendo il patibolo per la mia esecuzione. L’ho osservato lavorare per un po’ ed l’ho visto camminare lentamente, controllare le assi come fossero una bella donna di passaggio, martellare con ostentata lentezza, assicurarsi che le giunzioni siano solide in modo che venga un buon lavoro.

Evidentemente sta cercando di fare il possibile per aiutarmi: quella struttura non sarà pronta molto presto, ma prima o poi il lavoro sarà terminato.

Mi sarebbe piaciuto parlare con il Re, sapere le condizioni della regina. Si erano rivolti a me perché non riuscivano ad avere figli. Io ho conosciuto parecchi reali, uniti solitamente da matrimoni di interesse, ma questi due invece si amavano davvero.
Avevano chiesto consiglio al sommo Lorik ed io, trattato come un loro pari, se non di più, avrei dispensato i miei saggi consigli.

Toccai il ventre della Regina, infine lo auscultai, sentendo i soliti borbottii dello stomaco, ma annuendo come se mi stesse parlando. “Molto interessante” dissi infine.
“Devo tenere la Regina in osservazione per una settimana”

Per sette giorni quindi mi presentai a palazzo reale al mattino, per rimanervi fino a sera, il che significava, tre pasti abbondanti, buoni e gratuiti. Durante la mia permanenza tastavo il ventre della Regina e lo auscultavo sentendo i soliti brontolii e borbottii. Infine, alla sera del settimo giorno, diedi l’attesa diagnosi:
“Il ventre della Regina è molto scivoloso al suo interno, per questo motivo i figli (che pur arrivano) non vi restano a lungo. In questo modo l’impressione è quella di non riuscire mai a restare incinta.  Procederemo in questo modo: questa notte dovrà esserci l’atto procreativo. Domani all’alba alla Regina assumerà un composto benedetto, che fermerà il figlio nel suo ventre.”

La sicurezza con la quale avevo pronunciato la mia ricetta mi valse un doppio abbraccio da Re e Regina ed anche un ricco compenso, perché non si vive di soli abbracci.
Il mattino seguente mi recai a palazzo reale di buon mattino dove ormai ero di casa.

Portavo un sacco con alcune erbe che avevo trovato nel boschetto accanto al castello ed un fiore. Devo essere onesto, non ne ho mai saputo gran che di erboristeria. Con i soldi che avevo messo da parte avrei potuto procurarmi i libri ed i maestri migliori, gente che davvero sapeva fare il proprio mestiere, invece ho sempre avuto la presunzione di riuscire sempre a cavarmela. Nelle cucine del castello mi si a bollire le erbe, filtrai il decotto aggiunsi abbondante miele e lo feci raffreddare. Chiesi poi una coppa d’oro e lo versai dentro. 

Re e Regina arrivarono insieme abbracciati e sorridenti: l’atto procreativo doveva essere andato bene. La regina bevve l’intera coppa in un sorso e fece una brutta faccia, sbiancò, infine con un “Oh!” cadde distesa sul pavimento. Il Re provò a svegliarla in lacrime senza successo. Non era morta (controllai subito il polso), ma svenuta ed incosciente. 
“Che cosa le hai fatto?! – urlò il Re – Guardie!!”
Non ho nemmeno avuto il tempo di pensare a cosa rispondere: sono finito in prigione.

Come continua la storia

  • Si ritorna al passato di Lorik (75%)
    75
  • Lorik si salva da solo mentendo (0%)
    0
  • Avviene un Colpo di foruna (25%)
    25
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13 Commenti

  1. La prima bugia rientra nella categoria che i bambini possono realmente raccontare, mi è capitato con i miei alunni e mi ha fatto sorridere. La seconda lo fa entrare nella categoria di bugiardo professionista, una bellissima bugia. Adesso direi di ritornare al presente per conoscere di più Lorik e perchè si trova in prigione

  2. Ciao!!!
    Già mi piace tanto la storia e provo empatia per Lorik, quindi ottimo lavoro.
    Personalmente vorrei sapere da dove inizia la “carriera di bugiardo” di Lorik, quindi voto per che continui a raccontare della sua infanzia.

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