Ogni Tempo: la Crisi

Dove eravamo rimasti?

Nel frattempo a Tempraìn: Il ragazzo nella vasca si risveglia e diventa consapevole del suo ruolo. (50%)

Il risveglio

Jack sedeva sul sedile del guidatore e guardava con aria stanca le luci abbaglianti della macchine che provenivano dalla carreggiata opposta.

Probabilmente aveva esagerato con la Vodka. Reggeva bene l’alchool, ma era pur sempre un ragazzo di soli 17 anni. Purtroppo nessun’altro era in grado di guidare: Fred e Geneva riposavano sdraiati sui sedili posteriori della sua utilitaria, mentre Jin, forse l’unico di quel gruppo che lui considerasse davvero suo amico, gli faceva da navigatore nella strade ormai quasi buie di Los Angeles.

-Ehi dovevi girare a destra a quello svincolo!-

Jack quasi gli lanciò un’occhiataccia, ma poi scherzando gli diede una piccola pacca sulla spalla.

-Rilassati! A quest’ora quella strada è sempre fin troppo trafficata. È l’orario di uscita dagli uffici. Continuando sulla tangenziale per altri 3 Chilometri faremo sicuramente prima!-

Jin alzò le braccia rassegnato:

-Ah, qua sei tu il genio!-

Ed era vero.

Fin da piccolo, Jack aveva mostrato delle doti completamente diverse dai suoi compagni di scuola: memorizzava tutto subito, aveva una dialettica impeccabile, era portato per la matematica e i conti e nei test di logica era arrivato secondo a livello nazionale. Egli era anche molto furbo: non appena aveva ottenuto abbastanza coscienza di sé ed era venuto a conoscenza del concetto di “bambino prodigio” aveva capito che avrebbe dovuto mantenere un basso profilo o i genitori lo avrebbero sfruttato come un fenomeno da circo.

Di tanto in tanto allora aveva iniziato a sbagliare i test degli esami, fare scena muta alle interrogazioni o a marinare la scuola, portando tutti gli esperti che da piccolo la avevano definito un genio a ridimensionare la cosa definendolo molto semplicemente un po’ più sveglio per la sua età.

Jack aspettava solo di compiere 18 anni, dopodiché sarebbe stato indipendente e la vita sarebbe stata sua.

Con i suoi amici non si vantava mai delle sue capacità, sempre per la sua politica del basso profilo, e grazie alla sua parlantina riusciva ad andare d’accordo con tutti.

-Bevuto troppo mister pensatore?-

Lo canzonò ancora Jin.

-Non credo. E poi che alternative avevamo? Quei due sono KO e tu neanche hai la patente. Prima o poi mi spiegherai perché non hai mai voluto prenderla.-

L’altro si mise a fissare lo specchietto retrovisore quasi inebetito.

-Naa. Rideresti. E non è una storia di cui vado fiero.-

Poi il suo sguardo mutò e nei suoi occhi Jack lesse puro terrore!

Non passarono che pochi secondi prima dello schianto.

Un camion urtò il parafango posteriore con una forza tale da far fare un testacoda alla piccola utilitaria prima di scagliarla fuori dal cavalcavia.

Il guard Rail si aprì in due come fosse carta e l’intera vettura si ripiegò su se stessa dopo un volo di quasi 10 metri.

Nessuno sopravvisse all’impatto.

In seguito si scoprì che l’autista del camion era alla guida sotto gli effetti di alchool e droghe.

Ma questo a Jack non importava.

L’ultima cosa che avvertì fu il sapore del metallo in bocca. Una qualche lamiera lo aveva attraversato. Tutta una serie di sensazioni lo pervasero: il sangue che scorreva in gola, le urla di disperazione, l’odore di plastica bruciata.

Poi il nulla.

Tutto ad un tratto ogni sensazione cambiò però. Si ritrovò in un luogo buio e attorno a sé c’era solo acqua.

Eppure era strano. Si ritrovava sott’acqua, ma riusciva a respirare perfettamente. Si accorse di essere nudo e si vergognò, dato che al di là di una specie di vetro c’erano degli uomini in abiti bianchi e neri che lo osservavano. Iniziò a picchiare sul vetro allora, che con suo stupore si incrinò e poi si ruppe. Cadde su un pavimento a piastrelle ed iniziò a sputare quello strano liquido di cui aveva pieni i polmoni. I due uomini che lo stavano osservando gli porsero una specie di asciugamano ed una tunica simile alla loro che Jack prontamente indossò. Al ragazzo parve che i due si stessero presentando, tuttavia lui era ancora abbastanza stordito e non riusciva a sentire una parola di quello che dicevano.

O forse non capiva la loro lingua.

O forse aveva solo dell’acqua ancora nelle orecchie.

Ma non era quella la cosa più strana. Stava sognando?

Ricordava nitidamente l’incidente ed era sicuro che non si trattasse di un sogno.

-…vrai bisogno di più tempo per riprenderti dalla tua morte. Quello che stai provando or…-

-Aspetta un attimo. Io sono morto?-

Riuscì a dire a malapena. Rendendosi conto di capire perfettamente ciò che gli altri gli stavano dicendo.

-Lo shock è normale. Ma ti invitiamo a mantenere la calma. Con il tempo metabolizzerai tutto.-

– E il tempo qui è l’unica cosa che non ci manca.-

Aggiunse l’altro ridacchiando.

Jack per la prima volta squadrò le due figure. Erano due esseri dal viso insignificante, probabilmente sulla sessantina,con la testa calva e un gracile corpo che si intravedeva da sotto le tuniche. Visto che portavano la stessa veste che gli avevano portato, si trattava di semplici persone giunte lì come lui.

Persone normali, che lui poteva manipolare.

Sorrise.

-Spiegatemi come funziona questo aldilà.-

Proseguiamo la nostra storia...

  • La crisi temporale non è ancora risolta e i suoi effetti iniziano a ripercuotersi su Tempraìn. Cosa faranno i guardiani per arginarla? (0%)
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  • Aaron e sua madre. Due destini incrociati. Scopriamo il motivo del loro incontro che trascende il tempo. (100%)
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  • Come si comporterà Jack ora che si è reso conto di essere "rinato"? (0%)
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30 Commenti

  1. A Tempraìn, e chiedo scusa se ho causato un pareggio 🙁
    Ciao, Emanuele.
    La tua storia mi piace. In genere diffido moltissimo delle storie che tirano in ballo paradossi temporali, perché sono veramente troppo abusate, però gli “incastri” che hai architettato la rendono originale e mi intrigano. La lettura, a parte qualche refuso – alcuni orribilissimi 😀 – è scorrevole, anche se il pericolo “infodump” è dietro l’angolo: dai al lettore molte informazioni, a mio parere anche troppe. Il mio suggerimento è sfoltirle un po’, eliminare quelle non necessarie e darci quelle che ritieni necessarie nel modo più “naturale” possibile.
    Per fare un esempio, ti interessa raccontarci la “genialità” di Jack?
    Okay, potresti farla emergere dal dialogo con l’amico:
    _____
    Jin alzò le braccia rassegnato:
    -Ah, sei tu il genio, non le ho mica vinte io le olimpiadi matematiche a quattro anni!-
    – Ma quale genio, quest’anno rischio la bocciatura”-
    Jin si sporse verso di lui e lo scrutò con sguardo alcolico, poi emise uno sbuffo spernacchiante saliva che lambì la guancia dell’amico. Jack lo spinse via imprecando, Jin si lasciò ricadere pesantemente sul sedile passeggero e ridacchiò: – Credi che non l’abbia capito che fingi di essere normale? –
    Eruttò, causando ulteriori proteste di Jack, per poi aggiungere con espressione depressa: – Cioè scemo come noi. –
    ______
    Per dire, insomma, è solo un esempio semiserio, anzi, moltopocoserio per illustrare ciò che intendo.

    Sono curioso di vedere come proseguirai questa storia.

    Ciao, a presto

    • Benvenuto JAW.
      Innanzitutto grazie mille per l’analisi dettagliata e per le critiche. Apprezzo anche i complimenti ovviamente, ma quelle mi servono di più per crescere come scrittore!
      Da una parte pecco di eccesso di esposizione, questo è vero, ma dall’altra sono contento di dare molte informazioni sui personaggi, sulle situazioni e sulle ambientazioni. Sono ciò che mi piace esporre nei racconti, anche se mi faccio prendere spesso la mano. A volte dovrei modificare di sicuro il modo in cui voglio veicolarle queste informazioni (il tuo esempio sulla genialità di Jack è giustissimo). In definitiva lo ritengo personalmente più un problema del “come” che del “quanto”.
      Sono contentissimo comunque che il racconto ti stia intrigando e spero di non deluderti nei prossimi episodi. 😀

  2. Grande Giove!
    Dobbiamo tornare nel futuro!
    🙂
    Davvero molto carino. Mi piace un po’ come indugi sui personaggi, rivelandone dettagli a poco a poco. Stai solo attento affinché l’arricchimento sia rilevante e non seeva solo a coprire i vuoti.
    Davvero bravo, hai aggiunto un bel twist 🙂
    Alla prossima e non dimenticare di passare a trovarmi 🙂 ciao!

  3. Nuovo problema, altra carne a cuocere e poi : relax nel 5* capitolo. Davvero stupendo questo terzo episodio, complimenti! 🙂 Ho sentito ogni momento ed è stato un lieto intermezzo. Ma Aaron è lo stesso che è stato “estratto” nel capitolo precedente o non c’entra nulla?
    Ti seguo 🙂 non vedo l’ora di leggere il seguito. Passa a trovarmi mi raccomando!

  4. Ops! Mi ero persa un capitolo. Bellissima questa scena della madre con il figlio ora sono curiosa di sapere come suo figlio si è potuto presentare a lei e soprattutto che conseguenze ci saranno?
    Voto per sapere qualcosa di più del ragazzo nella vasca.

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