Ogni Tempo: la Crisi

Dove eravamo rimasti?

Siamo arrivati alla conclusione di questa prima parte. Come volete che termini? (in caso di pareggio potrei inserire più opzioni) Con un lieto fine e la chiusura di una storyline. (75%)

Un posto dove stare

Aaron, che nel frattempo si era liberato dalla corda, giunse quindi in aiuto di sua madre e dopo averla slegata, la aiutò a rialzarsi.

«Non possiamo farla scappare!»

Fèlkan puntò la strana arma verso la giovane, ma stavolta Jack si frappose.

«È proprio necessario ucciderla?»

Se fosse esistita anche solo una possibilità per salvarla, lui l’avrebbe trovata.

«Possiamo usare la Cronovia incompleta di quest’uomo. Possiamo riportarla a casa e si sostituirà all’originale, dimenticando tutto. Se è destinata a morire lo farà comunque, no?»

Fèlkan non rispose e per la prima volta distolse lo sguardo.

«Non avevi forse detto che il tempo si autoriparava?»

Il silenzio del Guardiano continuava e allora Jack ebbe la sua conferma: Fèlkan mentiva. Non era necessario uccidere la ragazza, ma lui doveva farlo, probabilmente per nascondere qualche segreto.

A Jack tornò subito in mente Altan e le Cronovie trafugate.

«Il nostro tempo è quasi scaduto. Guarda le tue braccia.»

Jack vide che dalle mani, fino a metà dei polsi il suo corpo stava riacquisendo fisicità e il bianco pallore stava tornando roseo.

«Stiamo tornando umani?»

«Non rallegrarti. Quando tra una decina di Traim tornerai corporeo non potrai mai più lasciare questo tempo. È un effetto dell’alta esposizione all’Aion di Tempraìn.»

Il ragazzo digrignò i denti e strappò il medaglione dalle mani dell’Ultimo Umano, gettandosi all’inseguimento dei due fuggitivi.

“Ciononostante devo provarci!”

«Ehi! Che modi!»

Commentò l’Ultimo Umano, non particolarmente risentito della perdita.

Intanto Jack passò dal fluttuare al correre e le sue gambe, ora fisiche, inciampavano nelle radici.

Per sua fortuna vide che la donna incinta non riusciva a stare al passo dell’altro ragazzo e che continuava a fermarsi per riprendere fiato.

Quando Jack li raggiunse, era quasi completamente fisico.

«F-fermati. Fermati… ti prego!»

La donna si girò. Stava per riprendere la fuga, quando forse la sua stanchezza residua o forse lo sguardo disperato di quel ragazzo che la stava implorando, la spinsero almeno ad ascoltare cosa volesse dirgli.

«Ascolta: non voglio farti del male.»

Quindi le porse la cronovia dell’Ultimo Umano.

«Prendi questa! Ti riporterà al tuo tempo. Da dove provieni. Non dovrai più scappare. Non dovrai più nasconderti. Tornerai alla tua vita normale e questo sarà stato solo un brutto incubo.»

Aaron, che nel frattempo era tornato indietro, le cinse un braccio con violenza.

«Non fidarti! Se lo farai morirai.»

«Ma non lo sappiamo per certo!»

Jack provò a mostrarsi comprensivo.

«Sei nella mia stessa situazione dato che sei stata catapultata in questo mondo che non conosci all’improvviso. Sarai confusa, spaventata, spaesata, anche stanca, ma voglio che provi a fidarti di me.»

«I-io…»

Rachel si staccò da Aaron, accantonò ogni somiglianza con il marito, sensazione o ricordo che avesse e lo vide per la prima volta per quello che veramente era: un estraneo.

Aaron però osservò i numeri sulla sua Cronovia disporsi secondo un motivo preciso e sorrise.

«Finalmente.»

Quindi afferrò sua madre e i due scomparvero in un lampo di luce.

Fèlkan lo raggiunse proprio in quel momento.

«Li hai lasciati scappare. Ormai per noi è ora di tornare.»

Jack si mise al collo la Cronovia dell’Ultimo Umano.

«Hai ragione. È ora di tornare… nell’unico posto in cui desidero veramente stare.»

*

Jack sedeva sul sedile del guidatore e guardava con aria stanca le luci abbaglianti delle macchine che provenivano dalla carreggiata opposta, finché una particolarmente intensa non avvolse l’intera vettura.

Per pochi secondi non si vide nulla.

Jin, forse l’unico di quel gruppo che lui considerasse davvero suo amico, gli disse di punto in bianco:

«Ehi dovevi girare a destra a quello svincolo!»

«Rilassati! A quest’ora quella strada è sempre fin troppo trafficata. È l’orario di uscita dagli uffici. Continuando sulla tangenziale per altri 3 Chilometri faremo sicuramente prima!»

Il ragazzo qualche metro dopo ebbe però un’epifania e con una manovra pericolosissima quasi inchiodò la macchina e in retromarcia raggiunse nuovamente lo svincolo.

«Ma sei impazzito, Jack?»

«Scusami. Non so neanche io cosa mi sia preso. Chiamalo istinto. Hai ragione tu. È meglio uscire.»

“Eppure è strano. Sento come se stessi dimenticando qualcosa di importantissimo…”

Come immaginava, ben presto si ritrovarono imbottigliati nel traffico.

«Ahhh. Avremmo dovuto proseguire sulla tangenziale.»

Si lamentò Jin stiracchiandosi sul sedile, mentre Fred e Geneva, svegliati dalle brusche manovre di Jack, si stavano svegliando stropicciandosi gli occhi.

«Non preoccuparti Jin. Non c’è fretta.»

Per la prima volta nella sua vita, Jack si sentì sereno e rilassato, come se gli avessero tolto un grandissimo peso dalle spalle.

«Abbiamo tutta la vita davanti! Piuttosto, cerchiamo di sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione.»

Fred allora allungò una pennetta USB verso il muso sconsolato di Jin.

«Metti un po’ di musica, DJ!»

Il malumore passò in fretta e i quattro amici passarono tutto il resto del viaggio a canticchiare allegramente.

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68 Commenti

  • Sapendo che questa non è la fine dell’avventura avrei detto un cliffhanger però mi sta bene anche la chiusura di una storyline!
    Vediamo cosa hai preparato per noi in questa fine prima parte. Intanto ti dico che questi è stato più che altro un capitolo di passaggio, di preparazione per la fine. Vedremo dove ci condurrai! A presto!

  • Nessuno dei due.
    Ciao, Davide
    Scorrevole e interessante, questo sesto capitolo. Ti segnalo quel “… mentre spostava finestre… mentre altri guardiani…”, ripetizione che appesantisce (o appiattisce? Boh!) un po’ la lettura.
    Anche il successivo “… per te per prendere…” mi suona male, ci avrei visto meglio un “perché tu possa prendere parte…”; mi rendo conto che è anche una questione di gusti, di certo il tuo tono è più discorsivo, ma ti faccio una domanda: il tuo Custode, un leader, un’autorità, come lo vuoi far parlare? Come Mimmo il mio gommista o in modo più alto, oserei dire ieratico, come… boh… come quello lì, il mago del Signore degli Agnelli – com’è che si chiama? Non è Mago Pancione, non è mago Dadì… ah, ricordato: Gandalf! – Ecco, ti sei chiesto “come” parla il tuo personaggio?
    Per il resto, a mio umile parere, bene 🙂
    Ciao, a presto

    • Hai ragione sul discorso del linguaggio, ma a dirla tutta non è una mia priorità: lì a Tempràin non c’è una vera e propria “Lingua” e lo stesso Jack inizia a capire e a discorrere con i Guardiani dopo pochi secondi, anche con gente morta secoli prima di lui, per cui non esiste un vero e proprio “stile”, ma parlano tutti più o meno allo stesso modo. So che questo aspetto non è specificato bene ovviamente, ma per mancanza di caratteri ho sorvolato, così da concentrarmi su altri particolari più legati alla trama. In ogni caso lo menzionerò sicuramente in un futuro capitolo, così da rimarcare la cosa.
      P.S. Perché Davide? Ahahah

  • Spezziamo il pareggio: sopraggiunge un terzo problema… vedremo come lo affronteranno i nostri protagonisti.
    Ho letto tutto d’un fiato i precedenti capitoli (bellissimi è scritto molto fluidamente come quest’ultimo) che avevo perso, e mi dispiace essere arrivata qui solo a metà opera.
    Al prossimo capitolo.

  • A Tempraìn, e chiedo scusa se ho causato un pareggio 🙁
    Ciao, Emanuele.
    La tua storia mi piace. In genere diffido moltissimo delle storie che tirano in ballo paradossi temporali, perché sono veramente troppo abusate, però gli “incastri” che hai architettato la rendono originale e mi intrigano. La lettura, a parte qualche refuso – alcuni orribilissimi 😀 – è scorrevole, anche se il pericolo “infodump” è dietro l’angolo: dai al lettore molte informazioni, a mio parere anche troppe. Il mio suggerimento è sfoltirle un po’, eliminare quelle non necessarie e darci quelle che ritieni necessarie nel modo più “naturale” possibile.
    Per fare un esempio, ti interessa raccontarci la “genialità” di Jack?
    Okay, potresti farla emergere dal dialogo con l’amico:
    _____
    Jin alzò le braccia rassegnato:
    -Ah, sei tu il genio, non le ho mica vinte io le olimpiadi matematiche a quattro anni!-
    – Ma quale genio, quest’anno rischio la bocciatura”-
    Jin si sporse verso di lui e lo scrutò con sguardo alcolico, poi emise uno sbuffo spernacchiante saliva che lambì la guancia dell’amico. Jack lo spinse via imprecando, Jin si lasciò ricadere pesantemente sul sedile passeggero e ridacchiò: – Credi che non l’abbia capito che fingi di essere normale? –
    Eruttò, causando ulteriori proteste di Jack, per poi aggiungere con espressione depressa: – Cioè scemo come noi. –
    ______
    Per dire, insomma, è solo un esempio semiserio, anzi, moltopocoserio per illustrare ciò che intendo.

    Sono curioso di vedere come proseguirai questa storia.

    Ciao, a presto

    • Benvenuto JAW.
      Innanzitutto grazie mille per l’analisi dettagliata e per le critiche. Apprezzo anche i complimenti ovviamente, ma quelle mi servono di più per crescere come scrittore!
      Da una parte pecco di eccesso di esposizione, questo è vero, ma dall’altra sono contento di dare molte informazioni sui personaggi, sulle situazioni e sulle ambientazioni. Sono ciò che mi piace esporre nei racconti, anche se mi faccio prendere spesso la mano. A volte dovrei modificare di sicuro il modo in cui voglio veicolarle queste informazioni (il tuo esempio sulla genialità di Jack è giustissimo). In definitiva lo ritengo personalmente più un problema del “come” che del “quanto”.
      Sono contentissimo comunque che il racconto ti stia intrigando e spero di non deluderti nei prossimi episodi. 😀

  • Grande Giove!
    Dobbiamo tornare nel futuro!
    🙂
    Davvero molto carino. Mi piace un po’ come indugi sui personaggi, rivelandone dettagli a poco a poco. Stai solo attento affinché l’arricchimento sia rilevante e non seeva solo a coprire i vuoti.
    Davvero bravo, hai aggiunto un bel twist 🙂
    Alla prossima e non dimenticare di passare a trovarmi 🙂 ciao!

  • Nuovo problema, altra carne a cuocere e poi : relax nel 5* capitolo. Davvero stupendo questo terzo episodio, complimenti! 🙂 Ho sentito ogni momento ed è stato un lieto intermezzo. Ma Aaron è lo stesso che è stato “estratto” nel capitolo precedente o non c’entra nulla?
    Ti seguo 🙂 non vedo l’ora di leggere il seguito. Passa a trovarmi mi raccomando!

  • Ops! Mi ero persa un capitolo. Bellissima questa scena della madre con il figlio ora sono curiosa di sapere come suo figlio si è potuto presentare a lei e soprattutto che conseguenze ci saranno?
    Voto per sapere qualcosa di più del ragazzo nella vasca.

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