Ogni Tempo: la Crisi

Il giorno in cui qualcosa non funzionò

Joiran osservava la clessidra con impazienza. La sabbia dorata scendeva  e scendava, ma proprio non accennava a finire. Il suo compito era quello di capovolgerla una volta terminata.

Un compito infausto, dopo tanti secoli di onorato servizio. Perché non poteva occuparsi degli archivi come Siran o delle Cronovie come Altan? Pensavano forse che non fosse all’altezza del compito?

“Gli farò vedere di cosa sono capace.”

Girò la grossa clessidra non appena l’ultimo granello di polvere si posò sul piatto inferiore, quindi si allontanò dalla stanza. Aveva all’incirca altri 8 Traim prima di doverla capovolgere ancora: un’infinità di tempo!

“20 minuti come avrei detto una volta!”

Joiran proveniva originariamente dalla Terra e gli piaceva ricordare quelle unità di misura, nonostante non fossero ovviamente in uso in un luogo fuori dal tempo come Tempraìn.

Superato il lungo colonnato ad alta velocità, per paura di non farsi scoprire, Joiran iniziò ad avere il fiatone. Là ovviamente i guardiani non invecchiavano, ma mantenevano comunque un corpo fisico, con tutti i difetti e i pregi del caso. L’uomo in particolare era abbastanza giovane, essendo giunto lì al compimento dei suoi 60 anni terrestri e aveva un fisico ben piazzato, una corta barba grigia e una pelle rugosa, ma libera da altre imperfezioni. Dopo essersi asciugato la fronte calva e imperlata di sudore riprese a camminare ed arrivò finalmente al suo obiettivo: una grossa porta con su inciso il simbolo dell’infinito.

Joiran la dischiuse leggermente, ma ciò non impedì ai vecchi cardini di fare un terribile rumore cigolante che quasi non lo fece scoprire. L’uomo però era già sgattaiolato dentro.

La sala era grande, proprio come la ricordava, ed era illuminata dalla pallida luce dei candelabri che pendevano dal soffitto. Le pareti erano completamente spoglie e al centro c’era una singola sfera di vetro che fluttuava ed emetteva una luce bluastra ad intermittenza.

“So che mancherebbero altri 9873 Traim alla prossima chiamata, ma non penso che nessuno si lamenterà se accelerò un po’ le cose. O perlomeno, non sapranno certo che sono stato io!”

Joiran toccò la sfera. Come ricordava, era calda al tatto. All’interno iniziarono a balenare numerosissime immagini di luoghi, persone, cose, eventi.

L’intero corso della storia si stava dipanando davanti ai suoi occhi.

La sua mente aveva già visto tutto ciò e presto quelle immagini sconnesse iniziarono ad acquisire un senso. 

Cercò di individuare un candidato adatto ad unirsi a loro. L’aveva fatto una volta sola e ricordava vagamente come fare. Sapeva benissimo che non poteva e non doveva cercare di prelevare qualcuno da un tempo futuro rispetto al suo, ma la tentazione era forte.

“Se portassi qualcuno di straordinario, di certo Felkàn mi loderebbe!”

Joiran già pregustava la sua ricompensa, mentre si era completamente dimenticato del suo compito con la classidra, che aveva cessato già da tempo di scorrere.

“Vediamo… chi potrei scegliere…”

Chi richiamerà Joiran a Temprain attraverso il flusso del tempo?

  • Nessuno. Viene scoperto e fermato prima che riesca ad agire. (50%)
    50
  • Qualcuno dal futuro. (50%)
    50
  • Qualcuno dal passato. (0%)
    0
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53 Commenti

    • La risposta ovviamente è: NO.
      Avevo già deciso, come tra l’altro da te intuito, che se avesse vinto un’opzione che aggiungesse altra carne al fuoco, allora sarei andato ad una seconda parte, così da completare al meglio il tutto e non lasciare niente appeso.
      Questo non significa che io non abbia in mente un bel finale per questa. 😉

  1. Nessuno dei due.
    Ciao, Davide
    Scorrevole e interessante, questo sesto capitolo. Ti segnalo quel “… mentre spostava finestre… mentre altri guardiani…”, ripetizione che appesantisce (o appiattisce? Boh!) un po’ la lettura.
    Anche il successivo “… per te per prendere…” mi suona male, ci avrei visto meglio un “perché tu possa prendere parte…”; mi rendo conto che è anche una questione di gusti, di certo il tuo tono è più discorsivo, ma ti faccio una domanda: il tuo Custode, un leader, un’autorità, come lo vuoi far parlare? Come Mimmo il mio gommista o in modo più alto, oserei dire ieratico, come… boh… come quello lì, il mago del Signore degli Agnelli – com’è che si chiama? Non è Mago Pancione, non è mago Dadì… ah, ricordato: Gandalf! – Ecco, ti sei chiesto “come” parla il tuo personaggio?
    Per il resto, a mio umile parere, bene 🙂
    Ciao, a presto

    • Hai ragione sul discorso del linguaggio, ma a dirla tutta non è una mia priorità: lì a Tempràin non c’è una vera e propria “Lingua” e lo stesso Jack inizia a capire e a discorrere con i Guardiani dopo pochi secondi, anche con gente morta secoli prima di lui, per cui non esiste un vero e proprio “stile”, ma parlano tutti più o meno allo stesso modo. So che questo aspetto non è specificato bene ovviamente, ma per mancanza di caratteri ho sorvolato, così da concentrarmi su altri particolari più legati alla trama. In ogni caso lo menzionerò sicuramente in un futuro capitolo, così da rimarcare la cosa.
      P.S. Perché Davide? Ahahah

  2. Spezziamo il pareggio: sopraggiunge un terzo problema… vedremo come lo affronteranno i nostri protagonisti.
    Ho letto tutto d’un fiato i precedenti capitoli (bellissimi è scritto molto fluidamente come quest’ultimo) che avevo perso, e mi dispiace essere arrivata qui solo a metà opera.
    Al prossimo capitolo.

  3. A Tempraìn, e chiedo scusa se ho causato un pareggio 🙁
    Ciao, Emanuele.
    La tua storia mi piace. In genere diffido moltissimo delle storie che tirano in ballo paradossi temporali, perché sono veramente troppo abusate, però gli “incastri” che hai architettato la rendono originale e mi intrigano. La lettura, a parte qualche refuso – alcuni orribilissimi 😀 – è scorrevole, anche se il pericolo “infodump” è dietro l’angolo: dai al lettore molte informazioni, a mio parere anche troppe. Il mio suggerimento è sfoltirle un po’, eliminare quelle non necessarie e darci quelle che ritieni necessarie nel modo più “naturale” possibile.
    Per fare un esempio, ti interessa raccontarci la “genialità” di Jack?
    Okay, potresti farla emergere dal dialogo con l’amico:
    _____
    Jin alzò le braccia rassegnato:
    -Ah, sei tu il genio, non le ho mica vinte io le olimpiadi matematiche a quattro anni!-
    – Ma quale genio, quest’anno rischio la bocciatura”-
    Jin si sporse verso di lui e lo scrutò con sguardo alcolico, poi emise uno sbuffo spernacchiante saliva che lambì la guancia dell’amico. Jack lo spinse via imprecando, Jin si lasciò ricadere pesantemente sul sedile passeggero e ridacchiò: – Credi che non l’abbia capito che fingi di essere normale? –
    Eruttò, causando ulteriori proteste di Jack, per poi aggiungere con espressione depressa: – Cioè scemo come noi. –
    ______
    Per dire, insomma, è solo un esempio semiserio, anzi, moltopocoserio per illustrare ciò che intendo.

    Sono curioso di vedere come proseguirai questa storia.

    Ciao, a presto

    • Benvenuto JAW.
      Innanzitutto grazie mille per l’analisi dettagliata e per le critiche. Apprezzo anche i complimenti ovviamente, ma quelle mi servono di più per crescere come scrittore!
      Da una parte pecco di eccesso di esposizione, questo è vero, ma dall’altra sono contento di dare molte informazioni sui personaggi, sulle situazioni e sulle ambientazioni. Sono ciò che mi piace esporre nei racconti, anche se mi faccio prendere spesso la mano. A volte dovrei modificare di sicuro il modo in cui voglio veicolarle queste informazioni (il tuo esempio sulla genialità di Jack è giustissimo). In definitiva lo ritengo personalmente più un problema del “come” che del “quanto”.
      Sono contentissimo comunque che il racconto ti stia intrigando e spero di non deluderti nei prossimi episodi. 😀

  4. Grande Giove!
    Dobbiamo tornare nel futuro!
    🙂
    Davvero molto carino. Mi piace un po’ come indugi sui personaggi, rivelandone dettagli a poco a poco. Stai solo attento affinché l’arricchimento sia rilevante e non seeva solo a coprire i vuoti.
    Davvero bravo, hai aggiunto un bel twist 🙂
    Alla prossima e non dimenticare di passare a trovarmi 🙂 ciao!

  5. Nuovo problema, altra carne a cuocere e poi : relax nel 5* capitolo. Davvero stupendo questo terzo episodio, complimenti! 🙂 Ho sentito ogni momento ed è stato un lieto intermezzo. Ma Aaron è lo stesso che è stato “estratto” nel capitolo precedente o non c’entra nulla?
    Ti seguo 🙂 non vedo l’ora di leggere il seguito. Passa a trovarmi mi raccomando!

  6. Ops! Mi ero persa un capitolo. Bellissima questa scena della madre con il figlio ora sono curiosa di sapere come suo figlio si è potuto presentare a lei e soprattutto che conseguenze ci saranno?
    Voto per sapere qualcosa di più del ragazzo nella vasca.

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