Ogni Tempo: la Crisi

Dove eravamo rimasti?

Cambio di scena. Cosa osserveremo prima? L'incidente Temporale. Dove si è verificato? Cosa è successo? (67%)

Un solo istante

Rachel accettò volentieri il posto cedutogli sull’autobus.
Al settimo mese il pancione iniziava a pesare ed anche svolgere normali commissioni diventava un’impresa ardua da compiere.
Daniel però non poteva occuparsene, dato che ormai passava tutto il giorno in fabbrica.
Lui diceva che era per lei ed il bambino che lo faceva.
A Rachel non dava fastidio uscire a fare la spesa o svolgere i lavori di casa, ma sotto sotto sperava solo di passare un po’ più di tempo con lui.
“Quello scemo.”
Si erano conosciuti quando erano ancora molto piccoli e la loro amicizia si era trasformata presto in amore. Dopo quasi 12 anni i sentimenti dell’uno nei confronti dell’altro non si erano minimamente affievoliti. Rachel aveva mollato tutto e lasciato casa quando aveva scoperto di essere rimasta incinta. I suoi genitori non gli avrebbero mai lasciato tenere il bambino. Inoltre non avrebbero mai approvato quell’unione fuori dal matrimonio.
“Ma perché continuo a pensare a queste cose? Sono passati mesi!”
Rachel, distratta com’era, perse addirittura la fermata a cui sarebbe dovuta scendere.
“Merda! Farò tardi!”

La giovane si alzò dal posto e prenotò subito la successiva. Dopo pochi metri l’autobus quasi inchiodò spalancando le porte e facendo sobbalzare tutti i passeggeri, con urla ed imprecazioni che provenivano da ogni parte del veicolo. Il bimbo scalciò nella sua pancia, mentre Rachel si aggrappava saldamente ad una delle maniglie sul soffitto.
“Tranquillo Aaron. Va tutto bene.”
Daniel ancora non sapeva il nome che aveva deciso, ma Rachel era sicura che gli sarebbe piaciuto. La giovane sperava che il bimbo avrebbe ereditato la fulva chioma del padre, che lei adorava. D’altra parte i suoi capelli erano neri come l’ebano e i suoi occhi freddi come il ghiaccio, formando uno strano incrocio fra le sue origini del nord europa e dell’asia centrale, dai diversi rami della famiglia. Molti uomini le facevano ancora la corte e tutti anche in quel momento si girarono a guardarla mentre scendeva a fatica dall’autobus. Lei però aveva occhi solo per Daniel.
Rachel guardò il suo orologio da polso. Regalo di Daniel di diversi anni prima. Erano le 12:15. Il ticchettio meccanico delle lancette la rilassava, e si sentiva distintamente nella città quasi deserta.
Aveva pochi minuti a disposizione e diversi metri a piedi per coprire la fermata che aveva perso e recarsi in farmacia prima che chiudesse. Senza contare la spesa al supermercato e…
“Il Dottor Owen! Devo passare anche da lui per prenotare l’ecografia!”
Tantissimi giri da fare in così poco tempo.
La donna si precipitò all’incrocio e si sporse da una parte e poi dall’altra per controllare. Il semaforo era rosso, ma non c’erano macchine all’orizzonte e a quell’ora era molto improbabile passasse qualcuno. Conosceva il semaforo fra Downey Street e Abwey: essendo un crocevia trafficato negli orari d’ufficio, passava sempre diverso tempo prima che scattasse il verde per i pedoni. Avrebbe di sicuro fatto tardi.
Decise di rischiare e correre dall’altra parte allora.
Bastò un attimo. Un solo istante e da un angolo cieco uscì fuori un furgone che non la notò.
Rachel percepì subito il rumore delle ruote, assordante nel silenzio della città, ma ormai era troppo tardi: il conducente era al cellulare e stava andando a velocità sostenuta. La donna si fece scudo con le mani e distolse lo sguardo. Il suo ultimo pensiero andò ad…
“AARON!”
Si sentì quasi in colpa a non pensare al suo fidanzato in quel momento.
Quell’istante tuttavia durò più a lungo del previsto. Il moto delle lancette del suo orologio si fermò e la donna riaprì gli occhi in preda al terrore solo per constatare come il furgone si fosse effettivamente fermato a pochi centimetri dal suo volto.
-VIA DA QUI!-
Delle robuste braccia le cinsero i fianchi e un ragazzo la spinse via dalla strada, facendole scudo con il suo corpo quando i due caddero a terra. Immediatamente il camioncino riprese la sua corsa a tutta velocità e la donna, ancora rantolante dalla paura, percepì un click meccanico del suo orologio che stava ripartendo.
-C-che è successo?-
-Stai bene?-
Chiese il ragazzo, tendendole la mano mentre la aiutava a rialzarsi. Non dimostrava più di 15 anni e aveva dei folti capelli rossi e degli occhi azzurro chiaro. Era alto, forse più di 1,80 e indossava dei vestiti logori e sporchi. La sua bocca sorridente era incastonata in un mare di lentiggini.
-Mi hai salvata. Grazie. Sono stata così stupida e spericolata.-
Rachel si tastò rapidamente la pancia, ma un altro piccolo calcetto indispettito del bimbo rivelò come fosse tutto a posto.
“Grazie a Dio!”
Il giovane non disse nulla, ma continuava a guardarla con aria beata. Stava iniziando a metterla in imbarazzo. Molti uomini la guardavano con desiderio, ma il suo sguardo era completamente diverso. Inoltre c’era qualcosa di strano che avvertiva in lui…
“Ha un’aria familiare…”
-Ci siamo già visti per caso?-
Chiese Rachel prendendo coraggio.
Il ragazzo indicò la pancia della donna e poi il suo volto.
-Sono io, mamma. Sono Aaron!-

Nel frattempo a Tempraìn:

  • Un nuovo problema insorge: intrusi. (25%)
    25
  • Il ragazzo nella vasca si risveglia e diventa consapevole del suo ruolo. (50%)
    50
  • Osserviamo i Guardiani intenti a risolvere la crisi. (25%)
    25
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32 Commenti

  1. A Tempraìn, e chiedo scusa se ho causato un pareggio 🙁
    Ciao, Emanuele.
    La tua storia mi piace. In genere diffido moltissimo delle storie che tirano in ballo paradossi temporali, perché sono veramente troppo abusate, però gli “incastri” che hai architettato la rendono originale e mi intrigano. La lettura, a parte qualche refuso – alcuni orribilissimi 😀 – è scorrevole, anche se il pericolo “infodump” è dietro l’angolo: dai al lettore molte informazioni, a mio parere anche troppe. Il mio suggerimento è sfoltirle un po’, eliminare quelle non necessarie e darci quelle che ritieni necessarie nel modo più “naturale” possibile.
    Per fare un esempio, ti interessa raccontarci la “genialità” di Jack?
    Okay, potresti farla emergere dal dialogo con l’amico:
    _____
    Jin alzò le braccia rassegnato:
    -Ah, sei tu il genio, non le ho mica vinte io le olimpiadi matematiche a quattro anni!-
    – Ma quale genio, quest’anno rischio la bocciatura”-
    Jin si sporse verso di lui e lo scrutò con sguardo alcolico, poi emise uno sbuffo spernacchiante saliva che lambì la guancia dell’amico. Jack lo spinse via imprecando, Jin si lasciò ricadere pesantemente sul sedile passeggero e ridacchiò: – Credi che non l’abbia capito che fingi di essere normale? –
    Eruttò, causando ulteriori proteste di Jack, per poi aggiungere con espressione depressa: – Cioè scemo come noi. –
    ______
    Per dire, insomma, è solo un esempio semiserio, anzi, moltopocoserio per illustrare ciò che intendo.

    Sono curioso di vedere come proseguirai questa storia.

    Ciao, a presto

    • Benvenuto JAW.
      Innanzitutto grazie mille per l’analisi dettagliata e per le critiche. Apprezzo anche i complimenti ovviamente, ma quelle mi servono di più per crescere come scrittore!
      Da una parte pecco di eccesso di esposizione, questo è vero, ma dall’altra sono contento di dare molte informazioni sui personaggi, sulle situazioni e sulle ambientazioni. Sono ciò che mi piace esporre nei racconti, anche se mi faccio prendere spesso la mano. A volte dovrei modificare di sicuro il modo in cui voglio veicolarle queste informazioni (il tuo esempio sulla genialità di Jack è giustissimo). In definitiva lo ritengo personalmente più un problema del “come” che del “quanto”.
      Sono contentissimo comunque che il racconto ti stia intrigando e spero di non deluderti nei prossimi episodi. 😀

  2. Grande Giove!
    Dobbiamo tornare nel futuro!
    🙂
    Davvero molto carino. Mi piace un po’ come indugi sui personaggi, rivelandone dettagli a poco a poco. Stai solo attento affinché l’arricchimento sia rilevante e non seeva solo a coprire i vuoti.
    Davvero bravo, hai aggiunto un bel twist 🙂
    Alla prossima e non dimenticare di passare a trovarmi 🙂 ciao!

  3. Nuovo problema, altra carne a cuocere e poi : relax nel 5* capitolo. Davvero stupendo questo terzo episodio, complimenti! 🙂 Ho sentito ogni momento ed è stato un lieto intermezzo. Ma Aaron è lo stesso che è stato “estratto” nel capitolo precedente o non c’entra nulla?
    Ti seguo 🙂 non vedo l’ora di leggere il seguito. Passa a trovarmi mi raccomando!

  4. Ops! Mi ero persa un capitolo. Bellissima questa scena della madre con il figlio ora sono curiosa di sapere come suo figlio si è potuto presentare a lei e soprattutto che conseguenze ci saranno?
    Voto per sapere qualcosa di più del ragazzo nella vasca.

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