Nan Della Steppa

Vivere o Sopravvivere

“Il dominio dei Mon-ha è immenso, si estende al di là dei nostri sguardi e noi non possiamo lasciare questo posto per avventurarci in un assurda impresa nella steppa, tra insidiosi pericoli, senza acqua, senza cibo, né certezze di quel che troveremo oltre il confine”- parlò fratello Muqak.

“Dobbiamo tentare, son stufo dei soprusi della Regina Mon-ha, è già la decima volta nella stagione calda, che gli uomini della sua guardia fanno visita nella nostra casa, facendo bagordi con quel poco che abbiamo, di questo passo non avremo riserve per l’inverno” – sbottò fratello Quang.  – ” Che ne pensi padre? – chiese rivolgendosi a padre Aelt.

“Lo sai come la penso Quang, anche se, ed è molto improbabile, riuscissimo a superare il confine, tu pensi davvero di trovare la terra perfetta in cui vivere?
Eppure ti raccontato molte volte di come in passato, anche io da giovane e incosciente provai a lasciare questo territorio maledetto sperando in meglio, ebbene nell’impresa persi tre dei miei fratelli, uno dei quali non aveva neanche passato la terza luna, tu non mi crederai, ma quello che vidi mi fece perdere ogni speranza,
Bestie colossali, con zanne lunghe come falci, emettevano versi che facevano raggelare il sangue. Fui fortunato a sopravvivere, mio padre, tuo nonno, mi portò indietro caricandomi sull’uro più forte che aveva mentre io ero ancora paralizzato dal terrore. Rinuncia alle folle idea, non voglio vedere altri familiari morire invano.”- rispose Padre Aelt.

“Papà ha ragione Quang, sei il solito idiota, se pensi che la tua abilità con l’arco possa salvarti contro le guardie Mon-ha o le bestie del confine sei in errore, vedi di toglierti queste stupidi sogni dalla testa, non c’è nulla che possiamo fare se non tirare avanti come sempre, mandare avanti la fattoria e cercare di compiacere la regina.” – sostenne fratello Jaahl.

“E va bene strisciate pure per terra se volete, ma io non sono un codardo! Ricordatevelo.” – ribattè irritato Quang.

“Non parlare così di fronte a tuo fratellino, Quang! Lo vuoi forse plagiare?” – disse fratello Elhme indicando me.

Quang si alzò visibilmente seccato, e si diresse verso il letto di paglia, e voltandosi disse infine – ” Nan non è come voi conigli, lui ha uno spirito di fuoco, sebbene abbia solo 2 lune di vita
è capace di correre come il vento e tirare con l’arco meglio di chiunque voi, non lo sto plagiando, lo stò spronando a cercare una vita migliore, vado a dormire, domani è un’altra giornata di sudore.” – e si coricò sul letto.

Fratello Oap bisbigliò ” Tranquilli, si calmerà, non possiamo permetterci di perdere un altro uomo, dobbiamo coltivare l’orzo e curare gli uri o non saremo pronti per l’inverno.”

“Ben detto fratello Oap, vorrei che Quang avesse anche solo metà del tuo buonsenso, quell’idiota potrebbe seriamente cacciarsi nei guai.” – replicò fratello Jaahl.

” Smettila di insultare tuo fratello, Jaahl. Ricorda che anche io fui incosciente alla sua età.”- lo riprese padre Aelt – ” Ora che avete mangiato e bevuto, andate a dormire, ci aspetta una giornata faticosa domani, vai anche tu Nan, non sta bene andare a letto cosi tardi alla tua età.” – concluse.

Tutti si avviarono verso i rispettivi letti. Ancora affamati sebbene avessero appena mangiato.

Cosa sarà del giorno seguente?

  • Quang scappa dalla fattoria. (80%)
    80
  • Le guardie Mon-Ha tornano a far visita alla fattoria. (20%)
    20
  • Ordinaria giornata di lavoro. (0%)
    0
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3 Commenti

  1. Ciao! L’ambientazione del tuo racconto sembra interessante, ma raccontarcela solo con un lungo dialogo senza introdurre più di tanto i personaggi o il contesto non è il massimo, ti lascia un po’ spaesato. Comunque mi hai incuriosito, quindi continuo a leggerti e per il prossimo capitolo voto per la fuga dalla fattoria!

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