Ogni Tempo: la Crisi

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo: Jack raggiungerà la foresta intercettando Fèlkan. (67%)

Destino

Jack apparve in una foresta umida e fredda, al cospetto di Fèlkan e della donna che stavano seguendo.

Il Guardiano si girò verso di lui, fulminandolo con lo sguardo.

Per la prima volta percepì nei suoi occhi la luce della rabbia.

«Cosa ci fai qui? Non è ancora il momento per te di usare le Cronovie!»

«Un altro fantasma? Sto sognando, vero?»

Esclamò la donna lasciandosi andare ad una risatina isterica.

“Fantasma?”

Jack notò che poteva vedere attraverso le sue braccia e il suo intero corpo era pervaso da un alone quasi mistico.

«I Guardiani non possiedono un corpo fisico, per cui tutto ciò che appare di loro una volta sulla terra è questa figura. Il mito degli umani dei fantasmi e delle creature sovrannaturali è nato da ciò.»

Spiegò Fèlkan riacquisendo la propria compostezza.

«Guardiani?»

Rachel ricordava il termine pronunciato da Aaron e si mise subito sulla difensiva.

«Non mi porterete via mio figlio!»

Urlò portandosi istintivamente la mano al ventre.

“L’istinto materno fa proprio paura.”

Jack era stato adottato e i suoi genitori non avevano mai mostrato particolare affetto per lui, forse perché delusi che la sua promettente infanzia non si fosse trasformata in un’adolescenza di successi.

La giovane voltò le spalle ai due e scappò nella boscaglia.

«Inseguiamola! Presto!»

Jack obbedì, rendendosi conto di stare fluttuando e di poter attraversare gli alberi.

“Sono un fantasma in tutto e per tutto.”

Il ragazzo iniziava a pentirsi di aver seguito Fèlkan in quell’impresa. Quella che doveva essere una terribile crisi temporale si stava rivelando solo una mamma impaurita per la sua incolumità e per quella di suo figlio.

«Cosa gli faremo una volta raggiunta? Voglio dire… in questo stato…»

«La faremo sparire.»

Disse Fèlkan tirando fuori da una tasca una specie di L fatta di legno, che impugnò dal lato corto a mo’ di pistola.

«Il suo fato in ogni caso è la morte, a cui è scampata fuggendo dal proprio tempo d’origine.»

«Ma… e l’altro ragazzo?»

«Quello è suo figlio, che non sarebbe mai dovuto esistere. Non appena lei morirà, anch’egli ne condividerà il destino, sparendo nel nulla.»

Jack era sempre scettico quando sentiva parlare del destino.

“Sono io a decidere del mio futuro!”

Non poteva permettere che ci pensasse una qualche entità superiore.

Il fatto che i Guardiani parlassero della morte di quella giovane con tanta leggerezza gli parve improvvisamente così alieno…

Vederla scappare in lacrime sicuramente non aiutava ad inquadrarla come una terribile minaccia.

Stava accadendo proprio quello che aveva evitato per tutta la vita: qualcuno lo stava sfruttando per le sue conoscenze e le sue abilità.

“È veramente questo quello che voglio diventare?”

Rachel continuava a correre, ma nonostante la sua velocità fosse ragguardevole, almeno per una donna incinta, i continui ostacoli fra cespugli e radici degli alberi, non facevano che rallentarla, mentre Jack e Fèlkan attraversavano tutto indisturbati.

Quando furono ormai a pochi metri da lei, il Guardiano puntò l’arma, ma proprio allora accadde qualcosa di impensabile: la caviglia della donna venne avviluppata da una trappola che la fece finire appesa a testa in giù.

Quindi davanti ai due spettri si materializzò in un lampo di luce,  come era accaduto loro poco prima, un uomo completamente nudo e calvo, con al collo un medaglione.

Jack notò che il quadrante era storto e formato da lamiere deformate e, sebbene i numeri fossero disposti correttamente, i caratteri sembravano scritti con un pennarello.

«E anche questo è stato un fallimento.»

Borbottò l’uomo, mentre squadrava i due fantasmi.

«Oggi è proprio la giornata delle visite inattese. Forse voi potrete spiegarmi come mai continuo a tornare qui.»

Jack si ricordò del racconto di Altan sullo sviluppo delle Cronovie.

«Fèlkan, quest’uomo ha…»

«Ha semplicemente fatto ciò che tutti gli uomini cercano di fare. Imitarci. Sfortunatamente per lui, realizzare una Cronovia con la tecnologia terrestre è impossibile, in questo come in ogni altro tempo.»

«Perché gli manca l’Aion, vero?»

Per un attimo gli occhi di Fèlkan si spalancarono per lo stupore, poi lasciarono solo spazio alla rassegnazione.

«Quel maledetto Altan. Quando la finirà di parlare a sproposito…»

Il guardiano attraversò l’Ultimo Umano come se nulla fosse e puntò la strana pistola contro la donna, appesa e inerme.

Solo allora l’uomo reagì slacciando la corda e facendo rovinare Rachel al suolo, mentre il colpo partito dalla pistola di legno, uno strano raggio di luce verdastra, solcò il cielo senza arrecare alcun danno.

«Non vi permetterò di cavarvela così facilmente!»

La donna, nonostante la caduta, per prima cosa si sincerò delle condizioni del figlio e poi riprese a correre nel fitto della foresta, invocando il nome di Aaron a gran voce.

«Chi sei? E CHE COSA VUOI?»

Jack trasalì quando Fèlkan per la prima volta alzò il tono della voce.

«Io sono l’Ultimo Umano. Colui che ne detiene tutta la conoscenza ed eredità. Voglio l’ultima cosa che mi manca…»

E nel dire queste parole si sfilò il medaglione prendendolo in mano.

«Il tempo!»

Siamo arrivati alla conclusione di questa prima parte. Come volete che termini? (in caso di pareggio potrei inserire più opzioni)

  • Con un finale amaro. (0%)
    0
  • Con un lieto fine ed un Cliffhanger. (25%)
    25
  • Con un lieto fine e la chiusura di una storyline. (75%)
    75
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67 Commenti

  1. Sapendo che questa non è la fine dell’avventura avrei detto un cliffhanger però mi sta bene anche la chiusura di una storyline!
    Vediamo cosa hai preparato per noi in questa fine prima parte. Intanto ti dico che questi è stato più che altro un capitolo di passaggio, di preparazione per la fine. Vedremo dove ci condurrai! A presto!

    • Ciao Red. Innanzitutto grazie per avermi seguito fino a questo punto ed essere sempre stato così attivo. 🙂
      Come seconda cosa concordo in parte con il tuo ragionamento, ma sono dell’ide anche qualunque finale, se scritto bene, può dare dignità ad una storia. Mi atterrò in ogni caso al giudizio di voi lettori. 😉

    • La risposta ovviamente è: NO.
      Avevo già deciso, come tra l’altro da te intuito, che se avesse vinto un’opzione che aggiungesse altra carne al fuoco, allora sarei andato ad una seconda parte, così da completare al meglio il tutto e non lasciare niente appeso.
      Questo non significa che io non abbia in mente un bel finale per questa. 😉

  2. Nessuno dei due.
    Ciao, Davide
    Scorrevole e interessante, questo sesto capitolo. Ti segnalo quel “… mentre spostava finestre… mentre altri guardiani…”, ripetizione che appesantisce (o appiattisce? Boh!) un po’ la lettura.
    Anche il successivo “… per te per prendere…” mi suona male, ci avrei visto meglio un “perché tu possa prendere parte…”; mi rendo conto che è anche una questione di gusti, di certo il tuo tono è più discorsivo, ma ti faccio una domanda: il tuo Custode, un leader, un’autorità, come lo vuoi far parlare? Come Mimmo il mio gommista o in modo più alto, oserei dire ieratico, come… boh… come quello lì, il mago del Signore degli Agnelli – com’è che si chiama? Non è Mago Pancione, non è mago Dadì… ah, ricordato: Gandalf! – Ecco, ti sei chiesto “come” parla il tuo personaggio?
    Per il resto, a mio umile parere, bene 🙂
    Ciao, a presto

    • Hai ragione sul discorso del linguaggio, ma a dirla tutta non è una mia priorità: lì a Tempràin non c’è una vera e propria “Lingua” e lo stesso Jack inizia a capire e a discorrere con i Guardiani dopo pochi secondi, anche con gente morta secoli prima di lui, per cui non esiste un vero e proprio “stile”, ma parlano tutti più o meno allo stesso modo. So che questo aspetto non è specificato bene ovviamente, ma per mancanza di caratteri ho sorvolato, così da concentrarmi su altri particolari più legati alla trama. In ogni caso lo menzionerò sicuramente in un futuro capitolo, così da rimarcare la cosa.
      P.S. Perché Davide? Ahahah

  3. Spezziamo il pareggio: sopraggiunge un terzo problema… vedremo come lo affronteranno i nostri protagonisti.
    Ho letto tutto d’un fiato i precedenti capitoli (bellissimi è scritto molto fluidamente come quest’ultimo) che avevo perso, e mi dispiace essere arrivata qui solo a metà opera.
    Al prossimo capitolo.

  4. A Tempraìn, e chiedo scusa se ho causato un pareggio 🙁
    Ciao, Emanuele.
    La tua storia mi piace. In genere diffido moltissimo delle storie che tirano in ballo paradossi temporali, perché sono veramente troppo abusate, però gli “incastri” che hai architettato la rendono originale e mi intrigano. La lettura, a parte qualche refuso – alcuni orribilissimi 😀 – è scorrevole, anche se il pericolo “infodump” è dietro l’angolo: dai al lettore molte informazioni, a mio parere anche troppe. Il mio suggerimento è sfoltirle un po’, eliminare quelle non necessarie e darci quelle che ritieni necessarie nel modo più “naturale” possibile.
    Per fare un esempio, ti interessa raccontarci la “genialità” di Jack?
    Okay, potresti farla emergere dal dialogo con l’amico:
    _____
    Jin alzò le braccia rassegnato:
    -Ah, sei tu il genio, non le ho mica vinte io le olimpiadi matematiche a quattro anni!-
    – Ma quale genio, quest’anno rischio la bocciatura”-
    Jin si sporse verso di lui e lo scrutò con sguardo alcolico, poi emise uno sbuffo spernacchiante saliva che lambì la guancia dell’amico. Jack lo spinse via imprecando, Jin si lasciò ricadere pesantemente sul sedile passeggero e ridacchiò: – Credi che non l’abbia capito che fingi di essere normale? –
    Eruttò, causando ulteriori proteste di Jack, per poi aggiungere con espressione depressa: – Cioè scemo come noi. –
    ______
    Per dire, insomma, è solo un esempio semiserio, anzi, moltopocoserio per illustrare ciò che intendo.

    Sono curioso di vedere come proseguirai questa storia.

    Ciao, a presto

    • Benvenuto JAW.
      Innanzitutto grazie mille per l’analisi dettagliata e per le critiche. Apprezzo anche i complimenti ovviamente, ma quelle mi servono di più per crescere come scrittore!
      Da una parte pecco di eccesso di esposizione, questo è vero, ma dall’altra sono contento di dare molte informazioni sui personaggi, sulle situazioni e sulle ambientazioni. Sono ciò che mi piace esporre nei racconti, anche se mi faccio prendere spesso la mano. A volte dovrei modificare di sicuro il modo in cui voglio veicolarle queste informazioni (il tuo esempio sulla genialità di Jack è giustissimo). In definitiva lo ritengo personalmente più un problema del “come” che del “quanto”.
      Sono contentissimo comunque che il racconto ti stia intrigando e spero di non deluderti nei prossimi episodi. 😀

  5. Grande Giove!
    Dobbiamo tornare nel futuro!
    🙂
    Davvero molto carino. Mi piace un po’ come indugi sui personaggi, rivelandone dettagli a poco a poco. Stai solo attento affinché l’arricchimento sia rilevante e non seeva solo a coprire i vuoti.
    Davvero bravo, hai aggiunto un bel twist 🙂
    Alla prossima e non dimenticare di passare a trovarmi 🙂 ciao!

  6. Nuovo problema, altra carne a cuocere e poi : relax nel 5* capitolo. Davvero stupendo questo terzo episodio, complimenti! 🙂 Ho sentito ogni momento ed è stato un lieto intermezzo. Ma Aaron è lo stesso che è stato “estratto” nel capitolo precedente o non c’entra nulla?
    Ti seguo 🙂 non vedo l’ora di leggere il seguito. Passa a trovarmi mi raccomando!

  7. Ops! Mi ero persa un capitolo. Bellissima questa scena della madre con il figlio ora sono curiosa di sapere come suo figlio si è potuto presentare a lei e soprattutto che conseguenze ci saranno?
    Voto per sapere qualcosa di più del ragazzo nella vasca.

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